venerdì, 12 marzo 2010

La marcia dell’arciduca Carlo

Georg_Decker_002Per scacciare definitivamente l’impressione che io sia una seria storica ed una stoica giornalista quotidianamente dedita alla ricerca di notizie reali o di cronaca (le prime per piacere, le seconde per dovere o meglio per mangiare) ho deciso, poiché questo è un sito, ma anche un blog, di scrivere un post un po’ personale nel quale vorrei raccontare di un’altra mia passione. Si tratta di un amore recente nella pratica, ma nella sostanza saldamente ancorato dentro di me dalla più tenera infanzia. La sottoscritta adora  il valzer ed in generale tutta la musica degli Strauss, padre, figlio e fratelli. Non credo di avere perso un concerto di Capodanno dal mitico e magico Musikverein di Vienna e quando ho avuto la fortuna di lavorare per una orchestra filarmonica (come addetto stampa, non so suonare neanche l’ocarina) e Strauss era nel programma seguivo persino le prove. Avrei dato non so cosa per ballare valzer, polka, mazurca e via dicendo, ma quelle tradizionali dell’800 non le elaborazioni fantasiose del folk romagnolo, magari indossando una larghissima e fluttuante gonna con i cerchi. Un sogno che pensavo non si sarebbe mai realizzato fino al momento in cui è rientrata a viva forza nella mia vita (veramente non ne era mai uscita, ma ci vedevamo di rado) una carissima ex compagna di liceo, la quale ha pensato bene di aprire ad Ancona un circolo della Società di Danza, una associazione culturale il cui scopo, sin dal 1991, è lo studio e la pratica delle danze di società del XIX secolo. In particolare la Società di Danza, attraverso ricostruisce un “sistema di danza” basato sulla tradizioni europee e diffonderlo organizzando corsi, feste, grandi balli,seminari e progetti vari in Italia ed Europa.

Che c’entra tutto questo con il sito Altezza Reale? Be’ a parte il fatto che la sottoscritta danza come una forsennata infilata dentro ad uno stupendo abito a crinolina blu notte e sabato sarà di nuovo impegnata, fra l’altro, nella quadriglia I Lanceri, si dà il caso che moltissimi brani musicali siano legati a fatti o personaggi reali. Così tanto per citarne qualcuno mi vengono in mente il Kaiservalzer (qui diretto da George Prêtre nel Concerto di Capodanno 2008), maestoso come una sinfonia che Johann Strauss jr nel 1890 dedica all’imperatore Francesco Giuseppe, il valzer del principe Rodolfo, un brano che porta il nome di quello che per 30 anni è stato erede del trono austro-ungarico, ma è ricordato solo per la sua tragica fine, in circostanze mai del tutto chiarite, nel casino di caccia di Mayerling. Ma un pezzo che ricorre spesso nei programmi delle feste e dei gran balli della Società di Danza è la bella marcia dell’arciduca Carlo. Il nome nella mia mente diceva qualcosa, ma devo confessare che in un primo tempo ho fatto fatica a mettere a fuoco il personaggio anche perché l’albergo genealogico degli Asburgo è un pigia pigia di arciduchi, che si sono quasi tutti riprodotti come conigli ed hanno manifestato la fastidiosa tendenza ad utilizzare sempre gli stesso nomi.

