150mo dell’Unità: la storia del "sacrificio" della principessa Clotilde

150mo dell’Unità: la storia del "sacrificio" della principessa Clotilde

Pochi ricordano che l’Italia è stata fatta anche grazie al sacrificio della principessa Clotilde. Il nostro Risorgimento è stato molto maschio, nel senso che l’Italia, sia dal punto di vista militare che da quello politico e diplomatico, l’hanno fatta gli uomini. L’unico personaggio femminile Uno dei pochi personaggi femminili a prendere notoriamente parte alle vicende che portarono all’Unità (di cui un po’ obtorto collo si celebra il 150mo anniversario) è stata una cocotte d’altro bordo, come si diceva allora. Una bella signora dai costumi non propriamente irreprensibili che Cavour infila nel letto di Napoleone III con l’obiettivo di convincerlo a sostenere la causa italiana. Insomma sul suolo nazionale di eroine in senso stretto neanche l’ombra. Niente Charlotte Corday, niente regine patriottiche, niente Giovanne d’Arco. A parte una ragazza di cui molti, se non tutti, hanno quasi completamente dimenticato l’esistenza. Eppure se l’Italia è stata finalmente fatta lo dobbiamo anche al senso del dovere di una fanciulla che facendo tacere i suoi desideri e le sue reali aspirazioni si sacrifica per il bene comune. Questa ragazza si chiama Maria Clotilde di Savoia ed è la figlia dell’allora re di Sardegna Vittorio Emanuele II. A lei, eroina dimenticata del Risorgimento, vorrei dedicare un pensiero in questi giorni di commemorazioni.  

L’importanza politica di un’alleanza dinastica tra Savoia e Bonaparte alla vigilia della guerra con l’Austria, rende pressoché inevitabili le nozze tra la principessa Clotilde e Gerolamo Napoleone. Il problema è che la figlia prediletta di Vittorio Emanuele II e il cugino libertinodell’imperatore dei francesi sono l’uno agli antipodi dell’altra. La religiosissima e non bella principessa di casa Savoia è la sposa meno adatta per questo Bonaparte anticlericale, massone, donnaiolo e bon viveur, la cui vita dissipata sta innervosendo persino il cugino Napoleone III che santo non è. Dell’affare si comincia a parlare  nel salotto della principessa Matilde, sorella dell’aspirante sposo. “Quello è matto” pare abbia esclamato Vittorio Emanuele II con il suo solito franco parlare, una volta informato della congiura ai danni della povera Clotilde. Quanto a Cavour, neppure lui al momento si sofferma sulla questione, infatti secondo la sua strategia dinastica la primogenita del re avrebbe dovuto essere accasata in Belgio, salvo proposte più interessanti. Anche Clotilde, tutta casa, chiesa e dame di carità, come già prima di lei la madre e la nonna, non se ne cura. La principessa ha ben altro a cui pensare, ad esempio a tirar su i fratelli minori poiché il re di Sardegna è vedovo di Maria Adelaide d’Asburgo fin dal 1855. Tuttavia nell’aprile del 1858 il conte di Cavour viene informato che un matrimonio Savoia-Bonaparte rientra nei piani di alleanza franco-piemontese in vista di una guerra contro l’Austria. A queste nozze ci tiene l’Imperatore in prima persona, Cavour quindi capisce che non c’è tempo da perdere. Il ministro piemontese raggiunge Napoleone III a Plombières, e nella celebre stazione termale si decide il destino della povera Clotilde. Il matrimonio della principessa sabauda con Gerolamo Bonaparte è una delle conditio sine qua non per la futura alleanza con il Piemonte, ma Vittorio Emanuele II non ha il coraggio di insistere troppo e passa alla diretta interessata la lettera che gli ha scritto Cavour. Clotilde è ovviamente perplessa, lo spasimante del quale conosce carattere e precedenti, ha anche venti anni più di lei, ma si mette nelle mani del Signore e temporeggia. Cavour invece parla chiaro, da quella unione dipendono il futuro della dinastia e della patria. Il re a sua volta, angosciato all’idea di forzare sua figlia, assume una posizione interlocutoria e molti a corte prendono le parti della principessa da sacrificare sull’altare delle utili alleanze. In piena crisi, quando l’accordo sembra stia definitivamente per saltare Clotilde fa sapere di essere disposta ad incontrare Gerolamo e a sposarlo se appena lo troverà accettabile. L’improbabile coppia si incontra a Torino nei primi giorni del 1859, le nozze vengono celebrate il 30 gennaio e l’8 giugno Napoleone III e Vittorio Emanuele II, al termine di una vittoriosa campagna contro l’Austria, entrano a Milano.

