La misteriosa morte di Agnès Sorel, amante di Carlo VII re di Francia

La misteriosa morte di Agnès Sorel, amante di Carlo VII re di Francia

Professioniste dell’amore, ma anche e soprattutto maestre nell’arte di tessere intrighi e sostenere quella o quell’altra fazione politica, le favorite dei re di Francia sono un caso a parte nella storia moderna. E la prima della serie è anche al centro di un enigma che  le recentissime analisi condotte sui resti del suo corpo hanno contribuito in parte a svelare. La misteriosa morte di Agnès Sorel ora è meno oscura.

Agnès Sorel ha circa 20 anni quando il re di Francia posa per la prima volta gli occhi su di lei. La fanciulla è una delle damigelle di Isabella di Lorena, cioè tiene compagnia ad una signora di rango più elevato come facevano tutte le ragazze di buona famiglia sprovviste di una dote onorevole e sufficiente, elemento che più della leggiadria era conditio sine qua non  per accalappiare un marito. Agnès però ha un qualcosa in più che la mette prepotentemente in evidenza, la fanciulla è bella da togliere il respiro. Ed è anche intelligente, colta, ha una personalità affascinante, sa parlare bene, è dolce, si veste con gusto infinito, ama la moda e il lusso. Il quarantenne Carlo VII, uomo tormentato, triste ed infelice fin da quando è nato in seno ad una famiglia tribolata e disunita, si innamora follemente di questo angelo biondo e ovviamente per tenersela accanto non trova di meglio che metterla al servizio della regina in carica, Maria d’Angiò. L’oltraggio è senza precedenti, però la moglie tradita capisce subito che c’è poco spazio per proteste e recriminazioni, così china la testa, sospira e sopporta come faranno tante altre “colleghe” dopo di lei. In breve la fanciulla diventa ragione di vita per Carlo di Valois, re di una Francia dilaniata dalla guerra (quella dei “cent’anni” contro gli inglesi) ed uomo non particolarmente brillante, anzi noto l’apatia e le continue incertezze. Nel 1444 una prima figlia, Maria, consolida ed ufficializza la posizione di Agnès all’interno della corte e il suo reale amante le offre un piccolo castello a Beauté sur Marne, nei pressi del bosco di Vincennes. D’ora in poi la favorita è la “Dame de Beauté” per via del possedimento, ma anche in omaggio alla sua innegabile grazia.

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Jean Fouquet – Carlo VII di Valois, Museo del Louvre

La misteriosa morte della bella fra le belle

Di Agnès i cortigiani, solitamente poco amabili con le amanti reali (definite molto apertamente le “puttane del re”), possono solo tessere lodi. “Tra le belle era la più bella e la più giovane del mondo” racconta il cronista Jean Charter. Occhi azzurri limpidissimi, una fronte vastissima simbolo di rara intelligenza (ma era spesso ottenuta grazie ad un’accurata e profonda rasatura molto di moda all’epoca), una bocca minuscola, un viso dall’ovale perfetto, un corpo magnifico messo in risalto da abiti molto aderenti e soprattutto un décolté stupefacente che a lei piace esibire. La Dame de Beauté adora portare abiti molto aderenti e scollatissimi, perfetti per mettere in mostra il suo corpo perfetto. Il seno di Agnès è addirittura  completamente allo scoperto nel ritratto lievemente “sacrilego” che le fa Jean Fouquet. L’artista osa quello che mai nessuno prima di lui ha anche solo pensato: raffigura l’amate reale, la concubina, la donna impura per antonomasia, nelle vesti della vergine più vergine di tutte, la Madonna. Maria-Agnès ha in grembo il Bambino, sulla testa una  magnifica corona (regina dei cieli o regina nel cuore del re?) e intorno una corte di angeli. Come madre di Gesù Agnès viene “adorata” dal suo amico Etienne Chevalier, tesoriere del re di Francia e committente del dipinto che compare appunto in ginocchio accanto alla figura sacra. Insomma scandalo nello scandalo, ma l’audacia dà la precisa dimensione del potere e della sfrontatezza della bella favorita.

