Galeazzo Maria Sforza, il duca di Milano nato nelle Marche

Pochi sanno che Galeazzo Maria Sforza, il crudele e violento duca di Milano, morto assassinato nella chiesa di Santo Stefano il 26 dicembre 1476 era nato nelle Marche e per la precisione a Fermo, piccolo centro un tempo nell’ascolano ed oggi  capoluogo della provincia omonima. L’aria delle colline marchigiane non deve avergli giovato perché i dieci anni del suo governo, nonostante la presenza del fido consigliere paterno, il saggio Cicco Simonetta, non furono indimenticaibli. Con la sua morte però si rompe la fragile pace nell’Italia delle signorie rinascimentali. Ecco la storia della sua nascita.

Negli ultimi mesi del 1443 Bianca Maria Visconti, incinta del suo primo figlio, non sa risolversi a lasciare il marito che ha il suo quartier generale, poco più che un semplice accampamento a dire il vero, a Montegiorgio. La figlia del duca di Milano (che dopo una lunga attesa e varie peripezie si è unita in matrimonio a Francesco Sforza il 25 ottobre 1441) ha i suoi buoni motivi per voler restare a tutti i costi a fianco del consorte, celebre condottiero ma altrettanto famoso per la facilità cui si concede “distrazioni”, fra l’altro quasi tutte molto feconde. All’epoca delle nozze lo Sforza ha già una trentina di figli illegittimi che diventeranno più di quaranta. Per Bianca Maria, donna dal carattere deciso e dai saldi principi la fedeltà è un valore assoluto e imprescindibile, mentre Francesco si dedica ai rapporti extraconiugali con assoluta e serena noncuranza. Il rifugio scelto dallo Sforza per la moglie e il nascituro è la rocca del Girifalco a Fermo, ma Bianca Maria aspetta troppo a mettersi in viaggio e la guerra finisce con l’investire con straordinaria violenza anche la zona tra Montegiorgio e Fermo. Francesco quindi deve trattare con l’avversario Piccinino affinché a Bianca Maria (peraltro stipendiato dal padre Filippo Maria Visconti) sia concesso un lasciapassare per raggiungere Fermo. Ad ogni buon conto la donna affronta il viaggio con una forte scorta che la deve proteggere sia dagli sbandati, sempre presenti sui teatri di guerra, che dagli eventuali e sempre possibili ripensamenti del Piccinino. Il 24 gennaio 1444 Bianca Maria dà alla luce, al Girifalco, il primogenito e una staffetta, che collega Fermo con il campo sforzesco, porta subito al condottiero la felice notizia. Francesco abbandona precipitosamente l’accampamento per andare a vedere il figlio e poi ordina ad uno dei suoi uomini di correre a Milano. Evidentemente Francesco ha una gran stima delle doti diplomatiche di Gaspare da Pesaro (che di professione è un medico) poiché gli affida un incarico delicatissimo: ufficialmente deve recare a Filippo Maria Visconti la notizia della nascita del bambino e chiedergli quale nome vuole sia imposto al neonato. In realtà si tratta di ottenere dal duca di Milano un riconoscimento del piccolo come erede dei Visconti, dal momento che il duca non aveva e non poteva pensare di avere eredi maschi legittimi. Almeno in apparenza la missione di Gaspare ha successo, non solo Filippo Maria accetta di buon grado di scegliere il nome del nipote, ma propone addirittura quello del fondatore del ducato, Galeazzo, a cui viene affiancato quello di Maria tradizionale per i maschi di casa Visconti.

