Altezza Reale

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Un giorno, verso la metà di giugno mi sono resa conto che il nome del mio blog (nato all’improvviso e senza molte riflessioni, dopo mesi in cui l’idea in effetti covava in un angolo remoto del mio cervello) è il titolo di un romanzo di Thomas Mann. E dire che “Altezza reale” me l’ero letto e goduto da ragazzina (timida e poco socievole, quindi spessissimo nascosta dietro a quella splendida arma di difesa, detta anche muraglia cinese, che sono le pile di libri) e poi me lo sono riletto varie volte da grande (noi appassionati siamo così, io mi dedico quasi annualmente all’opera omnia di Jane Austen), traendone sempre molta soddisfazione. Perché è un’opera perfetta, nella scrittura, nella trama, nello stile, nel tono un po’ decadente. Però, nonostante gli umori dell’autore, finisce apparentemente bene e questo consola la mia sete inestinguibile di romanticismo, purtroppo soddisfatta solo dai romanzi di Barbara Cartland, che però è come leggere Topolino. Qualche giorno fa una gentile commentatrice (Nicole) mi ha scritto raccontandomi della sua “folgorazione”, anche a lei il nome del blog ricordava qualcosa e alla fine un lampo ed è apparso il romanzo dello scrittore tedesco. Così (in attesa del post sulle spose reali, si lo faccio, lo faccio e della terza parte su lord Mountbatten) eccomi qui a consigliarvi questa lettura o rilettura.


“Altezza reale” racconta la storia di un principe cadetto nato con una mano atrofizzata: fin dalla nascita il difetto fisico si mescola ad un felice presagio, che racconta della felicità a venire per il regno dominato dal re con questo difetto. Ma solo più avanti nella sua vita il secondogenito sarà destinato alla rappresentanza del potere, dopo l’abbandono delle funzioni pubbliche da parte del primogenito, di salute cagionevole. Molto amato dal suo popolo il principe salverà il regno dalla rovina economica sposando una ricca americana. Ma non sarà un matrimonio soltanto di interesse perché i due si amano davvero. Il romanzo, è denso di simbolismi e di rimandi alla storia ed alla società di fine ‘800. Il kaiser Guiglielmo II, che trascina la Germania nel disastro della I Guerra Mondiale, guarda caso ha un braccio anchilosato dalla nascita. In quegli anni sono numerose le famiglie della vecchia Europa che per salvare castelli e privilegi fanno convolare i loro figli con le ereditiere americane felici di entrare nell’aristocrazia. “Altezza Reale” è il titolo con cui i comuni mortali si dovrebbero rivolgere alle persone che per nascita (o per matrimonio) appartengono alle case regnanti o ex regnanti.

 

Informazioni di servizio:

1 – ho messo una nuova funzione sotto ai post, mi pare divertente e sono anche riuscita ad inserirla senza far esplodere tutto;

2- c’è un nuovo link, è Sabrine d’Aubergine che scrive storie di cucina e di vita.

E adesso ho anche una domanda: ma il mondo dei blog (quelli interessanti e scritti bene, preciso) è tutto femminile?

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16 Commenti

  1. Titti ha detto:

    Cara Marina,
    i suoi post si fanno ogni volta più interessanti. Questo sull'origine del nome del suo blog è davvero raffinato e molto suggestivo. Sono convinta che l'ascendenza letteraria del suo blog debba essere il valore aggiunto al suo spazio virtuale sulle case regnanti e non europee e perchè no mondiali. Su romanzo di Mann mi pernetto di aggiungere solo questo: scritto alcuni anni dopo "I Buddenbrook", "Altezza Reale" affronta un tema dalle sottili implicazioni: il contrasto, ma anche lo stretto legame, tra sovranità della corona e sovranità del denaro. Educato a tenere un'aristocratica distanza dalla vita, un'"altezza reale" appunto, il principe d'un piccolo regno immaginario in piena crisi economica incontra la figlia di un magnate delle ferrovie americano, venuto a risiedere nel regno: i conflitti che la situazione rischia di far emergere sembrano risolversi nel matrimonio che infine viene celebrato, ma il finale fiabesco, come appunto avviene nelle fiabe, è solo un espediente per esorcizzare il "male di vivere".
    Non trova che sia estremamente attuale il tema? Oggi, forse più di ieri, esistono principi molto azzurri, belli, educati e colti che il più delle volte sposano ragazze borghesi,dall'occhio furbetto e dal passato nebuloso per il solo fatto di riprendersi quel pezzo di vita "comune" altromenti negato?
    Gli esempi come lei sa non mancano!!
    Un caro saluto letterario!!

