venerdì, 15 gennaio 2010

Gioielli reali: la tiara Brunswick

victoria-luise_braunschweigLa tiara Brunswick non è un diadema reale famosissimo, perché fu proprietà quasi esclusiva di una principessa che pur essendo stata figlia, madre e poi nonna di sovrani di un certo peso, si è seduta per brevissimo tempo su un trono decisamente modesto. La storia di questo bellissimo gioiello è però insolita perché legata ad una querelle dinastica finita grazie ad una storia d’amore. Inoltre la tiara, la cui origine è abbastanza misteriosa (così com’è sconosciuta la sua proprietaria iniziale) è sparita per oltre 20 anni per riapparire come se nulla fosse sulla testa di una nota principessa che di suo ha già una quantità di favolosi gioielli.

Brunswick è la capitale di uno storico stato della Germania (originariamente corrispondente al territorio di Brunswick-Wolfenbüttel nel Sacro Romano Impero) proclamato ducato indipendente dal Congresso di Vienna nel 1815 e da sempre in mano ai Welf. Un nome che dice poco o nulla perché quasi mai utilizzato, infatti i vari principi e duchi preferiscono nel corso dei secoli farsi conoscere con il titolo corrispondente al loro dominio che per un ramo della famiglia è Brunswick e per l’altro Hannover. I duchi di Brunswick si distinguono per la foga guerresca, mentre gli Hannover grazie ad un intreccio di parentele e ad una moria di principi inglesi (quelli che restano in vita sono, purtroppo per loro, cattolici e quindi non graditi sul trono) diventano re d’Inghilterra. Conservano, però, il loro staterello tedesco fino a quando la corona tocca alla giovanissima Vittoria, la quale essendo donna non può ereditare i possedimenti in Germania che, quindi, nel 1837 passano allo zio. Nel 1866 il re di Hannover allora in carica ha la pessima idea di appoggiare l’amico imperatore d’Austria Francesco Giuseppe nella guerra contro l’aggressiva e potente Prussia degli Hohenzollern e del cancelliere Bismarck. Il piccolo regno viene divorato in men che non si dica (anche perché stando proprio a cavallo fra la Prussia renana ed il Brandeburgo è quasi d’intralcio), il sovrano se ne va in esilio a Vienna e tutti i suoi ingentissimi beni vengono confiscati dai prussiani, i quali gliene restituiscono solo una parte una ventina di anni dopo, previa sottoscrizione dell’impegno a non rivendicare mai più il trono cancellato. Nel frattempo nel 1884 muore l’ultimo duca di Brunswick e a ragion di logica i diritti di sovranità sul piccolo stato dovrebbe essere trasmessi all’altro ramo della famiglia. Ma non se ne fa nulla; sempre per decisione dell’onnipotente Bismarck, il ducato viene messo sotto “tutela” dai prussiani, e i rapporti fra le due famiglie si congelano definitivamente. Sarà un colpo di fulmine a cambiare radicalmente la situazione e a far rinascere dal nulla, anche se per pochi anni, l’antico staterello di Brunswick.  wilhelmchilds                   

Protagonista della romantica vicenda è Vittoria Luisa, l’amatissima figlia dell’imperatore tedesco Guglielmo II, nata a Postdam nel 1892 dopo sei fratelli maschi. Lo strambo Kaiser, noto per l’arroganza, le gaffe, le assurde manie, il militarismo esacerbato ed anche una certa ottusità politica (tutte doti che porteranno la Germania dritta, dritta nella rovinosa guerra ’14-’18) adora questa sua unica bambina. Vittoria Luisa diventa il raggio di sole del suo papà dal quale ha ereditato la vivacità, l’impulsività e la testardaggine. Un amore ricambiato in pieno, la principessa ammira enormemente il genitore e ne sposa tutte le contraddizioni; ci tiene a dimostrare a tutti di essere una vera Hohenzollern e appena ne ha l’età monta a cavallo vestita da ussaro della morte e insieme all’amato ed ammirato babbo presiede le numerose parate militari con le quali la Germania guglielmina sperava di impressionare l’Europa. Meglio e più divertente che stare insieme a mamma, la puritana e non particolarmente brillante imperatrice Augusta Vittoria.

