martedì, 15 dicembre 2009
Intervista alla principessa Maria Gabriella di Savoia: la Fondazione, le ricerche, i libri
La principessa Maria Gabriella di Savoia vive a Ginevra, in una piccola villa circondata da un bel giardino dove ognuno dei nipotini (i tre bambini, di cui uno ancora in fasce, della figlia Elisabeth) ha una sua porzione di terra che viene coltivata ad orto sotto la supervisione attenta della nonna. Nel giardino e in casa girano liberi e felici anche quattro cani, due di taglia imponente, un bovaro bernese molto gentile ed alla costante ricerca di carezze anche da parte degli ospiti improvvisi e sconosciuti ed un altro piccoletto che nei momenti di relax si accomoda sul divano del soggiorno accanto alla principessa. Ovviamente i quattro seguono ogni passo della padrona di casa e si offendono non poco quando, durante la visita all’archivio della Fondazione, vengono lasciati fuori ad aspettare. Maria Gabriella di Savoia, giustamente definita la figlia più bella di re Umberto e della regina Maria Josè, assomiglia ad entrambi i genitori, è altissima, elegante in modo estremamente naturale e senza nessuna ostentazione, gentile, disponibile e cortesissima. Si diverte a raccontare aneddoti e nelle stanze della Fondazione apre scatole, sfoglia libri, mostra foto e insoliti ricordi: la prima camicina di neonato del nonno, re Alberto I del Belgio, la scatola che contiene un ciuffo di capelli biondi del re alpinista morto durante una scalata e ad un’altra che custodisce i suoi occhiali pince-nez quelli che si vedono in tante foto d’epoca. Poi ci sono gli abiti della regina Maria Josè, le sue pellicce, i cappellini anni ’30, la divisa da infermiera della Croce Rossa. Un mondo passato, lontano ma neanche tanto, ma anche un pezzo di storia italiana ed europea che la principessa custodisce con enorme passione.
Qual è l’obiettivo della Fondazione che lei ha creato subito dopo la morte di suo padre, re Umberto II avvenuta nel 1983?
Collezionare, raccogliere e poi catalogare oggetti, fotografie, abiti, dipinti, giornali, lettere private, carteggi, documenti legati alla storia di casa Savoia. La Fondazione è privata, non ha sponsor, non ha sostenitori, è un contenitore di memorie. Il mio più grande desiderio è quello di non disperdere i ricordi di mio padre e mia madre l’ultimo Re e l’ultima Regina d’Italia, per questo motivo ho deciso di dedicare tempo, risorse ed energie a questo progetto.
Da dove è partita?
Naturalmente da quanto ricevuto in eredità dai miei genitori. Mio padre nel suo lungo esilio aveva riunito una importante collezione di quadri, libri, stampe, sculture, tutte riguardanti la millenaria storia della nostra famiglia e molti pezzi sono davvero interessanti, come la raccolta di incisioni sulle varie “ostensioni” della Sacra Sindone che è rimasta di proprietà della famiglia dal 1453 fino alla donazione a Papa Giovanni Paolo II nel 1983. Ho ricomperato da mia sorella minore Maria Beatrice la sua parte della biblioteca di mio padre e della collezione di stampe. Poi ci sono i libri e molti oggetti di mia madre ereditati dai genitori re Alberto I del Belgio e la regina Elisabetta. Oggi raccolgo di tutto, spesso acquisto, ma ci sono persone le quali del tutto spontaneamente mi inviano quello che trovano anche per caso.
Quali sono i pezzi più interessanti?
Senza dubbio alcuni libri rari su casa Savoia, i quadri, le oltre 12 mila stampe e le numerosissime fotografie scattate nei momenti pubblici, ma anche in occasioni del tutto private e che oggi rappresentano una documentazione eccezionale e per la maggior parte inedita sulla vita della famiglia reale italiana.
Lei è l’unica dei quattro figli di re Umberto ad avere questo desiderio di conservazione della memoria ed anche una grande passione per la storia della sua famiglia.
Credo sia importante mantenere tutto insieme in un unico luogo e oggi questa Fondazione, a cui ho alienato parte del mio patrimonio, è nello stesso tempo un archivio ed un centro di studi e documentazione che accoglie ricercatori da tutta Europa. Il problema adesso è la catalogazione sistematica di tutto il materiale, ci sto lavorando con alcuni collaboratori, ma la strada è lunga. Quanto alla passione per la storia devo averla ereditata da mia madre che per molti anni si è dedicata allo studio delle millenarie vicende di casa Savoia. Mia madre era una storica, una ricercatrice, stava negli archivi dalla mattina alla sera,
La Fondazione non solo raccoglie e conserva, ma promuove anche tante in iniziative legate ai vari personaggi di casa Savoia, ultima la mostra a Parigi del corredo della Regina di Maggio. [qui il video della esposizione]
La mostra alla Fondazione Bismarck è stata un evento straordinario e di grande successo, grazie anche al curatore Hubert de Givenchy che ha scelto di persona qui alla Fondazione tutti i pezzi presentati nelle sale con un allestimento molto suggestivo, favoloso dire. Nel 2008 la reggia di Venaria Reale aveva allestito una bella esposizione con gli abiti ed i manti di corte e si è ritrovata ad avere oltre 1000 visitatori al giorno, un record, a dimostrazione che in Italia quando si parla dei Savoia c’è sempre molto interesse, molta curiosità.
Un interesse di cui suo nipote Emanuele Filiberto ha capito la portata e che sta gestendo in un maniera un po’ diversa dalla sua.
E’ un modo di vivere che non capisco. Emanuele Filiberto approfitta del suo, del nostro nome e questo a mio padre, sempre così discreto e silenzioso, non sarebbe certo piaciuto. Il suo modo di fare è imbarazzante e nuoce alla nostra immagine. 
Lei infatti oggi considera eredi della famiglia e dei diritti dinastici suo cugino il principe Amedeo duca d’Aosta, il figlio principe Aimone e il piccolo Umberto del quale è stata la madrina.
Assolutamente si, e proprio per questo ad Umberto ho regalato la “chevalière” [piccolo anello con inciso lo stemma di famiglia] di mio padre, come piccolo simbolo di continuità dinastica. In Portogallo era molto popolare ed amato, faceva molta carità, si è impegnato tanto per gli altri, ma prima di tutto egli teneva alla dignità ed alla discrezione. Mio padre ha vissuto in esilio con una enorme nostalgia del suo paese, ha pagato un prezzo altissimo perché l’esilio è la morte storica, eppure per l’Italia in un mese di regno ha fatto tanto, per esempio ha abolito la pena di morte. Io avevo sei anni quanto siamo partiti, ero una bambina ricordo poco, mio padre che di anni ne aveva 43, ne ha sofferto terribilmente.
