domenica, 22 gennaio 2012

Lo zaffiro della regina di Romania

Cartier2Qualche giorno fa mi è capitata fra le mani – o meglio sullo schermo del pc – questa foto. Naturalmente si tratta di un gioiello che conosco bene, in senso virtuale, sul quale ho letto parecchio e che è legato alla memoria di un personaggio straordinario, la regina Maria di Romania (1875-1938). Così, venendo meno alla promessa di un post sui diademi della regina dei Belgi (ma giuro che lo faccio, ho già messo tutte immagini in una cartella e non è che ci voglia una gran fatica, sono solo due) ho deciso di raccontare, a chi non la sapesse già, la storia di questo enorme e meraviglioso zaffiro. Anche perché gli zaffiri sono le mie pietre preferite.

Il 19 novembre 2003 nella sede della Christie’s a Ginevra viene venduto il più grosso zaffiro mai apparso in un’asta. Il venditore è misterioso – il catalogo parla vagamente di una “nobile famiglia europea”, l’acquirente anche. La cifra, come c’era da aspettarsi è da capogiro, quasi un milione e mezzo di dollari contro una stima che andava da 928 mila e 1 milione e 382 dollari, ma anche in questo caso, come sempre quando si parla di gioielli legati a grandi personaggi, nel conto c’entra anche la storia e l’aura della leggenda. In questo caso in effetti lo zaffiro taglio cuscino da 478.68 carati tenuto da tre griffe di diamanti e completato da un anello sempre in diamanti, è stato “in giro” solo per pochi anni (una quarantina in tutto) ma è appartenuto ad una delle donne più interessanti del XX secolo, una di quelle nipoti della regina Vittoria che dalla nonna ha ereditato la tempra di acciaio e anche una certa passione per il governo. Maria di Sassonia Coburgo-Gotha (o di Edimburgo poiché suo padre era duca di Edimburgo e anche di Sassonia Coburgo-Gotha) sposa giovanissima il principe ereditario di Romania, vive infelice per molti anni nella lontana e ancora un po’ selvaggia Bucarest, poi diventa regina e si trasforma nella madre del suo popolo che guiderà con coraggio durante la I Guerra mondiale. Grazie a lei, ai suoi contatti, alla sua abilità diplomatica, alla sua origine inglese ed alla passione per la Francia, la Romania al termine della Grande guerra è dalla parte dei vincitori e recupera parte del suo territorio, cioè tutta la Transilvania. I romeni le saranno per sempre grati, non la dimenticheranno mai e le perdoneranno qualche stravaganza, le infedeltà coniugali (non certe, ma altamente probabili), le pose teatrali e soprattutto la grande passione per i gioielli.

Ma torniamo allo zaffiro. La pietra, enorme e bellissima di un blu intenso e profondo viene da Ceylon, ma non si sa quando è stata scoperta. Nel 1913 compare per la prima volta nei registri della maison Cartier che la monta, insieme ad altri zaffiri, in un collier, ma poco dopo scoppia la guerra e il mondo, compresi i ricchi, hanno altro a cui pensare, quindi il gioiello rimane lì.  Nel 1919 Cartier ci riprova, ma la moda è cambiata, così il sontuoso zaffiro diventa il pendente di un lungo sautoir di diamanti formato da una serie di grossi motivi quadrati, legati fra loro da due maglie a losanga, ed in questa versione è presentato in una mostra a San Sebastian, cittadina balneare della costa basca, dove ha le sue abitudini anche la regina di Spagna. E’ noto che Vittoria Eugenia ama molto le lunghe collane, ne ha di perle, di brillanti ( i suoi famosi chaton), di acquemarine, e la maison Cartier che lo sa bene, essendo la sovrana una cliente fedele da anni, probabilmente ha pensato proprio a lei. In effetti lo zaffiro piace moltissimo alla regina, ma Alfonso XIII frena gli entusiasmi della moglie, la cifra richiesta è enorme (un milione e 275 mila franchi dell’epoca) e lui non può permettersi la spesa.