Agnès però è una compagna preziosa per il non brillantissimo re di Francia, perché lo conforta, lo rassicura, lo assiste. Non è la prima volta che Carlo VII viene guidato da una donna: la suocera Jolanda di Aragona lo ha protetto, poi è toccato a Giovanna d’Arco, grazie alla quale riesce ad essere incoronato e a riconquistare parte della nazione, Agnès gli dà la spinta finale. Secondo quanto narra Brantome la Dame de Beauté, visto che il re ha abbandonato ogni velleità guerresca, gli scrive in termini piuttosto perentori. “Quando ero una fanciulla un astrologo mi predisse che sarei stata amata e servita da uno dei più baldi e coraggiosi re della cristianità. Quando mi faceste l’onore di amarmi, credetti foste voi quel valoroso sovrano della predizione. Ma io vi vedo così molle, con tanta poca cura dei vostri affari, che penso di essermi sbagliata. Non siete voi quel re coraggioso, ma il re d’Inghilterra il quale compie tanti bei fatti d’arme e in barba a voi si tiene le nostre belle città. Addio! Io vado a raggiungerlo, poiché è di lui che parlava l’astrologo”. Brantome conclude: “queste parole colpirono così profondamente il re da farlo piangere. Si fece forza, abbandonò la caccia, strinse i denti e tanto operò con audacia e fortuna da cacciare gli inglesi dal suo regno”. La frustata ha avuto effetto e il re decide di riprendere agli inglesi la Normandia. Il 10 novembre 1449 Carlo VII entra trionfalmente a Rouen e Agnès che è a Loches in Turenna decide di raggiungerlo, nonostante la cattiva stagione ed una gravidanza già abbastanza avanzata.

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Agnès Sorel in un dipinto realizzato nel XVI secolo

Perché la favorita vuole a tutti i costi e nonostante le sue condizioni, ritrovare il suo re? Nostalgia, amore, desiderio di rivederlo o paura? Agnès sa che il Delfino, futuro Luigi XI, odia il padre ed ancora di più l’amante ufficiale e quindi probabilmente preferisce allontanarsi. E’ stra noto che Luigi di Valois, duro e vendicativo quanto il genitore è debole, vorrebbe vedere morta la favorita, la cui presenza offende l’onore della regina sua madre e impedisce al re di avere colloqui privati con il figlio. Il Delfino è talmente accecato dall’ira e dalla rabbia che un giorno a Loches, davanti ai cortigiani terrorizzati, rincorre Agnès cercando di ucciderla a colpi di spada. Un colpo di testa che costa caro a Luigi, da quel momento bandito dalla corte.

Ad ogni modo la Dame arriva in Normandia il 5 gennaio 1450, è stanca ed affaticata, ma lo nasconde e nei primi giorni di febbraio partorisce una bimba che muore pochi giorni dopo. Agnès non lo saprà mai, è già debolissima, il 9 febbraio viene colpita da un “flusso di ventre” e sprofonda in una lenta e dolorosa agonia. Grande peccatrice, ma anche sinceramente devota, la Dame de Beauté sentendo venir meno le forze, accetta il suo destino e si prepara alla morte. L’11 febbraio con le poche forze che le sono rimaste mormora “quanto poca cosa e fetida è la fragilità umana”, un’ora dopo grida “Nostra Signora, Nostra Signora, abbi pietà di me. Madre di Nostro Signore Gesù Cristo, nell’ora della mia morte, prega per me”. Su queste parole la Dame di Beauté spira. Ha meno di 28 anni.

E a questo punto lascio la parola al medico (scrittore e blogger) appassionato di storia e di misteri Luca Filippi che ha analizzato il caso.

La causa del decesso, almeno secondo l’archiatra di corte, fu “flusso dal ventre”. Il che, tradotto in termini più attuali, corrisponderebbe a un attacco di dissenteria. Tuttavia quella morte fulminea ha destato subito diversi sospetti. A distanza di oltre cinque secoli, un team di ricercatori francesi, coordinato dal medico legale Philippe Charlier, ha riesumato il feretro di Agnès Sorel. I resti della Dame de Beauté sono stati passati al vaglio dei più moderni strumenti della scienza. Cranio, capelli, frammenti di pelle e anche una sostanza dal nome poco allettante, il cosiddetto “liquido di putrefazione”, sono stati attentamente analizzati. Innanzi tutto i capelli: Agnès li aveva biondi, secondo l’iconografia del tempo, mentre quelli rinvenuti nella tomba sono indiscutibilmente bruni. Questo cambiamento di colore è stato attribuito alle leghe di piombo del sarcofago. Minuscoli frammenti di pelle e di capelli sono stati analizzati con una tecnica estremamente raffinata: la luce di sincrotrone. Il sincrotrone è un acceleratore di particelle che permette di ottenere fasci di luce monocromatica, utilissima per le analisi tossicologiche. Lo studio ha rivelato una abnorme concentrazione di mercurio (precisamente il cinabro, ovvero il solfuro di mercurio) nei tegumenti della favorita.