Nel 2011 l’Italia celebrerà il 150 anniversario dell’unità nazionale a cui i Savoia hanno partecipato e contribuito in modo determinante. La Fondazione ha in programma qualche iniziativa?
Forse insieme alla Fondazione Accorsi a Torino ma è ancora tutto in alto mare. Mi sembra che ci siano delle polemiche in merito a questa ricorrenza così importante. So che la Lega sta protestando, ma a voler leggere bene la storia alla fine l’Unità è servita più al nord che al sud, per dirne una l’eliminazione delle frontiere fra i piccoli stati ha consentito la cancellazione dei dazi doganali con immenso beneficio per il nord industriale. Al sud che era da un pezzo tutto unito questo problema davvero non c’era. Ad ogni modo io sono sempre pronta a prestare quello che ho.
Quali sono i progetti per il futuro?
L’esposizione dedicata agli abiti ed ai manti di corte della regina Maria Josè potrebbe andare anche in Spagna e mi divertirebbe molto presentarla ad Istanbul al Topkapi. Mi piacerebbe moltissimo organizzare una mostra sulla regina Elena a Cettigne in Montenegro. Per il suo recentissimo libro sulla regina Elena Isabella Pascucci ha utilizzato molto materiale che è qui in Fondazione. Mia nonna era una donna straordinaria, generosissima, caritatevole, sempre pronta ad aiutare gli altri, esattamente come mio padre che ha ereditato il suo spirito di abnegazione.
Lei è legata da vincoli familiari e di amicizia a moltissime famiglie reali, qual è la sua impressione sulle giovani generazioni?
Conosco bene il re di Spagna, ma Letizia l’ho vista due volte non posso esprimere un’opinione, trovo molto bella e dolce Mathilde, la moglie del principe Philippe, figlio ed erede di mio cugino re Alberto II del Belgio. Sono una coppia affiatata, carina, unita e insieme lavorano per il loro Paese. Oggi la monarchia non è potere o denaro, è soprattutto rappresentanza, ma anche questa bisogna saperla fare con stile e con classe. Anche quando non si regna più. All’inaugurazione della mostra della Fondazione Bismarck sono venute molte teste coronate e anche l’ormai ex genero del re di Spagna, il duca di Lugo, una persona molto gentile. Sono amica dell’ex re Fouad d’Egitto, del duca di Braganza, conosco e frequento gli Orléans dai tempi dell’esilio in Portogallo quando vivevamo tutti lì. Per le feste di Natale si faceva il 24 “chez les Barcellonne”, la famiglia di don Juan conte di Barcellona padre di re Juan Carlos, il 25 “chez les Paris”, cioè dai conti di Parigi, Isabelle ed Henri d’Orléans con i loro 11 figli e poi il 6 gennaio da noi “chez les italiens”.
Ginevra, 9 dicembre 2009
L’idea di questa intervista è nata leggendo il materiale sulla mostra alla Fondazione Bismarck a Parigi (qui un video molto interessante). In quel momento ho pensato che mi sarebbe piaciuto parlare con S.A.R. la principessa Maria Gabriella di Savoia che da anni raccoglie memorie e ricordi sulla sua famiglia ed i genitori. In più l’estate scorsa ho avuto in prestito dai miei cugini storici e ricercatori Mara Ranucci e Massimo Tenenti (che con l’occasione ringrazio per le sempre interessanti discussioni storiche ed il continuo confronto) il bel volume “Vita di corte a casa Savoia” scritto dalla Principessa insieme a Stefano Papi e la curiosità aveva già preso campo. Insomma era destino, ma come arrivare ad un tale personaggio? Semplice, scrivendole. La Principessa mi ha telefonato appenato ricevuta la lettera e poi via mail abbiamo preso un appuntamento a Ginevra. Di suo padre Umberto II si è detto e scritto che era “il Re cavaliere” ed un grande gentiluomo, la figlia non è da meno per cortesia, gentilezza e affabilità. Un grazie finale a mio marito Stefano Ranucci che dopo aver guidato fino a Ginevra ha anche realizzato tutte le foto.
Segnalo a tutte le persone interessate alla storia di Casa Savoia ed alle vicende dell’ultimo Re e dell’ultima Regina d’Italia, il sito www.reumberto.it che raccoglie immagini, documenti ed una vastissima bibligrafia.
Attenzione, il sistema ha suddiviso i commenti su due pagine, quelli immediatamente visibili sono solo i più recenti.
Scritto da: marina
Categorie: Donne Reali, Donne Reali di oggi
Tags: Aimone di Savoia-Aosta, Amedeo di Savoia-Aosta, Emanuele Filiberto di Savoia, Maria Gabriella di Savoia, Maria José, Savoia, Umberto II
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- intervista alla principessa Maria Gabriella di Savoia - Politica in Rete Forum 12-22-2009 alle 13:17



Sisige
martedì, dicembre 15, 2009 alle 13:46
Marina,che sorpresa!! accipicchia che frequentazioni che hai ! L’articolo è molto interessante, l’ho letto di velocità ma conto di farlo con piu’ calma. Un grosso abbraccio ! Simona
Sissi
martedì, dicembre 15, 2009 alle 14:08
Bellissimo ed emozionante questo contatto diretto con S.A.R la Principessa Maria Gabriella di Savoia!
Credo che sia importante raccontare ai posteri la storia del nostro paese anche attraverso l’oggettistica raccolta nella Fondazione, promuovendo mostre e momenti di incontro per far conoscere la vita della Famiglia che ha regnato in Italia.
Ho un padre che si chiama Umberto e un nonno che si chiama Vittorio..per i nostri predecessori era un onore portare il nome del proprio Re , questa tradizione dovrebbe proseguire nel tempo.
La principessa ha un grande carisma, lo sguardo, la classe e il portamento erano già noti, ora sappiamo che è anche disponibile e cordiale!
Motivo in più per essere orgogliosi di Lei.
Grazie Marina per avercela fatta conoscere così da vicino!
nicole
martedì, dicembre 15, 2009 alle 15:49
Ecco la sorpresa! Non sapevo nulla della Fondazione. Per me son tutte novità interessanti, trattandosi di storia italiana.
Anche a me piacerebbe che si potesse concretizzare quella idea della mostra a Cettigne.Russia e Europa sud-orientale sono sempre mia passione.
