giovedì, 22 ottobre 2009

Gioielli reali: i cammei dell’imperatrice Joséphine

3217_aJoséphine moglie del re di Svezia Oscar I con il diadema di cammei ereditato dalla nonna Imperatrice dei Francesi

Premessa necessaria affinché non si dica che “non sto sulla notizia”, il che facendo il lavoro che faccio, sarebbe un’assurdità. In questi giorni in Italia ed in special modo a Roma c’è una concentrazione di royal (ma veramente royal, perché regnanti sul serio) come neanche al matrimonio di Carlo e Diana. La settimana scorsa è comparso Sua Altezza Serenissima Alberto principe di Monaco per l’inaugurazione della mostra dedicata alla sua adorata ed indimenticata mamma. Giro per la città eterna, flash, rincorse dei fotografi, solite zuffe con le guardie del corpo, tutto nella norma. Unico dispiacere la mancanza della “fidanzata” Charlene che periodicamente viene esibita per poi essere rimessa in naftalina fino a data da destinarsi. A seguire il re e la regina di Giordania, Abdallah e la bellissima Rania. E mentre il figlio del coraggioso re Hussein era impegnato in una serie di incontri politici ed istituzionali, Rania si è dedicata alla cultura (visita alla Galleria Borghese) e allo shopping, dimostrando ancora una volta che si può essere affascinanti e ricchissime, ma contemporaneamente persone gentili e disponibili. Infine a Venezia ieri è arrivato l’emiro del Quatar insieme alla moglie la splendida sheika Mozah, per la firma di un accordo economico. Ho scelto di non dedicare a questi eventi un post specifico, ma ecco a voi qualche nella immagine tratta dal sempre informatissimo ed aggiornatissimo sito Noblesses et Royauiées: Alberto (qui), Abdallah e Rania (qui e anche qui), i sovrani con il Presidente Napolitano (qui, lei è vestita Armani) ed infine l’emiro del Quatar con signora (qui). Detto ciò veniamo alla storia del titolo e delle immagini.

cameoCPMargaretMargaret di Connaught, moglie del principe ereditario Gustavo Adolfo di Svezia

Lo scrigno della regina di Svezia è uno dei più spettacolari d’Europa e raccoglie ricordi di molte regine, molti regni e tanti amori.
Innanzitutto quello, finito male, fra la giovane marsigliese Désirée Clary ed un ufficiale di artiglieria di origine corsa, il quale le preferisce un’aristocratica molto mondana, bellissima e molto ben introdotta nella brillante società post rivoluzione francese. Lei si consola con un altro soldato, Jean-Baptiste Bernadotte che sarà maresciallo dell’Impero, eroe di tante battaglie e poi re di Svezia, scelto dall’ultimo sovrano della dinastia Wasa priva di eredi diretti. Nel frattempo il fidanzato fedifrago, ovvero Napoleone Bonaparte, diventa Primo Console, conquista l’Europa, si proclama imperatore dei francesi, viene sconfitto a Waterloo e finisce i suoi giorni nella sperduta isola di Sant’Elena. Joséphine de Beauharnais, la donna che aveva strappato Napoleone a Désirée, viene abbandonata a sua volta e muore nel 1814, ma lascia due figli di un precedente matrimonio, Eugenio ed Ortensia. Eugenio, amatissimo dal patrigno che lo adotta e lo fa viceré d’Italia (ma il congresso di Vienna lo declasserà a semplice duca di Leutchemberg), porta all’altare la principessa Augusta Amalia di Baviera e da queste nozze nasce, tra gli altri, Joséphine la quale sposa, nel 1823, il principe ereditario di Svezia, Oscar, unico figlio, guarda caso, di Désirée diventata, anche se un tantino controvoglia (odia il freddo e adora la vita mondana di Parigi) regina di Svezia.

 

XH-INGRID-XLa principessa Ingrid di Svezia (figlia di Margaret), poi regina di Danimarca

La sovrana, ha dimenticato il passato o comunque decide di sorvolare, ed accoglie con affetto come nuora la nipote dell’antica rivale. Grazie a questo matrimonio oggi nelle vene dei sovrani svedesi (e anche in quelle di re e regine di Norvegia, Danimarca, Belgio e Lussemburgo) scorre il sangue dei due più grandi e celebri amori dell’Imperatore. E il ricordo di quelle passioni si è tramandato anche attraverso le pietre preziose.
La dote della la giovane Joséphine comprende infatti, come d’uso all’epoca, anche una serie di meravigliosi gioielli, alcuni dei quali provengono direttamente dallo scrigno della ex Imperatrice dei francesi. La parure di cammei e perle, che consiste in un diadema con annessi orecchini, collier e spilla è quasi sicuramente quella realizzata nel 1809 dal gioielliere parigino Nitot (antenato di Chaumet) per l’Imperatrice, nonna paterna della giovane sposa. La tiara in particolar è un oggetto insolito ed elegantissimo, composto da una serie di grossi cammei, circondati di piccole perle ed intervallati da un delicato decoro floreale realizzato in oro giallo. Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo le antichità greco-romane fanno furore e oltre agli abiti in stile impero diventano di gran moda i gioielli che ricordano i monili del periodo classico, fra cui appunto i cammei. Napoleone in particolare ha una vera passione per i cammei (che “scopre” durante la campagna d’Italia del 1796) e addirittura promuove a Parigi una scuola “glittica” diventata presto famosa per la qualità degli oggetti prodotti. Immediatamente i cammei vengonmo utilizzati anche dai grandi gioiellieri per creare ogni sorta di ornamento, talvolta montati con dei semplici castoni, in altri casi circondati da un giro di perline, proprio come nella parure svedese.