Cartier1

Cartier rimette lo splendido zaffiro in cassaforte in attesa di tempi migliori che arrivano presto e sotto le sembianze del re di Romania, Ferdinando che adora la sua bellissima (e forse un po’ infedele) moglie e ha bisogno di ricostituire il tesoro di famiglia anche per ridare lustro alla monarchia uscita vittoriosa dalla guerra. La regina infatti non ha più gioielli perché all’inizio del conflitto ha avuto la pessima idea spedirli in Russia, dove, secondo lei, saranno al sicuro. Ovviamente spariscono e lei deve ricostituire il suo scrigno. Le perle arrivano con l’eredità materna, poi man mano Maria acquista anche i meravigliosi gioielli portati in salvo dalla sorella Vittoria Melita moglie del granduca Kyril uno dei cugini di Nicola II, miracolosamente sopravvissuta alla rivoluzione ed alla strage dei Romanov. Vittoria Melita è la nuora della granduchessa Wladimir che negli anni aveva messo insieme una collezione favolosa di cui fa parte anche un diadema in forma di kokosnik (il tradizionale copricapo delle contadine russe) in diamanti e zaffiri creato, guarda caso, da Cartier nel 1909. Il sautoir con l’enorme zaffiro sembra fatto apposta per completare la parure, un po’ vistosa è vero, ma che si adatta perfettamente allo stile di Maria.

Marie2

Immagine tratta dal sito Royal Magazine

L’acquisto viene deciso nel 1922 con pagamento a rate fino al 1924, ma Ferdinando, previdente, chiede di inserire una clausola che prevede la rescissione della vendita nel caso di rivoluzione. La regina di Romania ha splendidi occhi azzurri e indossa spesso gli zaffiri, che le donano in modo particolare, e con i suoi goielli preferiti si fa anche ritrarre da Laszlo. Alla morte sua morte, nel 1938, il collier con lo zaffiro, insieme ad altri gioielli, passa al nuovo re, il nipote Michele che, cacciato dalla Romania alla fine della II Guerra mondiale, riesce comunque a portarselo dietro.

Maria1

Maria2

MariaLaszlo

Il 10 giugno 1948 il sautoir appare al collo della principessa Anna di Borbone-Parma che sposa ad Atene l’ex re Michele. Lo zaffiro però è sparito. Anna porta un altro dei gioielli acquistati da Maria alla sorella Vittoria Melita, si tratta della tiara con le greche ancora oggi di proprietà della famiglia reale romena.

Romania

Passano sedici anni e la sera del ballo che precede le nozze del re di Grecia Costantino la regina madre Frederika indossa una nuova collana  di perle e diamanti a cui è appeso uno zaffiro stranamente simile a quello di Cartier.

Frederika1

Frederika porta lo zaffiro di Cartier e la tiara arrivata nella famiglia reale greca attraverso la suocera, la regina Sofia, sorella del kaiser Guglielmo II e moglie di Costantino I. Il diadema è riapparso di recente sulla testa di Marie Chantal la moglie di Paolo di Grecia.

La versione ufficiale dice che la pietra è stata venduta a Parigi (presumibilmente dall’ex re Michele) ed acquistata dal gioielliere Harry Winston il quale negli anni ’60 lo avrebbe venduto ad un collezionista greco che lo regala a Frederika, notoriamente appassionata di pietre preziose.

Lo zaffiro è rimasto nelle mani di Frederika fino alla sua morte nel 1981 o è stato venduto prima, al momento dell’esilio? E nel primo caso, quale dei suoi figli (Costantino, Sofia e Irene) lo ha ereditato e chi di loro lo ha venduto nel 2003? Ma prima di questo, è credibile la storia del greco che fa un regalo alla sua regina o forse è stata la stessa Frederika ad acquistare lo zaffiro al nipote (la madre di Michele è la sorella di re Paolo di Grecia) in serie difficoltà economiche?

Il mistero resta e la pietra è di nuovo sparita. Il diadema kokosnik di zaffiri e diamanti è stato ereditato dalla figlia di Maria, la principessa Ileana di Romania, ma non dovrebbe essere più in mano ai discendenti.

