martedì, 22 settembre 2009

IERI SPOSI: 25 anni fa le nozze di Astrid del Belgio e Lorenz d’Asburgo-Lorena

Astrid

Volevate la sposa? Ecchela qua e siccome qui le cose si fanno per bene o per niente, oggi è anche il venticinquesimo anniversario di matrimonio dei due che forse ai più sono quasi sconosciuti anche se, guarda caso, si tratta di due persone molto legate all’Italia. Lei è Astrid del Belgio, figlia di Alberto all’epoca principe di Liegi, e di Paola Ruffo di Calabria, la bellissima italiana che alla fine degli anni ‘50 ha sposato il fratello del re del Belgio. Lui è l’arciduca Lorenz di Asburgo-Lorena (sul titolo ci sono delle controversie, secondo alcuni andrebbe chiamato arciduca Lorenz d’Austria, ma a me piace di più così), nipote a sua volta di alcuni personaggi davvero mitici. I suoi nonni paterni sono l’ultimo imperatore d’Austria, Carlo I e la moglie la straordinaria e tostissima imperatrice Zita, nata principessa di Borbone-Parma. Una piccola donna di acciaio che nei due brevi anni di regno si adopera per la conclusione di una guerra (la Grande Guerra) tragica e devastante e poi esiliata e presto vedova, con otto bambini piccoli, sceglie la strada del rigore, dell’understatement e dell’impegno sociale, nella memoria dell’adorato sposo defunto. Da parte materna Lorenz ha come nonno Amedeo duca d’Aosta, l’eroe della battaglia dell’Amba Alagi che, sconfitto, preferisce restare in Africa con i suoi soldati. Ad Amedeo, che muore in prigionia, gli inglesi rendono l’onore delle armi e il suo nome oggi rivive in uno dei pronipoti, il figlio primogenito di Lorenz e Astrid.

La principessa e l’arciduca (lei ha 22 anni e lui quasi 31) convolano, fra la soddisfazione dei parenti reali (in un’epoca in cui molti principi hanno portato all’altare delle fanciulle borghesi), il 22 settembre 1984 nella chiesa di Notre Dame du Sablon in una piovosissima Bruxelles e il detto “sposa bagnata sposa fortunata”, in questo caso pare ci abbia preso davvero. La coppia resiste da 25 anni senza scosse, senza turbamenti e soprattutto senza scandali. Lui è un banchiere, lei assolve ai doveri di rappresentanza “reale” da quando (dopo la modifica della Costituzione nel 1993) alle donne è stato consentito l’accesso al trono. Insieme hanno tirato su cinque figli, Amedeo, Maria Laura, Joachim, Luisa Maria e Laetizia Maria e, nonostante qualcuno sussurri che Astrid non è una mamma molto presente, la coppia pare felice e la famiglia unita ed armoniosa.

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Eccoli oggi (nella foto qui sopra), nella loro veste ufficiale e di rappresentanza. Il giorno delle nozze, a cui prendono parte i rappresentanti di tutte le famiglie reali d’Europa, Astrid indossa un abito a crinolina del couturier belga Louis Mies e sceglie di non portare uno degli splendidi diademi della casa reale, ma ferma lo chignon con alcuni fiori bianchi. Il velo, in pizzo antico a punto di Bruxelles, appartiene alla famiglia Ruffo di Calabria e viene portato da tutte le donne di famiglia.

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Gli sposi iniziano la loro vita coniugale a Basilea, dove Lorenz lavora, e ritornano a Bruxelles solo all’inizio degli anni ‘90, ma restando nell’ombra. Astrid e Lorenz vengono proiettati sul davanti della scena nell’estate del 1993 alla morte dello zio, re Baldovino. Quella che è ormai la figlia del nuovo sovrano si assume in pieno i suoi doveri anche perché, oltre ad essere seconda nella linea di successione, è anche una delle poche donne della famiglia poiché i fratelli non sono ancora sposati e la regina vedova Fabiola si avvia verso un’esistenza quasi monacale.

BELGIUM-WEDDING-ARCHDUCHESS-MARIE-CHRISTINE-AUSTRIA

Chi la conosce bene ne parla come di una persona timidissima, ma anche molto cordiale e piacevole, semplice e gentile. Secondo alcuni la principessa Astrid si è aperta un po’ di più, acquistando anche una certa sicurezza, dopo aver superato i 40 anni e da allora ha anche modificato il suo modo di vestire, abbandonando le mise classiche e un po’ antiquate per abiti più alla moda. La foto qui sopra, presa nel dicembre scorso al matrimonio dell’arciduchessa Marie Christine d’Asburgo-Lorena, dimostra però come, sia lei che la figlia, nonostante il cambiamento e la modernizzazione, abbiano bisogno urgente di una stylist e di un bravo parrucchiere.

