Carlo XVI Gustavo e Silvia di Svezia: lui la tradisce e lei si toglie la fede

Il re di Svezia, Carlo XVI Gustavo, molto probabilmente mette le corna alla moglie, la regina Silvia di Svezia. Da anni. Non da quando la bellissima consorte è un po’ invecchiata e lui invece – leggermente più giovane – nonostante tutto si sente ancora un galletto. La legittima consorte, splendida ma borghese, sposata, appena diventato re, rompendo con tutte le tradizioni familiari, pare sia stata allegramente tradita fin da subito. Scusate sono cruda e diretta, ma il tema del giorno in materia di royal è proprio questo. Ne parlano tutti anche le testate serie, tipo La Repubblica e il Corriere della Sera. La regina Silvia, dicono sia tristissima, ma è un po’ difficile capire davvero quale sia il suo stato d’animo a causa di un viso immobilizzato dalla chirurgia estetica. Però si è tolta la fede e questo, secondo gli osservatori, potrebbe essere l’inizio della fine. Per la coppia reale e per Carlo XVI Gustavo, costretto al pensionamento anticipato da uno scandalo di vaste dimensioni. E che persino nella pur tollerante e libera Svezia l’opinione pubblica sia decisamente contrariata dalle abitudini libertine e goderecce del sovrano, la dice lunga sugli stati d’animo. E se si mettiamo sopra anche la relazione del secondogenito Karl Philip con una nota spogliarellista la misura è colma.  

Si parla di amicizie pericolose (con un noto gangster), di foto molto compromettenti, di festini a luci rosse e la popolarità del sovrano, mai al top, adesso è proprio in caduta libera, quindi una abdicazione con passaggio delle consegne a Victoria, sposa felice, ragazza più o meno serena, ma di certo profondamente cosciente del ruolo e dell’impegno nei confronti della nazione, appare sempre più probabile.

Da qualche parte ho letto che i Bernadotte – la dinastia svedese trae origine da un maresciallo di Napoleone originario di Pau in Guascogna diventato erede dei Vasa – sono piuttosto focosi a causa del loro sangue meridionale. Si va bene, arrampichiamoci sugli specchi. Jean-Baptiste, il primo della stirpe, marito della celebre Désirée Clary si era dato molto da fare (fra le sue conquiste la bellissima Juliette Récamier) sia a Parigi che a Stoccolma, suo figlio Oscar I aveva un’amante ufficiale e due figli illegittimi accanto alla famiglia regolare, ma è una regina consorte a far parlare molto di sé.

Victoria e Gustavo V re di Svezia

Victoria e Gustavo V re di Svezia

Victoria di Baden (1862-1930), regina di Svezia accanto a Gustavo V, nonché trisavola dell’attuale sovrano, infatti ha avuto una intensa relazione con Axel Munthe, medico, scrittore e filantropo svedese. Innamorato dell’Italia e soprattutto folgorato dalla bellezza dell’isola di Capri, Munthe acquista un piccola casa in rovina, con annessa cappella dedicata a San Michele, che restaura a poco a poco con i risparmi del suo lavoro di medico. Finito il denaro, ma non ancora completata la dimora, che nelle intenzioni del proprietario deve essere “un monumento dello spirito seguendo il principio per il quale l’anima ha bisogno di più spazio del corpo”, Munthe su il consiglio dell’ambasciatore di Svezia a Roma apre un ambulatorio nella capitale. Il medico svedese, noto per le sue teorie all’avanguardia, ma anche perché cura gratis i poveri e raccoglie fondi in favore di mense, orfanotrofi e ospedali per bambini, è ricercatissimo e molto apprezzato.

I proventi del suo lavoro diventano in breve più che sufficienti per far fronte a tutte le necessità e quello che inizialmente doveva essere solo un rifugio, diventa una costruzione imponente, una casa museo, arricchita da opere d’arte e preziosi reperti archeologici, di cui la zona era ricchissima per essere stata sito di una sontuosa villa, probabilmente appartenuta all’imperatore Augusto. La cappella diventa il suo studio, dove raccoglie libri, opere d’arte e un grande pianoforte. Grande amante degli animali, Munthe accoglie nel parco di piante rare ed esotiche che circonda la dimora numerosi cani i quali vengono curati con la stessa affezione dei suoi più importanti pazienti. Villa San Michele diventa presto il centro di un vero movimento spirituale. Vi arrivavano da ogni parte del mondo scrittori, pittori, filosofi, sovrani, alla ricerca della felicità e della salute. Munthe che dei suoi pazienti cura non solo il corpo, ma anche l’anima, nel 1892 diventa il medico personale della principessa ereditaria Victoria (regina dal 1907) la cui salute cagionevole desta non poche preoccupazioni. Il clima scandinavo non è certo l’ideale per una donna indebolita da tre gravidanze difficili, sofferente a causa di frequenti bronchiti e forse persino tubercolotica. Probabilmente Victoria è anche un tantino depressa, come la celebre Sissi, e la terapia di Munthe è semplice: clima mediterraneo, moto, buona compagnia, che sono sempre un ottimo rimedio per quella strana patologia che allora veniva definita “nervi fragili”. Inoltre non è un mistero per nessuno che il matrimonio fra l’erede del regno di Svezia e la principessa tedesca colta e raffinata, è molto infelice, lui forse è gay ed ha una sola passione, il tennis, sport che ha scoperto durante una viaggio in Inghilterra. Sui campi della Costa Azzurra, dove soggiorna quasi tutti gli inverni, il futuro re gioca quasi da professionista (ai tornei partecipa con lo pseudonimo di mister G.), dunque una separazione ufficiosa dalla moglie, con la scusa della salute, è assolutamente benvenuta.