Altri zaffiri celebri sono qua e qua e anche qua

La storia della regina Maria di Romania (e anche quella di sua sorella Vittoria Melita) è nel mio libro 101 storie di regine e principesse che non ti hanno mai raccontato

Grazie come al solito a Claudio, lettore appassionato di gioielli, che mi ha aiutata nella ricerca delle immagini.

Maria3 

Marie4

altre due immagini della regina Maria con lo zaffiro e il diadema di Cartier, come dicevo è un po’ teatrale la signora…

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Scritto da: marina

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Commenti

  • elettra

    venerdì, gennaio 27, 2012 alle 15:59

    @ Matteo… sarai poco competente in gioielli e mode….. lo dici tu….. ma per genealogie privilegi, prerogative ed altro …sei un pozzo di scienza!!!!!!
    Il bello di questo blog, sta proprio nel fatto che chi sa parla e gli altri imparano….. avendo ognuno delle inclinazioni e delle competenze, può trasmettere agli altri il proprio bagaglio culturale….

  • Ale

    venerdì, gennaio 27, 2012 alle 16:02

    @matteo ma questo principe ereditario per mantenere i diritti della sua casa deve sposare una donna nobile con un titolo qualunque o deve essere necessariamente una donna di una famiglia reale o mediatizzata? perchè la zia regina tornerebbe utile solo per la prima categoria.

  • Matteo

    venerdì, gennaio 27, 2012 alle 18:53

    @Ale: non lo so. Credo la seconda, pero’ mi sembrerebbe un dettaglio superabile. Forse.

  • Laura

    venerdì, gennaio 27, 2012 alle 19:25

    Da quello che ho letto l’eredita’ in questione non e’ solo formale ma anche molto sostanziale in quanto comprenderebbe terreni, castelli etc. etc. E forse questo spiega la difficolta’ da parte di un capo di stato di un paese straniero (Danimarca) ad intervenire in una situazione attualmente sottoposta ad una procedura legale.
    Mi chiedo : ma come mai le case ex regnanti tedesche nonostante tutte le traversie dovute a due guerre mondiali perse, al coinvolgimento di molti dei suoi esponenti con il nazismo, etc. etc. mantengono per lo piu’ uno status non solo di grande prestigio ma anche di potere economico a differenze delle case ex regnanti italiane ? Deriva anche questo dal diverso modo in cui si e’ svolta l’unificazione : cioe’ stato federale in Germania e stato fortemente centralizzato in Italia ?

  • Matteo

    sabato, gennaio 28, 2012 alle 11:00

    @Laura: probabilmente sono stati piu’ furbi, se la sono gestita meglio e soprattutto….hannonpiu’ stile!!!!

    Penso sia una caratteristica solo italiana la teoria del “sequestro, non restituisco, non curo e lascio crollare tutto”. All’estero si sono posti la domanda nel corso del secolo: il principe di x rivuole il suo castello? Con quello che costa mantenerlo? Al volo glielo restituisco!!!

  • paola

    sabato, gennaio 28, 2012 alle 11:10

    @Elettra, ho visto anch’io Maxima con il golfino, quello che stona secondo me è l’abbinamento golfino-cappello! con il cappello ci va una giacca o un bolero

    M. Paola

  • paola

    sabato, gennaio 28, 2012 alle 11:18

  • paola

    sabato, gennaio 28, 2012 alle 11:20

    p.s. 2: passando dal profano al sacro…l’ultima foto di Maria di Romania postata da Marina mi ricorda moltissimo l’immagine della Madonna