Grazie Marina e compimenti al fotografo.
marina
martedì, dicembre 15, 2009 alle 16:38
@ Sisige, grazie, ti aspetto per la lettura con calma ed un commento più approfondito;
@ Sissi ma che bella la storia dei nomi della tua famiglia, in un ramo (acquisito e piemontese) della mia ci sono stati Vittorio Emanuele ed Elena, però mia nonna paterna era una grande appassionata di famiglie reali, penso che si sarebbe commossa. Verissimo la principessa Maria Gabriella ha un enorme fascino (ed una grande bellezza ve lo assicuro, i giornali non hanno esagerato) e molto carisma;
@ Nicole colgo l’occasione per scusarmi con te e con le amiche di penna e di blog milanesi con le quali avrei voluto fare due chiacchiere se solo mi fossi fermata di più, ma fra Svizzera e nozze (il 10 della mia migliore amica) non ce l’ho fatta. La Fondazione è un luogo affascinante, quanto la principessa ha aperto le scatole di cartone bianco con il camicino di pizzo del nonno, gli occhiali, le scarpine da bebè della sua mamma, mi sarei messa a piangere. Però siccome il fotografo era distratto da alcune divise non ho tutta la documentazione… dovrò cambiare fotografo!
rosella
martedì, dicembre 15, 2009 alle 19:24
Che sorpresa Marina! che bell’intervista!
Trovo giusto che S.A.R. Gabriella consideri i duchi d’Aosta i legittimi erdi. almeno non ballano in tivù
nicole
martedì, dicembre 15, 2009 alle 20:33
Proprio oggi ho visto ultima pagina di quotidiano dove fa pubblicità di orologio….svizzero, of course.Non commento e capisco regalo di chevalière a quel bimbo che non è erede diretto. Non sono assolutamente monarchica e non vengo da famiglia monarchica(almeno il lato italiano ) ma capisco e plaudo al voler mantenere dignità, decoro e memoria storica.
Mia suocera 97enne ricorda sempre che bimbetta di credo 7-8 anni incontrò l’allora erede al trono( Umberto) e gli consegnò dei fiori: erano in località di vacanza in casa vicino a lui credo( domani indago meglio).La sua famiglia era decisamente monarchica.Ha votato così anche al referendum, dice.
Luca
martedì, dicembre 15, 2009 alle 20:45
Be’, Marina, non so cosa dire… mi hai lasciato letteralmente di stucco!
La principessa Maria Gabriella è l’esponente più carismatico di Casa Savoia, e di sicuro colei che in modo più dignitoso onora il nome di re Umberto.
L’intervista è splendida e svela l’attaccamento sincero che la principessa nutre per i simboli e i segni che hanno fatto grande il suo Casato.
Complimenti e… aspetto altri colpi di scena!
Claudiadb
martedì, dicembre 15, 2009 alle 21:31
Marina complimenti, l’ho letta tutta di un fiato! Che cosa emozionante, davvero complimenti!
Titti
martedì, dicembre 15, 2009 alle 22:29
Marina, non posso non scriverti che l’intervista è splendida, ben scritta e si legge con enorme piacere. Bravissima!
marina
mercoledì, dicembre 16, 2009 alle 01:18
@ Rosella grazie, grazie infinite;
@ Luca, ecco insomma avevo tenuto l’appuntamento riservato perché ero abbastanza emozionata. La principessa Maria Gabriella mi ha davvero colpita per l’amore e la passione con cui raccoglie e conserva i ricordi e le memorie della sua famiglia;
@ Claudia sei troppo cara, grazie!
@ Titti grazie, grazie, grazie.
Grazie a tutti voi che avete letto e che mi avete lasciato commenti anche su Facebook, sono molto felice che l’intervista vi sia piaciuta, con la principessa abbiamo chiacchierato due ore di tutto un po’ e ho cercato di rendere conto di un colloquio che ha spaziato un po’ ovunque.
Filippo
mercoledì, dicembre 16, 2009 alle 14:58
Cara Marina, complimenti per l’intervista.
Una donna sicuramente colta e di gran classe la principessa Maria Gabriella di Savoia.
Ma gli Aosta no!
Non mi hanno mai convinto!
Se proprio dobbiamo cambiare la pretensione al Trono d’Italia, perchè non optare per una delle Dinastie Reali preunitarie.
Magari facciamo una lista di Dinastie e poi indiciamo un referendum, tanto in Italia si fa referundum per tutto.
Corro troppo!
Saluti
Filippo
Titti
mercoledì, dicembre 16, 2009 alle 18:49
Cara Marina,
sono Titti, rientro ora da una viaggio di lavoro, e cosa trovo? Una sua intervista a SAR la principessa Maria Gabriella!! Un vero privilegio per tutti noi che amiamo frequentare il suo sito!
Complimenti per il lavoro svolto. Le domande da lei poste alla pricipessa hanno rivelato la squisita educazione della intervistata e il sapiente guizzo giornalistico dell’intervistatrice!!
La principessa Maria Gabriella possiede una rara e maestosa eleganza, come si evince dalle foto che accompagnano l’intervista.
Peccato che la principessa viva lontano dall’Italia, sarebbe stato bello saperla vicino. Purtroppo ci è toccato la parte di nobiltà meno interessante di casa Savoia, un bimbo sciocchino con la smania di ballar!!
Grazie ancora, cara Marina, e complimenti vivissimi!!
Alla prossima
Titti the first!!
Vivi
mercoledì, dicembre 16, 2009 alle 18:55
Marina: sei bravissima! Splendida l’intervista. A volte uno pensa che per fare certe cose ci voglia chissà cosa… ti è bastato telefonare e poi tramite mail mettervi d’accordo con il resto. Interessantissimo e tanto utile quello che S.A.R. la principessa Maria Gabriella di Savoia sta facendo. Ho sempre creduto che la Storia insegna e questo suo lavoro di ricerca, catalogazione, mostre ecc ecc, è lo specchio di ciò. Complimenti! Vivi
marina
mercoledì, dicembre 16, 2009 alle 19:45
@ caro Filippo, sulla classe non ci piove. Però vi devo dire che nonostante l’altezza (non solo reale) la Principessa è talmente cortese e cordiale da non mettere affatto in soggezione come temevo… Gli Aosta a me, come ho detto in altre occasioni, sono simpatici. Gli altri ex reali della penisola, bohhh, vedo ogni tanto in giro per le manifestazioni Carlo di Borbone-Sicilia (marito della Crociani) e poi ci sarebbero dei Borbone-Parma ma sono ormai francesi, altri non me ne vengono in mente.
@ Titti (the first), grazie, grazie, grazie per il commento. La Principessa coltiva l’arte della discrezione e l’amore per la storia e le ricerche. Sul ballerino fin dal primissimo post ho detto la mia.
@ Vivi grazie anche a te per il passaggio ed il commento. Sarà la passione che mi fa fare cose impensabili. La lettera per la Principessa ci ho messo un po’ a scriverla, però quando mi ha chiamata poi ne sono stata molto felice e mi sono un po’ pentita di non avere osato prima, negandomi così la possibilità di incontrare/intervistare altri personaggi davvero straordinari.
Volete sapere qual è il mio sogno odierno? Mi piacerebbe moltissimo incontrare Otto d’Asburgo, il figlio dell’ultimo imperatore Carlo e della moglie la straordinaria Zita. L’arciduca che è stato per vari mandati parlamentare europeo è molto anziano e fa vita molto ritirata.