Per spiegare l’eccesso di mercurio si possono formulare diverse ipotesi. Primo, il mercurio è dovuto a una contaminazione durante il procedimento di mummificazione della salma. Questa tesi verrebbe confutata dalla assenza di mercurio nelle cavità nasali. Seconda teoria: il mercurio poteva essere stato assunto a scopo curativo. E in effetti, si è scoperto che la favorita soffriva di una parassitosi intestinale, l’ascariasi. Si tratta di un’infestazione, piuttosto comune all’epoca viste le condizioni igienico-sanitarie e la difficoltà di conservazione degli alimenti, causata da vermi biancastri, che possono provocare diarrea e dolori addominali. Il mercurio era contenuto nei trattamenti antiparassitari. Tuttavia, ci dice il dottor Charlier, il contenuto di mercurio nei capelli e nella pelle di Agnès era da 10000 a 100000 volte più alto del normale. Nulla a che vedere con il livello di mercurio contenuto nelle preparazioni antiparassitarie. E allora? Emerge, sempre più probabile, la teoria dell’omicidio. Omicidio per avvelenamento. Utilizzando un software per le ricostruzioni facciali in medicina legale, il dottor Charlier è riuscito a ottenere, partendo dal cranio, un’immagine del volto di Agnès. La ricostruzione facciale ha un forte impatto emotivo: il viso della Dame de Beauté emerge dalle nebbie del tempo. Tuttavia, superata la suggestione iniziale, a ben guardare quello creato dal computer è in realtà l’ombra di un volto. Come anche tutta questa indagine sembra essere l’ombra della storia, quella vera, che rimane comunque avvolta nel mistero.  Scrutando l’immagine digitale, apprezziamo i lineamenti regolari, il naso delicato, l’ovale perfetto e cerchiamo di immaginare come, cinque secoli fa, la combinazione di questi elementi potesse creare, sul volto di Agnès, il miracolo della bellezza. Certo è veramente un bizzarro gioco del destino che proprio una dama tanto raffinata dovesse finire vittima del mercurio, il “veleno dei poveri”.

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ricostruzione del volto di Agnès Sorel, copyright “artwork and photo” by Philippe Charlier / CHRU de Lille – 2005. 

Dunque oggi non ci sono più dubbi: Agnès Sorel è stata assassinata con una dose volutamente esagerata di un medicamento al mercurio. Ma chi è l’autore materiale dell’omicidio e soprattutto perché è arrivato l’ordine di far fuori la “bella fra le belle”, colei che da cinque anni rende finalmente e completamente felice un re triste e depresso?

Robert Poitevin, uno dei più grandi medici dell’epoca, è fra i primi ad essere sospettati, ma si trova in buona e numerosa compagnia. La Dame, che sa farsi amare, ha molti fedelissimi e numerosi protetti, però la vita a corte è difficile e particolarmente infida e gli amici si possono trasformare in pericolosi antagonisti, soprattutto quando in vista c’è un avvicendamento sul trono. Le relazioni nell’entourage reale sono spesso conflittuali e tese, ci sono i partigiani del re e quelli del Delfino e anche Agnès ha un suo clan molto forte di cui fa parte anche il grande argentiere Jacques Coeur (il quale schieratosi poi apertamente con il futuro Luigi XI cadrà velocemente in disgrazia).

Secondo gli studiosi dell’affaire Agnès Sorel probabilmente Poitevin si è lasciato convincere della necessità di uccidere la donna padrona del cuore, della mente e dell’anima del re. Inoltre, eliminare Agnès significava fare un grosso favore al Delfino, cioè al futuro sovrano, e guadagnarsi così la sua riconoscenza.  Fra le argomentazioni a carico di Poitevin ce n’è una particolarmente pesante: il medico afferma in modo abbastanza perentorio che la “Dame” è morta per un “flusso di ventre” e di fronte alle voci insistenti di un possibile avvelenamento, egli smentisce con decisione. Poteva un uomo del valore e dell’esperienza di Poitevin non accorgersi che i sintomi erano inequivocabilmente quelli del veleno? Inoltre è evidente che solo lui avrebbe potuto manipolare senza grossi problemi le medicine somministrate ad Agnès.