478px-Johann_Peter_Krafft_003Da un punto di vista strettamente austriaco, Carlo l’onore di una marcia se l’è meritato davvero. Lui, il severo signore che appare qui sopra, terzo figlio dell’imperatore Leopoldo II, quindi nipote dell’imperatrice Maria Teresa (per dare un’idea dell’epoca, Maria Antonietta era sua zia), fratello (ahimè, quello intelligente e sveglio ma il diritto di primogenitura trascura questo particolare) dell’imperatore Francesco II, è stato l’unico capace di tenere testa al Napoleone dei tempi d’oro. Carlo d’Asburgo-Teschen (1771-1847) nasce a Firenze, visto che il padre all’epoca era “solo” Granduca di Toscana, e a causa delle crisi epilettiche viene inizialmente destinato alla carriera ecclesiastica, ma fin da ragazzo la sua passione è la vita militare. Alla morte dei genitori (l’illuminato e progressista imperatore Leopoldo II muore prematuramente nel 1792) Carlo viene adottato dalla zia arciduchessa Maria Cristina e dal di lei maritoAlberto di Sassonia-Teschen; i due non hanno figli, e non solo lo rendono erede del loro immenso patrimonio, fra cui il celebre palazzo di Vienna, ma sostengono e favoriscono le sue inclinazioni. Il 18 marzo 1793 il giovane arciduca partecipa alla battaglia di Neerwinden, il 10 maggio dello stesso anno viene sconfitto dal generale francese Moreau a Ettlinge ed il 14 luglio a Radstadt. Nel periodo 1793/1794 è governatore generale per l’Austria e dei Paesi Bassi e dal 1796 al 1800 comandante in capo delle armate dell’esercito austriaco in Germania, in Svizzera e nel Nord Italia. Il 19 settembre 1796 sconfigge ad Altenkirken il generale francese Jourdan, costringendolo a riattraversare il Reno. Dal 1801 al 1809 presiede il Consiglio Aulico (consiglio di guerra della corte asburgica) e avvia significative riforme dell’esercito imperiale che riorganizza facendone uno strumento molto efficiente. Subito dopo la battaglia di Austerliz (1805) il fratello imperatore lo nomina Generalissimo, ma all’epoca della quinta coalizione è decisamente contrario all’entrata in guerra dell’Austria, che non ritiene preparata militarmente ad affrontare di nuovo l’Imperatore. L’arciduca, che viene definito “capo del partito della pace” ma non riesce però a dissuadere il fratello e così si trova al comando dell’offensiva contro i francesi il 9 aprile 1809. Carlo ad ogni modo si copre di gloria sconfiggendo Napoleone ad Aspern-Essling, subisce la disfatta di Wagram (5-6 luglio 1809) ed il 12 luglio ottiene l’armistizio. Sei giorni dopo l’imperatore Francesco lo rimuove dai vertici dell’esercito. Amatissimo dai suoi soldati, capace di trascinare le truppe, ottimo scrittore di cose militari, l’arciduca ha il problema, non da poco, di essere brillante in una famiglia il cui capo è mediocre. E’ avversario sul campo di generali come Jourdan e Massena che lo temono, ma nello stesso tempo lo stimano, i viennesi lo adorano e ne fanno il loro idolo anche per via della franchezza e delle idee democratiche, eppure più cresce la sua fama, più aumenta la gelosia del fratello imperatore. Così la vita e la carriera dell’arciduca generale vanno avanti fra alti e bassi; pregato e supplicato di riprendere il comando dell’esercito appena lo spauracchio Napoleone si avvicina, Carlo viene messo da parte, calunniato e guardato con diffidenza in tempo di pace. Quando accade la storia si ripete ancora una volta dopo Wagram l’arciduca, unico generale di valore in un periodo particolarmente difficile, decide di ritirarsi a vita privata per dedicarsi ai suoi studi; qualche anno dopo si sposa con una principessa di Nassau con la quale ha una sfilza di eredi. E siccome la genetica è una scienza quasi esatta i suoi figli maschi sono tutti valorosi soldati e uno di loro, l’arciduca Alberto, è vincitore degli italiani nella battaglia di Custoza. Carlo di Asburgo-Teschen è anche bisnonno del re di Spagna Alfonso XIII a sua volta nonno dell’attuale re Juan Carlos, e bisnonno di quell’arciduca Francesco Ferdinando assassinato a Sarajevo.

Questo post un po’ insolito (i militari lo ammetto non sono una mia specialità) è dovuto all’influenza che mi ha atterrata per qualche giorno e mi ha tolto la voglia di grandi studi ed approfondite ricerche. Quanto alla danza vorrei con l’occasione ringraziare il nostro prof. Roberto Lodi, il quale insegna le quadriglie con la stessa passione della matematica (sarebbe questa la sua professione vera) e la mia carissima amica Paola Pennacchietti che è una forza della natura ed una organizzatrice nata. Infine un pensiero di gratitudine alla mia metà, Stefano, che per farmi piacere balla con entusiasmo e veste il frack con molta non chalance. Se ci volete vedere siamo qui.  Se volete invece ascoltare ancora una volta la marcia più bella di tutte, la più amata, la più nota andate qui.

circoloufficiali

Ed eccoci qua sabato 13 marzo al circolo ufficiali della Marina Militare di Ancona, quasi alla fine di una serata che è stata divertente e molto coinvolgente per tutti i presenti. Non perdete tempo a cercarmi, non ci sono, stavo scattando la foto.