Giuseppe Lantermo di Montelupo
venerdì, dicembre 18, 2009 alle 19:02
Intervista molto bella.Complimenti.
Non approvo pero’ il….passaggio agli Aosta.
Errato dinasticamente e storicamente.
Se poi si vogliono criticare gli attuali discendenti,non e’ certo da Aimone di Aosta che si puo’prendere esempio….in nessun caso,ne’ storico,ne’ morale.
marina
venerdì, dicembre 18, 2009 alle 20:14
Gentile Giuseppe grazie innazitutto per il commento, quanto alla querelle dinastica se ne è discusso a lungo in passato nel post dedicato alla nascita del piccolo Umberto di Savoia-Aosta che trova qui http://www.altezzareale.com/2009/03/08/fiocco-azzurro-in-casa-savoia-aosta-e-nato-umberto-il-figlio-di-aimone-e-della-principessa-olga-di-grecia/
Personalmente trovo il duca di Aosta una persona simpatica e cordiale (non mi chieda perché, non lo so è così, a pelle) e mi astengo da giudizi morali. Però sul fatto che Emanuele Filiberto non segua l’esempio di discrezione e riserbo del nonno Umberto II, ecco su questo direi che non ci piove.
marina
venerdì, dicembre 18, 2009 alle 23:11
Come dicevano i latini RELATA REFERO e non commento
Notizia del 18 dicembre 2009 – 21:19
Principe con Pupo, in gara Morgan, Povia, Irene Grandi, Nomadi
(ANSA) – ROMA, 18 DIC – Ci sara’ anche il principe Emanuele Filiberto a Sanremo fra i 16 big che parteciperanno all’edizione 2010 del festival della canzone. Il principe duettera’ con Pupo, all’interno di un cast concepito ad uso e consumo del pubblico televisivo, con 3 cantanti da talent show una vecchia gloria, il cantante provocatore, l’inevitabile Morgan, un paio di ripescaggi d’autore e qualche scelta di qualita’. E tornera’ anche Povia.
nicole
sabato, dicembre 19, 2009 alle 08:10
Eh sì, Marina! Ieri sera solo per non infierire mi ero astenuta dal proporre tale notizia.Tanto, mi son detta, domani sarà sui giornali.
Mary
lunedì, dicembre 21, 2009 alle 14:57
Ciao Marina!
Interessantissima la tua intervista della principessa Maria-Gabriella.L’ho vista su”noblesse et royautés”.Me la cavo in italiano,penso di poterti fare la traduzione in francese(la mia lingua materna),che ne dici?
Fammi sapere se t’interessa…
marina
lunedì, dicembre 21, 2009 alle 22:00
@ Nicole appunto, no comment
@ Mary grazie infinite, approfitterò immediatamente della tua disponibilità.
Anna Righeblu
lunedì, dicembre 21, 2009 alle 23:43
Congratulazioni Marina! Un’intervista molto interessante, con note di squisita elganza che, oltre che confermare il carisma e la classe della Principessa.
evidenziano la tua professionalità e passione per l’argomento.
Le foto sono particolarmente belle.
marina
martedì, dicembre 22, 2009 alle 00:01
Anna sei troppo gentile, però è vero che a fare le cose che piacciono molto molto ci si mette sempre un pezzo di cuore.
franca
domenica, dicembre 27, 2009 alle 22:37
stasera sono capitata ,per puro caso, cercando notizie su Margherita d’Austria,sul tuo blog e non sono più riuscita ad abbandonarlo. Mi ha entusiasmato perchè anch’io sono un’appassionata cultrice di storia ed ho sempre amato le case reali, indipendentemente da ciò che la storia ci racconta intorno alla gestione del potere. Sono torinese,ho personalmente conosciuto il re Umberto II , a Cascais, e la mia famiglia aveva relazioni personali con Lui ,quando era principe. Non voglio dilungarmi su questo, ma l’aver trovato un blog di questo genere , scritto cosi bene ,piacevolissimo da leggere e ricco di notizie sui Reali, anche dei secoli passati ,mi ha veramente resa felice. Grazie. E’ stato un bellissimo regalo di Natale. Tornerò spesso per leggere notizie tanto interessanti!
marina
lunedì, dicembre 28, 2009 alle 00:27
Franca un grazie di cuore per il bellissimo commento. Il mio regalo di Natale sono pensieri come questo ad un anno (quasi) dall’avvio di questa esperienza.
Massimiliano Agostini Novello
mercoledì, dicembre 30, 2009 alle 16:06
Molto bene l’intervista, daltra parte è fatta ad una principessa reale!
Non sono invece ammissibili le esternazioni della Principessa sulla sucessione dinastica dei Savoia.
Le leggi in merito sono molto precise, il Capo della Real Casa di Savoia è S.A.R.il principe Vittorio Emanuele primo in linea successoria alla Corona del Regno d’Italia, secondo in linea dinastica è S.A.R. il principe Emanuele Filiberto, terzo il duca Amedeo d’Aosta e quarto il duca Aimone d’Aosta.
Tutte le esternazioni lette anche in merito a componenti di ex Case Regnanti negli Stati pre unitari sono fantasie.
Queste sono le regole dinastiche, se poi si vuole discorrere in salotto di comportamenti e modi di agire allora ognuno può avere le proprie idee.
Peccato che la collezione della Principessa non possa trovare collocazione in Italia.
Cordiali saluti
Massimiliano
marina
mercoledì, dicembre 30, 2009 alle 23:57
Condiviso il suo rammarico Massimiliano per il fatto che la collezione della Principessa non abbia potuto trovare una collocazione italiana.
Ad ogni modo per chi volesse dare un’occhiata ai manti ed agli abiti ecco qui il link al video realizzato dalla Fondazione Bismarck.
http://www.monabismarck.org/MayQueenEN.html
Luca
giovedì, dicembre 31, 2009 alle 11:30
Apprendo inorridito l’ultima trovata di Emanuele Filiberto. Come ha detto la stessa principessa nell’intervista, oggi la monarchia è soprattutto, se non esclusivamente, rappresentanza.
Che cosa rappresenta Emanuele Filiberto? Credo che Umberto II si stia rivoltando nella tomba.
Trovo assurdo che qualcuno ancora contesti il diritto di successione, anzi di pretensione, di Amedeo di Savoia. Come è stato spiegato altrove in questo sito, esiste una precisa regolamentazione del diritto di successione, in particolare relativamente ai matrimoni tra reali. In ogni caso, al momento attuale, il diritto di pretensione passerebbe comunque al ramo cadetto degli Aosta visto che Emanuele Filiberto, al momento, non ha figli maschi.
O vogliamo abolire anche la legge salica?