GirolamoNapoleone

Trasferita a Parigi Clotilde rifugge dagli splendori della corte imperiale. Modestissima, ma fiera mette al posto suo la splendida imperatrice Eugenia, elegante e raffinata ma di origine non reale che le vuole insegnare come ci si veste. “Signora – le risponde secca la neo principessa Bonaparte – IO in una corte si cono nata”. Caduto anche il Secondo Impero, la principessa decide di non abbandonare la città in rivolta e in una lettera spiega al preoccupatissimo genitore che questa scelta “farebbe il più pessimo e deplorevole effetto”. “Partire, quando il paese è in pericolo – prosegue – è il disonore e l’onta per sempre”. E lei ha da mantenere alto il suo nome: “Non sono una Principessa di Casa Savoia per niente!”. Così mentre l’imperatrice Eugenia lascia la capitale travestita, Clotilde aspetta che venga proclamata la repubblica, e poi se ne va in pieno giorno con la sua carrozza scoperta.

Chiusa la parentesi francese, abbandonata da marito in gravi ristrettezze economiche, la principessa torna nella sua famiglia di origine per dedicarsi principalmente alle opere di beneficenza ed alla preghiera. Muore nel 1911 a Moncalieri dove si era ritirata e nel 1942 viene avviato un processo di beatificazione. Il figlio maggiore Vittorio Napoleone sposa Clementina del Belgio e da lui discendono gli attuali pretedenti “bonapartisti”, mentre la figlia Laetizia, che ha ereditato il carattere esuberante del padre, si unisce in matrimonio con lo zio materno Amedeo duca d’Aosta.

ps a cui tengo molto, una lettrice che si firma Close mi ha fatto notare che ci sono alcuni personaggi femminili legati al Risorgimento, come la principessa Cristina Trivulzio di Belgiojoso e Anita Garibaldi (aggiungo anche la contessa Maffei), non li avevo citati perché pensavo a donne reali, poi però presa dalla foga ho fatto esempi non reali, come Jeanne d’Arc e Charlotte Corday. Mi sembra quindi doveroso rendere omaggio anche a queste poche donne che hanno contribuito all’unità italiana. Con la sola differenza, rispetto a Clotilde, che loro hanno scelto dove stare e cosa fare, la principessa sabauda no, è stata solo una pedina. E nessuno si ricorda di lei.

 

 

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51 Commenti

  1. PAOLA ROSA ha detto:

    Marina, scherzavo, ironizzavo sul fatto che noi ci commuoviamo a celebrare l’Unità d’Italia e i nostri eroi risorgimentali, mentre, in effetti si è dovuto ricorrere alle arti amatorie della Castiglione(ampiamente collaudate sia da Vittorio Emanuele che dal cugino Cavour) e al sacrificio di Clotilde per ottenere l’aiuto di N.
    E questo lo trovo poco onorevole

  2. davide giulio contri di frassineti ha detto:

    (PS: Gli Este di Ferrara…e poi di Modena erano Altezze Serenissime :-))

  3. Matteo ha detto:

    @frassineti: si non ero certo sugli este sovrani, a mente sapevo che erano a.s. gli este principi di san martino (in rio) che erano principi del s.r.i. …
    si diciamo quegli staterelli del centro ITalia che si consideravano formalmente parti del s.r.i. e avevano il titolo di principe del s.r.i. (sopra a tutti gli este e i gonzaga), perchè già i medici erano altezze reali e altezze i membri della famiglia…

    N.H. e N.D., non sapevo di questo privilegio del non inchinarsi, anche se la vedo molto difficile…e poi la regina d’Inghilterra non è di certo di dinastie recenti, gli unici che si possono appellare come “recenti” sono i bonaparte e i bernadotte….comunque le due sigle indicano l’appellativo maschile e femminile per i membri di quelle famiglie che sono iscritte al libro d’oro della nobiltà della serenissima repubblica di venezia e quindi con il titolo di “patrizio/a veneto/a”. A grandi linee tutte le famiglie nobili venete lo portano, ma venne spesso concesso anche al di fuori della repubblica agli stessi Savoia, ad alcuni rami di casa Colonna, ai Gonzaga e a chissà quanti altri…

  4. Matteo ha detto:

    precisazione…quando sopra ho citato i duchi di leuchtenberg (beauharnais) ho sbagliato riga va nel gruppo “al.imperiali” non “al.imp.e reali”….

  5. lukas ha detto:

    @ Matteo. Anche a me questa storia dell’inchino non convince molto. E vero che la casa di windsor [ovvero Sassonia-Coburgo-Gotha] è ascesa al trono solo grazie al matrimonio della regina Vittoria; resta il fatto che la casa di Coburgo appartiene alla dinastia Wettin, tra le più antiche d’Europa (mi sembra accertata con sicurezza dal X secolo).
    Ho chiesto a mio nonno, depositario della sapienza familiare 🙂 e anche lui l’ha sentita per la prima volta. proverò a cercare ulteriori informazioni magari salta fuori qualcosa.
    Lo stemma unico? Questo sì che è interessante. Anche la mia famiglia è molto antica, ma il nostro stemma è partito in quattro…

  6. Matteo ha detto:

    Si io sapevo che l’antichita’ della famiglia e’ un dato importante o meglio l’antichita’ del titolo pero’ tra pari… Quando uno ha un titolo piu’ alto passa davanti automaticamente… Mi viene in mente la rigida successione nel protocollo inglese dove tra titolati dello stesso tipo si guarda per la precedenza l’antichita’ del titolo…piu’ o meno….