Galeazzo Maria Sforza viene battezzato il 17 marzo 1444 nella chiesa che sorgeva accanto alla rocca del Girifalco. La secondogenita di Bianca Maria e Francesco, Ippolita Maria, invece nasce a Jesi (il 18 marzo o aprile del 1445) dove si è spostato il campo sforzesco. La situazione è cambiata in peggio ed è forse il momento peggiore nella storia della famiglia. Gli Sforza vedono di giorno in giorno sgretolarsi e crollare il loro dominio marchigiano: Ascoli si ribella e il signore della città, Rinaldo da Fogliano, fratellastro di Francesco, viene fatto a pezzi dalla popolazione in rivolta, inferocita per le guerre continue. Poco dopo insorge anche Fermo che sembrava fino a poco prima il più sicuro rifugio per la famiglia. Nel Girifalco, in assenza di Francesco, si trovano il fratello Alessandro, signore di Pesaro, e la madre Lucia e anche se la rocca è imprendibile con le armi i fermani l’assediano e alla fine gli occupanti si devono arrendere per fame. La popolazione lascia che gli Sforza se ne vadano praticamente senza danni, poi distrugge dalle fondamenta  l’edificio giurando che nessuna fortezza sarà più costruita in quel luogo. Intanto, mentre Francesco, di fronte all’incalzare dei nemici e al rivoltarsi delle popolazioni soggette, cerca di manovrare con il suo esercito e limitare i danni, Bianca Maria con i due bambini si mette in salvo presso il cognato alla corte di Pesaro. La città però è stretta d’assedio dai soldati pontifici che intimano ad Alessandro la resa e la consegna della cognata e dei nipoti. Alessandro riesce a temporeggiare, tratta la cessione di Pesaro, ma rifiuta di dare in ostaggio Bianca Maria e i suoi figli. Alla fine i papalini si accontentano della sola città e gli Sforza con il loro seguito si rifugiano alla corte di Urbino dove sono accolti dal loro grande amico Federico da Montefeltro. I due piccoli Sforza “marchigiani” avranno destini e fama molto diversi, Ippolita Maria, donna di grande cultura ed intelligenza, sposerà il futuro Alfonso II d’Aragona re di Napoli e verrà poi citata come esempio di fedeltà e “inaudita pudicizia”, mentre Galeazzo Maria, educato come un grande signore del Rinascimento alla corte di Borso d’Este, amante della cultura e munifico mecenate e famoso per le sue conquiste femminili, sarà duca di Milano alla morte del padre nel 1466. Purtroppo Galeazzo Maria, che ha ereditato il carattere violento e capriccioso dei Visconti, sarà un uomo corrotto, crudele e malvagio, tanto da suscitare contro di sé una ribellione che, nel 1476, si tradurrà nel suo assassinio.



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27 Commenti

  1. Gabriella ha detto:

    Si erano dimenticati del contratto nuziale della pro pro prozia, Valentina Visconti…… Tutto si paga, nella vita, anch egli accordi vecchi di cent’anni……

  2. paola ha detto:

    @Ale, interessante quello che racconti sulla Val di Susa, non l’immaginavo proprio! insomma gli abitanti di quella valle (come si chiamano?) hanno una tosta tradizione “barricadera” alle spalle 🙂

    M. Paola

  3. elettra ha detto:

    @Ale…In Val di Susa bisogna mettere piantagioni di camomilla e valeriana, a questo punto! e pensare che sono andata tante volte a sciare a Bardonecchia e non mi sono accorta di nulla! AHAHAH!
    Ma Fenestrelle non è in val Chisone? anche da quel luogo è facile la penetrazione, dalla Francia? Sembra un luogo tanto impervio!

  4. Ale ha detto:

    @elettra effettivamente fenestrelle è in val chisone però attraverso il colle di sestriere si scende in val susa, mentre scendendo la val chisone si arriva su pinerolo e da lì su torino. l’altro punto di accesso è il piccolo san bernardo in valle d’aosta. sulla val susa non so ma per la valle d’aosta fin dal dall’alto medioevo ogni castello aveva un collegamento visivo con altri due, in questo modo tramite segnali appositi se i francesi entravano in valle entro due tre ore a torino si sapeva, tutto questo in un’epoca in cui gli eserciti non facevano più di 20 o 30 km al giorno. a chiudere l’ingresso dalla valle alla pianura c’è un’altra formidabile fortezza(che per napoleone fu un nemico ostico), il forte di bard.
    @paola in effetti hanno una lunga tradizione. sul nome boh … noi li chiamiamo valsusini ma non so se sia corretto.

  5. Musidora ha detto:

    Galeazzo Maria… lo amo da quando facevo le medie. Spero che il mio amore sia ricambiato! 😉

  6. Chloe ha detto:

    Questa sera su RaiStoria alle 21.30 una nuova puntata dello speciale Signorie, la settima, oggi dedicata a Milano e agli Sforza.
    … oppure ci saranno le repliche/il video in rete, visto che … ehm … più o meno coincide con il secondo tempo di Roma-Juve 😉

    Le puntate precedenti della rubrica si possono vedere qui:
    http://www.raistoria.rai.it/rubriche/signorie/136/1/default.aspx

    oppure su youtube, ma per ora solo le prime tre puntate, dedicate a Firenze (i Medici), Padova (i Da Carrara) e Rimini (i Malatesta):
    https://www.youtube.com/watch?v=IiAvx7nCB7Q
    https://www.youtube.com/watch?v=Y5GKeiEAuEI
    https://www.youtube.com/watch?v=lL9NXMAPpKA

  7. Chloe ha detto:

    A Milano settimana scorsa è stata inaugurata una mostra davvero interessante che rimarrà a Palazzo Reale fino al 28 giugno, che ripercorre il fiorire di arti e manifatture nel periodo delle dinastie viscontea e sforzesca, con dipinti, sculture, miniature, vetrate … Se siete a Milano o vi capita di passare di qua … Io ci andò presto.

    http://www.viscontisforza.it/

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