Approfondimenti per i francofoni qui nel sito Noblesses&Royautées.

ps 1 – mi scuso con chi aspettava la terza puntata su lord Mountbatten, arriverà nei prossimi giorni, ma queste nozze d’argento mi sembravano un’occasione da non perdere, oltretutto (”mea culpa”) non ho avevo mai parlato dei reali del Belgio;

ps 2- mi dispiace, non ho messo link ai nomi dei vari personaggi, l’impeatrice Zita, il duca d’Aosta, ma ultimamente wikipedia mi ha un po’ delusa. Portate pazienza…

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Scritto da: marina

Categorie: Nozze reali

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Commenti

  • Anonymous

    martedì, settembre 22, 2009 alle 20:22

    L arciduca Lorenzo d'Austria è anche erede per i diritti inerenti Modena Reggio e Massa, viene riconosciuto anche come Asburgo este perchè così prevedeva la sucessione di Modena
    ciao Tody

  • Marina

    martedì, settembre 22, 2009 alle 20:27

    Buonasera Tody, bentrovato. Si certo loro, i figli dell'arciduca Roberto e di Margherita di Savoia-Aosta, sono Asburgo-Lorena ed anche Este, ma non volevo complicare troppo le cose. Fra l'altro Lorenz è stato naturalizzato principe del Belgio. Il fratello minore Martin credo viva in Italia, ha un'azienda agricola, lo intervistavano su una trasmissione tipo "Mela Verde".

  • Claudia-db

    martedì, settembre 22, 2009 alle 20:38

    Ma che bella famiglia! Nella foto del matrimonio lei è proprio una bambina, comunque si è ben mantenuta… ricordo la foto del matrimonio dell'arciduchessa Marie Christine, sembrava che fossero state avvisate all'ultimo minuto madre e figlia….però almeno hanno scelto dei bei colori

  • Anonymous

    martedì, settembre 22, 2009 alle 20:47

    Da Sisige: molto carino e interessante questo articolo; spero sia il primo di una serie di 'matrimoni'! Ben scelte le foto, un prima e dopo dove il 'dopo' rende l'idea di come Astrid abbia veramente bisogno di un fashion training..anche la figlia! BACI

  • Marina

    martedì, settembre 22, 2009 alle 21:30

    @ Claudia si bei colori e lo sai quanto mi piace il viola-lilla-glicine, però messe così sono un pacco paura. La ragazza, senza calze, aveva pure la scarpa aperta… A Gand, a dicembre!
    @ Sisige si certo è il primo della serie "ieri sposi", sto raccogliendo foto, per certi matrimoni mi sembra ieri. Ho trovato immagini on line, ma anche nella mia raccolta di ritagli ho delle cose divertenti. Allora l'esperimento del prima e del dopo vi è piaciuto? Ok si proceda così

  • Claudia-db

    martedì, settembre 22, 2009 alle 21:42

    eh certo, era senza calze, io dico che non sapevano cosa mettersi, hanno deciso all'ultimo minuto…….ma la fascia in testa della madre credo che sia il top!

  • sabrine d'aubergine

    martedì, settembre 22, 2009 alle 22:15

    Ho letto divertita il tuo pezzo su questo lungo e felice matrimonio. Ovviamente non ne sapevo nulla, l'unico riferimento a me noto è quello a Notre Dame du Sablon (perché mi piace quel quartiere e quando vado a Brux, tra cioccolaterie, antiquari e mercati delle pulci ci passo l'intera giornata). Dunque posso dire di avere appreso qualcosa, e ti ringrazio. Resto in attesa – trepidante come una fanciulla di Dumas – di post con teste indiademate (come sai, le mie preferite. Qui, in effetti, le signore erano un po' sottotono…

  • Cristina

    mercoledì, settembre 23, 2009 alle 00:13

    Promosso lo "ieri sposi" la prima foto in seppia del sito francesce mi piace molto, trasmette tranquillità, più che regalità, dà l'idea della partenza verso una famiglia solida, come poi descrivi..cinque figli non sono affatto una passeggiata! E il tuo accenno a Zita…mmm…si merita un post tutto suo..(ah..la mia passione per le vicende dell'Impero Asburgico è sempre verde!!)

  • Titti

    mercoledì, settembre 23, 2009 alle 00:21

    Per me che sono negata a tenere insieme le fila delle famiglie blasonate, tutto questo è utilissimo e arricchisce la mia scarsa cultura in materia. Poi, Mari, tu scrivi da Dio.

  • nicole

    mercoledì, settembre 23, 2009 alle 07:57

    Sarà anche poco presente stata come madre, ma l'imprinting "modaiolo" le è venuto a meraviglia sulla figlia. Perchè la rispettiva madre e nonna non è riuscita ad educare al buon gusto?Era sempre di rara e sobria eleganza. All'Upim ci son deliziose cosette,a volte, basta saper scegliere.E l'abito da sposa, quelle maniche..
    Insomma, l'importante è che siano felici. Va bene così.Grazie Marina.