Ma per quale motivo la bella amante del re doveva morire e anche in fretta? Le ragioni, una volta analizzata a fondo la vicenda e la situazione politica sono davvero numerose e ad esse si aggiunge il fatto che Agnès è una amante ufficiale e quindi i suoi figli, in una monarchia indebolita dalla guerra contro gli inglesi e da controversie interne, possono facilmente pretendere se non il trono, almeno un posto al sole, cioè terre e domini, frammentando ancora di più i possedimenti reali. Inoltre c’è un altro aspetto da considerare, per la prima volta dai tempi di Ugo Capeto, cioè dalla nascita dello Stato e della monarchia francese, il re presenta, anzi ostenta, al mondo un’amante ufficiale.

E non è solo una questione di letto, Agnès (come dopo di lei Diana di Poitiers, madame de Maintenon e madame de Pompadour) ha una influenza reale e concreta sull’esistenza del sovrano. L’amante amatissima illumina e rasserena la vita di Carlo VII il quale riesce anche a ritrovare un certo ascendente sul suo entourage. Sull’influenza politica gli storici sono discordi, probabilmente non fu diretta, ma di sicuro la Dame, donna intelligente ed accorta si era fatta degli amici (tutti uomini di altissimo livello, provenienti sia dalla nobiltà che dalla emergente borghesia) e li aveva imposti al re. Lei ha l’intuito di mettere a fianco del re persone di grande valore che aiutano il sovrano e creando una specie di cerchio magico proteggono la favorita da tutti i complotti futuri. E’ la stessa Agnès ad assicurare la coesione del gruppo che infatti si sgretola alla sua morte. Quanto alla storia narrata da Brantome, forse è pura leggenda, ma la dice lunga sul potere attribuito ad Agnès, la quale in fondo non ha nessun interesse a spingere il suo amato alla guerra. Stesso discorso per l’entourage stretto della donna, formato essenzialmente da personaggi come Jacques Coeur a cui interessa soprattutto la diplomazia e i commerci.

Grazie ad Agnès il re riscopre la gioia di vivere, il malinconico si rasserena, l’uomo chiuso e triste si apre, scopre il divertimento, partecipa per la prima volta ai giochi della corte, danza, va a raccogliere fiori, discute animatamente ed allegramente con tutti. La trasformazione ha un motivo molto semplice e per nulla misterioso, Carlo VII si è innamorato perdutamente. Un vero colpo di fulmine. D’altronde lui non ha mai conosciuto l’amore con la A maiuscola, Maria d’Angiò che conosce e frequenta fin da quanto erano bambini, è prima di tutto la sua compagna di giochi, un’amica fedele che lo ammira e lo segue ovunque egli decida. Il re le è affezionato e il loro rapporto tenero ed affettuoso è cementato dalla nascita di una dozzina di figli e per Maria, già di suo non particolarmente avvenente, queste gravidanze a ripetizione significano la devastazione del corpo. Dunque non c’è storia, Maria al confronto con la Dame de Beauté perde su tutti i fronti. Insieme ad Agnès Carlo di Valois scopre che la vita può essere bella, serena e gioiosa, che la felicità esiste. Insomma forse la Dame non ha avuto una influenza politica diretta sul sovrano, ma ha trasformato l’uomo fragile e manovrabile in un re sicuro e determinato. Non è difficile, a questo punto, capire i motivi per i quali una donna del genere doveva sparire e anche in fretta.

