venerdì, 27 novembre 2009

Elena e Jaime: la fine di un amore reale

9417htNell´autunno del 2007 la infanta Elena, figlia primogenita di re Juan Carlos, e suo marito Jaime de Marichalar y Saenz de Tejada decidono di “sospendere temporaneamente la loro convivenza”. Il comunicato ufficiale diffuso dalla “Casa Real” è particolarmente laconico e per due anni sulla separazione della Infanta scende un velo di riserbo nonostante i pettegolezzi sotterranei e gli interrogativi su questa rottura che rischia di creare non pochi imbarazzi. Al sovrano padre innanzitutto e alla monarchia tutto sommato recente e per niente bisognosa di scandali e scandaletti modello Lady Diana. Il Re (sulle cui scappatelle si mormora, o meglio si mormorava moltissimo, ma sempre sottovoce) ci tiene a dare l´esempio di integrità e serietà prima di tutto. E il motivo c´è: nella ancora recente democrazia, risorta sulle ceneri del franchismo, el Rey è il simbolo della nuova Spagna e rappresenta più che altrove la Nazione. Pochi giorni fa la notizia ufficiale, la coppia ha avviato le procedure di divorzio “di comune accordo” precisa sempre la “Casa Real” e così la quasi perfetta famiglia reale spagnola si ritroverà con una figlia presto divorziata, di nuovo single e probabilmente desiderosa di riaccasarsi. Elena e Jaime si erano sposati il 18 marzo 1995 nella cattedrale di Siviglia ed all´evento, prime nozze reali dopo quasi un secolo, aveva avuto un certo rilievo. La primogenita del Re, alta e slanciata, ma non precisamente una bella ragazza, riesce ad impalmare un giovanotto dell´aristocrazia spagnola: ottima famiglia, ottimi studi, laurea in Economia, buona posizione, una classe innata che gli consente di fare la sua figura ai ricevimenti ufficiali. In più Jaime, di professione banchiere, ha anche un certo buon gusto e ama la moda. Il duca di Lugo (il titolo di cortesia concesso dal sovrano alla figlia ed al genere ed oggi forse motivo di qualche tensione perché lui vorrebbe conservarlo) adora gli abbinamenti un po´ originali e i colori azzardati ma sempre di gran classe. Dona Jaime è lievemente eccentrico però solo quel tanto che gli serve per fare tendenza, frequenta le sfilate di moda e soprattutto trasforma la Infanta un po´ antiquata e spesso infagottata in abiti che non le donano, in una donna di enorme eleganza e raffinatezza. Elena passa dalle sartine madrilene a Chanel, Dior e Lacroix il quale firma l´abito di ispirazione “goyesca” indossato alle nozze del fratello Felipe. La buona intesa in campo sartoriale non è sufficiente, e non bastano neanche i due figli, Felipe Froìlan (11 anni) e Victoria Federica (9 anni). 10318-aNel 2001 Jaime viene colpito da una ischemia cerebrale che gli provoca una semi paralisi della parte sinistra del corpo; la coppia passa alcune mesi a New York per le cure mediche del caso, ma i due sono già abbondantemente in crisi. Sui motivi le voci si rincorrono, c´è chi parla di carattere, di abitudini e di un certo gusto per l´ostentazione ed il lusso da parte di lui sempre meno tollerati da lei. Adesso la questione pare chiusa, gli avvocati hanno raggiunto accordi soddisfacenti specie per quello che riguarda la cura dei figli e sembra che Elena abbia anche avviato il procedimento per l´annullamento del vincolo religioso. In fondo si tratta pur sempre della figlia dei re “Cattolici”. Il comunicato ufficiale precisa che i due hanno un “dialogo disteso per tutto ciò che concerne gli interessi dei figli” inoltre la famiglia reale ci tiene a testimoniare il “suo affetto e la sua considerazione per don Jaime”.
L´ex marito, si dice stia passando un momento particolarmente difficile sia dal punto di vista personale che professionale, componente di vari consigli di amministrazione ha perso qualche incarico non si sa se per la crisi congiunturale o proprio a causa della separazione.
Intanto in Spagna media, osservatori e juancarlisti cercano di farsene una ragione elencando con precisione contabile e dovizia di particolari i divorzi regali di questo secolo. C´è da dire però che mai prima di oggi il figlio di sovrano regnante aveva ufficialmente scelto di chiudere il suo matrimonio. La prima separazione nella famiglia reale spagnola risale nell´anno 1900 quando la prozia dell´allora giovane re Alfonso XIII, la Infanta Eulalia dopo 14 anni di difficile convivenza decide di non poterne più del marito (e cugino) Antonio di Orléans impostole in giovane età dalla madre la regina Isabella II. Lo scandalo fu considerevole, data l´epoca, ma la Infanta va avanti e dieci
anni dopo, considerandosi ormai una donna libera da qualsiasi impegno anche nei confronti della sua famiglia, pubblica un libro di memorie nel quale difende sia l´emancipazione delle donne che il divorzio. Qualche anno dopo divorzia anche una cugina di Alfonso XIII, ma la Spagna già in piena guerra civile ha ben altro a cui pensare. Anche i figli di Alfonso XIII, zii dell´attuale re di Spagna, frequentano con una certa assiduità i tribunali civili: il primogenito Alfonso principe delle Asturie rinuncia ai suoi diritti al trono (ma all´epoca la Spagna è una repubblica e il padre vive in esilio a Roma) per convolare nel 1933 con la cubana Edelmira Sampedro-Ocejo y Robato. Divorzia nel maggio del 1937 per risposarsi nel giugno successivo con Marta Rocafort y Altazarra da cui si separa l´anno dopo. Un altro figlio di Alfonso XIII, don Jaime, si sposa nel 1935 con Emanuela di Dampierre che lascia dopo anni di marimonio burrascoso, nel 1947 per unirsi dopo anni dopo ad una cantante lirica Charlotte Tiedermann. Alfonso XIII e la moglie Vittoria Eugenia invece non si separano ufficialmente, ma scelgono per il loro esilio due nazioni diverse, il primo vive a Roma, la seconda in Svizzera.
Se Juan Carlos ha adesso in casa due divorziate (oltre alla primogenita c’è anche è la moglie del figlio che prima di diventare principessa delle Asturie è stata brevemente coniugata con un professore), la sorella Pilar non è messa meglio, nel giro di un anno si sono conclusi sia il matrimonio della figlia Simoneta con il compositore Josè Fernandez Sastròn che quello del figlio Beltràn con la famosa modella spagnola Laura Ponte. Unico vantaggio dell’essere re di Spagna è che la stampa scandalistica evita, sempre per quel rispetto silenzioso riconosciuto al sovrano che ha traghettato il paese verso la democrazia, di rimestare nel torbido.