  • elettra

    sabato, gennaio 28, 2012 alle 14:19

    @ Matteo, purtroppo ,e lo dico senza polemica , ma anzi con una stretta al cuore, ti do ragione al 100% se lo stato avesse restituito ai vari principi italiani e per ultimo agli stessi Savoia, i loro beni, oggi avremmo una percentuale in più di arte e cultura, restaurate, in ordine e visitabili…. non molto tempo fa , con Nicole abbiamo parlato della reggia di Carditello, dei Borboni-2 Sicilie, ma basta anche ricordare quanti anni ci sono voluti per restaurare la reggia di Venaria….. bastava restituire ai proprietari….. avrebbero fatto da soli, magari con l’aiuto dei visitatori, facendo pagare loro, un biglietto….. tanto si paga lo stesso! a tale proposito, mi viene in mente, anche se noi non c’entriamo, la reggia di Tatoi, che sta subendo la stessa sorte…se la restituissero a Costantino, ci guadagnerebbe il re e tutta la Grecia…ma a volte i principi, valgono più del buon senso…… e sembra anche del tornaconto economico!!!!!

    @ Paola, dobbiamo ammetterlo!…questa volta Maxima ha toppato! anche in virtù dell’occasione in cui si è vestita così! e poi il golfino sulle spalle!… a me è stato insegnato, che a costo di svenire per il caldo, ma si è dotate di giacche o qualcosa di simile , il pezzo va indossato e possibilmente abbottonato!…. comunque ,è vero…golfino- cappello andavano meno daccordo di tutto il resto! e , per dirla tutta, anche cappello-codadicavallo!…. con un cappello così elegante, non era adatta l’acconciatura sportiva….. per stavolta gliela perdoniamo, che dici?

  • Ale

    sabato, gennaio 28, 2012 alle 16:40

    @laura anche in germania sono stati fatti sequestri alle dinastie regnanti come gli hohenzollern o i wittelbach. la famiglia (sayn-wittgenstein-berleburg) di cui stiamo parlando, come molte delle dinastie tedesche, è stata mediatizzata, se non sbaglio all’epoca di napoleone o col congresso di vienna. quindi da quel momento è diventata, pur mantenendo titoli diritti e privilegi, come una qualsiasi altra famiglia nobile, mantenendo di conseguenza intatto il patrimonio attraverso i cambi di regime.

  • Ale

    sabato, gennaio 28, 2012 alle 18:28

    @elettra per certi versi la penso come te ma secondo me il caso dell’italia è particolare. personalmente restituirei a tutte ex dinastie italiane le proprietà che davano delle rendite, magari anche ville e castelli minori e darei loro anche un piccolo indennizzo ma non restituirei le regge e le collezioni d’arte. non si può mica restituire cose come caserta o il palazzo reale di napoli/torino/milano o il quirinale o palazzo pitti o gli uffizi o il museo egizio di torino. soprattutto perchè basta un principe fuori di testa o bisognoso di denaro e il tutto verrebbe venduto magari anche all’estero. facendo un esempio che conosco bene su venaria visto che abito a torino: dubito che i savoia, che non l’hanno fatto quando sono tornati dopo napoleone, avrebbero speso 200 milioni di euro per il restauro spendendone 16 per il mantenimento annuale e incassandone circa 8 con gli ingressi. probabilmente avrebbero fatto quello che la nostra repubblica voleva fare negli anni ‘50, abbattere tutto e lottizzare vendendo al miglior offerente.

  • marina

    sabato, gennaio 28, 2012 alle 19:19

    ehhhhhhhhhhhhhhhhh?!?!? volevano abbattere tutto e lottizzare?!?!?

  • elettra

    sabato, gennaio 28, 2012 alle 21:16

    @ Ale …ah! certo! sono daccordo con quello che dici, i tesori che hai nominato, certamente devono essere e rimanere proprietà dello stato……. palazzi in cui far risiedere, come è, presidente e istituzioni di primissimo piano ministeri, ambasciate o collezioni di altissimo prestigio, biblioteche, pinacoteche e altro…anch’io mi riferivo a tesori minori, se così si possono definire, dei quali ne abbiamo tantissimi e bellissimi, e sparsi ovunque e ovunque in rovina….. su Venaria, scusa …mi ero dimenticata con chi avremmo avuto a che fare…..
    per Natale ho avuto in regalo i due volumi di Umberto Allemandi , sui Savoia e Venaria e mi sono rilucidata gli occhi! sono già due volte che torno a Torino, dopo il restauro e tutte e due le volte non sono riuscita a vederla