Agnès scompare così dalla vita di re Carlo VII il quale, pur rimpiangendola, la sostituirà presto, ma la sua memoria si perpetua grazie alle figlie che, riconosciute dal padre, portano tutte il nome Valois. Delle tre lascerà tracce indelebili la mediana, Charlotte che sposa Jacques de Brézé, uno degli uomini dell’entourage della madre. Il matrimonio è un fallimento totale e presto lei gli preferisce il guardiacaccia, ma la relazione intrecciata quasi sotto gli occhi del marito cornuto finisce in tragedia. De Brézé infatti scopre i due a letto insieme e provvede di persona alla vendetta, uccidendo lui a colpi di spada e lei, che si era nascosta in un ripostiglio, con una pugnalata al cuore. Il cognato-re, noto per il suo macabro sense of humor, trova la vicenda divertente, ma non può far finta di nulla visto che si tratta pur sempre di sua sorella e l’uxoricida finisce in una tetra prigione dove resta per un ventennio. La coppia ha comunque avuto un figlio Louis il quale sposa in seconde nozze Diana di Poitiers, celebre amante del re di Francia Enrico II. Louis e Diana hanno a loro volta una figlia, Louise, che trasmette il sangue della Dame de Beauté a molte famiglie reali europee.

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Il dittico di Melun fu commissionato da Étienne Chevalier  per la collegiale di Notre-Dame a Melun, città di cui era originario. I due pannelli (qui sopra la parte nella quale è ritratto il committente) furono venduti separatamente all’epoca della Rivoluzione. Quello di sinistra si trova alla Gemäldegalerie di Berlino, quello di destra al Musée royal des Beaux-Arts d’Anvers. L’autoritratto di Jean Fouquet, attualmente al Louvre, proviene da questo insieme.

Ringrazio Luca Filippi per la collaborazione alla scrittura di questo post e vi segnalo l’altro post realizzato a quattro mani, sul mistero della morte del granduca di Firenze Francesco I e di sua moglie Bianca Cappello, lo trovate qua

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57 Commenti

  1. marina ha detto:

    Premetto che ho dovuto prendere appunti su un foglio qui accanto al pc per poter rispondere a tutti e non è detto che ci riesca fino in fondo. Dunque:
    @ Antonio eccolo il legame, non lo avevo messo a fuoco subito, mi ero concentrata su Cristiano IX anche lui antenato dei re di Grecia. E’ verissimo gli Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg sono interessantissimi e poco conosciuti, ci vorrebbe qualche indagine. Ad ogni modo mi state facendo venire la voglia di compilare un bell’albero genealogico dei discendenti di Agnès e di Diane. Mi date una mano?
    @ jacopoamedeo sei una miniera di notizie e scrivi con la velocità della luce, ma scrivi così tanto che mi ci vuole un po’ per leggerti tutto. Morny non era per niente segreto e anzi era un fidatissimo ed ascoltatissimo consigliere del fratellastro, ho letto di recente che è il creatore di Deauville. Sui Borboni indiani si avevo letto qualcosa, mi informo e ti so dire. Sui Battemberg invece mi sa che ti sei confuso il re di Bulgaria è il figlio ed omonimo di quello che sposando una donna di origini non reali inaugura la linea morganatica dei Battemberg. La questione del negretto della regina Maria Teresa è oggetto di molte discussioni, ma non ho mai approfondito la vicenda, mamma mia quante idee e quanti stimoli a nuove ricerche!
    @ Angie, bello eh parlare di intrecci genealogici. A dire il vero neanche a me è capitato tanto spesso, ma sono fortunata ho dei carissimi cugini (cugina di mio marito e suo marito) che sono appassionati e d’estate quando vengono qua nella casa al mare, ci facciamo delle belle chiacchierate storico-genealogiche;
    @ lukas si Fersen fu linciato, che personaggio strano e interessante. sulla monarchia svedese prima dei Bernadotte invece sorry non ho dettagli perché non è mai stata la mia “passion predominante”.

  2. jacopoamedeo moretti ha detto:

    hahhahaha si marina
    hai ragione…
    mi sento un fiume in piena quando apro questo blog e lo sarò anche ora……
    mi rendo conto solo dopo, che spesso corro nello scrivere e salto congiuntivi tempi verbali o altro…haha

    x la svezia … forse ho confuso gustavo IV con il III non so…. quale dei due fu ucciso al teatro dell’opera?????

