Donne reali: Elena regina d’Italia "nell’arte e per l’arte"

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Elena regina d’Italia è la protagonista di un libro che racconta la passione della sovrana per l’arte. Documenti e notizie inedite, un corredo iconografico sorprendente ed in qualche caso mai pubblicato prima, la riscoperta di personalità vicine alla sovrana e oggi pressoché dimenticate. Insomma il libro della scrittrice e giornalista Isabella Pascucci “Elena di Savoia nell’arte e per l’arte. Iconografia e storia della seconda Regina d’Italia” (uscito per i tipi di Daniela Piazza Editore), frutto di quattro anni di ricerche, restituisce un ritratto nuovo e a tuttotondo della principessa montenegrina diventata Regina d’Italia, svelando tanti aspetti riposti della sua personalità e ricostruendone alcuni cruciali momenti della vita taciuti, in parte o del tutto, da tante biografie precedenti. “Il volume – spiega l’autrice – non solo analizza l’iconografia della sovrana, ma approfondisce la sua sensibilità estetica e ed artistica, l’eclettismo piacevolmente garbato delle iniziative promosse da lei e delle opere pittoriche e poetiche che ideò e realizzò nell’arco di una vita”.  Tutti aspetti solitamente trascurati dalle biografie ufficiali e che restituiscono, invece, secondo la Pascucci, “lo spaccato di un’epoca e di una complessa ed affascinante cultura di appartenenza, qual è quella montenegrina, insieme alle suggestioni di atmosfere e contesti, popolati da personalità artisticamente penetranti, la cui memoria si è affievolita nei decenni, fino a scomparire”.

Vittorio Emanuele di Savoia incontra Elena Petrovic Njégos figlia del gospodàr del Montenegro, a Venezia dove lei si era recata, non casualmente, con la madre e la sorella per visitare la Biennale d’Arte. All’epoca (siamo intorno al 1894) il principe ereditario cerca moglie e l’impresa si rivela non facile per il rampollo della dinastia che ha unificato l’Italia. Le eroiche imprese del Risorgimento mettono fuori gioco tutte le (tante) principesse degli ex staterelli della penisola, la situazione politica europea non è delle più serene e non facilita le alleanze e i Savoia cattolicissimi (anche se il Papa non ha ancora “digerito” la presa di porta Pia) possono prendere in considerazione solo una fanciulla devota a Santa Romana Chiesa. Come se non bastasse la mamma del ragazzo, ancora pericolosamente scapolo ad un’età in cui dovrebbe già avere moglie e prole, ci mette del suo. La  regina Margherita, infatti, molto presto ufficializza la sua posizione riguardo una eventuale nuora facendo sapere di non gradire le candidate francesi, ed aggiungendo che  “il Belgio porta disgrazia (come non darle ragione pensando a Carlotta e Stefania mogli rispettivamente dell’imperatore del Messico fucilato dai rivoluzionari e dell’arciduca Rodolfo morto suicida a Mayerling?), le austriache non sono opportune e di sassoni al momento non ce n’è nessuna disponibile”. Alla fine qualcuno scova la perla rara che ha solo qualche minimo difetto: proviene da uno stato semi sconosciuto, ma interessante per la politica italiana del momento, ha un albero genealogico non proprio ineccepibile ed è ovviamente greco-ortodossa. Il resto è perfetto, educata in Russia nel collego esclusivo della nobiltà zarista, intelligente ma non intellettuale, dolce, sottomessa, bella, piena di salute, insomma quello che ci vuole per la dinastia italiana a cui il matrimonio fra i cugini Umberto e Margherita non ha fatto granché bene.