Nelle due foto sopra: Elena e Jaime il giorno delle nozze a Siviglia; la famiglia reale al completo la scosa primavera in occasione della prima comunione di Victoria Federica. Il fratello maggiore Felipe Froìlan è il ragazzino davanti alla regina Sofia.

Nelle immagini qui sotto: la infanta Elena ad una serata di gala con indosso un abito peplum di Chanel; Elena e il marito Jaime entrano nella cattedrale de la Almudena il giorno delle nozze di Felipe principe delle Asturie.

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Scritto da: marina

Categorie: Nozze reali

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Commenti

  • Il tuo nome

    sabato, novembre 28, 2009 alle 19:06

    Salutti a Elena !! i a tutti Jaime, Victoria Froilan !!

  • nicole

    domenica, novembre 29, 2009 alle 10:27

    “Sospendere temporanemente….” quale capolavoro di diplomatico comunicato e ipocrisia.Davanti ad una persona che mi dice che in giovane età ha avuto il problema che ebbe il signore di cui sopra, faccio una domanda, anzi due, o è una o è l’altra la risposta positiva.
    Lui ha sempre avuto un’aria ombrosa e antipatica.
    E sull’annullamento di matrimonio, che sia reale o no, ho mie idee molto personali, ma molto.
    Avrei voluto vedere come la mettevano se Letizia fosse stata sposata in chiesa. Vabbè, avrebbero annullato a tempo di record..in conclave li avrebbero tenuti.
    Credo che el Rey non possa poi più di tanto ergersi, Sofia lo zittisce di sicuro a quatt’occhi con quello che ha sopportato con regalità unica.Ciao :) )