    se vuoi un aiuto per l’albero genealogico di chicchesia ..:-)) chiedi adoro le piante e gli alberi:-) 🙂

    poi in questi gg sono abbastanza libero:-)))
    in riva al mare con la brezza marina che mi abbraccia… con una torre michelangiolesca accanto… insomma un mini paradiso….. fosse così sempre.-))

    x il morny si non era tanto segreto…. hai ragione …. ho saputo una cosa brutta anni fa che lo riguarda indirettamente:

    sapete che una setta giapponese ….(non mi chiedete chi e come ) sta o stava acquistando in tutto il mondo le cose più belle dell’arte etc … e poi le raggruppava( o raggruppa) in una sede segreta all’interno di un monte/magazzino… per avere così gioielli dell’arte della storia etc tutti insieme…. ma questo lo fanno o facevano lasciando vuoti scheletri ( e non so se sempre in modo legale…. dei sospetti circa furti d’arte epocale ci sono in merito) e purtroppo è capitato proprio al castello del duca di morny che a quanto pare aveva splendidi arredi sopravvissuti ai tempi… che fù acquistato da una giapponese ( sconosciuta ai tanti ma seguita da investigatori internazionali) e smontato al suo interno… lasciandolo realmente semi distrutto le foto erano tremende………………..abbandonato dopo essere stato svuotato…boiseries, camini, soffitti stucchi etc

    cercai all’epoca ( alcuni anni fa) di seguire la cosa … ma poi è caduta nel dimenticatoio… anche nel mio :-))

    le uniche cose che uscirono( o che io ho saputo) è che questa setta era/è potentissima segreta e impenetrabile …. ed il posto inviolato e non ancora scovato .

    La giapponese, che fù fotografata in non so quale occasione ricercata …ma sparita con tanto di mobilio etc.

    non è strano???
    ne sapete di +???

    x gli schleswig holstein….. beh il “padre di tutta europa” di fatto di tutte le parentele + importanti degli ultimi 150 anni fù cristiano IX di danimarca, primo del suo ramo a salire sul trono danese, dopo l’estinzione del ramo primogenito.
    Sua moglie luisa d’assia kassel, era però figlia (o nipote….non ricordo) di una principessa del ramo primogenito….quindi riunivano insieme la famiglia.

    Dal loro matrimonio nacquero: dagmar di russia madre di nicola II ; alexandra di G.Bretagna(perennemente giovane e vanitosa) madre di Giorgio V ; federico VIII re di danimarca( e padre di carlo-Haakon VII 1° re di norvegia dal 1905, nonno dell’attuale re); thyra d’hannover bisnonna di ernst-august marito di carolina di monaco; valdemaro pr di danimarca marito di maria d’orleans e zia del conte di parigi(defunto nel 1999)(matrimonio difficile visto che valdemaro aveva una relazione omosessuale col nipote giorgio di grecia marito di maria bonaparte); giorgio I di grecia… (dal quale discendono: marina di kent, olga di jugoslavia ( madre di alessandro, 1° marito di m.pia di savoia e poi sposato con barbara del liechtenstein, lui inoltre erede dei Pr demidov di s.donato e fratello della bellissima elisabetta che a sua volta è madre della splendida Catherine Oxemberg attrice divenuta nota per la 1° volta per la sua partecipazione al serial Dinasty nel ruolo di amanda carringhton) ; elisabetta von toerring jettensbach (conti bavaresi discendenti in linea femminile da un fratello di sissi di baviera, le greca è madre di Helene toerring…madre a sua volta della nota sophia d’asburgo-Kybourg, Pr. di Windisch-Graetz,che purtroppo pochi mesi fa, ha perso in un incidente, uno dei suoi giovani figli); elena di romania madre di re michele I; irene di savoia aosta madre dell’attuale duca amedeo; alexandra di russia madre di maria pr di svezia e di dmitry amante del principe Yussupov – a sua volta sposato con irene di russia figlia di xenjia sorella di nicola II e quindi figlia di dagmar- e coinvolti poi nell’omicidio rasputin)e maria di russia da cui discendenza femminile (sposate ad americani); eugenia pr radzwill, poi duchessa di torre e tasso di castel duino( ramo cadetto dei von thurn und taxis di origine italiana ma poi trasferiti nel 200 in germania, lasciando il ramo cadetto che poi divenne nel 900 … di castel duino); sophia attuale regina di spagna; giorgio marito di maria bonaparte( succitati); cristoforo marito ( in 2°nozze) di francesca d’orleans(sorella del fù conte di parigi) genitori del noto Michele di grecia….(orfano giovane ed allevato in francia dagli orleans) pittore e autore di libri interessantissimi..per appassionati come noi… la cui figlia olga ha sposato il doppiamente cugino ajmone d’aosta; filippo duca d’edimburgo e le sue sorelle (sposate con: assia-darmstadt, hannover,hohenlohe langenburg..baden); alessandra di jugoslavia, madre dell’attuale erede al trono alessandro; —– beh basta così ne mancano alcune ma …. non riesco più a scrivere).