Elena3A Venezia Vittorio Emanuele nota la fanciulla alta e mora, i due si rivedono pochi mesi dopo, nel giugno del 1895, a Mosca all’incoronazione dello zar Nicola II e durante la cerimonia, scrive la regina di Romania, Elena fa di tutto per restare appiccicata al principe italiano. La riflessione dura ancora un anno e il 18 agosto 1896, il principe di Napoli è a Cettigne a chiedere la mano di Elena e a conoscere, suo malgrado, la variopinta e vivace famiglia montenegrina. A metà novembre la principessa arriva a Bari dove abiura in San Nicola, il 22 è a Roma, il 24 si svolgono le nozze civili e il Presidente del Senato che la vede per la prima volta nota “i capelli neri, gli occhioni neri, l’ aria dolce e un certo impaccio”. Vittorio Emanuele ed Elena si sposano nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli, non senza un vasto contorno di polemiche a causa delle spese considerate “esagerate” e per quello che alcuni definirono “lo scarso rispetto nei confronti dei recentissimi morti di Adua”.

Negli anni successivi la sua presenza accanto a quello che nel 1900 era diventato Vittorio Emanuele III si mantiene sempre umile e discreta. Elena rimane estranea alle questioni strettamente politiche e si dedica ai figli (quattro femmine Yolanda, Mafalda, Giovanna e Maria e un maschio Umberto) e, come diremmo oggi, al sociale. E’ ancora vivo nella memoria dei siciliani l’impegno della Regina a favore dei terremotati di Messina. Solo il 27 novembre 1939, tre mesi dopo l’invasione tedesca della Polonia e la dichiarazione di guerra della Gran Bretagna e della Francia alla Germania, la regina Elena si sente in dovere di scrivere una lettera alle sei sovrane delle nazione europee ancora neutrali (Danimarca, Olanda, Lussemburgo, Belgio, Bulgaria e Jugoslavia), al fine di evitare all’Europa ed al mondo l’immane tragedia della Seconda Guerra Mondiale.  Con l’abdicazione del marito si ritira in esilio con lui ad Alessandria d’Egitto e da lì, rimasta vedova e gravemente ammalata si trasferisce a Montpellier, nel sud ovest della Francia, dove muore il 28 novembre 1952.

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21 Commenti

  1. Filippo ha detto:

    Bella e grande Dama.
    Ulteriori informazioni sulla Regina Elena:
    1) Aveva il privilegio del bianco.
    2) Ricevette nel 1937, in grande pompa, (c’è in giro un video su internet) la Rosa d’oro della Cristianità.
    Questa onorificenza concessa dai Papi fin dall’anno 1096 ai Principi che si erano resi benemeriti nei confronti della Chiesa e di ben rappresentare Cristo. Originariamente la Rosa era un fiore vero e proprio benedetto dal Papa nel tempo si è trasformato (non per miracolo) in un cespo di rose in oro e pietre preziose.
    Donato a re e regine e successivamente solo alle regine, adesso viene donato solo ai Santuari della Madonna.
    Le ultime sovrane a riceverlo sono state: Isabella del Brasile (1888) reggente l’impero Brasiliano; Vittoria Eugenia di Battenberg regina di Spagna, nonna dell’attuale re di Spagna, (1923); Elisabetta del Belgio regina dei Belgi, madre dell’ultima regina d’Italia Maria Josè (1925); Elena di Savoia regina d’Italia (1937).
    L’ultimo santuario a ricevere la Rosa d’oro e quello della Madonna di Roio in Abruzzo in occasione della visita del Santo Padre Benedetto XVI il 28 Aprile 2009.
    3) Nel 2001 la regina Elena di Savoia è stata proclamata Serva di Dio in occasione dell’avvio del processo di Beatificazione.
    4) Pochi sanno che in goventù, prima delle nozze con Vittorio Emanuele III, scriveva delle poesie che pubblicava sulla rivista letteraria russa Nedieja firmandosi con lo pseudonimo “Farfalla Azzurra”.
    5) Dopo le nozze con Vittorio Emanuele III ebbe una qualche difficoltà nel concepire e sembra che oltre ad avere consultato parecchi luminari dell’epoca si sia rivolta alle, chiamiamole “medicine alternative”, per dirla tutta a veggenti e maghe e pare che il viaggio-crociera che stava effettuando nel 1900 era una scusa per nascondere il fatto che si stesse recando in uno di questi posti profertilità, ma la notizia dell’assassinio del re Umberto I a Monza cambiò tutto.
    6) Si disse di lei che fece diventare alti i Savoia.
    7) Sembra che, ad un ricevimento al Quirinale, quando il re e la regina entrarono, il duca Amedeo d’Aosta (zio dell’attuale duca Amedeo) si lasciò scappare una battutta ecco “Curtatone e Montanara” riferendosi non alla battaglia Risorgimentale ma al fisico dei sovrani, lui corto (Curtatone) lei montanara (montenegrina). Ciò gli valse l’allontanamento dalla corte con meta Congo.
    8) Sembra che, la duchessa d’Aosta Elena d’Orléans moglie di Emanuele Filiberto (2° duca d’Aosta) dall’alto della sua dinastia francese che si perdeva nei secoli chiamasse il figlio Amedeo (3°duca d’Aosta) “Mon petit roi” e che riferendosi alla regina Elena l’appellasse “Ma cousine la bergère” (mia cugina la pastora). (dal libro di Silvio Bertoldi “Duchi d’Aosta”). Non certo segno di grande affetto. Che parenti!
    9) Giace in una tomba nel cimitero di Montpellier, dove nessun segno o epitaffio (così volle) ricordi che è stata la 2° Regina d’Italia.
    Saluti,
    Filippo