 

 

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Scritto da: marina

Categorie: Personaggi Reali

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Commenti

  • Dora

    martedì, gennaio 31, 2012 alle 21:55

    @ Ale
    ho preso 10 kg solo leggendoti… o,O

  • nicole

    mercoledì, febbraio 1, 2012 alle 14:10

    Ale, non avevo capito che c’erano dei torinesi!E’ proprio in estrema sintesi quello che penso.
    Riguardo il mutuo per i marrons glacés pensa che nemmeno li guardavo quando ero bimbetta e li regalavano a vagoni a mio padre (con le violette candite!)Li prendevo per mia suocera
    (era molto simpatica, ovvio)quando venivo a Torino,era ghiottissima anche di gianduiotti e mio marito diceva ” vedo che sei andata da Bulgari”.Frase di casa che in realtà è nata per dei fagioli molto, ma molto particolari dal costo non indifferente visto che son fagioli.

  • elettra

    mercoledì, febbraio 1, 2012 alle 14:49

    @AMG…..@ Nicole….ahahaha!!!!! è stato un simpatico qui pro quo…..e comunque tutti apprezziamo Torino e le sue specialità culinarie…ma perchè solo i dolci, baci di dama compresi…. il bollito, i grissini e altro che ora non mi viene, non vi piacciono? e l’eleganza con cui si allestiscono le vetrine, non solo di fiori, ma anche di carni e verdure….come a Torino , io non l’ho più trovata, neanche in altre grandi città…. e premetto che non sono torinese, ma quello che è da dire, va detto!
    Torino, forse proprio perchè non è mai stata una città turistica, è una città ELEGANTE, ed eleganti sono i suoi abitanti….

  • Ale

    mercoledì, febbraio 1, 2012 alle 15:49

    @nicole ti assicuro che è quello pensano tutti i veri torinesi. spero che i milanesi non si offendano ma c’è sempre stata rivalità e competizione tra le due città.

  • Ale

    mercoledì, febbraio 1, 2012 alle 15:59

    @elettra hai detto cose molto lusinghiere, ti ringrazio. grazie alle olimpiadi non solo gli italiani ma anche , ve lo assicuro, molti torinesi hanno riscoperto torino. da quel momento è stato tutto più bello, dai musei rinnovati, al centro ripulito, dalle piazze e alcune vie pedonalizzate. e devo dire che i risultati si vedono perchè molti turisti sono arrivati, a maggio c’è stata un’invasione di tedeschi, e i torinesi che hanno fatto l’abbonameno ai musei sono cresciuti del 65% negli ulti tre anni.

  • nicole

    mercoledì, febbraio 1, 2012 alle 16:39

    Andiamo dunque al sodo: quando mi darete la cittadinanza onoraria di Torino? Abito …in quell’altra,la rivale, ma son di un’altra città, all’estremo oriente italiano :)

  • elettra

    mercoledì, febbraio 1, 2012 alle 17:36

    @Nicole…all’estremo oriente italiano c’è una sola grande città ,che è ex-equo con Torino nel mio cuore, l’altro mio amore grandissimo, e che nella mia vita è venuta subito dopo Torino , nel tempo…io ho sempre supposto che tu fossi nata (per quelle poche cose che hai confidato) fuori da quelli che sono, oggi, i confini italiani, quella parte che purtroppo è rimasta , di là ,dopo il trattato di Osimo…quella che una volta era chiamata zona B…che in gran parte è ancora italiana, benchè siano passati ,dolorosamente, molti anni…allora mi sono sbagliata……

  • nicole

    giovedì, febbraio 2, 2012 alle 07:41

    Niente zona B.Proprio città città, dove mio padre da profondo est arrivò da ragazzo per università, prima della guerra.Comunque, proprio perchè son nata su un confine e ho altra casa su altro confine,non amo i confini.Mi piace la mescolanza di genti, lingue e culture.In fondo questo è l’ambiente che mi ha formato e così ho fatto con figli.

