venerdì, 30 marzo 2012
Il quadri principe Eugenio alla Reggia di Venaria
Praticamente è andata così. Destinato alla carriera ecclesiastica da un sovrano che non ammette di essere contraddetto e non ha nessuna intenzione di averlo fra i piedi nell’esercito, il giovanissimo Eugenio di Savoia-Soissons ha una sola aspirazione, fare il soldato, quindi fa armi e bagagli e se ne va in Austria. Diventerà uno dei più grandi condottieri della storia e Luigi XIV, se ne pentirà amaramente per tutto il resto della sua vita anche perché il principe Eugenio (figlio di un Savoia del ramo Carignano e di Maria Mancini Olimpia Mancini una delle nipoti di Mazzarino, en passant anche amore giovanile del Re Sole) infliggerà numerose e cocenti sconfitte alla sua patria d’origine.
Eugenio, che è il cugino di Vittorio Amedeo II di Savoia, entra nell’esercito imperiale di Leopoldo I d’Asburgo nel 1683 riorganizzandolo in funzione antiturca e antifrancese e conseguendo in questo senso una serie di vittorie-simbolo nella storia d’Europa moderna. Colonnello dei dragoni imperiali, cavaliere del Toson d’oro, feldmaresciallo dell’Impero, governatore di Milano e dei Paesi Bassi, vicario generale dell’Impero in Italia, è anche un raffinato cultore delle arti, interessato alle scienze, grande collezionista e bibliofilo. L’enorme fortuna accumulata in trentatré campagne militari Eugenio la investe in opere d’arte, palazzi di città, residenze estive, biblioteche, giardini, gabinetti di scienze naturali. Quando muore a Vienna il 20 aprile del 1736 all’età di 72 anni non lascia eredi né testamento e l’imperatore Carlo VI d’Asburgo indica come erede del suo immenso patrimonio la nipote Maria Anna Vittoria di Savoia la quale, in fasi successive liquida tutto, vendendo gli edifici e la biblioteca alla famiglia imperiale stessa e i dipinti al cugino Carlo Emanuele III di Savoia. La raccolta del principe Eugenio, allestita nel 1741 presso Palazzo Reale a Torino, è ammirata e magnificata da viaggiatori e cultori d’arte di tutta Europa che lodano in particolare la ricchezza di opere fiamminghe ed olandesi, arrivando ad additarla come uno dei vertici del collezionismo moderno. La quadreria venne poi trasferita, insieme ad altre opere di provenienza dinastica, alla Galleria Sabauda dall’atto della sua istituzione nel 1832, costituendone una sezione particolarmente rilevante e prestigiosa.
In attesa dell’allestimento definitivo della nuova Galleria Sabauda nella Manica Nuova di Palazzo Reale, una cospicua selezione dei dipinti del principe Eugenio rappresenta il fulcro della mostra ospitata alla Reggia di Venaria nelle Sale delle Arti. Una esposizione speciale perché impreziosita dalla possibilità del confronto tra la quadreria del Principe e alcune opere provenienti da importanti collezioni conservate oggi al Louvre e alla Gemaldegalerie di Dresda ed appartenute ad altri personaggi di spicco della corte sabauda residenti nella Parigi dell’epoca, cuore del mercato internazionale dell’arte: Jeanne Baptiste d’Albert de Luynes, contessa di Verrua (1670-1736), la seducente amante di Vittorio Amedeo II “regina” indiscussa dei “salotti culturali” parigini, e Vittorio Amedeo di Carignano (1690-1741), genero della contessa di Verrua e generale delle armate di Francia. Ciò consente l’opportunità per una più ampia ed interessante riflessione sul gusto à la page dei collezionisti nell’Europa di primo Settecento.
Il principe Eugenio ritratto da Van Schuppen. Copyright foto Galleria Sabauda (Torino)
L’esposizione è introdotta da una prima sezione dedicata al principe Eugenio che ne delinea la personalità, con il magnifico ritratto equestre dipinto da Van Schuppen, le dieci Battaglie vittoriose del condottiero eseguite da Jan Huchtenburg, all’interno di un ben preciso progetto celebrativo fortemente voluto da Eugenio, alcune armi a lui appartenute ed oggi conservate all’Armeria Reale di Torino, i volumi dalle preziose incisioni dedicati alle sue gesta della Biblioteca Reale e della Regione Piemonte. Un’ampia sala ne illustra più generalmente il gusto aggiornato e moderno da lui seguito nella definizione dei propri palazzi viennesi, con arazzi, porcellane e oggetti anch’essi pervenuti a Torino nel Settecento e attualmente conservati tra Palazzo Reale, il Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama e alcuni privati. Di qui parte il percorso espositivo vero e proprio secondo la traccia sopra delineata, con il massimo risalto alle qualità dei dipinti e alla cultura collezionistica che sta alla base delle raccolte. Analogamente, il catalogo segue questo percorso, permettendo di approfondire anche aspetti collegati, quali il collezionismo di incisioni nel quale il Principe si distinse, e può contare sugli importanti studi condotti in questi anni sia dal cotè piemontese che in ambito francese e tedesco.