  2. marina ha detto:

    Grazie Filippo per tutti i dettagli aggiuntivi alla vita della regina Elena. Sapevo che quando è stato ucciso Umberto il principe ereditario era in crociera con la moglie, ma non avevo idea di questa cosa del pellegrinaggio ai luoghi della fertilità Eh, si devono aver avuto paura, perché Hélène d’Orléans moglie del duca di Aosta aveva già avuto due maschi (uno fu l’eroe dell’Amba Alagi, l’altro il padre dell’attuale duca) e tra i due rami non correva buon sangue come le amenità riferite dimostrano ampiamente. Il privilegio del bianco, nel senso del vestirsi di bianco davanti al Pontefice è un privilegio delle sovrane cattoliche.

  3. nicole ha detto:

    Studiò a San Pietroburgo, al Collegio Smol’nij, dove passarono tutte le adolescenti della aristocrazia russa.
    Il collegio è un bel palazzo ricco si storia, disegnato dall’architetto italiano Quarenghi, è sistuato accanto al monastero con lo stesso nome, di un bel barocco russo: ques’ultimo si trova in piazza….Rastrelli, altro architetto italiano al quale si deve la magnificenza di questa città. Solo il Rastrelli litigò con una imperatrice e una parte del lavoro passò al Quarenghi: il palazzo era per orfane e donne bisognose, in seguito divenne convitto per principesse o giù di lì.
    Ora viene il bello: da quel palazzo Lenin diede inizio alla rivoluzione, in quel palazzo visse assieme alla sua compagna
    ( evitatemi quelle traslitterazioni che sbaglio sempre per cui i nomi diventano tutto altro con me), al primo pianoùAveva casa e bottega a Palzzo Smol’nij.
    Davanti a quel palazzo fu ucciso Kirov, alto papavero del partito, mentre si recava a teatro, omicidio su commissione…e fu l’inizio delle purghe staliniane.
    La regina Elena conosceva molto bene il russo nonchè greco moderno, il serbo, ovvio, imparò l’italiano e si dedicava ogni giorno alla lettura dei quotidiani europei per segnalare al marito gli articoli di peso e glieli traduceva pure.
    Scusate, ma quando si parla della mia città preferita non posso trattenermi dal fare qualche commento aggiuntivo, ma è pur sempre storia.