  • elettra

    giovedì, febbraio 2, 2012 alle 11:46

    @Nicole..ahahah! sarebbe divertente scoprire, un giorno che ci dovessimo incontrare, che, da ragazzine, ci siamo frequentate perchè senz’altro abbiamo frequentato gli stessi posti…. i posti di tutti i ragazzi e gli studenti,e di nicolette ne ho conosciute tante!
    Per il discorso dei confini, sono pienamente in accordo con te,specialmente dopo che si vedono città con i muri in mezzo… e (figlia degenere!)anche le divise mi mettono l’orticaria! amo il mondo con tutte le sue diversità…non so se l’ho già detto, perchè lo dico spesso, ma trovo che la diversità è un arricchimento non un limite!

  • nicole

    giovedì, febbraio 2, 2012 alle 14:50

    Elettra cara, credo proprio di no, per motivi di tempi e per il mio modo di vivere.Da quanto capisco tu hai passato lì la prima gioventù, ma io ero da tempo altrove e ho girato, l’università la ho fatta ancora in altro posto( per scelta), mi son sposata quasi matricola,poi ci son tornata già da professionista: devo dire che non è città che amo molto, è solo molto bella.Mi stava molto stretta col suo provincialismo e i più passavano il tempo a cullarsi su allori e antichi fasti. Decisamente fuori dal mondo per me simile mentalità, allora apprezzo di più la vita di piccolo paese che può avere dei vantaggi.Non voglio approfondire, sarebbe fuori luogo.Grazie a Marina e chiedo scusa ad altri per questo intermezzo ” personale”.Non succederà più :)

  • paola

    giovedì, febbraio 2, 2012 alle 16:44

    @Nicole, perchè “non succederà più”? mi è piaciuto un sacco starvi ad “ascoltare” sulle vostre città…
    Allora, sono stata a Torino solo 2 volte e subito ho avuto l’impressione della grande capitale, io che vengo da Firenze, pur bella, ma con le sue viuzze strette medievali, sono rimasta incantata dalle grandi vie, piazze, palazzi di Torino e devo anche dalle… gastronomie!! non mi piacciono i dolci, ma adoro i salati :D
    Poi per l’altra città, quella di Nicole ed Elettra, si tratta di Trieste, vero? (tanto per non fare nomi :) ). Da Trieste in gioventù (diciamo nella prima gioventù perchè ora sono nella seconda ahahaha :D ) ci passavo spesso perchè avevo un marito slavo (Nicole mi disse tempo fa in un post “dall’Est tutto meno i mariti”), è una città affascinante, ma per me un po’ malinconica. In una parte di Yugoslavia poi ho lasciato una parte di me, la più giovane, ingenua e un po’ sprovveduta… ma forse anche la più vera

    M. Paola

  • Ale

    giovedì, febbraio 2, 2012 alle 17:24

    @paola che bella firenze, ci vado quasi tutti gli anni. in effetti a torino ne abbiamo poche di vie strette e di storte ancora meno. l’unico punto dove sono sopravvissute è nel cosiddetto “quadrilatero”, la parte più antica della città, posta sopra quello che era l’abitato romano e poi medievale. ma anche in questo punto è passato il barocco e di medioevale è rimasto proprio poco. però è una zona piena di gastronomie!

  • nicole

    giovedì, febbraio 2, 2012 alle 17:29

    Vero, ricordo di aver detto così, ma non ricordavo a chi !Lo dico sempre a mia figlia che non vive qui, sai, e per il momento condivide.Mio marito sostiene che sarò punita con genero russo e per di più musicista. Una miscela esplosiva quanto a estrosità..ma sono pronta; si riallaccia a vecchie cose questo pensiero :)

  • elettra

    giovedì, febbraio 2, 2012 alle 18:54

    Anch’io chiedo scusa a Marina per questo intermezzo personale, però, se devo essere sincera non mi è dispiaciuto parlare di queste due città
    Comunque @Nicole, non mi trovi molto daccordo sul provincialismo di Trieste….anzi io l’ho sempre reputata molto ” libera ” e liberale come tutte le città di mare, abituate ad accogliere tutte le civiltà…. ti dò ragione quando affermi che si respira un po’ di aria “imperiale” ancora, ma è una città molto particolare……
    @ Paola,…mi dispiace , a Firenze non ho mai abitato, però ci sono stata molte volte e si sa Firenze è sempre Firenze……..che dire?