I quadri del Re
dal 5 aprile – 9 settembre 2012
alla Reggia di Venaria (To)
Scritto da: marina
Categorie: Mostre Reali
Tags: Eugenio di Savoia-Soissons, Mostre, principe Eugenio, Torino, Venaria Reale
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- Umberto II a trent'anni dalla morte: i libri | Altezza Reale 01-16-2013 alle 00:10








Filippo
domenica, aprile 15, 2012 alle 17:34
Sto leggendo, anzi sto rileggendo (mi hanno regalato l’ultima edizione) il libro di Edgarda Ferri “Maria Teresa una donna al potere”, nei primi capitoli ampio spazio viene dato al principe Eugenio di Savoia, grande condottiero e salvatore del Sacro Romano Impero dai turchi che lo insidiavano.
Il principe Eugenio divenne consigliere privato amato/odiato/invidiato e riamato, saggiamente ascoltato, dell’imperatore Carlo VI (padre di Maria Teresa), fu lui che favorì il fidanzamento tra Maria Teresa e Clemente di Lorena e in seguito alla morte di questi con il fratello Francesco Stefano, futuro imperatore del S.R.I.
L’imperatore Carlo VI gareggia con lui per avere una dimora che superasse in splendore e ricchezza il palazzo del Belvedere.
Eugenio di Savoia aveva libero accesso negli appartamenti privati della famiglia imperiale dove spesso vi si recava per portare un saluto e dove veniva accolto come un componente della famiglia, sembra che rimanesse affascinato da questa famiglia che nel privato si comportasse come una normale famiglia aristocratica.
Maria Teresa da bambina giocava sulle ginocchia di questo principe condottiero, che viveva in solitudine nel suo grande e splendido palazzo, e spesso diceva alla piccola Maria Teresa come la pace tra i popoli fosse la cosa migliore, ma che spesso per difenderla era necessario fare la guerra.
Maria Teresa, in seguito regina e imperatrice consorte, per buona parte del suo lungo regno (50 anni) per inseguire la pace farà molta guerra!
Il principe condottierro viene trovato morto, la mattina del 21 Aprile del 1736 dal cameriere che a lungo ha bussato alla porta della camera da letto, compostamente vestito e seduto in poltrona.
L’imperatore proclama il lutto cittadino.
Gli Asburgo lo piangono con sincero dolore e l’Austria lo ricorderà e lo ricorda ancora oggi come un grande eroe.
Le guide turistiche ne elogiano le grandi gesta.
L’imperatore Carlo VI privato e non più consigliato dall’abile stratega Eugenio di Savoia darà seguito ad una serie di decisioni disastrose che nell’arco di 4 anni lo porteranno alla rovina dell’Impero ed alla morte avvenuta il 20 Ottobre del 1740.
Filippo
Ale
domenica, aprile 15, 2012 alle 18:49
@filippo che bello quello che hai scritto! non conoscevo questi dettagli dell’infanzia di maria teresa con il principe eugenio …. non si smette mai di imparare. in effetti la figura di vecchio saggio si addice molto a questo principe.
personalmente considero carlo VI, come si dice in piemonte, una ciula (sicuramente non si scrive così). credo che fosse il principe eugenio a mandare avanti la “baracca” e come hai detto tu lo dimostra l’operato dell’imperatore dopo la sua morte.
paola
lunedì, aprile 16, 2012 alle 14:24
@Filippo, interessante quello che racconti. Se Maria Teresa Imperatrice avesse avuto come consigliere un altro Eugenio di Savoia sicuramente avrebbe fatto meno errori strategici e politici nel suo lungo regno.
M. Paola
Filippo
lunedì, aprile 16, 2012 alle 15:32
@Ale infatti nel libro il principe Eugenio di Savoia viene definito anche colui che probabilmente (anzi sicuramente)governava l’impero come un primo ministro, per questo motivo limperatore lo odiava e al tempo stesso lo amava e rispettava riconoscendo in lui sagacia e saggezza.
Filippo
martedì, aprile 17, 2012 alle 12:44
@Paola, dalla lettura del libro al momento emerge una grande sovrana riformatrice.
Tre esempi:
1)Attuò il censimento delle proprietà per il catasto, facendo pagare ai nobili tasse che fino ad allora non avevano mai pagato.
2)La riforma della scuola, con l’obbligo alla scolarizzazione per tutti.
3)Esercito regolare e non più fornito dai nobili (sullo stile prussiano).