    è si una famiglia interessante …. “oldenburgo” … sono di antica nobiltà… hanno avuto ed hanno ( di fatto o nominalmente) molti “troni”.

    per i battemberg…. non so vado a memoria…scusate :-)))
    cmq ci fù uno scandalo…. tant’è che anche la zarina maria( massimiliana) d’assia moglie di alessandro II era sospetta di non essere figlia del G.D d’assia come il battemberg che dovrebbe essere suo fratello….
    cmq …. se mi sbaglio…mi corrigerete…come disse un noto papa polacco il giorno dell’elezione 🙂

    marina se controlli dei borbone guarda pure dei braganza…che non hanno alcuna rivendicazione o presunzione… solo si chiamano braganza ed hanno una meravigliosa abitazione divisa da due secoli nei due rami della loro famiglia… ma non ho mai trovato l’origine… o altro…. se sai o trovi dicci!!! :-))

    bon ho consumato i tasti…scusate ma ho anni d’arretrati di comunicazione in questo campo…e mi sto sfogando tutt’insieme qua!!!:)

    jacopo

  3. jacopoamedeo moretti ha detto:

    ah marina puoi darmi i titoli o link dei tuoi libri…..????
    j

  4. Antonio ha detto:

    @Jacopo Amedeo,
    non ricordo di aver mai sentito parlare di una figlia segreta della regina Margherita. Mi sembra impossibile. Quando l’avrebbe avuta? E dove?

    Cose si dice invece del figlio segreto di Maria Gabriella, frutto del matrimonio – pure segreto – con lo Scià di Persia? Forse si tratta solo di una leggenda, ma un uomo sui cinquant’anni asserisce di essere il figlio della principessa e dello Scià.

    @Marina,
    bellissima l’idea di costruire l’albero genealogico con i discendenti di Agnès! Un’opera monumentale!

    @Angie,
    anch’io non ho mai avuto il piacere di incontrare dal vero qualcuno con cui parlare di intrecci genealogici. Lo possiamo fare qui, grazie a Marina!

  5. marina ha detto:

    @ jacopo, beato te che stai in riva al mare con la brezza, anche io ho il mare a due passi ma, sigh, non sono giorni da brezza… per il resto mamma mia sei proprio un fiume in piena, però se racconti tutto tu non ho più nulla da raccontare io, sveli tutti i segreti che avevo in serbo… 🙂
    la famiglia reale greca in effetti ha avuto personaggi interessantissimi, magari una volta vi racconto. ho letto varie cose su Marie Bonaparte, donna incredibile.
    ad ogni modo mi sa che siamo fra i pochi in Italia a conoscere il fu conte di Parigi, personaggio straordinario come la moglie. per quello che riguarda i miei libri, quelli che stanno nella mia libreria sono tanti e non li ho messi tutti su anobii quindi faccio fatica a darti i titoli, è un lavoro che devo fare quello di anobii, magari con pazienza. se per miei libri intendi quelli che ho scritto, a parte una cosa sul punto croce (quando ero appassionata della materia) c’è solo “La famiglia Ferretti di Ancona” ormai fuori commercio.
    @ Antonio no direi che quella storia sulla principessa Maria Gabriella è proprio una favola. quanto alla regina Margherita forse jacopo si riferisce al fatto che si raccontò che Margherita, avendo partorito una femmina, la bambina venne sostituita con un maschietto, Vittorio Emanuele III. scusate la sintassi un po’ ballerina, ma sono stanca.
    ah fra l’altro il penultimo re d’Italia aveva in comune con la madre (di cui quindi era evidentemente figlio) un dato fisico: le gambe decisamente corte rispetto al busto.

  6. lukas ha detto:

    @Jacopo. Quello assassinato era Gustavo III…la cui vicenda avrebbe ispirato la pièce di Scribe e da questa “un ballo in maschera” di Verdi…sua madre Luisa era sorella di Federico II di Prussia.
    ancora una curiosità su gustavo IV…era stato pianificato il suo matrimonio con Alexandra Pavlovna nipote della grande Caterina, ma il matrimonio fallì a causa del fermo ed irremovibile rifiuto del giovane re, che sarebbe poi convolato a nozze con la figlia del margravio del Baden.