Massimiliano Agostini Novello
giovedì, dicembre 31, 2009 alle 17:16
Ho letto con interesse l’intervento del signor Luca al quale vorrei ricordare che in Italia c’è la la Repubblica e quindi nessuno deve rappresentare niente.
Re Umberto II° , visto il dubbioso risultato del Referendum Istituzionale, andò in esilio per evitare una probabile guerra civile, ma non rinunciò mai alla Corona del Regno d’Italia, e la Repubblica fu proclamata con un vero e proprio colpo di stato.
“Morto il Re viva il RE” quindi per la Legge Salica e per i monarchici italiani, alla morte di Re Umberto II° legalmente succede il figlio e quindi il nuovo Re diventa Vittorio Emanuele IV°.
Di conseguenza il principe Emanuele Filiberto assume il titolo di Principe Ereditario fino a che vive il padre al quale succede con il nome di Emanuele Filiberto.
Il duca Amedeo d’Aosta è terzo in linea successoria e suo figlio Aimone è quarto in linea sucessoria.
Riepilogando se dovesse, scongiuri ammessi, mancare Vittorio Emanuele il sucessore sarebbe Emanuele Filiberto, se mancasse Emanuele Filiberto senza figli maschi, il sucessore sarebbe Amedeo d’Aosta e se questi non ci fosse più allora suo figlio Aimone.
Possiamo anche non condividere la vita pubblica e lavorativa del principe Emanuele Filberto che molti vorrebbero solamente messo li in bella mostra in attesa di una Corona Reale che è più nei nostri cuori che nella realtà, ma poichè noi nulla diamo non vedo cosa possiamo pretendere.
Cordiali saluti e Buon Anno a tutti.
Massimiliano
Titti the first
giovedì, dicembre 31, 2009 alle 20:19
Cara Marina,
la notizia che il principe ballerino è diventato anche cantante mi lascia senza parole!
Ohibò!!
Principino in bella mostra in attesa di una Corona Reale, mi sembra proprio un buon titolo per una futura operetta!! Protagonista maschile? Ma lui, il garrulo Emanuele Filiberto!!
Colgo l’occasione per augurare a lei e a tutti gli appassionati di AltezzaReale i migliori augur per un proficuo 2010, pieno di speranze da realizzare!!
Titti, the first
marina
venerdì, gennaio 1, 2010 alle 16:49
Innanzitutto buon anno e grazie per gli auguri. Spero che per tutti voi il 2010 possa essere particolarmente felice e sereno.
Evito di commentare la notizia del principe canterino come ho preferito andare oltre il principe ballerino però non posso non dire la mia a proposito di alcune osservazioni da voi fatte qui sopra. Luca parla di rappresentanza e Massimiliano per contro gli risponde che non c’è nulla da rappresentare perché l’Italia è una repubblica. Sinceramente non sono per nulla d’accordo, credo che ci sia molto, moltissimo da rappresentare quando se ne hanno i mezzi. E non voglio dire mezzi economici.
In Romania l’ex re Michele è tornato a furor di popolo, e lì in quel paese che lasciatemi dire è anche profondamente incasinato, rappresenta il passato, la storia, rappresenta e ricorda quello che gli Hohenzollern Sigmaringen hanno fatto per creare la “Romania mare”, la grande Romania (e c’è di mezzo una regina di cui a breve di parlerò). Idem in Portogallo ed in Francia dove in particolare il defunto conte di Parigi è stato un personaggio interessantissimo sotto il profilo politico.
E ovviamente non dimentico l’arciduca Otto d’Asburgo che non aveva proprio niente da rappresentare nell’Austria repubblicana da cui era partito ancora bambino, eppure ha saputo in anni di impegno civile, sociale e politico mantenere alto il nome di una famiglia che ha fatto l’Europa.
A me oggi non sembra che il principe Emanuele Filiberto sia su questa strada, ne ha scelta un’altra, però secondo voi lo chiamerebbero a ballare e a cantare se non portasse il nome che porta?
Titti, si appunto un’operetta, ce lo vedo proprio.
Filippo
sabato, gennaio 2, 2010 alle 15:29
Con il permesso della Gent.ma Marina, alla quale rinnovo gli auguri di un proficuo anno nuovo, vorrei in qualche modo rispondere al Sig. Massimilano.
Premetto che sono un appassionato e basta, che forse farà anche chiacchere da salotto insieme a tanti altri commentatori del sito, ma non dimentichiamo che la Migliore politica italiana si è fatta nei grandi salotti. Almeno così si dice.
Quindi perché nò!
Da questo salotto, di cui Marina è l’anima e la musa ispiratrice, potrebbero venir fuori idee interessanti, magari fantasiose, ma pur sempre interessanti.
Il mio commento sulle dinastie preunitarie (indizione di referendum), definito da lei fantasioso, voleva essere un modo semplice per mettere d’accordo un po’ tutti.
So bene chi è l’erede legittimo della Corona d’Italia, ma questo non significa che in quanto tale debba godere di stima incondizionata.
Il principe in questione S.A.R. Emanuele Filiberto principe di Venezia, dopo tanti anni di esilio, per la sua smania di farsi conoscere da tutti si getta a capofitto su tutto, senza forse pensare che il troppo stroppia.
Non sono tra quelli che mettono gli eredi di una Dinastia in un museo, al giorno d’oggi dove i principi ereditari di “troni reali”, e non virtuali come quello d’Italia, sposano borghesi, divorziate e ragazze madri, che vanno in televisione a lavare i panni sporchi (Carlo e Diana) figuriamoci cosa può essere per un principe una apparizione in più o in meno in un programma televisivo, vero quello che dice Sig. Alessandro! in Italia e per la stragrande maggioranza degli italiani non rappresenta niente e nessuno, per me che ripeto sono solo un grande appassionato, rappresenta mille e più anni di storia una Dinastia di un nome Savoia che ha contato molto, nel bene e nel male, nell’Italia prerepubblicana.
Saluti
Filippo
Luca
sabato, gennaio 2, 2010 alle 19:39
Intervengo brevemente per rispondere al Signor Massimiliano Agostini Novello. La ringrazio per avermi ricordato che in Italia c’è una Repubblica. Questo non toglie che ognuno di noi, indipendentemente da Repubblica o Monarchia, rappresenti, sempre, se stesso e l’ambiente che lo ha culturalmente prodotto. Emanuele Filiberto è un personaggio pubblico e porta un cognome importante. Solo il suo cognome, provvisto di predicato, gli ha garantito la fama. Non sta in televisione per la sua abilità canora, perché è un intellettuale, perché sa parlare. I media si interessano di lui SOLO perché è un Savoia, nipote di re Umberto II.
E allora, giacché al nome Savoia deve la sua visibilità, credo abbia il dovere di tutelare la casata dalla quale proviene e senza la quale, mi consenta, sarebbe un illustre Signor Nessuno.