Per questo il suo grande nemico e avversario Federico di Prussia la elogiò definendola forse l’unico re, delle Corti europee, capace di avviare delle grandi riforme, ma questo lei non lo seppe mai.
Sarebbe stata una grande soddisfazione per Maria Teresa, dato che all’inizio del suo regno non godeva di grande stima da parte degli altri Stati europei.
Quando sarò più avanti nella lettura vi dirò.
Filippo
paola
martedì, aprile 17, 2012 alle 15:16
@Filippo, mi riferivo soprattutto agli errori commessi da M. Teresa (o dai suoi generali) nella guerra contro la Prussia, ma posso sbagliare perchè mi affido alla memoria in quanto lessi la biografia di M. teresa diversi anni fa. Comunque è vero che fu una sovrana illuminata, per es. impose l’istruzione elementare obbligatoria.
M. Paola
Ale
mercoledì, maggio 16, 2012 alle 17:11
oggi finalmente ho avuto un pò di tempo libero e ne ho approfittato subito, ho preso la macchina e sono andato a venaria. qui la giornata è bellissima, sole, 25° C e un pò di vento, ideale per vedere senza la solita foschia l’arco alpino in tutto il suo splendore. e infatti il giardino della reggia era stupendo con le montagne ancora un pò innevate sullo sfondo. adesso veniamo a noi: la mostra è bella e ben fatta ma me l’aspettavo diversa. le grandi opere, cioè quelle di grandi dimensioni, appartenute al principe eugenio sono esposte tutte alla manica nuova di palazzo reale (infatti ero rimasto stupito quando ero andato a vederla); a venaria sono stati messi in mostra invece, oltre ai quadri della serie delle battaglie, i suoi quadri da cabinet, cioè quelli di piccole e medie dimensioni, che in pratica, nella loro moltitudine, tappezzavano le pareti delle sue residenze. alcuni sono veramente belli, quasi tutti di pittori fiamminghi o francesi, tra questi ci sono delle bellissime vedute di londra. la pittura italiana è rappresentata per la maggior parte da opere dell’albani, qualche guido reni e molti pittori emiliani della metà del ‘600. ho trovato una bellissima idea quella di indicare nella didascalia il castello in cui era esposto il quadro e soprattutto quella, grazie alle numerose incisioni sugli interni dei palazzi del principe eugenio, di riprodurre in ogni sala una piccola copia di questi disegni in cui si può notare anche la posizione che avevano originariamente i quadri esposti. probabilmente sono state scelte queste opere di medie dimensioni per via degli ambienti in cui si svolge la mostra, che non sono molto ampi e soprattutto hanno dei soffitti che non superano di sicuro i tre metri e mezzo. penso sia questo il motivo per cui il ritratto di van shuppen, che è enorme, è esposto al piano terra, dove i soffitti raggiungeranno i 10 m, nella sala accanto allo scalone che porta alla mostra.
nel percorso di visita della reggia (quello del piano terra dedicato alla storia della reggia di venaria, insomma quello permanente) invece ho visto per la prima volta la raccolta di orologi da tasca e tabacchiere del tardo ‘700 lasciata in eredità alla reggia da un collezionista ed esposta da circa sei mesi. gli oggetti in totale saranno una sessantina e sono tutti di maniffattura francese o tedesca, in oro smalti pietre preziose perle e con miniature. veramente stupendi! e adesso aspetto con ansia la mostra sui gioielli degli zar e sulle uova di fabergè che sarà inaugurata a metà luglio.
elettra
mercoledì, maggio 16, 2012 alle 18:24
@Ale,,,grazie per il resoconto della tua gita…veramente interessante il tuo racconto….però …CHE INVIDIA!!!!!!!
paola
giovedì, maggio 17, 2012 alle 13:56
@Ale, è bellissimo il paesaggio delle Alpi dietro Torino! sono stata a Torino una volta sola ma me lo ricordo bene.
Certo che mi piacerebbe moltissimo venire a vedere la mostra sui gioielli degli zar di luglio!
M. Paola
Ale
giovedì, maggio 17, 2012 alle 18:03
in effetti ieri era proprio una giornata stupenda.
mi sono dimenticato di dire invece che mi ha deluso la parte della mostra dedicata al collezzionismo europeo, erano solo due sale e con opere piuttosto misere. molto ben fatte invece le prime sei dove viene raccontata la figura del principe eugenio e il suo gusto per il collezionismo. sono esposti alcuni suoi ritratti (provenienti da collezioni private e uno dal quirinale), le sue armi usate durante la battaglia di torino del 1706, oggi di proprietà dell’armeria reale di torino (che tra l’altro colgo l’occasione per ricordare che è una delle tre più importanti in europa insieme a quelle di vienna e di madrid) e poi ancora arazzi, porcellane, vasi cinesi, mobili, piatti e altri oggetti provenienti da palazzo madama, da palazzo reale (di torino) e da collezioni private.