  2. nicole ha detto:

    Titti, lei ha espresso molto compiutamente quello che per brevità liquidai con un" si presta a molti spunti pur essendo scritto a fine 800".Direi che alla luce di tante storie notissime e recenti è molto più attuale ora che non 30-40 anni fa.I classici son proprio questo:esprimono le emozioni,i sentimenti positivi e negativi peculiari degli uomini
    (dell'umanità) che,in fondo,con i loro amori, odi,ambizioni son sempre gli stessi. Basta leggere i classici greci,Shakespeare,i grandi romanzieri russi.Altezza reale ne è un esempio, anche se considerato " opera minore"

  3. Marina ha detto:

    @ cara Titti anche io non posso aggiungere altro al suo commento. Forse posso dire che i personaggi sono tratteggiati con precisione chirurgica e che avendo letto decine di biografie e storie verali vere, cioè su personaggi davvero esistiti, ho sempre l'impressione che anche questi abbiano avuto un passato in carne ed ossa e non siano solo invenzione letteraria. Sul nome della protagonista, Imma lascio a Nicole se ne avrà voglia di delucidarci. Sul nome della sorella del principe, la timida Ditlinde una curiosità. Un noto personaggio televisivo porta questo bome tedesco, ma è famosa con il suo diminutivo, Lilli. Capito?
    Sui principi e le ereditiere il dibattito è aperto.
    @ Nicole per fortuna ci sono i classici, altrimenti che potremmo leggere?

  4. nicole ha detto:

    = Imma: come ho sempre creduto fino a qualche anno fa,è proprio la variante più antica di Emma e deriverebbe dalla parola " die Amme",nutrice ,balia.Erroneamente pensavo che die Amme fosse parola in disuso, ma viene riportata su vocabolario attuale. Come dissi è la balia da latte, la nutrice che non esiste più.Insomma non ero andata lontana, anzi ero nel giusto, fino a pochi anni fa quando una mia collaboratrice, colla quale commentavo il suo bellissimo nome mi rispose che veramente era il diminutivo di Immacolata.Confesso che in quel momento mi diedi della stupida.

    = Dietlinde/ Dietlind è sempre femminile, anche senza "e".Ma è nome da saga dei Nibelunghi!!Evoca nomi come Crimilde, Walburga.
    Sarebbe la antica forma di Teodolinda.Molti nomi tedeschi iniziano con DIET-( Dietmar, Dietrich, non solo cognome, anche nome;Dietel)
    che è antichissima forma dire popolo.
    Quando i miei figli erano piccoli mi divertivo a scrivere storielle di animali con nomi pazzi ( mucca Brunilde, la carpa, sì il pesce, si chiamava Vidigulfa, poi c'era un tipo folle Etelredo lo Sconsigliato, nome di antico re sassone,se non ricordo male)
    Loro ridevano come matti per i nomi, altro che dormire…Ho giocato quasi in casa con questi nomi, lo avrete capito.