  7. jacopoamedeo moretti ha detto:

    ops marina…………
    non voglio assolutamente toglierti la “parola”….
    sia mai… non è una gara per me ma solo un piacere di condivisione … anzi quando sento cose che non so……. sono molto più contento di quando scrivo

    🙂

    ora vado … ho appena visto due miei vecchi amici condurre una trasmissione su rai due ed ho ancora la bocca aperta per la sorpresa

    cmq ripeto … il mio è un piacere e se ho invaso il campo…scusami…. molto serenamente …
    baci
    jacopo

  8. Angie ha detto:

    @ Antonio
    grazie, me lo procurerò al più presto, mi ispira proprio!

  9. jacopoamedeo moretti ha detto:

    si lukas
    è vero alexandra pavlovna di russia !
    la poveretta sposò alla fine un arciduca d’austria….. ma morì (credo nel 1802) senza figli e non felice :-))

    era gustavo III grazie…….. avevo confuso i numerali….:-)
    si “un ballo in maschera” come dimenticare!!!
    grazie ancora!

    jacopo

  10. jacopoamedeo moretti ha detto:

    scusate ma con la storia della regina margherita…. mi riferivo effettivamente ad un suo parto …. dovuto ad una relazione extra coniugale ( abbastanza conosciuta) ( d’annunzio fù uno ma ce ne sono stati altri) e la bimba fù affidata … cresciuta…. purtroppo non ricordo al volo altro…ma so che si è sposata…
    la storia della sostituzione riguardava V.Emanuele II, che si diceva fosse morto in un rogo nell’allora villa di poggio imperiale a firenze, quando ancora era G.ducato e sua madre era la figlia del G.Duca..e che lo avessero sostituito col figlio appena nato di un macellaio…..
    ma la cosa buffa è che crescendo (sempre da giovane) era molto somigliante a carlo alberto, suo padre, e suo figlio Umberto I lo era ancor di più …. ( benché la madre discendesse dalla sorella ci carlo alberto)
    ma che dire!!!
    cmq fatemi sapere se avete notizie sulla figlia di margherita non ricordo altro…..ma sono sicuro… mi farebbe piacere
    grazie
    j

  11. marina ha detto:

    @ jacopoamedeo si si la diceria su Vittorio Emanuele scambiato nella culla II è nota, ma ce n’è una anche per Vittorio Emanuele III, identica. sulla figlia segreta davvero non saprei, ma quello che ho sempre letto è che Margherita a causa delle complicazioni di un parto molto difficile non potè più avere figli. e infatti il penultimo re d’Italia è rimasto figlio unico. Sulla regina Margherita io ho una imponente biografia scritta da Romani Bracalini. Voi avete altro?

    ps volevo salutare tutti e scusarmi, questi giorni sono abbastanza complicati, ho un post pronto ma non riesco a trovare il tempo per pubblicarlo, ho idee che non riesco a mettere per iscritto e ho un sacco di magnifique foto delle scarpe della nostra Letizia che non ho tempo di pubblicare. chiedo perdono e comprensione.

  12. Musidora ha detto:

    Io su Margherita ho una biografia scritta da Carlo Casalegno… non male.

  13. Luca Filippi ha detto:

    Cari amici,
    spero di fare cosa gradita segnalandovi l’uscita del mio nuovo romanzo, ispirato proprio alla vicenda di Agnès Sorel.
    Sono in debito con Marina, che mi ha fatto conoscere la vicenda della Dama di Bellezza, e con gli amici del sito.
    Vi lascio il link del romanzo, se volete approfondire:
    http://www.ibs.it/code/9788863931600/filippi-luca/piu-del-veleno.html

    Mi farebbe piacere scambiare idee e opinioni con voi tutt!
    Luca

  14. Luca Filippi ha detto:

    @paola,
    spero che il piccolo romanzo risulti appassionante agli occhi dei lettori.
    Ho cercato di coniugare la mia passione per la storia con quella per la ricerca scientifica. ..
    A presto!

  15. Luca Filippi ha detto:

    @paola: allora buon compleanno e buone letture 🙂

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