  • Lady Vivian

    domenica, gennaio 29, 2012 alle 03:06

    Sono d’accordo con M.Paola
    Sono un po’ di parte perche’ i golfini mi piacciono in tutti i modi, ma in qusto caso a ragione M.Paola , con quel genere di cappello sta bene la giacca, Maxima avrebbe potuto fare una bella acconciatura ai capelli con fermagli preziosi,in questo modo l’insieme risultava piu’ legante…
    Osservando Maxima con un po’ piu’ di accortezza sembra che si sia vestita …come dire, un po’ alla svelta, i capelli poco curati, ma sopratutto il trucco, tirato via, il fondotinta e’ distribuito male, e anche l’ombretto scuro e’ troppo vicino all’attaccatura del naso.
    Il capellino devo dire che e’ molto gagliardo, con questi petali di tulipani rossi al vento, mi ricorda un po’ i costumi tipici di alcuni villaggi tedeschi.

  • Lady Vivian

    domenica, gennaio 29, 2012 alle 04:24

    @elettra
    ho letto solo ora, grazie, tutto molto bello quello che hai detto riguardo alle pietre, conosci qualche storia ( un po’ misteriosa) di pietre preziose di regine o principesse?
    un abbraccio
    Viviana

  • paola

    domenica, gennaio 29, 2012 alle 12:01

    la storia dell’Italia è molto diversa da quella della Germania dove sono esistiti per secoli gli stessi principati e granducati, fino a Napoleone e poi, i rimanenti, fino alla prima guerra mondiale. Da noi credo sarebbe un problema fare delle restituzioni. Tra l’altro con questa logica anche i Savoia, dopo l’unità d’Italia, avrebbero dovuto rendere delle proprietà ai Borbone e agli Asburgo-Lorena… A parte le antiche dinastie come x es. gli Este o i Medici, gli altri principi o re sono stati dei conquistatori venuti da fuori (mi riferisco proprio agli Asburgo e ai Borbone, ma anche agli stessi Savoia), quindi non radicati da secoli nei territori che andavano a governare. In questo senso la situazione mi pare molto diversa che negli staterelli tedeschi … Forse sarebbe giusto rendere alcune proprietà minori, come dice Elettra, ai vecchi proprietari, ma a chi? per es. Palazzo Pitti a chi lo rendiamo? agli Asburgo Lorena o ai Savoia, dato che è stata la residenza di entrambi… Propendo per gli Asburgo se no il Savoia chissà che ci combina… ahahahha :D

    M. Paola

  • paola

    domenica, gennaio 29, 2012 alle 12:02

    @Elettra, sì Maxima golfino-cappello-coda di cavallo la perdoniamo, dai, ha un sorriso troppo simpatico :)

  • Ale

    domenica, gennaio 29, 2012 alle 15:54

    @marina proprio così, quando l’esercito ha lasciato la reggia di venaria dopo la seconda guerra mondiale lo stato ha pensato seriamente di demolire tutto e la discussione era se costruirci sopra case popolari o lottizzare … cose da pazzi!
    @elettra veramente mitica quella mostra, appena uscito ho subito comprato quei due libri, belli quanto la mostra e con un utilissimo e dettagliato albero genealogico. la reggia è molto bella e vale sicuramente la pena visitarla, ma secondo me è un pò sopravvalutata (preferisco la palazzina di stupinigi). le va riconusciuto che ha contribuito molto al rilancio turistico di torino e poi fanno sempre delle belle mostre. l’altro giorno ho letto che a luglio ospiterà una mostra sui gioielli degli zar e ci saranno anche 7 uova fabergè. ho visto una mostra simile due anni fa a montecarlo e devo dire che era veramente stupenda .. spero che quella di venaria le assomigli.
    @paola palazzo pitti io lo lascerei allo stato, non vorrei che i quadri dalla collezione palatina o le sue altre meraviglie partissero per chissà dove. è vero tante dinastie italiane sono straniere ma secondo me ci sono delle eccezioni. per esempio i borbone-parma discendono direttamente da elisabetta farnese quindi si può dire che sono in continuità con con i farnese, direi che i signori di parma hanno semplicemente cambiato cognome come è successo in lussemburgo. mentre i savoia si hanno origini tedesche e francesi ma per quanto riguarda piemonte e valle d’aosta hanno governato con continuità gli stessi territori per secoli visto che i loro primi feudi in italia li hanno avuti nel 1046, per quanto riguarda il resto d’italia è vero hanno regnato solo per 85 anni.