  • paola

    giovedì, febbraio 2, 2012 alle 22:16

    tornando agli Asburgo-Toscana, ho trovato che anche un fratello di Giovanni Nepomuceno era appassionato di viaggi per mare, cioè Luigi salvatore (1847-1915), il quale addirittura fece degli studi scientifici sul Mediterraneo, soprattutto sulle isole Baleari, corredandoli di proprie illustrazioni. Insomma anche questo Luigi Salvatore era un tipo davvero fuori dagli schemi, come molti altri Asburgo-Toscana.

    qui la sua storia
    http://www.ludwig-salvator.com/ital/basis.htm

    M. Paola

  • paola

    giovedì, febbraio 2, 2012 alle 22:48

    … continuando a spulciare tra web e vecchi libri, ho trovato alcune notizie che avevo letto molto tempo fa riguardo al presunto coinvolgimento in un complotto di Giovanni Nepomuceno Asburgo Toscana (di cui si parlava + sopra). In realtà non è che abbia trovato grandi informazioni, soltanto che sembra che Giovanni complottasse con il principe ereditario Rodolfo d’Asburgo contro Francesco Giuseppe, o comunque contro lo status quo dell’epoca nell’impero austriaco. Sembra che la maggior parte di queste indiscrezioni vengano da una biografia poco attendibile di Maria Larisch, nipote “morganatica” dell’imperatrice Sissi e che tentò di arricchirsi spifferando presunti segreti (non so quanto veritieri) della famiglia imperiale. Altre fonti dicono che Giovanni partì per il Sud America non perchè era compromesso politicamente, ma per il dolore per la morte dell’amico Rodolfo.

    M. Paola

  • Lady Vivian

    venerdì, febbraio 3, 2012 alle 00:18

    Bella Firenze, ci sono stata una volta sola, si spende troppo, gli alberghi sono costosi, specie nel centro, spesi parecchio, ci sono locali notturni incastrati dentro palazzi antichissimi, molti ragazzi belloci e ragazze stranieri, ( si intende) poi i musei e le opere che tutti conosciamo, incantevole.

    Torino la conosco bene, ho parenti in quelle zone, da piccola in centro, sotto la Mole Antonelliana, mi facevo sempre comprare le bocche di leone, sono delle paste enormi , aperte con dentro panna, marmellata o cioccolata, nella parte aperta che viene fuori la panna ci sono una fila di denti che sono gocce di cioccolato! ( penso che Ale sa’ di cosa parlo?) e’ un classico di Torino!
    I veri torinesi sono persone stupende e molto gentili!
    Poi il Parco del Valentino, è infestato da fantasmi,incluso il castello del Valentino ( vero Ale?) Torino e’ una citta magica, misteriosa, si pratica esoterismo (per chi ci crede) con regolarita’ e frequenza, ma se ne parla poco.
    Forse è per questo che Torino è custode della sacra sindone.

    La liguria?
    Non la amo molto, ma purtroppo ci abito.:(

  • Lady Vivian

    venerdì, febbraio 3, 2012 alle 04:20

    Scusate un ultima cosa:
    In via Accademia delle Scienze a Torino ha sede il prestigioso museo Egizio, credo che sia il piu’ importante d’Europa, i Savoia diffusero nella capitale del loro regno l’interesse per L’Egittologia,per l’occultismo e l’esoterismo e fu proprio grazie a Carlo Felice di Savoia che nel 1824 Fu fondato questo meraviglioso museo.
    Ho avuto accasione ( nel corso degli anni ) di ammirarlo piu’ volte, li vi e’ conservato anche il libro dei morti, della Dea Egizia Iside,creato dal sacerdote KHA, insieme a questo vi e’ una tavola di bronzo detta la Mensa Isiaca, dove vi e’ impressa piu’ volte la dea Iside insieme al Libro dei Morti ci sono precise indicazioni, purtroppo non sono inapplicabili perche’ mancano degli agganci di tabernacoli che sono conservati nel museo Egizio del Cario.
    Il governo Egiziano a chiesto piu’ volte all’Italia di riavere l’originale “Libro dei morti” e tavola bronzo “Mensa Isiaca” ma non gli e’ stato mai concesso.
    Sia il Libro dei Morti che tavola Mensa Isiaca, appartenevano alle collezioni nobili dei Gonzaga, ma i Savoia le acquisirono in seguito…