Nella immagine a destra Vittoria Luisa insieme ai s-ei fratelli, più sotto con la principessa con la madre l’imperatrice Augusta Vittoria e in divisa da ussaro della morte, infine una immagine del Kaiser.

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La principessa, ha già da tempo informato i genitori che pur essendo lei di stirpe regale i tempi sono cambiati e dunque si sposerà solo per amore, quando ad un funerale incrocia l’affascinante Ernesto Augusto di Hannover e ne se innamora perdutamente. Lui, erede a pieno titolo sia del regno a suo tempo cancellato da Bismarck che dei diritti, “congelati”, sempre dai prussiani, sul ducato di Brunswick, belloccio e aitante, ma anche colto e molto simpatico è un po’ sconcertato. La figlia del Kaiser, per quanto partito prestigiosissimo non è il suo ideale. Il principe, un habitué di tutte le corti europee (sua madre Thyra è la sorella della regina madre di Inghilterra, del re di Grecia, della zarina madre di Russia e del re di Danimarca), si sente male al solo pensiero di finire sepolto vivo, magari in divisa da ussaro della morte, nella corte di un parvenu arrogante, capo della famiglia che tanti affronti ha fatto subire alla sua.Ernstbrunswick1887-2 

Vittoria Luisa però ha già deciso che Ernesto Augusto sarà suo, e a Berlino la testardaggine della principessa è stranota dunque tutti sanno che è solo questione di tempo. La situazione vira in fretta in tragedia greca perché, non solo il papà Kaiser, che per la figlia sognava nozze un tantino più prestigiose, è assolutamente contrario, ma la famiglia di lui inorridisce al solo pensiero di una tale unione. Insomma quasi Capuleti vs Montecchi edizione primi anni del XX secolo se non fosse che il Romeo del caso non è poi così convinto. La figlia del Kaiser però non molla e, una volta strappato il consenso al padre, tormenta il povero Ernesto Augusto con richieste pressanti ed appassionate dichiarazioni d’amore. D’altro canto gli stessi Hannover si rendono conto dei vantaggi di una tale unione visto che grazie all’intervento di uno zio particolarmente diplomatico vengono, infatti, create le condizioni affinché gli antichi rancori possano essere cancellati con un colpo di spugna, comprensivo della restituzione di tutti i beni sequestrati all’epoca della guerra. In più il Kaiser, che vuole vedere la figlia sovrana regnante, “resuscita” il ducato di Brunswick e lo affida al futuro genero finalmente, anche se a malincuore, convinto.  Le nozze, ovviamente fastosissime, celebrate a Berlino il 24 maggio 1913, alla presenza di tutti i parenti reali (fra gli altri lo zar Nicola II, re Giorgio V d’Inghilterra con la regina Mary e re Alberto I del Belgio) sono l’ultimo grande evento mondano-familiare delle corti europee prima della guerra ‘14-‘18 e segnano la fine ufficiale della Belle Epoque.

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Fra i regali di Guglielmo II alla figlia c’è la leggera ed elegante tiara stile Impero (creazione del gioielliere tedesco Koch) che Vittoria Luisa indossa nelle foto ufficiali del fidanzamento e poi, anni dopo, regalerà alla figlia. Ma questo è nulla, la giovane duchessa nella sua “corbeille” di sposa trova, oltre alle gioie storiche di casa Hannover finalmente restituite, anche l’imponente “tiara Brunswick” dono speciale e particolarissimo dei nuovi sudditi alla loro neo sovrana. L’origine del diadema stile impero è sconosciuta, ma secondo alcuni potrebbe addirittura essere stata realizzata per l’imperatrice Joséphine, la prima moglie di Napoleone. Ad ogni modo qualunque sia la provenienza si tratta di un capolavoro di eleganza e raffinatezza con le sue delicate volute, i decori, le greche, i tre grandi diamanti e il leggero bordo di foglie di alloro che si alza a delineare una punta centrale. La nuova duchessa indossa volentieri il gioiello che è un simbolo, l’emblema si può dire, del suo status di sovrana regnante. 2241354890100532270S600x600Q85 