Cordiali Saluti
Massimiliano Agostini Novello
martedì, gennaio 5, 2010 alle 17:34
Al gentile Signor Luca innanzitutto, buon anno, vorri ricordare, che le presenze del principe Emanuele Filiberto in programmi televisivi, cominciando da ” quelli del calcio, senza dubbio furono agevolate dal cogome che porta e dalla storia della Sua famiglia.
Peso però che l’ampliarsi di queste presenze ed i successi di pubblico ottenuti siano merito esclusivo, che piaccio o no, delle sue indubbie capacità.
Adesso vedremo, io senza scandalizzarmi, come andrà San Remo.
Se queste attività artistiche e di spettacolo sono positivamente svolte dal principe Emanuele Filiberto, con successo di pubblico ed economico, non vedo perchè non le possa fare.
Cosa può togliere alla Sua persona ed alla Sua storia?
Cordiali saluti
Massimilian
franca
mercoledì, gennaio 6, 2010 alle 17:39
vorrei anche dire la mia sull’argomento successioni reali. Non basta essere figlio di re per essere dichiarato ineluttabilmente suo erede; nei secoli passati ci sono stati diversi casi in cui il figlio secondogenito è stato scelto al posto del primogenito oppure è stato scelto un cugino o un nipote. Il re Umberto II, che io ho conosciuto personalmente a Cascais. non ha mai dato la sua approvazione al matrimonio di Vittorio con Marina Doria e questo basterebbe già a dichiarare decaduto dalla successione il figlio disobbediente, inoltre ha voluto che il sigillo reale ,che viene trasmesso normalmente all’erede, fosse invece posto nella sua bara,come a voler dichiarare che l’eredità non doveva passare a Vittorio Emanuele. D’altra parte La principessa Maria Gabriella ha ribadito le stesse cose e Lei ne saprà più di noi ,mi pare. A parte le questioni di legittimità poi il comportamento di Emanuele Filiberto non mi sembra davvero molto regale, gli epigoni di Casa Savoia sono abbastanza deludenti!
Massimiliano Agostini Novello
giovedì, gennaio 7, 2010 alle 17:24
Gentile Signora Franca,
Lei pensa veramente che la Costituzione e lo Stato Italiano con tutti propri Poteri, Governo, Parlamenti, Consulte e Consigli, Presidenza della Repubblica ecc. ecc. abbiano comminato e conservato per decenni la pena dell’esilio ereditario ai Principi Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto, per puro dispetto ed antipatia?.
Non sarebbe più onesto ammettere che i Principi hanno subito l’esilio perchè erano e sono i legittimi pretendenti alla Corona del Regno d’Italia?
Mi scusi e cordiali saluti
Massimiliano
marina
giovedì, gennaio 7, 2010 alle 19:35
Mi scusi Massimiliano, a parte che Franca non ha assolutamente parlato di “dispetto ed antipatia”, ma io non credo proprio che l’esilio di Vittorio Emanuele e di Emanuele Fliberto sia andato avanti per anni a causa della paura per ciò che loro rappresentavano. La norma transitoria della Costituzione che li ha condannati all’esilio semplicemente ad un certo punto nessuno sapeva più come trattarla. Era semplicemente un problema che non si sapeva come risolvere fermo restando che era una norma lesiva dei diritti umani ed a questo i Savoia si stavano appellando. La norma era un problema, non certo i due Savoia.
Ripeto a me loro non sembra rappresentino nulla e nessuno se non loro stessi, in più la recente richiesta di risarcimento allo Stato italiano mi è sembrata davvero del tutto fuori luogo.
franca
venerdì, gennaio 8, 2010 alle 14:27
rispondo al sig. Massimiliano: quando il re Umberto II scelse l’esilio per evitare una guerra civile,il principe Vittorio Emanuele era un bambino e lo Stato Italiano comminò l’esilio al re ed ai discendenti maschi,gli unici atti a succedergli per la legge salica. Nel 1970, quando il principe si sposò civilmente, senza neppure avvertire il re suo padre,fu dichiarato decaduto dal re Umberto II, con una lettera che si può leggere nel testo di Aldo Alessandro Mola, il cui titolo è ” Declino e crollo della Monarchia in Italia “. Lo Stato Italiano aveva altro cui pensare che trasferire l’esilio da un personaggio ad un altro e forse non lo seppe neppure. Il libro del Mola è del 2008. Anche se questa di cui stiamo dibattendo è una questione di lana caprina, dato che la Monarchia non esiste più, ho voluto solo chiarire con fatti concreti e controllabili, che il principe V. Emanuele è stato dichiarato decaduto dal re in persona. Quando il re Umberto fu sepolto ad Hautcombe, ricordo che i cronisti ,che trasmettevano dal luogo ,dissero anche che il sigillo reale era stato messo nella stessa bara per volontà del re. Basterebbe leggere anche le Regie Patenti del 1780 e lo Statuto Albertino del 1848, per sapere quali erano le norme che regolavano la successione. Cordiali saluti.
Massimiliano Agostini Novello
venerdì, gennaio 8, 2010 alle 18:22
Avete la mentalità di Anno Zero!
Scusate e cordiali saluti
Massimiliano
marina
sabato, gennaio 9, 2010 alle 00:19
Sinceramente il motivo del paragone (accusa? complimento?) mi sfugge. Vorrete perdonarmi se guardo poco la tv. Ad ogni modo, a scanso di futuri equivoci, essendo questo sito un sito libero, gestito da una persona libera, ognuno è libero di esprimere civilmente e liberamente le proprie opinioni.
@ Franca conosco il libro che lei cita, ho ben presente la pagina con la copia della lettera, non la trascrizione, ma la copia fotografica, e le posso dire che l’ultima volta che l’ho avuto in mano è stato a Ginevra nella sede della Fondazione.
franca
sabato, gennaio 9, 2010 alle 10:51
Cara Marina , mi fa piacere parlare con persone che parlano di fatti concreti, come fai tu, e non con slogans incomprensibili ai più. Tu mi piaci molto, perchè sei una persona pacata ,che , però, dice ciò che pensa, senza ferire nessuno. Sono contenta di avere trovato questo sito. Auguri!
nicole
sabato, gennaio 9, 2010 alle 12:13
Cosa vuol dire da ” anno zero”? Dev’essere questo slang nuovo che mi perdo, non riesco a seguire tutto.
Titti the first
sabato, gennaio 9, 2010 alle 17:11
Egregio signor Massimiliano Agostini Novello,
il pregio di questo sito è la pacatezza e la squisita educazione della padrona di casa, la signora Marina. Non credo opportuno rovinare quest’isola di buon gusto e buone maniere con interventi che non hanno niente a che vedere con gli argomenti trattati.
La rete aumenta gli spazi comunicativi, duplica la velocità informativa, ma allo stesso tempo richiede agli utenti una nuova e più accorta capacità di gestione delle proprie strategie comunicative.