In un’epoca che ancora non conosce la penicillina chi se la può permettere sverna al caldo e Capri, guarda caso, è l’ideale. Dal 1910 la regina su consiglio del suo medico trascorre lunghi periodi sull’isola dove acquista la piccola e spartana villa Caprile. Victoria e Munthe ogni giorno fanno lunghe passeggiate, spesso portando uno dei cani al guinzaglio, visto che l’amore per gli animali è uno dei punti in comune fra la sovrana e il medico. Anzi lei è al fianco del medico nell’impegnativa impresa di strappare al proprietario il monte Barbarossa, sulle cui falde ogni primavera e autunno i cacciatori fanno strage di uccelli. Pagato una somma esorbitante, il monte va a completare il grande sogno, e diventa un eden dove gli uccelli possono liberamente sostare nei lunghi viaggi migratori. Musicista di alto livello, profonda conoscitrice delle opere di Wagner, Schubert e Liszt, Victoria non di rado si siede al pianoforte quando Munthe organizza dei concerti a San Michele. “Fuggo la neve come le rondini” scrive la regina che aggiunge “se non passassi l’inverno a Capri, morirei”. Munthe come già in altri casi, non mantiene un distacco professionale dalla sua paziente e la regina di Svezia sviluppa una profonda dipendenza nei suoi confronti visto che, fra l’altro, il problema è in parte anche di natura psicologica. La regina trascorre gli ultimi 20 anni della sua vita in compagnia di Munthe, con l’unico intermezzo della I Guerra Mondiale, quando il medico non potendo accettare di trovarsi dalla parte della Germania, collabora con la Croce Rossa inglese, mentre Victoria propende per la nazione da cui proviene. Furono amanti? Difficile dirlo, certo è che il rapporto tra di loro fu talmente lungo ed intimo da alimentare il pettegolezzo e a giudicare dalle lettere che si scrissero, il coinvolgimento fisico non si può escludere del tutto.

Gustavo V, che sopravvive di 20 anni alla moglie, non sembra se ne sia mai dato molta pena. Il suo regno segna il trionfo definitivo del parlamentarismo e il sovrano viene definitivamente relegato ad una funzione essenzialmente rappresentativa a partire dal 1914. Questo consente al re-tennista di passare lunghi mesi fra Cannes e Nizza dove è un assiduo dei campi di terra rossa sui quali si confronta con tutti i grandi campioni dell’epoca. Poco propenso a prendere posizione, Gustavo V (che contribuisce non poco a tenere la Svezia fuori dai due conflitti mondiali) negli anni bui del nazismo si impegna attivamente ed in prima persona per la salvezza di molti suoi compagni di gioco. Il tedesco Von Cramm, implicato nel fallito attentato ad Hitler del 1944, riesce ad espatriare in Svezia e Borotra arrestato nel 1942 dalla Gestapo evita la pena di morte solo grazie ad un intervento diretto di Gustavo V.

 Questo post è in parte la rielaborazione di un vecchio articolo che mai come ora mi sembra attuale. Uno scandalo che fa dimenticare le romantiche nozze della principessa ereditaria Victoria celebrate quasi un anno fa.

Ci tengo a ringraziare tutti i lettori che mi hanno segnalato questa news – un po’ triste e anche se vogliamo per noi davvero “poco straordinaria” poiché in questo periodo In Italia gli scandaletti sessuali non mancano – ed in particolare Jacopo Amedeo, il nostro Jam, che mi ha mandato un sms stamani, rischiando anche di finire fuori strada, e Alessandra di Menù Turistico cla quale  mi ha spedito un link molto interessante. A proposito, Alessandra sarà presto guest star qui con un post sulle nozze di Monaco.