La coppia vive a Brunswick (con frequenti soggiorni a Berlino) dove, fino al termine della Prima Guerra Mondiale, gioca a regnare su uno Stato ed una corte da operetta. Durante il conflitto Vittoria Luisa resta sola nell’enorme palazzo ducale, mentre il marito combatte al fronte, ma spesso si reca a trovare il padre sempre più perduto nei suoi impossibili sogni di gloria. La giovane duchessa si rende conto che la situazione in Germania è disperata e, a differenza dei fratelli, cerca di avvisare il Kaiser il quale ormai però non ascolta più nessuno.  

Vittoria Luisa ed Ernesto Augusto mettono al mondo cinque figli: Ernest August (1914-1978) primogenito ed erede del titolo, Georg Willhelm che nel 1946 sposa Sofia di Grecia (sorella del principe Filippo duca di Edimburgo e quindi cognata della regina Elisabetta II) insieme alla quale dirigerà per anni un famoso collegio progressista tedesco, Frederika (1917-1981) moglie del re di Grecia Paolo I e madre, fra gli altri, dell’attuale regina di Spagna, Christian e Guelf.

confVittoria Luisa, diventa un’anziana signora dal carattere sempre più deciso e con gli anni i rapporti con la famiglia si complicano specie per questioni legate alla gestione dell’enorme patrimonio. E’ in pessimi rapporti soprattutto con la figlia regina di Grecia, la quale come supremo affronto la tiene lontana da tutti gli eventi mondani, fra cui, in particolare le nozze della nipote Sofia con Juan Carlos di Borbone. La “tiara Brunswick” è una delle ragioni del contendere, infatti la duchessa considera il gioiello una sua proprietà personale, e quando il figlio maggiore, nuovo capo del casato dopo la morte del padre nel 1953, ne sollecita la consegna lei fa orecchie da mercante. Il magnifico diadema, valutato all’epoca circa 10 milioni di marchi, è suo perché si tratta di un regalo fatto direttamente a lei. Chiusa la discussione. preussen1

La figlia del Kaiser muore nel dicembre del 1980 lasciando tutti i suoi gioielli (sigillati in tre casse) ad uno soltanto dei suoi eredi, il principe Christian di Hannover il quale, rovinato da speculazioni finanziarie, ne vende la maggior parte. E la tiara sparisce nel nulla. Fino al 14 maggio 2004 quando, fra lo stupore di molti, il sublime diadema riappare ad ornare il perfetto scuro della seconda moglie di un altro Ernest August di Hannover l’attuale capo della casata, noto alle cronache mondane e non per qualche eccesso e per un carattere non propriamente amabile. La signora in questione è, guarda un po’, la principessa Caroline di Monaco, consorte dell’Hannover dal gennaio 1999 e madre nel luglio successivo della di lui unica figlia femmina, Alexandra. Caroline nata Grimaldi e come tale “solo” Altezza Serenissima, grazie a queste nozze,  sale di grado nella gerarchia dei “royal” e diventa “Altezza Reale” nonché “cugina” di uno stuolo di re, regine e principesse. In quel giorno di primavera,  elegantemente vestita Chanel ed incoronata dalla superba tiara Brunswick, Caroline è una delle ospiti più ammirate allo scintillante matrimonio del principe ereditario di Danimarca a dimostrare una volta di più che i diamanti, anche sotto forma di diademi, sono davvero i migliori amici delle donne.

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Scritto da: marina

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Commenti

  • franca

    sabato, gennaio 16, 2010 alle 13:36

    Mi sono letteralmente bevuta tutto il post, ma non mi sono dissetata,tornerò più tardi ,con calma, a rileggermi tutto , per approfondire i legami delle varie famiglie reali interessate. Questi intrecci mi fanno impazzire, devo assolutamente studiare meglio la storia di questi personaggi. Grazie, Marina, per l’entusiasmo che mi danno i tuoi post!