  • Ale

    venerdì, febbraio 3, 2012 alle 12:43

    @lady vivian è vero torino è una città magica, ovviamente per chi ci crede. è uno dei vertici sia del triangolo magico bianco con lione e praga, sia di quello nero con londra e san francisco. ci sono leggende sul graal, sulla porta dell’inferno, sui fantasmi, su sette che si trovano nel sottosuolo, sui simboli che si possono trovare sui palazzi o sui monumenti, sulla sindone e su un sacco di altre cose. è vero anche che ci sono stati i santi sociali, nel 1556 è venuto nostradamus e a torino abitava gustavo rol. la leggenda di torino magica è inizianata non con l’arrivo delle collezioni egizie ma durante il risorgimento quando era di gran moda lo spiritismo. negli ultimi anni sono usciti molti libri sull’argomento e mi sembra che facciano anche dei tour per turisti, personalmente non ci credo molto e tante cose si possono spiegare facilmente. per esempio sotto la città antica ci sono molte gallerie di varie epoche che hanno avuto diversi usi col passare dei secoli. la maggior parte era a scopo militare e partivano dalla cittadella, poi ci sono quelle che collegano le chiese tra di loro in modo che l’inquisizione non dovesse incontrare per strada i gendarmi sabaudi che che avevano l’ordine di limitarne il potere ecc. durante l’800 queste gallerie furono usate da massoni e carbonari, così nacque la leggenda dei culti sotterranei. la sindone invece è a torino perchè rappresentava il potere venuto da Dio dei savoia e per questo è stata portata nella loro capitale. l’unica figura che mi incuriosisce molto è gustavo rol ma non è questo il posto in cui parlarne.
    per quanto riguarda il museo egizio ci tengo a sottolineare che è secondo nel mondo solo a quello del cairo, tanto che tra gli archeologi si dice che la starda per l’egitto passa per torino. per fortuna il suo immenso patrimonio è stato tutto comprato e non rubato, quindi ci si può opporre alla restituzione. carlo felice comprò da bernardino drovetti, archeologo di napoleone, la parte più importante della collezione del museo pagandola 400.000 lire, una cifra enorme per l’epoca.
    ps. chiedo scusa per la lunghezza del commento.

  • elettra

    venerdì, febbraio 3, 2012 alle 13:34

    ….è la terza volta che voglio postare…va via continuamente la luce…uffa!
    @Paola avevo fatto un bel commento, ma lo divido in due , sperando che almeno uno parta…..
    Giovanni Nepomuceno rinunciò a tutti i suoi titoli e/o fu spinto a rinunciare, dopo l’allontanamento dalla famiglia imperiale, così come per Maria Larisch, per aver aiutato Rodolfo a incontrare la Vetsera…… come signor Orth andò in Inghilterra dove si sposò con una ballerina (queste erano le frequentazioni che aveva anche a Vienna, insieme a Rodolfo) e con lei nel mese di luglio arrivò in Cile,….dopo una breve permanenza riprese il mare…probabilmente incappò in una tempesta e di lui, la moglie e l’intero equipaggio non se ne seppe più nulla…..in Cile a luglio è inverno e quindi molto facili le burrasche…….

  • elettra

    venerdì, febbraio 3, 2012 alle 14:04

    @ Paola…se posso continuo…. a Roma sta nevicando da stanotte come in Siberia, con notevoli disagi….
    ….allora ..la tragedia di Mayerling,tra le molte ipotesi, potrebbe essere stata l’epilogo dopo che Rodolfo aveva cercato di rovesciare il padre dal trono….. se così fosse potrebbe essere stato rimorso o senso di impotenza (suicidio) o delitto di stato ,cioè sarebbe stato ucciso con la sua amante simulando l’omicidio/ suicidio….il cugino avrebbe avuto la sua parte, ma non credo che se la sarebbe cavata così a buon mercato …..perciò IO, non sposo questa tesi
    personalmente quella dell’omicidio/suicidio d’amore, la trovo un po’ banale, e poi , perchè?……qualcosa di più, deve esserci stato, però le lettere alla famiglia sono state bruciate….chissà! Rodolfo era anche, sembra sicuro, un morfinomane…in una crisi o di astinenza o sotto l’effetto della droga, può aver sparato…..
    si è ipotizzato un procurato aborto della Vetsera, morta in seguito per emorragia e conseguente suicidio di Rodolfo…un futuro imperatore del S.R.I. non poteva essere un assassino….
    il mistero, bello per questo, resta fitto, e Giovanni molte cose sapeva