  • Marina

    domenica, novembre 29, 2009 alle 16:10

    Nicole, appunto le voci che girano son proprio quelle…

  • Titti

    lunedì, novembre 30, 2009 alle 12:56

    La gestine del divorzio della infanta di Spagna è una ulteriore caduta di stile della reale casa borbonica.
    E pensare che fino all’arrivo della sorellastra a corte, ops, perdonate il lapsus, della Letizia Ortiz Rocasolano l’immagine della famiglia godeva di grande prestigio tra l’opinione pubblica, anche quella più restia alle vicende monarchiche.
    La infata Elena mi è simpatica, ha sempre svolto i suoi compiti istituzionali con garbo e savoir faire. Don Jaime non riesco a decifrarlo, anche per via di quel suo aspetto così peculiare che lo fa sembrare appena uscito da una tela de El Greco.
    Sono d’accordo con quanto detto prima, l’ufficio stampa e diplomatico dei Borbone deve lavorare indefessamente per trovare le pezze e i colori per far sembrare meno evidenti gli strappi che sta soffrendo ultimamente.
    Un caro saluto e buona giornata alla padrona di casa, Marina, e ai suoi gentili ospiti, alla prossima Titti.

  • Sissi

    lunedì, novembre 30, 2009 alle 16:08

    Elena in fatto di abbigliamento ha molto da imparare..anche dalla non di sangue blu Letizia. L’annullamento della Sacra Rota ormai è molto diffuso..tra i reali e benestanti si intende……

  • marina

    lunedì, novembre 30, 2009 alle 16:47

    @ Titti sono d’accordo, al Leti non ha portato granché alla famiglia, si è caruccia, però poco stile, poca classe, leggo che in Spagna molti la considerano una arrampicatrice sociale. Mi piace molto la descrizione che fai di Jaime de Marichalar, sembra proprio un El Greco, ha un’aria molto da hidalgo, ma si di lui e su certe sue passioni si chiacchiera assai;
    @ Sissi nooooo, non mi puoi dire che Letizia ha classe, guarda qua sembra in camicia da notte. http://www.noblesseetroyautes.com/nr01/?p=23982
    Gli annullamenti (ti ricordi ne parlammo l’anno scorso) oggi si ottengono con più facilità e meno soldi.

  • nicole

    lunedì, novembre 30, 2009 alle 16:55

    Di regale hanno ben poco certe sue mise, sembra una ex velina. Diciamo che ogni tanto sbaglia e di grosso. E quelle scarpe…gli stessi abiti con ballerine avrebbero altra storia.Tanto il marito è comunque altro 2 metri.Lei è patetica con quelle gambine su quei trampoli.
    E poi, con quei braccini, non credo che non abbia tempo di andare in palestra o che non sappia a chi lasciare le bambine. Un po’ di muscolo aiuta all’aspetto, lo dice una che magra lo è sempre stata.L’attività sportiva aiuta anche la cabeza, oltretutto.

  • Sissi

    martedì, dicembre 1, 2009 alle 18:18

    Sai Mari che io la trovo molto carina in quella mise sbarazzina..ha sbagliato con le calze in tinta ma il resto mi piace..forse un pò cortino ma chi ha la gamba snella se lo può permettere.
    Io trovo che stile e la classe non sono sempre direttamente proporzionali con la sobrietà.
    Ci sono donne sobrie che sembrano zie muffe anche a 20 anni..Letizia è disinvolta nel vestire e svecchia l’immagine molto spesso troppo rigida del protocollo spagnolo.

  • Filippo

    martedì, dicembre 1, 2009 alle 18:31

    Non ricordo quando e in quale rivista, lessi che istruire una pratica di annullamento presso la Sacra Rota costa poche centinaia di euro, ricordo che l’articolo evidenziava la differenza con l’istruire una pratica di divorzio presso un qualunque tribunale ordinario. Unico neo il tempo, 3 anni con la giustizia civile e qualche decennio con la giustizia vaticana.
    Non mi pare che l’appartenenza ad stato sociale più elevato accorci i tempi, esempi sono lo scioglimento delle prime nozze di Carolina di Monaco, quello di Amedeo d’Aosta dalla prima moglie Claudia d’Orleans e quello dell’attuale Conte di Parigi dalla prima moglie, una Wurtemberg, se non ricordo male.
    Saluti
    Filippo

  • marina

    martedì, dicembre 1, 2009 alle 18:54

    @ Sissi (che preciso è una esperta di stile e lavora nella moda) a me lei non piace come tipo e poi non so ma visto il ruolo il vestitino corto corto mi sembrava un po’ fuori luogo. Mi fa più principessa e per nulla muffa la Mary di Danimarca anche se porta troppe pellicce per i miei gusti anche di foca, brrr orrore;
    @ Filippo confermo, anni fa Report fece un servizio proprio sugli annullamenti che ora sono molto più accessibili e convenienti per una serie di motivi. Sull’annullamento del conte di Parigi (si era sposato con una Wurtemberg) sono stati spesi fiumi di inchiostro e la polemica è stata accesissima.