Se lei non è d’accordo, argomenti pure il suo disaccordo, ma la prego, eviti frasi fatte, slogan e luoghi comuni, non appartengono a questa Casa.
Cordialmente, Titti, the first.
Filippo
sabato, gennaio 9, 2010 alle 19:54
Per Lady Titti
Whau che stoccata!
Complimenti
Saluti
Filippo
Massimiliano Agostini Novello
domenica, gennaio 10, 2010 alle 20:10
A proposito di frasi fatte, slogan e luoghi comuni, mi permetto allegare due interventi tratti dalla Circolre Spigolosa, uno del signor Livio Orlandini dal titolo: Matrimoni morganatici
.
Per oltre dieci secoli è stata mantenuta la regola, nelle case regnanti d’Europa, che il sovrano ed anche i principi e le principesse, dovessero sposare soltanto persone di rango pari al loro. Chi decideva di trasgredire perdeva, se non per sé, ma per la discendenza, la possibilità di portare il nome del casato e i diritti di successione. Queste unioni matrimoniali fuori regola che per i francesi erano definite sbrigativamente “mesalliances”, venivano chiamate ufficialmente “morganatiche” con un termine di antica origine germanica dove i matrimoni importanti si celebravano a mezzogiorno, mentre quelli meno brillanti venivano benedetti di primo mattino (morgen). Gli esempi si sprecano e senza andare molto lontano ricorderemo l’unione del nostro grande Re Vittorio Emanuele II con Rosa Vercellana che non fu mai Regina e i cui figli non portarono il cognome Savoia ma quello di Guerrieri (col predicato di Mirafiori). Ancora più recente il caso del Re Leopoldo III del Belgio con la signorina Liliana Baels, di ottima famiglia e di ineccepibile moralità, che però non fu mai accettata come Regina. Diverso il caso di Wally Simpson osteggiata dagli inglesi come sovrana quale moglie del Re Edoardo VIII non perché di nascita non nobile ma perché pluridivorziata. Se Wally fosse stata nubile sarebbe forse stata la prima regina europea di nascita americana, ma questa è pura fantasia. Questa rigida e un po’ crudele regola, osservata anche nelle dinastie detronizzate (gli Orléans non più regnanti dal 1848 l’hanno mantenuta nell’esilio per cinque generazioni) è stata tacitamente accantonata quasi all’unanimità intorno agli anni ’60 del secolo scorso, e così si sono visti i sovrani di Svezia e di Norvegia unirsi in matrimonio con persone non aristocratiche e le due Regine d’Olanda e di Danimarca con principi consorti di modesta nobiltà. Al contrario tra le casate sovrane ancora legate alle vecchie regole c’è quella dei Principi del Liechtenstein dove l’attuale giovane Principe Ereditario ha portato all’altare Sofia von Wittelsbach dell’antica ex casa reale di Baviera. Molto scalpore ha destato il matrimonio dell’erede al trono di Norvegia con una ragazza-madre non nobile e quello di Felipe di Spagna con una borghese divorziata, ma i governi delle due nazioni non hanno trovato nulla da eccepire e i popoli hanno gridato:”Viva gli sposi!”. Nella nostra famiglia reale di Savoia i tradizionalisti erano dell’opinione che il principe ereditario avrebbe dovuto sposare una principessa di antico rango e si sono dette tante parole a proposito e a sproposito, ma poi lo stile e il comportamento della principessa Marina ha sopito le polemiche. Circa le nozze del principe Emanuele Filiberto con l’attrice Clotilde Courau c’è da osservare che la madre della suddetta appartiene per nascita alla illustre casata francese dei conti du Pontavice signori di Renardières, pertanto, per il gioco genealogico delle parentele, la principessa Clotilde discende in linea diretta dagli antichi re di Francia della casa di Valois e dai Capetingi, nonché dai Plantageneti re d’Inghilterra, così pure dai nostri Visconti signori di Milano: senza dilungarci a fare troppi nomi ricorderemo tra i suoi avi Bernabò Visconti e sua moglie Regina della Scala. Conseguentemente Clotilde Courau è cugina, pur se in grado molto lontano, sia di molti sovrani europei che dello stesso principe Emanuele Filiberto. Concludendo si può dire che la favola di Cenerentola moglie morganatica del Principe Azzurro è definitivamente archiviata con enorme beneficio dei sentimenti quale l’amore la stima e l’onore. Tanto meglio naturalmente se questi impulsi si fondono con il rispetto delle tradizioni delle famiglie storiche di cui stiamo parlando.
E e di seguito l’intervento del Movimento Monarchico Italiano sempre sulla Circolare Spigolosa:
Dalle pagine del quotidiano “Libero” la Principessa Maria Gabriella di Savoia reitera la Sua posizione comunicando “un modo di vivere che non capisco. Emanuele Filiberto approfitta del suo, del nostro nome e questo a mio padre, sempre così discreto e silenzioso, non sarebbe certo piaciuto. Il suo modo di fare è imbarazzante e nuoce alla nostra immagine”. Il Movimento Monarchico Italiano, innegabilmente legato alla Reale Casa d’Italia sin dalla fondazione, dispiaciuto e imbarazzato si pone invece la domanda se sia consapevole, la Principessa, quali e quanti danni abbiano causato a nobili ideali ed alla Casa stessa le Sue prese di posizione contro il Fratello, contro l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e contro il Nipote che, giovane italiano, ha tutto il diritto di calarsi nella realtà sociale del nostro Paese anche attraverso i media. E quanti danni causi la continua reiterazione di comunicazioni tese a delegittimare quello che anche la Storia non nega. Altezza Reale, per il bene della Casa – anche Sua – e per la Monarchia, ci faccia la cortesia di quella maggiore discrezione che appartiene a quello “stile” di cui Lei si dice possedere! Alberto Claut, Segretario Nazionale MMI e Portavoce della Convenzione Nazionale Monarchica.
Per correttezza indico l’indirizzo della Circolare ed il sito del Movimento Monarchico Italiano.
lacircolarespigolosa@email.it
www. monarchici.org
Scusate e cordiali saluti
Massimiliano
marina
lunedì, gennaio 11, 2010 alle 00:42
Ringrazio Franca, Nicole, Titti (the first), Filippo per la gentilezza e la stima. Ho letto con interesse l’intervento di Massimiliano (ricevo anche io la Circolare Spigolosa) e mi riservo di leggere con cura (e stampare perché così in video faccio un po’ fatica a leggere, specie a quest’ora) e rispondere sulla questione dei matrimoni morganatici che non è così semplice poichè ogni nazione ed ogni regno aveva le sue leggi e consuetudini. Intanto preciso che aristocrazia è una cosa, famiglie reali è un’altra e in alcuni regni una mésalliance era anche una unione con un membro dell’aristocrazia. Ricordo per tutte il matrimonio morganatico fra l’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria e la contessa boema Sofia Chotek.