  • Matteo

    venerdì, febbraio 3, 2012 alle 15:12

    Visto che qui si parla di Asburgo vi chiedo di aiutarmi a srotolare una matassa ingarbugliata (per me poi magari non lo è). Parlo dell’Arciduca Enrico Ferdinando (1878-1969), settimo figlio dell’ultimo Granduca Regnante di Toscana Ferdinando IV. In quanto sposato morganaticamente con Fraulein Ludescher ha oggigiorno una sterminata discendenza titolata semplicemente “conti d’asburgo(-lorena)” (tra i suoi discendenti la meglio collocata come matrimonio ha sposato un Liechtenstien). Questo è quanto emerge dal mio “archivio” e quanto emerge da una marea di siti di genealogie in varie lingue.
    Ora Wikipedia (italiano e francese), che non è la Bibbia ma a qualcosa serve, riporta che il detto Arciduca si era già sposato in prime nozze con una Langravia d’Assia-Philippsthal-Barchfeld. Da cui un figlio il quale visto il matrimonio dei genitori era a pieno titolo Arciduca d’Austria. Perchè lo riporta solo Wiki? Ho già fatto alcuni controlli, e la signora non l’ho trovata neanche negli Assia…Perchè Wiki riporta questo dato?Non è l’eventuale cantonata che mi stupisce ma è la precisione di questa che mi fa dubitare!

  • elettra

    venerdì, febbraio 3, 2012 alle 17:11

    @Marina..scusa a me non solo era sparito l’indirizzo mail, ma anche il nome che restava sempre inserito…a te, come arriva? ci sono ancora problemi?

  • nicole

    venerdì, febbraio 3, 2012 alle 18:53

    E se la langravia fosse ” classificata” fra gli Assia-Kassel?La dico così, in realtà capisco poco di questi garbugli.

  • paola

    venerdì, febbraio 3, 2012 alle 19:54

    @Matteo, ho letto su Wiki di Enrico ferdinando e in effetti si segnala con molta precisione questo primo matrimonio, con conseguente erede, anche la figlia dell’erede ecc. Farò anch’io delle ricerche (nel mio piccolo) perchè mi hai messo curiosità. Forse, dato che l’eventuale nipote di Enrico F. avrebbe sposato un nobile italiano, è il caso di cercare anche nel gotha italiano?

    qui le informazioni di Wiki

    http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Ferdinando_d‘Asburgo-Toscana

    (M. Paola)

  • paola

    venerdì, febbraio 3, 2012 alle 19:59

    p.s. a dire la verità a volte Wiki le spara grosse: tempo fa lessi nella biografia della principessa M. Gabriella di Savoia che si dava per certo un suo figlio avuto con lo scià di Persia, con tanto di data di nascita e matrimonio rocambolesco della principessa e lo scià avvenuto in Vaticano (!!). Non so, ma mi sembrò una storia molto fantasiosa… credo che l’autore della notizia fosse proprio un signore che da anni si spaccia per il figlio della coppia, poi infatti tempo dopo fu tutto cancellato (anche qui però un po’ di curiosità, sapete se ci può essere qualcosa di vero o queste storie nascono da personaggi mitomani??)
    Ma per per Enrico F. la cosa mi sembra diversa perchè non ci sarebbe nessuno scoop, niente di eclatante, solo un’informazione dettagliata.

  • Matteo

    venerdì, febbraio 3, 2012 alle 20:50

    Gia’ controllato…anvhe i soli Philippstahl senza i Barchfeld.

  • Lady Vivian

    sabato, febbraio 4, 2012 alle 02:41

    Grazie Ale, che gentile
    Buona Domenica.. ciao

  • paola

    sabato, febbraio 4, 2012 alle 10:26

    @Matteo, ma ci sono anche gli Assia PHILIPSTADT, almeno io ho trovato un principe Luigi Assia Philipstadt che combatte con i Borboni contro Napoleone, ma non riesco a trovare la genealogia della famiglia (o si tratta di un errore di trascrizione di Philippsthal?)