  5. Mitì ha detto:

    Mi haifatto venir voglia di rileggerlo; anch'io l'avevo letto da ragazzina :-*

  6. Marina ha detto:

    @ Nicole grazie per l'excursus etimologico-onomastico. Walburga è il nome di una delle figlie dell'arciduca Otto d'Asburgo, il figlio dell'ultimo imperatore Karl e di Zita.
    Ditline-Lilli l'avrete intuito è la rossa Gruber…
    @ Mitì grazie per il passaggio e che dici facciamo un club di lettura? La mia copia è del 1979 ci vorrebbe che domani fosse bello, così me ne vado al mare a leggere…

  7. sabrine d'aubergine ha detto:

    Marina, leggendo il tuo profilo ho constatato con stupore che, a righe alterne, ci somigliamo come due gocce d'acqua. Così tante coincidenze (dalle coordinate spazio-temporali alle insane passioni coltivate senza sensi di colpa) sono un "accidente karmico" che mi ha fatto sorridere… e mi ha incuriosito. Tu scrivi di altezze reali e io di cucina reale, nel senso che racconto quel che avviene realmente nella cucina di casa nostra. Mi accingo dunque a un bel giro di ricognizione nel tuo blog, che a questo punto, mi farà piacere leggere con attenzione.
    A presto

  8. Marina ha detto:

    @ Sabrine sono andata di là da te e mi sono divertita un sacco, ti linko se non ti dispiace perché leggerti è un vero piacere. Parli di coincidenza di coordinate spazio-temporali, ma non mi dire che sei in zona!

  9. Sissi ha detto:

    Che portento di donna, non solo scrivi benissimo e ci regali post meravigliosi, ora sei anche promossa a pieni voti come web master!!
    Brava brava!

  10. Marina ha detto:

    @ Sissi arrossisco, ma quando ho dato l'ok ho temuto che il blog potesse esplodere…

  11. ferdinando ha detto:

    Sissi è notoriamente il diminutivo della regina più nota ed amata a Vienna, la moglie di Francesco Giuseppe morta assassinata da un anarchico durante una sua vacanza in Svizzera. Un bel sito con un bel richiamo, complimenti

    ferdinando

  12. elettra ha detto:

    @Ferdinando..benvenuto….immagino, che anche tu , come me sia un innamorato di Sissi,la nostra imperatrice, però, ahimè!, non credo che Sissi o meglio Sisi, dopo un primo periodo, sia stata tanto amata a Vienna!…..anzi credo, che in fondo in fondo i viennesi ne avessero le tasche piene di un’imperatrice che non assolveva i suoi compiti, o quando lo faceva era di malavoglia, che era sempre assente, che si piangeva addosso per via delle pene patite a causa della suocera, anche dopo che questa era morta da anni, che procurava delle afffettuose compagnie al coniuge, per fare il comodo suo…ecc. ecc……quando morì, di una morte ingiusta e inutile, se vogliamo,grande fu il cordoglio!ma i viennesi soffrirono più per la sofferenza di francesco Giuseppe , al quale, come anche egli ebbe a dire, non fu risparmiato nulla, che per la morte di Sissi, che era diventata quasi una sconosciuta e che all’Austria aveva preferito l’Ungheria……….i viennesi, forse la amarono più da morta che da viva, e ne hanno fatto un mito e la sua tomba è sempre guarnita di fiori, perchè al mondo di innamorati di Sissi ce ne sono infiniti…. possiamo perdonarle tutto all’imperatrice, ma non sarebbe storia se non ammettessimo che era una donna volubile e lunatica…forse per questo affascinante

  13. Dora ha detto:

    sottoscrivo in pieno con elettra…

  14. Erika ha detto:

    Anche io concordo pienamente con elettra..
    Benvenuto Ferdinando 🙂

  15. sabrina ha detto:

    Cara Marina
    Anche io rileggo annualmente l’opera omnia di Jane Austen ma anche qualche libro di Thomas Mann e di altri classici come Trollope e Thackeray ho nostalgia dell’educazione che si respirava in quel mondo per altri versi più “cattivo” soprattutto per le donne. Il tuo blog mi fa sognare come i classici aspetto nuovi post di donne reali anche del passato che hanno reso grandi le Donne per intelligenza ed eroismo
    Continua cosi
    Sabrina

    • yorick ha detto:

      E perché mai trascurare la lettura della “RECHERCHE”in cui è possibile ritrovar i ricordi di tutto un “monde englouti” ?Tra l’altro ispirata alla realtà dell’epoca vissuta da MARCEL PROUST. Un autentico monumento, anzi una cattedrale gotica, specchio della società di quel tempo

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