  4. marina ha detto:

    Nicole ma che scherzi? E ti scusi pure, grazie invece per queste tue ulteriori ed interessantissime notizie sul collegio principesco. Credo che il collegio sia stato fondato da Caterina II, ma non ne sono certa. Di sicuro poi è diventato un educandato per fanciulle nobili e la famiglia di Elena Petrovic era particolarmente legata alla corte degli zar. Lì la futura regina apprende alla perfezione anche il francese che era praticamente la lingua ufficiale dell’aristocrazia. Oggi ho ritrovato in biblioteca comunale un bel libro di ricordi scritto dal nipote Enrico d’Assia, il figlio di Mafalda. Vi dirò nei prossimi giorni…

  5. ElenaN ha detto:

    Frequentavo in silezio il blog, ma questo sito è così bello che non posso fare a meno di commentare. Brava, adesso aspetto il prossimo post:

  6. rosella ha detto:

    Marina il sito è bellissimo!

  7. Marina ha detto:

    @ ElenaN
    @Rosella
    grazie per il passaggio ed il commento! Il sito è ancora in fase sperimentale, lo stiamo “aggiustando” ad ogni modo sia io che Claudia la grafica (bravissima e dotata di grande pazienza) siamo felici che vi piaccia. Grazie

  8. ciemmerre ha detto:

    la grafica ringrazia tutti sentitamente per l’apprezzamento! 🙂
    Ma è Marina che l’ha plasmato con le sue manine…

  9. Alessandra ha detto:

    Carissima Marina,
    ma che sorpresa! In pratica hai fatto qualcosa di molto simile a quello che è capitato anche a me con il blog per cui lavoro ora diventato “blogzine”!
    Bene, bene: l’ho appena scoperto, me lo guarderò con calma e, nel caso, ti farò avere i miei commenti.
    IN BOCCA AL LUPO!!! 🙂
    alla prossima…

  10. Marina! Dopo un mese a zonzo per l’Italia, tra un aereo e l’altro, mi dico: e Marina? Niente più notizie di nuovi post dopo Carlo V, che fine avrà fatto quella cara ragazza? E così ti vengo a cercare e che ti trovo? Una reggia!
    Complimenti: mi piace. Contenuti ben organizzati, comunicazione di gran classe. D’altronde, come potrebbe essere altrimenti trattandosi di te: la regina dei re e delle regine? Mi chiedo se con questo gran castello da gestire avrai più il tempo per fare torte al bel principe consorte…
    Ammirata dallo sfavillìo di cotanta magione ti rinnovo l’omaggio e sempre resto la tua devota
    Sabrine

  11. marina ha detto:

    @ Claudia (ciemmerre) senza di te non sarei riuscita a far nulla;
    @ Alessandra ma che piacere risentirti, ho visto anche dalle tue parti grandi novità, bel lavoro e un grande impegno;
    @ Sabrine carissima, come stai? Grazie infinite per la visita. Si vero non ho dato più notizie, ma c’ho un po’ di problemi a “domare” il nuovo sito. Sono commossa per l’incoronazione a regina delle regine, troppo buona. Mentre scrivevi stavo appunto combattendo con un nuovo post+molte foto, ce l’ho fatta ma non proprio come volevo. A presto!

  12. avnxyn ha detto:

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  13. nicole ha detto:

    Marina, che successo!! Ma sei interplanetaria diventata! Ci leggono anche i marziani. Dico subito che non so tradurre, questo ancora no.Ma solo per il momento, potrei anche imparare.

  14. Marina ha detto:

    Nicole può essere, però ci vorrebbe il traduttore simultaneo…

  15. Alessio ha detto:

    Salve! Bel sito. Tra un anno circa inizierò a lavorare alla mia tesi di laurea sui Savoia, dall’unità al 1946… E già ho la casa invasa dai libri sui nostri beniamini…

    E’ bello vedere che molte persone si interessano ancora di una monarchia che è poi la Nostra storia.

    A volte penso che se avessimo ancora una casa reale, con belle figure come quella di Umberto II e Maria Josè, forse l’unità di questo Paese non sarebbe così a repentaglio.