  • Filippo

    martedì, dicembre 1, 2009 alle 19:06

    Marina, non centra niente con l’argomento, mi è saltata all’occhio adesso, mi pare che l’orario del suo sito sia avanti di un’ora! O sbaglio, l’orologio del mio PC adesso segna le 18.05.
    Ma guarda un pò in che cosa mi sono andato a…….

  • Sissi

    mercoledì, dicembre 2, 2009 alle 14:42

    Sai Mari credo sia questione di gusti e anche di simpatie a me ad esempio piacciono molto le non nobili donzelle che sposano uomini reali..mi ricordano Cenerentola. Trovo che anche una ventata di brio faccia bene ai protocollosi abiti delle famiglie reali..un pò di novità e di tendenze ..

  • marina

    mercoledì, dicembre 2, 2009 alle 17:35

    @ Filippo me ne sono accorta e mi dimentico sempre di segnalarle la cosa alla mia webmaster, giuro che oggi lo faccio.
    @ Sissi capisco l’effetto Cenerentola e hai ragione da questo punto di vista. Amo moltissimo questa favola, specie nella versione Disney, però sono anche una appassionata di intrecci genealogici e nulla mi diverte più di cercare i legami e le doppie, triple, quadruple parentele. Leggevo in questi giorni un libro sulla famiglia della regina Sofia di Spagna, una meraviglia, tutti sono più volte cugini o nipoti di tutti. Con l’ingresso delle fanciulle che non sono di provenienza reale alla prossima generazione sarà tutto finito. Non è un giudizio, ma solo una constatazione.

  • Titti

    giovedì, dicembre 3, 2009 alle 19:57

    Cara Marina,
    alla luce della sua constatazione (che appoggio) vorrei esporre alcune considerazioni. Il mito di Cenerentola appassiona tutti, donne e uomini. Le prime per sposare un uomo ricco, giovane e nobile che le tolga dall’indigenza ecomomica e affettiva in cui sono costrette a vivere. I secondi per accasarsi con una signorina buona, semplice e generosa.
    Ricordate cosa dice don Ramiro nella Cenerentola di Rossini alla vista della fanciulla? “Mi seduce, m’innamora quella sua semplicità.”
    Io ho sempre creduto che questa fosse l’unica arma di seduzione di mademoiselle Cenerentola, invece mi accorgo che la semplicità col passare degli anni si è trasformata, nelle nuove Cenerentole, in arrivismo sociale e che di quel modello di candore e di bontà non sia rimasta traccia.
    Non ho nulla contro le principesse consorti, ma trovo poco onesto quando gli uffici stampa reali costruiscono passati e curricula meravigliosi, lodando ogni banalità come fosse un fatto eccezionale.
    La mia idea sarà un po’ blasé e forse attirirerà qualche critica, ma anch’io come Marina preferisco le doppie, triple, quadruple parentele!!
    Alla prossima, Titti.

  • marina

    giovedì, dicembre 3, 2009 alle 21:27

    Cara Titti,
    come mi sono divertita a leggere il suo commento! Certo Cenerentola affascina però leggendo con attenzione la storia scopriamo che la poverina ha avuto un passato di splendore e ricchezza (e anche un babbo importante forse) e il principe in fondo la riporta al suo stato di un tempo, perché lei non è stata sempre e solo la servetta della matrigna ma era una signorina perbene.
    Quanto alle nuove Cenerentole i servizi stampa delle varie case reali ce ne hanno messa di fantasia non c’è che dire e c’è anche chi si è dovuto arrampicare sugli specchi tipo a Madrid con la divorziata e a Oslo con la ragazza madre.

  • Filippo

    sabato, dicembre 5, 2009 alle 21:13

    Concordo in pieno con i commenti di Titti e Marina.
    Ma, purtroppo, molti si lasciano incantare dalle stupende mise (q mio modesto parere molte lasciano a desiderare) di queste nuove principesse e dai favolosi gioielli che indossano.
    L’ho già scritto in un altro commento in un precedente post, non è la corona che fa una principessa.
    Aggiungo un esempio, forse la Principessa Reale Anna di Gran Bretagna non sarà bella, non sarà di tendenza, sarà pure parsimoniosa e riciclerà gli abiti indossati negli anni scorsi, ma vuoi mettere la sua classe, lei la regalità c’è l’ha nel suo DNA, lei è figlia di quella che io sostengo essere la Regina per eccellenza.
    Saluti,
    Filippo