Detto ciò chiedo cortesemente a Massimiliano se può in qualche modo darmi un ulteriore riferimento in merito all’articolo uscito su Libero nel quale la principessa Maria Gabriella avrebbe fatto la dichiarazione da lei riportata. Lo strano è che la frase è la stessa dell’intervista qui sopra. Un simpatico caso di copia e incolla senza neanche citare la fonte? Non sarebbe affatto carino! Grazie!
franca
lunedì, gennaio 11, 2010 alle 11:10
vorrei ribadire alcuni caposaldi ,a proposito della successione reale in Casa Savoia. Premetto anche che io sono sempre stata affascinata dalle vicende delle famiglie reali e dell’alta nobiltà europee, tanto che sono anni che lavoro alla ricostruzione delle genealogie europee dalla loro origine e seguendo tutte le varie ramificazioni.Detto questo ,poichè le case regnanti hanno regole costituzionali,si deve ragionare sul rispetto o non rispetto di queste regole da parte degli appartenenti alla famiglia reale. Se una delle imposizioni fondamentali, per poter essere dichiarato erede, è la richiesta di assenso al matrimonio da parte dell’erede ,rivolta al re,sono inutili le discussioni sull’amore che deve prevalere sulle regole crudeli e via discorrendo. Vittorio Emanuele si è sposato, sia civilmente sia religiosamente,senza chiedere l’assenso del padre che, anche se in esilio, era il suo re. Questo è sufficiente per dichiararlo decaduto, come poi fece, anche per iscritto ,il re Umberto II. Le regole, anche quando non piacciono, anche se sembrano anacronistiche e crudeli, sono da rispettare, come dice il detto latino “dura lex, sed lex”. Ammiro sempre di più Marina per il suo savoir faire.
marina
lunedì, gennaio 11, 2010 alle 12:31
Franca utilissime le tue precisazioni. L’argomento è intricato e credo che parlarne in un commento sia un po’ limitativo, quindi ne farò un post apposito. Entro oggi, spero!
marina
martedì, gennaio 12, 2010 alle 01:07
Promessa non mantenuta. In effetti ho scritto un post sui matrimoni reali, poi mi sono resa conto dell’ora tarda e ho pubblicato un’altra cosa.
Massimiliano Agostini Novello
mercoledì, gennaio 13, 2010 alle 15:22
MESSAGGIO AUGURALE DI FINE ANNO
S.A.R. VITTORIO EMANUELE
DUCA DI SAVOIA
PRINCIPE DI NAPOLI
GINEVRA – 31 DICEMBRE 2009
Italiani!
L’anno appena concluso ci sprona a riflettere sul nostro futuro, è stato un anno difficile per tutti, in modo particolare per le famiglie e per i tanti lavoratori che hanno subito i gravi effetti della crisi economica internazionale. A loro va il mio primo pensiero nella speranza che nei prossimi mesi la situazione possa risolversi riportando adeguata serenità.
Mipreme ricordare anche i tragici avvenimenti che hanno colpito l’Abruzzo con il terribile terremoto de L’Aquila, nei quali tante vite umane sono state spezzate. Altri tragici eventi non hanno risparmiato altre zone con le gravi alluvioni che anche negli ultimi giorni hanno duramente colpito molte regioni d’Italia. Tuttavia dobbiamo guardare al futuro con fiducia e coraggio. Le Istituzioni Italiane saranno certamente sempre presenti e fattive nell’aiuto ai
cittadini in difficoltà. Anche Casa Savoia cercherà come sempre di dare un suo proporzionato contributo. Desidero esprimere il mio plauso alle Forze Armate, alla Guardia di Finanza, alla Polizia di Stato, ai Vigili del Fuoco ed alla Protezione Civile, la loro opera è
determinante per la tutela di ogni cittadino. Esse garantiscono a tutti un vivere sereno e civile. Ai Militari in missione di Pace all’Estero va il ringraziamento per la loro opera di sostegno al radicamento della democrazia.
Oggi la nostra Patria vive momenti di grave tensione politica ed istituzionale che preoccupano molto tutti noi, questo clima d’odio fomenta gli animi e può portare ad irrimediabili atti contro le libertà di ogni individuo, mi riferisco anche a quanto accaduto al
Presidente del Consiglio poche settimane prima di Natale. Una tale situazione di tensione non può che nuocere al futuro ed al prestigio della nostra Italia, sia in campo economico sia in campo sociale. E’ necessario riflettere ed intervenire risolvendo i motivi di questa
grave crisi politica ed istituzionale. A tal riguardo vorrei ricordare le parole che mio padre
Re Umberto II rivolse agli italiani in un simile momento storico:
“Nel saluto che vi ho rivolto ogni anno dal mio lungo e doloroso esilio, ho sempre esortato invano gli uomini che si sono assunti la responsabilità di governarvi ad affrontare con determinazione e risolvere con coraggio i gravi problemi dell’ora.
Inutile enumerarli. Ognuno di voi li conosce e li soffre.
Ora si parla di grandi riforme, quando è evidente che il male maggiore, che tutto drammatizza, è di avere ignorato l’amore per la Patria, che fa sentire e riconoscere gli interessi comuni a tutta la collettività nazionale. Si son visti e perseguiti solo interessi di parte, anche quando, così facendo, si danneggiavano quelli comuni, essenziali. Anziché affrontare grandi riforme, che richiedono lungo tempo, occorrerebbe assicurare il funzionamento regolare dei vari rami della pubblica amministrazione. Sempre che, nel contempo, si riportino tutti al culto della Patria. Questo solo dà la volontà e il coraggio di superare le difficoltà e sopportare i sacrifici. Si deve salvare la libertà, con la quale ogni progresso è
possibile e senza la quale tutto è perduto.”
Invito quindi il Parlamento ad avviare una veloce riforma delle Istituzioni ricordando sempre i principi Risorgimentali che rimangono validi punti di riferimento. Nel salutarvi rivolgo un pensiero commosso ai meno fortunati, soprattutto gli anziani, ai malati ed ancora ai lavoratori che vivono questo periodo di difficoltà. Sono vicino a tutti Voi con vivo affetto e nella comunione di sentimenti d’amore per la nostra Italia auguro a tutti gli italiani
un nuovo anno all’insegna della pace e della serenità.
Viva l’Italia!
nicole
mercoledì, gennaio 13, 2010 alle 16:20
Forse viene scambiato questo sito per sito di monarchici, allora non si è capito. Io almeno ho interesse per storia e non solo italiana: i proclami di mancato ( per fortuna!) re non mi interessano.
Altra pasta il padre, altra educazione,altra cultura, vittima anche del suo tempo e da repubblicana oggi come oggi convinta mi levo il cappello.