  • nicole

    sabato, gennaio 16, 2010 alle 13:57

    Gioiello decisamente superbo, grazie della storia Marina.
    Che tipa…lasciare tre casse di gioielli al nipote rovinato..vabbè che di pecorelle non proprio bianche in famiglia ne aveva più d’una.
    Che caratterino, poi, ostinata e cocciuta come il padre, che quanto a difetti …lo definirei un caratteriale( talora furioso) con manie varie .
    Mettiamo pure che la bisnonna era la regina Vittoria: un DNA non incline proprio a incassare un ” no” da qualsivoglia giovanotto.
    Caroline lo porta a meraviglia.

  • Sissi

    sabato, gennaio 16, 2010 alle 19:40

    Mari che avvincente la storia di questa bellisima tiara!
    Solitamente preferisco forme più aeree e meno compatte ma lo stile Impero di questo splendido gioiello lo rende maestoso e nello stesso tempo raffinato.
    I tre diamanti oversize poi sono tre fari.

  • Paola

    domenica, gennaio 17, 2010 alle 01:48

    Anche io, come Sissi, preferisco le tiare più aeree ,come quella che indossava spesso Maria Josè, ma questa degli Hannover è molto bella ed importante. Carolina la porta con molto charme.
    Brava Marina, sei sempre all’altezza…
    Paola

  • marina

    domenica, gennaio 17, 2010 alle 19:38

    @Franca, che bello un’altra appassionata di intrecci genealogici e alla fine del XIX secolo con figli e nipoti della regina Vittoria ce n’è, quasi quanto fra ‘500 e ‘600 con gli Asburgo;
    @Nicole, eh si doveva essere un tipo piuttosto pepato, qualità ereditata dalla figlia la famosa regina Frederika di Grecia. Un personaggio interessante doveva essere il figlio Georg Willhelm, un signore bellissimo, che si nota per il suo stile e charme nelle foto della famiglia reale inglese;
    @ Sissi i tre diamanti sono mozzafiato e nel complesso a me pare un gioiello splendido, magari da portare meno in cima alla testa, ma più sulla fronte;
    @Paola grazie… l’argomento mi appassiona. Ho scoperto un po’ di cose su qyesta tiara cercando notizie sull’altra tiara sempre di Vittoria Luisa ora di proprietà della regina di Spana.

  • Claudiadb

    domenica, gennaio 17, 2010 alle 21:40

    Adore le storie sui gioielli, anche questa è bellissima!

  • nicole

    lunedì, gennaio 18, 2010 alle 15:46

    Noto meglio quella foto con la bimbetta sulle ginocchia di un fratello attorniata da tutti gli altri. La vera imperatrice doveva proprio essere lei.