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90 Commenti

  1. paola (baldanzi) ha detto:

    @Valdemaro di Danimarca e Giorgio di grecia erano 2 fenomeni, ma come si fa a imbastire una storia d’amore tra zio e nipote??? 😀 mi sembra che chi ha potere abbia sempre avuto regole morali a se stante, non so forse si annoiano e cercano il “famolo strano” oppure pensano che tutto gli sia concesso (forse entrambe le cose). Comunque anche Maria d’Orleans non si fece mancare nulla! erano famose le sue simpatie per gli stallieri (che oggi sono stati in parte sostituiti in questo ruolo di “consolatori” dalle guardie del corpo)

  2. nicole ha detto:

    @Elettra, nel caso degli svedesi mi pare fu matrimonio d’amore, nessuno li ha obbligati.
    Un tempo è vero, quello che era concesso a molti di alto rango veniva sanzionato in altri strati sociali, ma è anche vero che i matrimoni della alta nobiltà , dei reali e della altissima borghesia pure, erano quasi tutti combinati, quindi si chiudeva occhio per marito e per la moglie.E’ vero c’è divorzio…ma si perde il titolo di regina credo..quindi i signori JC e GA sanno che è marginale quello che pensano le mogli in quanto tali, tanto son regine grazie a loro.
    Magari quando i figli succederanno ai padri..

  3. paola (baldanzi) ha detto:

    p.s. errata corrige: la @ non si riferiva a Valdemaro, ma era una risposta ad Elettra!

  4. elettra ha detto:

    @Paola…ecco come vedi, siamo arrivati al nocciolo della questione….a coloro i quali il destino ha riservato un posto di privilegio, non gliene importa un fico secco, di quello che pensa il mondo e neanche di quello che scriveranno i posteri….non c’è niente di nuovo sotto al sole
    Del resto bisogna anche aggiungere che molte volte la storia tralascia le quisquiglie personali e misura le persone con un altro metro
    Detto questo….continuo a non capire come due persone che si sono insultate, tradite, deluse, vorrei dire persino schifate, magari tirati anche i piatti, riescano a continuare a vivere sotto lo stesso tetto anche se fanno vite separate

    Certo “famolo strano”ci fu tra Valdemaro , Maria Napoleone e Giorgio, in un menage a trois, anche nell’intimità… e quando zio e nipote si separavano , non mi ricordo chi dei due era colpito da febbre, e l’altro piangeva per giorni consolato dalla consorte…come vedi noi commentiamo la cosa, quasi con distacco, sicuramente senza morbosità e a Maria Napoleone non pensiamo neppure di considerarla una poco di buono, ma la giudichiamo per la sua intelligenza e per le opere e gli scritti che ci ha lasciato sulla psicanalisi, che forse è stata stimolata in lei, dalla stranezza del suo rapporto coniugale
    Non sapevo che Maria d’Orleans si consolava con gli stallieri come Lady Chatterley….hai ragione !!!oggi si chiamano bodygards!

  5. marina ha detto:

    una precisazione Maria era una Bonaparte e ci teneva moltissimo a questa specifica. I Napoléon sono solo i discendenti dj Girolamo, lei discendeva da Luciano il fratello che Napoleone aveva messo al bando, fatto poi dal papa principe di Canino.
    Marie d’Orléans oltre agli stallieri aveva anche la passione per i vigili del fuoco 😉
    ad ogni modo sono sempre un po’ perplessa quando si parla delle signore e dei loro amanti, le donne erano sempre molto più controllate e accompagnate e inoltre – cosa non da poco – per una donna avere un amante era un rischiop notevole non essendoci la contraccezione.

  6. sisige ha detto:

    http://royautes.ek.la/
    Intanto la nipotina Estelle ha sempre più la faccia del suo papà!

  7. paola (baldanzi) ha detto:

    diciamo (come forse ho già detto in commenti precedenti) che ci sono stati molti sovrani (e alcune sovrane) che nella vita privata ne hanno combinate di tutti i colori e che comunque in molti casi sono stati ricordati come dei grandi monarchi, lo stesso Enrico IV re di Francia, il “vert galant” (si dice così?) di cui parlavamo in un altro post. All’epoca nessuno si scandalizzava e soprattutto le cortigiane non scrivevano libri di memorie incresciosi! Le mogli tacevano e qualche volta si arrangiavano per conto loro (con molta prudenza). Ma ora i tempi sono cambiati e Carlo G., se davvero escono queste memorie, ci fa proprio una figura cacina!! (è un modo di dire forse solo toscano, verrà da cacio? comunque una figuraccia) 😀 Ripeto che mi dispiace soprattutto per la regina Silvia, che credo abbia amato il marito e che ora si trova infangata da lui, mah… se penso poi a come era bella il giorno delle nozze e alla faccia da ornitorinco che ha ora (cito Elettra), insomma che peccato, addio poesia!

  8. paola (baldanzi) ha detto:

    qui le foto ufficiali del re e della regina di Svezia in occasione dei 40 anni sul trono del re:
    http://www.newmyroyals.com/2013/02/nwe-official-photos-of-king-carl-gustaf.html

    nessuno dei due ha più la fede al dito… lui poi negli ultimi anni ha un’espressione sempre incavolata!

  9. Dora ha detto:

    stendiamo un velo pietoso sulla mise della regina… -_-‘

  10. roberta ha detto:

    buon giorno a tutti… avete saputo che Carl e la cara Sofia si sposeranno il 13 giugno alle 1630?

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