    M. Paola

  • Matteo

    sabato, febbraio 4, 2012 alle 10:55

    Non penso si arrivi a concludere qualcosa…ho fatto un’approfondita ricerca sul web…magari in privato posso essere più chiaro…

  • Matteo

    sabato, febbraio 4, 2012 alle 15:07

    @Paola: si è la stessa cosa, sarà un errore di battitura, si tratta di S.A.il Langravio Luigi/Ludovico (1766-1816) che mi pare sia citato anche nel libro di madame Campan, a mente come un fuggiasco umilmente vestito incrociato da qualcuno al confine nel tentativo di lasciare la Francia…

  • marina

    sabato, febbraio 4, 2012 alle 16:41

    @ Matteo ho fatto un controllo sul mio librone di riferimento – Cannuyer, fantastico ma aggiornato fino al 1989 – e non c’è traccia del primo matrimonio. su questa materia wiki in Italiano alle volte le spara grosse, ma wiki in francese è più precisa;
    @ paola il blog sulle tiare è STUPENDO. grazie!

    adesso vi lascio, vado a spalare la neve. sigh… ve l’ho detto che odio la neve?

  • Matteo

    sabato, febbraio 4, 2012 alle 20:46

    @Marina: sono giunto alla conclusione dopo un attento giro sul web che si tratti di un inserimento fatto ad hoc…qualcosa di simile alla prima mail che ci eravamo scambiati…

    Ieri sera qui ho avuto il “piacere” di vedere il termometro della macchina andare a MENO 16!!

  • Ale

    domenica, febbraio 5, 2012 alle 17:39

    @matteo stai attento a non finire ibernato, per fortuna qui non siamo andati sotto i -11 e da domani dovrebbe pure ricominciare a nevicare!

  • nicole

    domenica, marzo 18, 2012 alle 10:53

    Posso segnalarvi questo piccolo reportage fotografico( anche ) su Giovannino d’Austria?

    http://marcoeugenio52.blogspot.it/

    Il Museo di Storia Naturale èperò è ancora chiuso, credo sarà riaperto dopo i lavori nel 2013.

    @Elettra, ti dirò che per trovare quella mentalità che tu dici , quando ci tornai da grande, in pratica dovevo frequentare persone dell’età quasi dei miei nonni! I coetanei erano penosetti…tutti firmatini, lingue straniere molto poco, una superficialità non solo culturale..solo viaggi esotici che allora facevano molto ” in”, parlo di 30 anni fa e di chi poteva farli.Ma dietro casa nulla.Chiusi in un piccolo piccolo mondo, credimi, dove si diceva per noto professionista della città dal quale io andavo perchè molto bravo” ma tu forse non sai come nasce”, come se a me interessasse.Doveva risolvermi dei probelmi e lo ha sempre fatto con perizia e onestà, raccontandomi anche ” come nasceva” e la fatica fatta per arrivare, quindi per me “chapeau”, come si dice..
    Io ero allibita.
    Insomma per me fu una delusione incredibile, con le dovute eccezioni, ovvio.

  • elettra

    lunedì, marzo 19, 2012 alle 11:23

    @Nicole, ti ringrazio per avermi risposto…certo tu hai frequentato la società cittadina da adulta…io ero una ragazzina con i soli pensieri di andare a scuola, prendere il gelato da Zampolli , fare due “vasche” a viale XX settembre e andare al mare…..però quello che colpiva (eravamo prima del ‘68, che tanto ha cambiato la società anche nei costumi)era il vedere donne sole che sedevano nei bar e lavoravano a maglia, fumavano per strada…settantenni che nel mese di marzo facevano il bagno in due pezzi, a Barcola….insomma , per quegli anni erano persone parecchio disinibite!….io abitavo alla salita di S.Andrea, e ti posso giurare che ho visto con i miei occhi, donne con i bigodini andare a fare la spesa….non era in Cavana, oggi luogo bellissimo e bonificato!Quel vuoto culturale e il provincialismo di cui parli, io l’ho trovato ovunque,anzi ti dirò che mi sembra molto dilagato, e più ci si evolve e più salta fuori, chissà perchè….
    Le foto della pescheria…bellissime!!!

    @Marina ho ancora approfittato di te….scusami!!però devo dire che è bello QUALCHE VOLTA, fare delle digressioni…in fondo anche se non sappiamo che volto abbiamo, sappiamo almeno quel che abbiamo nella testa, oltre i nostri amati royals!!!!!!!

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