  • Filippo

    mercoledì, gennaio 20, 2010 alle 16:12

    Salve Marina
    Qualche notiziola in più. (dal diario del ministro Hartwieg).
    Dopo l’annuncio del fidanzamento, tra i principi Vittoria Luisa ed Ernet August, il ministro di stato del ducato di Brunswick Hartwieg, sperando che il ducato ritornasse agli antichi splendori, pensò che il ducato di Brunswick avrebbe potuto esprimere la sua gioia per l’evento donando alla coppia una tiara regale, una tiara che rappresentasse il ducato e che fosse degna della figlia del re e imperatore, quindi ricevuto l’assenso del re di Prussia e imperatore di Germania, si diede da fare per l’acquisto.
    Ma siccome il tempo per realizzarne uno nuovo era scarso si guardò in giro per trovarne uno “usato” adatto allo scopo.
    E gira che ti gira seppe che il gioielliere della Corte Sassone, un certo Moritz Ellimeyer di Dresda, aveva uno splendido diadema in vendita.
    A questo punto il ministro Hartwieg contattò il gioielliere Ellimeyer per un eventuale acquisto.
    La tiara in questione originariamente apparteneva alla famiglia Bonaparte sembrerebbe che Napoleone l’avesse commissionata per l’imperatrice Giuseppina Beauharnais, pare che esista un dipinto dell’imperatrice dove la tiara da lei indossata può essere identificata con la tiara di Brunswick.
    Nel visionare la tiara il ministro Hartwieg notò che i due diamanti, quelli più preziosi, mancavano dallo scheletro della tiara stessa, e il gioielliere spiegò che non erano riusciti a trovare due diamanti che potessero sostituire degnamente quelli preesistenti.
    Al ministro Hartwieg la tiara andò a genio lo stesso tant’è che concluse l’affare dicendo che avrebbe provveduto al reitegro delle pietre preziose mancanti, quindi diede commissione al gioielliere di corte di Brunswick, Jürgens, di sistemare la tiara.
    A lavoro completato la tiara fu sottoposta al re di Prussia che ne diede l’approvazione (a quanto pare era degna di essere posata sul principesco capo).
    La tiara denominata ufficialmente di Brunswick su richiesta del ministro Hartwieg fu esposta, in bella mostra, per un certo periodo al Herzog Anton Ulrich Museum affinchè i sudditi del ducato potessero ammirare da vicino la bellezza del “loro” dono fatto ai futuri sovrani del Ducato.
    La tiara fu molto apprezzata dai futuri sovrani del ducato, che pare si siano molto commossi, la principessa Vittoria Luisa era tanto felice che la indossò prima del matrimonio in occasione di un paio di festeggiamenti prenozze (un pranzo e una serata all’opera).
    Successivamente negli anni lei la indossò spesso, come già detto da Marina, quale simbolo del suo status.

    Dopo qualche anno di esilio in giro per l’Europa rientrati in possesso dei propri beni ritornarono nei loro domini in Hannover e precisamente nel castello di Marienburg.
    Quando nel 1953 rimase vedova del marito Ernest August, alla richiesta del figlio, nuovo duca di Brunswick, di restituzione della tiara, lei rispose picche, sostenendo che la tiara era un regalo personale, ma come si evince da sopra non sembra proprio.
    Dopo che il figlio le diede lo sfratto dal castello e le abbassò, d’accordo coi fratelli, la rendita annua avuta in eredità dal marito, citò i figli in tribunale e dopo diversi anni (la giustizia non è lenta solo in Italia) ebbe ragione del contendere.

    Ancora
    La tiara, dopo essere scomparsa per circa vent’anni, l’abbiamo vista nelle foto indossata dalla principessa Carolina di Monaco. Quale testa più degna!
    Ma sembra che sia destinata a ritornare nell’oblio, proprio questa settimana su un famoso settimanale italiano è riportata la notizia, con tanto di servizio fotografico, del principe Ernest di Hannover in compagnia di una donna, che certamente non è Carolina, in un resort di Phuket.
    Cosa succederà adesso?
    Scusate la lungaggine
    Saluti
    Filippo

  • franca

    mercoledì, gennaio 20, 2010 alle 18:13

    molto interessante la storia della tiara di Brunswick raccontata da Filippo. E’ bello e intrigante inseguire il filo di Arianna degli oggetti che si trasfericono da una famiglia all’altra ,poi scompaiono per riapparire, a distanza di tempo, in altro luogo e fra altre mani.

  • marina

    mercoledì, gennaio 20, 2010 alle 18:33

    Grazie infinite Filippo per l’integrazione alla mia storia, mi piacerebbe moltissimo riuscire a scovare il ritratto dell’imperatrice Joséphine con indosso la famosa tiara.
    Che succederà adesso? Bella domanda, secondo me nulla, ho la sensazione che non si separeranno, detto fra noi, credo che a Caroline piaccia molto essere Sua Altezza Reale. Le tiare in questo periodo escono di rado dalle casseforti, c’è l’uso di indossarle solo alla corte di Danimarca in occasione dei matrimoni, ma lì siamo a posto per ora, e in Svezia per certe feste formali. Quindi dovremo aspettare il prossimo giugno per vedere se Carolina si presenterà e indosserà per l’occasione la tiara Brunswick o quella floreale.

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