BodyPartLe principesse Brigitta e Désirée di Svezia

La sovrana, ha dimenticato il passato o comunque decide di sorvolare, ed accoglie con affetto come nuora la nipote dell’antica rivale. Grazie a questo matrimonio oggi nelle vene dei sovrani svedesi (e anche in quelle di re e regine di Norvegia, Danimarca, Belgio e Lussemburgo) scorre il sangue dei due più grandi e celebri amori dell’Imperatore. E il ricordo di quelle passioni si è tramandato anche attraverso le pietre preziose.
La dote della la giovane Joséphine comprende infatti, come d’uso all’epoca, anche una serie di meravigliosi gioielli, alcuni dei quali provengono direttamente dallo scrigno della ex Imperatrice dei francesi. La parure di cammei e perle, che consiste in un diadema con annessi orecchini, collier e spilla è quasi sicuramente quella realizzata nel 1809 dal gioielliere parigino Nitot (antenato di Chaumet) per l’Imperatrice, nonna paterna della giovane sposa. La tiara in particolar è un oggetto insolito ed elegantissimo, composto da una serie di grossi cammei, circondati di piccole perle ed intervallati da un delicato decoro floreale realizzato in oro giallo. Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo le antichità greco-romane fanno furore e oltre agli abiti in stile impero diventano di gran moda i gioielli che ricordano i monili del periodo classico, fra cui appunto i cammei. Napoleone in particolare ha una vera passione per i cammei (che “scopre” durante la campagna d’Italia del 1796) e addirittura promuove a Parigi una scuola “glittica” diventata presto famosa per la qualità degli oggetti prodotti. Immediatamente i cammei vengonmo utilizzati anche dai grandi gioiellieri per creare ogni sorta di ornamento, talvolta montati con dei semplici castoni, in altri casi circondati da un giro di perline, proprio come nella parure svedese.

Alla morte della regina Joséphine le sue gioie sono divise fra i figli e la parure di cammei viene assegnata al principe Eugenio, ma questi non avendo eredi la presta spesso alle varie principesse reali e poi decide di offrirla in dono a Sibylla di Sassonia-Coburgo-Gotha, sposa del pronipote il principe Gustavo Adolfo, e madre dell’attuale sovrano. Due delle sorelle di re Carlo XVI Gustavo, Brigitte e Désirée portano il diadema nel giorno delle loro nozze, ma è sulla testa di Silvia Sommerlath che la tiara di cammei diventa davvero celebre. La ex hostess di origini tedesco-brasiliane sceglie infatti di indossarla il 19 giugno del 1976 quando sposa re Carlo XVI Gustavo diventando così regina di Svezia. Sono passati quattro anni dal casuale incontro alle Olimpiadi di Monaco, ma la coppia ha dovuto attendere la morte di Gustavo VI Adolfo, nonno e predecessore del re. L’anziano monarca, moderno per certi aspetti (uomo coltissimo e notoriamente “liberal”, vedi qui) era però estremamente conservatore riguardo i matrimoni regali e al nipote ed erede mai avrebbe permesso l’unione con una ragazza di origini borghesi.

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Il diadema di cammei dona in modo particolare alla bruna e bellissima Silvia, splendida sposa oltre che “Dancing Queen”. Il seguito, ovviamente con le nozze reali, alla prossima puntata

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Scritto da: marina

Categorie: Realmente Preziose

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Commenti

  • cristina

    venerdì, ottobre 23, 2009 alle 00:22

    Mari..splendida come sempre..tu e il post :) E la storia di Désirée..una delle mie preferite perchè legata anche a uno dei miei film cult “Desirée” di Henry Koster con Jean Simmons nella parte di Désirée e uno strepitoso Marlon Brando nel ruolo di Napoleone…La adoravo..sognava l’impossibile e odiava il freddo..e alla fine ha sposato un uomo altissimo e saggio..una vera fonte di ispirazione per me :)

  • titti

    venerdì, ottobre 23, 2009 alle 03:04

    So di andare contro corrente, ma la bellissima Rania non la trovo poi così speciale. Clichè, niente altro che clichè. Lei e la principessa Letizia di Spagna sembrano intercambiabili e questo non va bene, vuol dire che seguono uno standard preconfezionato. Stesso abitino, stessa apparecchiatura di capelli e stesso botox!! Perchè con Grace Patricia Kelly, principessa di Monaco, tutto era così unico e speciale? Questione di allure? Mah!! Forse è finito il tempo principesse azzurre!!