@paola anch’io l’aspetto con ansia perchè adoro le uova di fabergè. è un amore che è nato a montecarlo qualche anno fa quando ho visto la mostra dedicata ai romanov.
@elettra di niente. l’avevo promesso che vi avrei fatto sapere le mie opinioni sulla mostra, comunque anche qui è partito lo spennamento del turista: il parcheggio che prima era gratuito (già si pagava solo nei weekend!) è diventato a pagamento per tutta la settimana.
Ale
martedì, luglio 31, 2012 alle 15:56
finalmente dal 27 luglio sono arrivate alla reggia di venaria le uova di fabergè, aspettavo questa mostra da quasi un anno, spero sia all’altezza delle mie aspettative. scusate ma faccio un pò di promozione turistica “reale” o “imperiale” a seconda della prospettiva da cui si guarda (reggia di venaria o romanov):
http://www.lavenaria.it/web/it/calendario/mostre/details/122-faberge-alla-venaria-reale.html
sicuramente andrò dopo le vacanze, vi farò sapere le mie impressioni.
Ale
domenica, agosto 26, 2012 alle 14:41
come avevo già scritto a fine luglio molto presto, tra una settimana o al massimo dieci giorni, conto di andare a vedere questa mostra su fabergè alla venaria. ho letto che nei primi due giorni di apertura erano andate più di 4000 persone, quindi un successone. boh vedremo, naturalmente dopo la visita vi racconterò le mie impressioni, visto anche che l’esposizione è di argomento imperiale
Ale
mercoledì, settembre 5, 2012 alle 16:54
oggi sono andato finalmente a vedere alla reggia di venaria la mostra sulla maison fabergè. l’ho trovata veramente bella, non ci sono solo le uova ma anche molti molti oggetti. bellissime tabacchiere, molte appartenute agli zar, portasigarette smaltati, timbri, occhialini, binocoli da teatro, sigilli, orologi da tavolo, portafoto e set da scrivania. mi ha colpito moltissimo vedere (e ce n’erano tante) le fibbie da cintura di inizio novecento, proprio non mi aspettavo che ne esistessero fatte da fabergè. sulle uova potrei dire solo ovvietà, ne avevo già viste alcune in una mostra a montecarlo anni fa, ma per fortuna ce ne sono tante che non avevo mai visto prima dal vivo. il simbolo della mostra è il mio uovo preferito, quello dell’incoronazione, sono riportati anche i commenti che fece vittorio emanuele III (all’epoca ancora principe di napoli) in occasione dei festeggiamenti per l’incoronazione di nicola II, feste in cui probabilmete scelse elena di montenegro (si erano già incontrati una volta, se non sbaglio alla fenice di venezia) come propria futura consorte. non mi resta che dire: che sfarzo questi romanov! se per caso qualcono di voi capita in zona consiglio caldamente la visita, io ci ritornerò sicuramente.
nicole
mercoledì, settembre 5, 2012 alle 19:39
Ale, hai visto il termometro e gli aghi da calza della Maison? Prossima influenza voglio quel termometro
Bellissima veramente.
paola (baldanzi)
mercoledì, settembre 5, 2012 alle 21:22
@Ale, come mi piacerebbe vedere questa mostra! però non ce la faccio a venire a Torino, peccato! I Romanov vivevano in un lusso sfrenato, anche altri regnanti rimanevano sbalorditi di fronte a tanta magnificenza.
elettra
giovedì, settembre 6, 2012 alle 07:20
@Ale…pensa che alla fine del mese, mio figlio deve venire a Torino per lavoro, per due giorni…come mi piacerebbe accompagnarlo!….basta non voglio dire altro….vedremo!
Tu hai capito benissimo che Torino è una delle città che mi stanno in mezzo al cuore…mi piacerebbe molto vedere, sia questa mostra che con le tue descrizioni, mi hai fatto venire una voglia indescrivibile, sia tutto il resto …(da vedere e rivedere!)
Ale
giovedì, settembre 6, 2012 alle 14:01
@nicole si bellissimo il termometro, ho pensato la stessa cosa! hai visto anche tu la mostra?
@paola mi ha molto colpito il particolare che ha colpito v.e. III, durante il banchetto dell’incoronazione lo zar ha sempre tenuto la corona in testa e ogni volta che beveva gli araldi alzavano i bastoni, le guardie sguainavano le spade e i trombettieri facevano squillare le trombe. v.e. III lo definì il regno delle favole…
in esposizione ci sono anche oggetti appartenuti a sovrani stranieri, soprattutto a guglielmo II.
@elettra beh allora cerca di venire, la mostra vale proprio la pena e come hai detto tu anche tutto il resto