lunedì, 28 settembre 2009
Gioielli reali: la romantica storia della Khedivè Tiara
Quando ancora le famiglie reali facevano opinione e contavano davvero sulla scena diplomatica e politica europea, poteva accadere che un re, leggi Edoardo VII d’Inghilterra, pregasse il fratello minore di mostrare in giro le sue due belle figlie, nella speranza di combinare un matrimonio regale ed “attirare” nell’orbita britannica, il felice sposo con annessa nazione. L’epoca, i primi anni del XX secolo, è propizia, sia sul trono spagnolo che su quello portoghese siedono due giovani scapoli (cattolici, questo è vero, mentre le principesse inglesi sono ovviamente anglicane, ma l’ecumenismo comincia ad andare di moda e il favore del re d’Inghilterra vale una prababile scomunica) e anche altrove i giovanotti coronati non mancano, così nel gennaio del 1905 il principe Arthur duca di Connaught, insieme alla moglie Louise ed alle due figlie Margaret e Patricia, comincia un lungo viaggio attraverso l’Europa. La prima tappa di questo insolito tour è Lisbona dove le due principesse vengono “ispezionate” da re Carlo I e dalla regina Amelia in vista di una possibile unione con uno dei loro due figli, Carlos e Manuel; dal Portogallo i Connaught passano in Spagna per una visita al giovane re Alfonso XIII che pare interessarsi a Patricia. I due si rivedranno in effetti in Inghilterra, ma lei dirà di no e lui finirà per sposare un’altra nipote della regina Vittoria, la principessa Vittoria Eugenia di Battemberg.
Nel frattempo, avendo concluso la prima parte dell’impegnativo itinerario alla ricerca di un re o di un principe ereditario per le loro ragazze, i duchi di Connaught si dirigono verso il nord Africa e durante una sosta al Cairo accade un inatteso miracolo. Nella città egiziana è di passaggio anche il principe Gustavo Adolfo di Svezia, nipote di re Oscar II, che si innamora perdutamente di Margaret. La passione è reciproca e la principessa inglese accetta subito la proposta di matrimonio che le fa questo ragazzone alto, serio, coltissimo, appassionato di libri, di archeologia (diventerà un grande esperto di arte ed antichità orientali) e di botanica.
Il fidanzamento, salutato con entusiasmo da entrambe le famiglie, è brevissimo e i due innamorati si sposano il 15 giugno 1905 nella St. George Chapel del castello di Windsor.
In occasione delle nozze il khedivè d’Egitto Abbas Helmi II (titolo persiano che utilizzarono tutti i viceré d’Egitto dal 1867 al 1914) offre alla sposa una bellissima tiara, come ricordo del grande amore nato proprio nella sua terra. L’elegantissimo gioiello costituito da una serie di leggere volute di brillanti montanti in platino, secondo un disegno tipico dell’epoca, era stato realizzato all’inizio del 1904 dalla maison Cartier.
Margaret, che nel 1907 diventa (a seguito della morte di re Oscar II ed all’ascesa al trono del suocero Gustavo V) principessa ereditaria di Svezia, come ci si aspetta dalla moglie di un futuro re, mette al mondo uno dietro l’altro cinque bambini: Gustavo Adolfo, Sigvard, Ingrid, Bertil e Carl Johan. Appassionata di giardinaggio la principessa trasforma i giardini del castello di Sofiero, la dimora che lei ed il marito avevano ricevuto come dono di nozze, ma fra una cosa e l’altra si interessa anche alla pittura ed alla fotografia. Durante la I Guerra Mondiale Margaret crea in Svezia un gruppo di sostegno alla Croce Rossa e si prodiga per venire in aiuto ai prigionieri. La favola però ha un epilogo inatteso e tragico, mentre attende del suo sesto figlio, Margaret contrae un’infezione che la conduce rapidamente alla morte, il 1° maggio del 1920 a soli 38 anni.
Ingrid principessa di Svezia, regina di Danimarca
I suoi gioielli vengono divisi fra i figli e la tiara del Khedivè tocca alla figlia Ingrid che nel 1935 sposa il principe ereditario di Danimarca, il futuro re Federico IX. La sua prima figlia si chiamerà Margaret in ricordo di una madre troppo presto scomparsa. E’ Margarethe II l’attuale regina di Danimarca. Ma la memoria di questa nonna mai conosciuta continua grazie ad una tradizione legata proprio alla tiara del Khedivè.
Le tre figlie della regina Ingrid, da sinistra Anna Maria, Benedikte e Margarethe
Tutte e tre le figlie della regina Ingrid indossano il giorno delle loro nozze la tiara del nonna: la principessa Margaretha, futura regina, nel 1967 in occasione delle nozze con il conte francese Henri Laborde de Montpezat e la principessa Benedikte nel 1968 quando sposa il principe Richard von Sayn-Wittgenstein-Berleburg. Nel 1964 la figlia minore dei sovrani danesi, la principessa Anne-Marie aveva unito il suo destino a quello del neo re Costantino II di Grecia e nonostante il favoloso scrigno di questa famiglia reale, aveva scelto di fermare il velo con la tiara del Khedivè.