  7. jacopoamedeo moretti ha detto:

    salve…
    sul fatto delle precedenze…come cita matteo, l’antichità del casato è vero passa davanti al titolo…
    x la duchessa d’alba-berwick..etc beh il caso è particolare, ma la quantità ed antichità di titoli della donna non fanno capo al suo essere fitzjamesstuart…ovvero discendente (non legittima) di Giacomo II stuart, ma alla discendenza di alcune delle famiglie spagnole e portoghesi più antiche della penisola… e tanto è stato detto in passato (anche per il carattere particolare di donna Cayetana…) ma ricordo che già ai tempi di carlo IV e della tremenda m.luisa di parma e godoy, una sua antenata fù (presumibilmente…) fatta avvelenare proprio dalla “cattiva” regina ( riconosciuta tale storicamente…non per mio parere sia chiaro) sia per il carattere che proprio per le nobiltà alle quali anche la fam reale doveva sottostare…poi c’erano 1000 cose personali che non sto a citare… le saprete meglio di me

    j

  8. jacopoamedeo moretti ha detto:

    I ligne si sono doppiamene legati ai “brasile” diciamo si sono scambiati le sorelle i due pretendenti 1° geniti… eh si purtroppo il 1° genito brasiliano morì pochi anni fà in un tremendo incidente aereo… ( anche se pure per il brasile esiste una disputa sull’erede al trono…. ovvero i discendenti del fratello della fù contessa di parigi, sposata alla sorella della madre di re juancarlos I, ed al cugino di 3 grado … il cui 4° fratello(se non erro) è marito di cristina di ligne ed i suoi figli suoi eredi.
    Per altro circa 15 anni fà in brasile un grande referendum pro restaurazione monarchica venne indetto, con vittoria della repubblica, ma il problema era poi quale erede scegliere, visto che gli eredi 1° geniti (rinunciatari add inizio 900 ) erano liberali e ben visti, ma l’erede “dinastico” di chiare tendenze fascistoidi… insomma altri caos famigliari… all’ombra degli antenati.

    Dei Ligne esistono vari rami, anche uno francese che ha ereditato anche il nome dei “de La Tremoille” ( di cui faceva parte la principessa Orsini, che fù mandata alla corte di Filippo V in Spagna, dal Re Sole, se non erro ne parlammo poco tempo fa, grazie ad un bellissimo post di marina su elisabetta farnese) .

    Recentemente un ramo collaterale belga dei Ligne, ha visto sposare uno degli eredi, con una “quasi nota” attrice italiana Isabella Orsini ( non della famiglia)… (le critiche x il suo abito ed atteggiamento furono abbastanza accese)

    Anche gli aremberg, sono un ramo cadetto dei Ligne ( nobilissimi) e lo erano fino al secolo scorso i Caraman-Chimay, poi passati ad altra famiglia per eredità

    Boh scusate mi sono perso…. dove volevo arrivare ????

    ariannaaaa ho perso il filo!!!:-)))
    j

  9. jacopoamedeo moretti ha detto:

    RETTIFICO:

    Isabella Orsini, (madre dal maggio scorso) ha sposato proprio l’erede Ligne-de La Tremoille.

    :-))

    (anni fà lei sostituì in un musical, del quale ho fatto parte, Eva Grimaldi nel ruolo di Cenerentola, per un breve periodo… io arrivai dopo…) non interessa nessuno lo so…ma ogni tanto una botta di ricordi del passato mi scappa dalle mani!!!

    j

  10. Matteo ha detto:

    Sisi eravamo partiti dal discorso altezze…
    Si in Brasile vi sono due pretendenti pero’ diciamo che il piu’ quotato e’ proprio lo zio del ragazzo morto che poi una volta passato il padre era il primi in successione… Visto anche che una marea di zii in mezzo tra il capo e il padre del giovane hanno rinunciato… Addirittura all’ epoca si era vociferato anche di un attentato per eliminare il principe…. Sul momento si credeva che anche la cugina ligne fosse sulo stesso volo…
    Per gli alba… Sono ancora poco convinto
    🙂
    Matteo

  11. jacopoamedeo moretti ha detto:

    :-)))

    esiste un diritto… di precedenze… ma ora scriverlo… spiegarlo x me è impossibile…

    non è solo un problema di “passo” ma di riconoscimento dell’altrui “nobiltà” alla quale sono dovuti anche i sovrani…
    un problema simile esisteva in Russia tra i Romanov e i Dolgorukiji…(discendenti maschili di un ramo cadetto dei rurikovic)…

    scappo!!

    :-))
    buona serata a tutti
    j

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