  • nicole

    domenica, dicembre 6, 2009 alle 11:26

    Mi son chiesta: lo dico o non lo dico?Concordo con quanto detto da Titti, Marina e Filippo, diciamo che intrecci sono una sfida, gli alberi genealogici belli anche da vedere. Ricordo una antica stampa in vendita a Berlino, una goduria anche per me che non sono proprio una patita( Mari, saresti andata a nozze…era del 1820 con intrecci fra 5 famiglie almeno) Quanto alle donzelle di non nobili natali che si accasano con principi o re, ebbene non ho proprio nulla, la favola di Cenerentola mi piaceva moltissimo, lei incarnava tutte le virtù, certo non aveva la laurea o il master in economia. Ora hanno anche fatto studi parrebbe prestigiosi,alcune, ma io son forse più classista di voi: ne faccio una questione di cultura.Indipendentemente dagli studi.C’è poi la faccenda cultural geografica, alla faccia della globalizzazione, per fortuna ogni paese mantiene certe sue peculiarità, a maggior ragione in ambiti ” regali”, proprio per la funzione dei casati di alto rango. Letizia, giornalista tv, ecc…resta un personaggio da Tv, mi sarei aspettata altro da lei, vista la professione e gli studi che dovrebbe aver fatto. Il vestire rispecchia molto di una persona, indipendentemente dal denaro. Anzi con troppo denaro…è più facile cadere di tono.Ma poi il buon gusto non è legato al conto in banca. Infine per par condicio, dove lasciamo i simpatici( a volte) Cenerentoli, talora derisi, sempre “due passi indietro” ? A loro viene richiesto ancora di più, senz’altro un solidissimo equilibrio, forse non badiamo ai loro abiti, ma non credo abbiano vita facile, sempre uomini sono. Forse meglio è per un Cenerentolo lasciarsi vivere…e sia quel sia, cercando di non prendere bustarelle, di non correre dietro proprio a tutte, di non frequentare persone con fedina penale grigia.
    Il marito della regina Vittoria, un grande, mi è simpaticissimo, ma non credo che quelli che spuntano sia della stessa levatura e capacità.

  • rosella

    martedì, dicembre 8, 2009 alle 18:04

    Marina sono presa dal desiderio irrefrenabile di sapere TUTTO sulle scappatelle del re Juan Carlos.
    So che sono state tante. Lo so è gossip puro ma…….
    visto che si parla della casa reale spagnola, facci sapere qualcosa del “romano” Juan Carlos ( credo che sia nato a Roma)

  • Marina

    martedì, dicembre 8, 2009 alle 23:35

    Buonasera a tutte e tutti, sono in viaggio per qualche giorno (nozze ma non reali, però più preziose perché di un’amica carissima) quindi forse non riuscirò a stare connessa spesso.
    @ Filippo è vero Anna è una delle royal più impegnate, pare sia molto apprezzata e anche il titolo Princess Royal è una specie di premio al suo lavoro;
    @ Nicole gli intrecci sono la mia passione, ho un libro sulla famiglia della regina Sofia che ricostruisce tutte le sue parentele, una meraviglia, mi sarebbe piaciuto molto l’albero generalogico di cui parli, quanto agli abiti come ho detto Letizia non è la mia passione, non so per quale motivo, la trovo non idonea;
    @ Rosella, si gossip puro, ma forse posso accontentarvi, ho scritto in passato qualcosa sul re “italiano” (si è nato a Roma), nelle prossime settimane vedo se riesco a rendere quello che ho scritto qualcosa di pubblicabile qui. Ad ogni modo in Spagna sono tutti molti discreti sulle scappatelle del re, il perché l’ho spiegato nel secondo post del blog poi vi posto il link.

  • Titti

    giovedì, dicembre 10, 2009 alle 22:40

    Cara Marina,
    innanzitutto auguri vivissimi per il matrimonio della sua amica.

    Poi, a proposito del divorzio tra la Infanta e il duca di Lugo vorrei lasciare un ulteriore piccolo esempio su come funzionano bene gli uffici stampa delle case reali quando si tratta di “modificare” alcuni dati realtivi ai parenti acquisiti!
    In questi giorni, il duca di Lugo, don Jaime, prova sulla propria pelle cosa significa cadere in disgrazia. Gli amici che fino a ieri si sbracciavano per averlo ospite nelle loro riunioni, oggi gli voltano le spalle per non creare malintesi con la casa reale. Inoltre, gli stessi che fino a poco tempo fa si sgolavano a furia di affermare che la sua vita privata era irreprensibile, oggi lo accusano di nascondere un lato molto oscuro e misterioso.
    Ancora una volta gli esperti della comunicazione della real casa borbonica devono forzare certe informazioni per salvare la faccia.
    Giriamola e rigiriamola, ma la tattica è sempre la stessa! O no?