  • elettra

    domenica, gennaio 29, 2012 alle 18:01

    Ero fuori con il computer mignon e non ho capito, perchè non ha postato…mah!
    @ Lady Vivian..no!..in questo momento non mi vengono in mente altre leggende su pietre e i loro effetti misteriosi…. posso solo aggiungere che secondo mia nuora cinese, la giada è un toccasana per tutto e porta sempre bene e secondo i vari colori, fa bene a questo e a quello……
    Però mi sono ricordata che il diamante che porta una sfiga terribile ,è il Blue Hope e il suo ultimo proprietario, dopo che tutti i precedenti erano morti ammazzati, suicidati o per disgrazia, per la serie,”non è vero ,ma ci credo” ha deciso di cederlo a un museo, dove ancora si trova, sembra senza più nuocere a nessuno….tra i suoi proprietari ci sono stati anche Luigi XVI e M.Antonietta e, non mi sembra, che abbiano fatto una bella fine….
    L’altro diamante di cui ho parlato è il Culligan e, siccome nuoce ai sovrani maschi, è stato montato sulla corona dell’incoronazione delle regine consorti, quindi l’ultima ad averlo indossato è stata la regina madre Elisabetta, mamma di ElisabettaII il giorno in cui è stata incoronata insime al marito Giorgio VI….anche in questo caso la prudenza, non è mai troppa, e così, destinandolo alle regine consorti, si è evitato che lo indossasse la regina regnante, che è una donna…la prossima a cingersene sarà o Camilla, o addirittura Kate….staremo a vedere

  • Laura

    domenica, gennaio 29, 2012 alle 20:59

    @Ale @Matteo : avete ragione la situazione italiana e quella tedesca sono piuttosto diverse e mi pare comunque che molte grandi famiglie tedesche tuttora conservano patrimoni notevoli vedi Ernest di Hannover (visto il personaggio forse immeritatamente …).
    Per quanto riguarda le regge e i palazzi delle ex dinastie italiane bisogna ricordare che sia gli Uffizi che Palazzo Pitti erano gia’ in parte aperte al pubblico all’epoca rispettivamente dei Medici e degli Asburgo-Lorena e pertanto la loro funzione pubblica era gia’ chiaramente assegnata (vedi la famosa Elettrice Palatina).

  • Matteo

    lunedì, gennaio 30, 2012 alle 00:31

    Oltre alla nascita della piccola e ancora anonima principessa danese, è nata anche una nuova “petit-fille de france”, la principessa Antoinette, figlia dei duchi di Vendome

  • Matteo

    martedì, gennaio 31, 2012 alle 10:30

    @Ale: sul fatto che le dinastie spesso sono straniere rispetto al loro regno abbiamo un brillante (e saldo) esempio oltre Manica…E’ da Giacomo II che non hanno un sovrano britannico..Stuart–>Orange–>(Anna)–>Hannover–>SassoniaCG–> e si va verso gli Oldenburg!!

  • Ale

    martedì, gennaio 31, 2012 alle 11:56

    @matteo ma infatti un sovrano straniero non è sinonimo di cattivo governo. comunque nessuna delle dinastie che hai citato hanno conquistato il trono con una guerra. tranne gli hannover che sono stati chiamati dal parlamento e che erano parenti degli stuart, le altre famiglie lo hanno ottenuto o per matrimonio o per stretta parentela, comunque in continuità con i predecessori, un pò come i borbone di parma.

  • Matteo

    martedì, gennaio 31, 2012 alle 12:37

    @Ale: esatto!

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