    Alessio

  16. jacopo amedeo moretti ha detto:

    salve…

    posso dire una cosetta ??

    si smol’nj fu creato da caterina II come collegio per l’educazione delle aristocratiche…. e costruito da quarenghi, che subentrò a rastrelli x volere di caterina II che odiava così tanto la precedente sovrana ELISABETTA I romanov, zia di suo marito Pietro III d’holstein-Gottorp-Romanov, che volle cercare di relegare lei nell’oblio…

    rastrelli ( priuma padre poi il figlio) però aveva grazie ad elisabetta creato la grande s.pietropburgo, il barocco elisabettiano che possiamo ammirare nei palazzi imperiali e nobiliari ed in certe cattedrali, quella di smol’nj appunto aveva il ruolo e compito di divenire la nuova S.pietro/s.Sophia per i russi, ed i progetti erano ciclopici e superbi…. purtroppo una gran parte del grande progetto non fù realizato… e nello spazio adiacente la cattedrale, cattedrale dal suo preferito architetto quarenghi fece costruire il suddetto palazzo/collegio.

    Elena del montenegro, come le sorelle crebbe la, 2 di esse sposarono principi della famiglia imperiale, una il re di serbia(la cui figlia elena poi sposò un’altro e si distinse durante la 1° guerra mondiale per opere di beneficenza…ATTIVA SU CAMPO )

    a Montpellier ( dove ho studiato brevemente) sulla tomba della regina elena è stata creata una statua di lei ad altezza naturale, in quanto la popolazione l’ha molto amata e parlo anche dei francesi del luogo, come dei tanti che lei ha seguito ed aiutato per tutta la vita.
    si trasferì la dopo alessandria d’egitto.
    è stato un bel personaggio…

    stavo notando che mnolte elene in quei tempi furono importanti donne…. già ne abbiamo citate 3
    elena di savoia (montenegro)
    elena d’aosta (orleans)
    elena di russia (Serbia)

    Se ci sono altre elene che vi vengono in mente ….nello stesso periodo…sarei felice di riceverne info:-))

    baci
    kiss
    vado a traslocare

    jacopo

  17. jacopo amedeo moretti ha detto:

    scusate nello scrivere ho perso due o tre cosette:

    parlando della cattedrale russa ho ripetuto 2 volte la parola cattedrale, ma lka 2° volta dovevo scrivere caterina II

    e su elena di serbia figlia della sorella della regina d’italia, dovevo scrivere che sposò un G.D di russia ( Ivan Costantinovic).

    scusate la mia tastiera mi fa degli scherzetti….. ma io la punisco e non la spolvero…voglio vedere se impara a comportarsi bene:-!!!

    baci
    haha
    j

  18. Antonio ha detto:

    @ Jacopo Amedeo,

    povera tastiera…
    Forse è Lei, signorino Buonasera, a scrivere troppo velocemente…

    Il risultato dei Suoi commenti torrenziali è strepitoso: a riunirli ne uscirebbe un’opera di un brio impagabile! Ci pensi… Quando scrive di Maria Antonietta poi… è insuperabile!

  19. Valerio Ciccarelli ha detto:

    A proposito di “elene”: una compagna di scuola della futura regina era Elena Rochefort de la Rochelle, futura sua dama di compagnia e madre del conte Eugenio e della contessa Sofia, ambedue molto legati alla casa reale. Pare che la regina fu accompagnata in Francia in aereo dall’Egitto proprio dal conte Eugenio, che ho avuto la ventura di conoscere nei lontani anni della mia infanzia. A tal proposito sarei curioso di avere notizie piu’ dettagliate sul padre del conte: Augusto Jaccarino, marito appunto di Elena Rochefort. I miei ricordi sono: La contessa Jeanne D’Agostino, moglie di Eugenio, i figli Augusto (del quale non sono riuscito ad avere notizie recenti), la figlia Mariella (Maria Elena), deceduta nel 2003 (?). Saro’ grato a chi potra’ fornirmi ulteriori notizie Valerio CICCARELLI

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