Alexandra von Sayn-Wittgenstein-Berleburg
Una romantica consuetudine di famiglia che prosegue anche nella generazione successiva, con Alexandra von Sayn-Wittgenstein-Berleburg figlia di Benedikte, la quale porta la tiara nel 1998, e la principessa Alexia di Grecia, figlia di Anne-Marie, nel 1999.
Oltre alla celebre tiara le cinque eredi della regina Ingrid indossano anche il velo a punto d’Irlanda realizzato per le nozze della principessa Margaret di Connaught
Alessia di Grecia con il marito Carlos Morales Quintana
Scritto da: marina
Categorie: Realmente Preziose
Tags: Anna Maria di Grecia, gioielli, Gustavo VI Adolfo, Realmente Preziose, regina Margarethe, Svezia
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sabrine d'aubergine
lunedì, settembre 28, 2009 alle 22:10
Che bella questa storia, me la sono letta d'un fiato! Tutto questo vagare di tiare, oltre e attraverso le generazioni, mi ha fatto girare la testa! Il gioiello è splendido, il velo pure… le teste – almeno un paio – sufficientemente cotonate. Dunque un post di quelli che piacciono a me. Brava!
P.S.: argomento del prossimo?
Anonymous
martedì, settembre 29, 2009 alle 09:22
DA SISIGE: Accidenti, mi rendo conto che manca un sito (almeno io non l'ho trovato!) che raccolga le collezioni dei gioielli reali, parlo di foto, notizie, occasioni in cui sono stati indossati, ecc… Complimenti Marina per queste news. Dietro un gioiello – soprattutto reale – c'è davvero una STORIA!
Marina
martedì, settembre 29, 2009 alle 10:30
@ Sabrine sono felice di averti accontentata, mi dispiace solo non aver trovato foto più dettagliate della tiara. Il prossimo post? Lord Mountbatten poveretto, sennò me lo perdo. Ah, per la cronaca, indirettamente c'entra anche qui. Gustavo Adolfo rimasto vedovo si sposa con la sorella di Mountbatten, lady Louise, così lui diventa un habituée della corte svedese e molto amico del cognato.
@ Sisige, è vero manca un sito che raccolga le collezioni dei gioielli reali, ma chissà…
Comunque a parte l'interesse generale per i gioielli è questo che mi piace, il loro aver dietro una storia e quando le famiglie li mettono all'asta mi dispiace proprio.
nicole
martedì, settembre 29, 2009 alle 15:13
Meno male che il Lord Ammiraglio non è passato in ..cavalleria.
))
Simpatica la storia, favoloso il diadema passato in testa di generazioni.
Peccato non aver conosciuto mio marito in Egitto!!
Titti
martedì, settembre 29, 2009 alle 16:08
Aimable Marina, che delicatezza questo post sulle spose davvero reali!! E' un incanto vedere le foto d'antan di queste teste coronate e…cotonate!! il sorriso di quelle spose, il loro atteggiamento misurato, studiato fin da quando erano in fasce, le rende così leggere e al tempo stesso imponenti!! Quanto tempo è passato da allora!! Quasi nulla di quell'allure misterioso è rimasto intorno alle reali donzelle odierne, tutte preoccupate più del botox che della tiara di famiglia…altrui!!
Aspetto la terza parte del lord Ammiraglio come mia zia aspettava i radiodrammi, mi piacciono i racconti d'avventura!!
Buon lavoro e… grosses bises!! Titti
Marina
martedì, settembre 29, 2009 alle 16:11
@ Nicole e Titti la terza parte sul Lord-viceré arriva, non vi preoccupate. E' che avevo avuto una richiesta specifica per tiare e spose, così mi sono buttata.
Anonymous
mercoledì, settembre 30, 2009 alle 14:14
Buon giorno a tutte/i
Ma quanto siete incontentabili??
Se Marina ha detto, pardon scritto, che pubblicherà la 3° parte del post sul vicerè, lo farà senz'altro.
Scherzo naturalmente!
Intanto godiamoci queste altre "perle" di Marina.
Ed a proposito di perle mi permetto di suggerire a Marina un post sul diadema dell'Amore il "Lovers Knot pearl tiaras", chiamato così per i nodi d'amore che lo compongono e per le perle a goccia appese ad ogni nodo.
Sembra ne esistano 5 o 6 versioni diverse nel mondo, tutte superbe, ma la più famosa e forse conosciuta è quella della defunta principessa Diana del Galles.
Il diadema le era stato assegnato dalla regina Elisabetta dopo il matrimonio con il principe Carlo (non è quello indossato il giorno delle nozze appartenente alla famiglia Spencer).
Bellissimo diadema a mio avviso, molto adatto alle spose (regali e non) si sa da sempre che le perle sono i gioielli delle spose.
In Sicilia e più in particolare nella provincia di Palermo, c'era l'usanza (ora meno) per le suocere di regalare, come dono di nozze, alle nuore gli orecchini con le perle, e dovevano tassitivamente essere consegnati la sera prima delle nozze (chissa perchè). Le famiglie si indebitavano pur di non sfigurare con il parentado.