    Accipicchia, le scappatelle del re don Juan Carlos sono un piatto davvero prelibato, ma non vi sembra di cadere un po’ di tono?
    Non so, ma io le uniche scappatelle che trovo deliziose e degne di considerazione sono quelle riportate nel catalogo di don Juan!!

    Un caro saluto e alla prossima!! Titti

  • marina

    venerdì, dicembre 11, 2009 alle 01:24

    Cara Titti,
    infatti non intendevo scrivere delle “scappatelle”, pensavo di postare a puntate una cosa che ho scritto sulla storia della monarchia spagnola per raccontare il ruolo di Juan Carlos nella transizione e nella democratizzazione della Spagna. In effetti ho letto le ultime vicende sul duca di Lugo, non so che dire, si parla sottovoce di un lato misterioso, però ieri parlando con una persona che lo conoscoe ho avuto invece commenti positivi su di lui.
    Il catalogo snocciolato da Leporello è una delle pagine più belle di tutta la storia del melodramma…

  • caravaggio

    sabato, dicembre 12, 2009 alle 08:20

    non sapevo grazie,si mormora anche di un eventuale divordiodel re di Giordania ne sai qualcosa? buone ricerche ciao

  • nicole

    sabato, dicembre 12, 2009 alle 10:20

    In Italia seicento e quaranta,

    In Almagna duecento e trent’una,

    Cento in Francia, in Turchia novant’una,

    Ma in Ispagna son già mille e tre.

    Scena:anni ‘90, automobile che arranca per neve austriaca, io alla guida con cautela immensa ; a bordo mia amicae tre bambini direi molto speciali,COLTISSIMI non solo musicalmente ,una mia, due no: uno con doti di matematico, di quelli che facevano le divisioni a tre cifre a mente a 5 anni.Lingua madre tedesca, ma sa italiano.
    Ascoltavamo musica e confidavano tutti in mie doti di autista su neve e ghiaccio.
    Al catalogo snocciolato da Leporello il tipetto esclama
    ” 640,871,9….ma non riesco a fre la somma va troppo veloce e in italiano i numeri sono al contrario” La sorellina ” ma è impossibile che abbia avuto tutte quelle fidanzate”
    Mia figlia ” ma si chiama per questo Don Giovanni”.
    Eravamo morte dalla risa, non sapevo cosa fare di volante e pedali…abbiamo rischiato lo schianto.
    Scusate la digressione, ma è per dire come viene colpita la mente dei bambini, mia figlie e il tipetto l’ opera la sapevano a memoria, l’altra cercava con la logica di sopperire….alla fine hanno fatto la somma giusta, era questione di puntiglio.

  • nicole

    sabato, dicembre 12, 2009 alle 10:27

    i numeri al contrario: per chi non sapesse il tedesco.
    Nelle lingue ” normali” 65 viene letto sessanta-cinque, in tedesco “cinque- e- sessanta, la sua difficoltà era anche ribaltare il numero..era inviperito per insolita difficoltà.

  • marina

    lunedì, dicembre 14, 2009 alle 00:11

    @ Caravaggio si avevo letto del re di Giordania, però poi sono apparsi insieme a Roma e non se ne è sentito più nulla. In compenso ha divorziato il fratello minore. Oggi ho letto su un sito spagnolo che a proposito dell’infanta Elena, il Re suo padre ha fatto di tutto per accelerare le procedere, mentre la regina Sofia non era affatto d’accordo;
    @ Nicole, troppo bella questa storia, ogni tanto anche a me viene voglia di contarle tutte, poi vado dietro alla musica e lascio perdere. Ci sarà proprio don Giovanni nei mesi prossimi al teatro delle Muse qui ad Ancona.

  • Princess Elizangela Moreira von Starhemberg

    mercoledì, maggio 12, 2010 alle 12:55

    Hola…
    Per una Principessa non e concesso chissa cosa…
    La moda non sempre viene in prima linea, anche la Reina Sofia si veste sempre in completi classici… La principessa Elena usa moltissimo i tipici abiti spagnoli… Non e una donna molto vanitosa… Ma la trovo elegante…

    Elizangela von Starhemberg

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