  • Marina

    mercoledì, settembre 23, 2009 alle 10:25

    Che devo dire? Che è davvero bello aprire il blog la mattina e trovare tutti i vonstri commenti, quindi prima di tutto GRAZIE! Per anni mi sono praticamente vergognata di questa mia passione "reale" e (anche perché in famiglia mi hanno sempre abbondantemente presa in giro) dunque quando ho cominciato a scrivere per lavoro mi sono buttata su altri generi. Quindi ancora GRAZIE a tutti/e quelli/e che passano e commentano o che passano solo per buttare un occhio.
    @ Cla la fascia in testa è uno spettacolo;
    @ Sabrine la prossima sposa sarà indiademata, prometto! Ci sto lavorando e ho trovato moltissime immegini…cioccolare di Brux, ehhhh, sono a dieta;
    @ Cris si sto pensando a Zita, ma è difficile riassumere la sua vita in poco spazio e ho notato che più puntate (vedi Mountbatten) disperdono l'attenzione, ma ci proverò, in onore tuo, ho un paio di libri interessanti;
    @ Titti, che bello leggerti anche qui, smack!
    @ Nicole, ho trovato molte immagini della loro rispettivamente madre e nonna, l'attuale regina Paola, e da giovane era bella da togliere il respiro. La moda degli anni '60 le donava moltissimo ed era di uno chic incredibile. Adesso, da anni a dire il vero, se devo essere sincera si è un po' omologata sullo stile della cognata Fabiola e la figlia stessa pare sia sulla identica strada. Parlando di moda era carina, nei primi tempi, Mathilde la moglie di Philippe, l'altra nuora Claire alle volti rimani senza fiato come quando si è messa un tailleur pantalone in toile de jouY (quella con i disegni dei pastorelli e delle campagne, presente?). Diciamo che nel Benelux sono un po' tutte omologate sullo stile della maison Natan (e del loro stilista Edouard Vermeulen) che veste tutte le sciure reali di Belgio, Lussemburgo e a volte anche Olanda.
    Buoan giornata a tutti/e!

  • Sissi

    mercoledì, settembre 23, 2009 alle 13:41

    Spezzo una lancia? Si la spezzo..hihihih
    Astrid insieme alla figlia le dà il lungo nel senso che la figlia è vestita e pettinata che non si può guardare ma la madre, cappotto annodato improbabile a parte, ha una mise anni 20 che non mi dipiace, compresa la fascia. Aveva bisogno anche lei di acconciatura adeguata ma è molto più giovanile della figlia col visoncino sbiadito.

  • Marina

    mercoledì, settembre 23, 2009 alle 13:52

    @ grande la nostra Sissi esperta di stile e tendenze. Ma del vestito da sposa con le maniche a palloncino che di dici? Certo bisogna contestualizzare. Era il 1984, che ve la ricordate la moda di quel periodo? Io si e ancora tremo… In quegli anni si sono maritate anche le cugine lussemburghesi e non è uscito nulla di meglio. Rimanete connesse, altri abiti e altre spose su questo canale…

  • Sissi

    mercoledì, settembre 23, 2009 alle 13:57

    L'abito da sposa ricalca con molto garbo le volumetrie di quegli anni, il pizzo sulla scollatura è di buon gusto trattandosi di nozze altolocate. avrei evitato come la peste le ghirlande sul capo troppo bocoliche per l'abito che da solo con un semplice chignon sarebbe stato decisamente più accattivante.

  • Marina

    mercoledì, settembre 23, 2009 alle 14:19

    Sissi va a capire per quale motivo Astrid ha deciso di non portare un diadema e di tirarsi indietro i capelli per scoprirsi tutto il volto (fra l'altro aveva avuto un piccolo incidente qualche mese prima e la cicatrice sulla guancia era ancora visibile), mentre nelle foto del fidanzamento era molto più carina con un carrè un po' sfilato. Sui fiori bucolici no comment e poi così grossi. Ho ancora una rivista dell'epoca con i dettagli la rileggo e vi faccio sapere…

  • Sissi

    mercoledì, settembre 23, 2009 alle 18:48

    Si con il diadema sarebbe stata decisamente meglio oppure se voleva rimanere in atmosfera bucolica anche l'abito poteva essere tale, tanto negli anni 80 era in piena tendenza.

  • nicole

    mercoledì, settembre 23, 2009 alle 20:26

    Toile de Jouy, che bella! La amo, mi hai dato un'idea. Mi hanno impedito di rifare così due poltroncine,oltretutto per mia stanza in montagna…che ingrati!Mi faccio fare dei pantaloni. Oh se lo faccio,io sempre così classica da quando son nata.Che idea.

  • Marina

    mercoledì, settembre 23, 2009 alle 22:42

    @ Sissi la chiesa di Notre Dame de Sablon non mi pare adatta per il bucolico spinto, però si vede che allora andava perché anche Sarah Ferguson nel 1986 si è piazzata sulla capa una corona di fiori poi sostituita prima di uscire dalla chiesa con un diadema comme il faut;
    @ Nicole se trovo la foto te la mando, così puoi farti i pantaloni. Oh e se ti manca la stoffa non fare complimenti ho giusto uno scampolo acquistato a Parigi da Bouchara e mai usato…

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