Spero avere stuzzicato Marina.
Ma le "Signore in giallo" che fine hanno fatto?
Saluti, Filippo
Alessandra
mercoledì, settembre 30, 2009 alle 14:52
i vestiti delle principesse mi hanno fatto ricordare quel che ho indossato io al mio matrimonio: quello della mia mamma, direttamente dagli anni Sessanta… certo, se mi prestavano quel discreto gioiellino sarei stata proprio perfetta!
ciao, Marina, continua così!
nicole
mercoledì, settembre 30, 2009 alle 15:04
Approvo il suggerimento di Filippo e democraticamente decreto che Marina lo debba fare quel post. Bellissimi i diademi con lovers knot pearls. Marina, purchè tu faccia, ti posso mandare delle foto, ma tu le avrai già, lo so.
Marina
mercoledì, settembre 30, 2009 alle 18:38
@ Filippo grazie per l'idea, lo farò di sicuro prossimamente. Le signore in giallo sono stupende, ma non si possono fare gallery sui vari flickart con foto che abbiano un copyright, devo trovare un altro sistema, c'è qualcuno che mi può aiutare?
Le perle sono da sposa, non sono da sposa? Il dubbio resta, c'è chi dice che portano lacrime, c'è chi le offre ma vuole un soldino perché così son comperate e non portano più sfortuna. Per le spose sono usate ma non tantissimo, sto guardando in questi giorni delle foto in tema e non ce ne sono moltissime.
@ Alessandra ma che bello l'abito da sposa della mamma, trovo che sia sempre una soluzione incantevole e molto romantica, anche se non ci sono la tiara e il velo antico;
@ Nicole agli ordini, eseguo appena possibile, ma prima devo scrivere del Lord, sennò mi passa di cottura…
Claudia-db
mercoledì, settembre 30, 2009 alle 20:54
Che fascino questo racconto e bellissima la tiara, hai ragione, come si può vendere gioeilli che hanno alle spalle una storia del genere? …. anche i reali sono in crisi…
sabrine d'aubergine
giovedì, ottobre 1, 2009 alle 00:19
Cara Marina, grazie per il tuo commento al mio post di oggi. Hai ragione, i biscotti di mosto si fanno un po' dappertutto in un'area comprendente parecchi comuni del Centro Italia…
Di Jesi serbo un ricordo tenerissimo: al Pergolesi ho visto la mia prima opera lirica. Avevo sei anni e un vestito di velluto fatto apposta. Non arrivavo al bancone della buvette. "Una furtiva lagrima" me l'aveva già fatta ascoltare mio padre nel pomeriggio: si studiava il libretto prima di andare, certe cose si facevano con grande serietà.
Ma non sono nata lì… Le mie radici affondano tra le colline dell'Italia di mezzo ma non saprei dirti a che terra appartengo, perchè ho il cuore almeno in tre luoghi diversi… tanto che i biscotti di mosto me li ero quasi dimenticati.
A presto
Marina
giovedì, ottobre 1, 2009 alle 09:35
Sabrine, donna misteriosa, ma sempre più cose in comune abbiamo, anche io ho visto la mia prima opera lirica al Pergolesi, il Rigoletto. Che meraviglia, è stato un amore a prima vista che dura ancora oggi.
sabrine d'aubergine
giovedì, ottobre 1, 2009 alle 11:59
Cara Marina,
vedo con piacere che l'elenco di affinità si allunga di giorno in giorno, e mi fa molto piacere.
Una sola precisazione sento di doverti, solo perché tu non pensi ad atteggiamenti troppo "studiati": la mia non è voglia di mistero… ma una grande, incontenibile voglia di libertà.
So che comprenderai…
A presto e buon fine settimana
Sabrine
Sissi
giovedì, ottobre 1, 2009 alle 14:32
Che storia meravigliosa, che lega la tiara all'originario amore vero.
E poi questa tiara è di una bellezza da mozzare il fiato!
Marina
giovedì, ottobre 1, 2009 alle 15:06
@ Sabrine, capito perfettamente. Ottima scelta.
@ Sissi la tiara è davvero stupenda non ho trovato foto ravvicinate in formato digitale, ma ne ho alcune cartacee e che meraviglia! Restano due discendenti ancora nubili (Theodora di Grecia e Nathalie von Sayn-Wittgenstein-Berleburg, vedremo se indosseranno la tiara della bisnonna.
Elizangela von Starhemberg
domenica, aprile 25, 2010 alle 12:59
QUESTO DIADEMA,
E PEGNO DI FELICITA, DI AMORE ETERNO,
CHIUDE IL (SI) COME IN UNA FIABA DI STELLE….
LA LUCE DEI SUOI DIAMANTI….
SONO COME I OCCHI DEI INNAMORATI…. NATURALMENTE L’UNICA BELLISSIMA…
ELIZANGELA von STARHEMBERG
marina
domenica, aprile 25, 2010 alle 19:48
Elizangela grazie per i commenti, ma le dispiace non scrivere tutto il maiuscolo, nel linguaggio del web equivale a gridare…