    Nulla da dire sullo diadema reale: semplicemente splendido così come la regina Joséphine!!
    Grazie Marina, per terci sempre informate sugli eventi reali e non solo.
    Un caro saluto, alla prossima!! Titti

  • sabrine d'aubergine

    venerdì, ottobre 23, 2009 alle 10:37

    Adoro i cammei, figuriamoci quelli incastonati nei diademi! Bellissime foto e bellissime storie, di quelle che ci fanno sognare… e mi sono letta anche il post su Grace Kelly! Come sempre una bella atmosfera, da saloni reali, qui da te: a presto e buon fine settimana.
    Sabrine

  • marina

    venerdì, ottobre 23, 2009 alle 10:38

    @ Cris a Désirée vorrei dedicare un post, ma ormai la lista delle mie donne reali si è allungata a dismisura. Grazie per i complimenti, troppo buona…
    @ Titti confesso che sono stata a lungo in dubbio, in questi mesi se dedicare o no un post a Rania (quest’anno ricorre i decennale della salita al trono di Abdallah) e come vede rimango nel dubbio, preferendo mettere link con le sole foto. Botox? Forse, in effetti nelle foto di Roma sembra piuttosto tirata (e a parte l’abito da sera di Armani) non particolarmente elegante, a mio parere. Su Letizia ho detto e giusto l’altro ieri all’edicola ho visto un Hola osannante su di lei, mahhhhh. Grace? Lei era un mito, su questo non si discute.

  • marina

    venerdì, ottobre 23, 2009 alle 10:40

    @ Sabrine, mentre stavo rispondendo tu hai postato il commento, bentrovata, come sta? Sono felice che la tua passione per le teste indiademate sia stata soddisfatta. Vedrai le nozze, poi che splendore…

  • nicole

    venerdì, ottobre 23, 2009 alle 15:09

    Grazie Marina, sai che apprezzo molto queste storie di gioie e gioielli.Adoro i cammei!Il piccolo corso…quel tombeur de femmes! Non sapevo che Eugenio fosse privo di discendenti,mi era sfuggita la cosa.
    Concordo in tutto con Titti,riguardo le due signore ma mi son trovata favorevolmente stupita a sentire anni fa un’intervista con Rania. Era piuttosto competente, brillante, colta, semplice, mi era piaciuta, la testa non era solo mezzo per sostenere corona, dentro ha materia grigia che funziona. Provo sempre tristezza quando vedo donne belle ed intelligenti che non si piacciono o che vogliono prolungare artificialmente giovinezza: sono così affascinanti certe signore al naturale, ma accettare anni che passano vuol dire essere equilibrati, soddisfatti, avere ” dentro” la vita passata con dolori e gioie, essere felici di vedere i figli che crescono e che..invecchiano pure loro. E poi i mariti con capelli bianchi alla lunga stonano con donne rifatte.

  • nicole

    venerdì, ottobre 23, 2009 alle 16:14

    Scusatemi, avrei dovuto dire che non sapevo della discendenza di Eugenio!

  • marina

    venerdì, ottobre 23, 2009 alle 16:42

    Nicole concordo, Rania pare sia molto intelligente e forse per questo stona la sua faccia tirata come se le avessero messo il domopack. A me piace molto anche Noor, donna brillantissima, ma da foto recenti direi caduta nella rete del “ritocchino”. Peccato.
    Su Eugenio, figlio del primo marito di Joséphine (il conte Alexandre de Beauharnais ghigliottinato durante il Terrore) e poi adottato da Napoleone forse non mi sono spiegata bene, si lui ha avuto figli fra cui appunto Joséphine moglie di Oscar I di Svezia.

  • babs

    martedì, novembre 3, 2009 alle 17:33

    MAGNIFICO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Marina

    mercoledì, novembre 4, 2009 alle 11:30

    Grazie Babs e grazie anche e tutte quelle che mi hanno inviato delle mail. Siamo ancora in fase di aggiustamento, portate pazienza.

  • caravaggio

    domenica, novembre 8, 2009 alle 09:17

    sempre interessante leggerti , grazie e buona giornata

  • Marina

    martedì, novembre 10, 2009 alle 23:42

    Caravaggio (bellissimo nick;) grazie per i complimenti, scusa il ritardo nella risposta, ma sto cercando di domare il sito, il che non è sempre agevole, ho avuto problemi con le foto, ma spero di aver messo tutto a posto.

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