martedì, 7 luglio 2009

Il diadema della regina Maria Josè

Reali

Sempre della serie gioielli e sempre a proposito della mostra in corso a Venaria Reale e grazie alla gentile collaborazione di Filippo (amico di blog appassionato di storie reali) ecco a voi alcune immagini “storiche” del diadema “che non c’è”. Non c’è nel senso che la bella tiara, utilizzata come logo e filo conduttore per l’esposizione al castello torinese, in effetti non è mai stata arrivata nella bacheca appositamente preparata per lei. Vittorio Emanuele di Savoia, attuale proprietario del gioiello, ha preferito fare dietro front e nonostante un prestito concordato da lungo tempo (così almeno fanno sapere i curatori della mostra) all’ultimo minuto pare abbia deciso di dire no. Un vero peccato, perché si tratta di un diadema storico, portato in diverse versioni e dimensioni, da tutte le regine d’Italia. Ecco a dimostrarlo una serie di foto (che mi ha gentilmente inviato Filippo e che sono state messe in fila da Sissi) con (partendo da sinistra in alto) una giovane principessa Maria Josè con il diadema indossato come un bandeau alla moda dei primi anni ‘30. Sembrano due pezzi diversi, ma in effetti se li guardate bene e osservate le foto successive, quella a colori che ritrare Marina, moglie di Vittorio Emanuele e quindi nuora di Maria Josè e poi l’anziana regina Margherita, si tratta dello stesso gioiello che se smontato raddoppia. Nell’ultima foto a sinistra ancora Maria Josè nel giorno delle nozze, con la stessa tiara portata in versione completa e allargata. Nell’immagine più grande in testa al post ancora la tiara indossata da Maria Josè, già ex regina d’Italia, insieme al marito Umberto II, il Re di Maggio, la sera del ballo organizzato per festeggiare le nozze della figlia Maria Pia con il principe Alessandro di Jugoslavia.

diademi2

“Il diadema – mi ha spiegato Filippo – è stato realizzato dal gioielliere Musi e può essere portato in diversi modi, almeno cinque o sei. Nelle ultime versioni è più piccolo perché manca la base, caratteristica comune a molti diademi delle diverse case reali”. Il nostro amico storico mi ricorda che qualche mese fa la principessa Maria Gabriella di Savoia (la sorella di Vittorio Emanuele, ma i due sono da anni in freddo) ha messo all’asta a Londra alcuni gioielli ereditati dalla madre e tra questi due splendidi diademi.

A proposito di diademi che possono essere modificati ed utilizzati in varie maniere date un’occhiata qui

Infine una notizia di servizio, da qualche giorno ho aderito a GiornaleBlog, un sito che raccoglie una serie di blog italiani, proponendo però solo un estratto dei post e poi il link al blog di provenienza. Mi è sembrata una bellissima idea anche perché in questo modo i piccoli blog come il mio possono crescere e farsi conoscere. In più la redazione ha subito creato una sezione storia nella quale sono stata inserita. Grazie!

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Scritto da: marina

Categorie: Realmente Preziose

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Commenti

  • Babuska

    martedì, luglio 7, 2009 alle 23:21

    Oh, ma che tirapacchi Vittorio Emanuele… E che moderni questi diademi multi-face, che double face mi sembra quasi riduttivo. Ho guardato per dieci minuti anche quello di Fabiola, ma sembrano cinque cose diverse. Che geniacci stì gioiellieri… Grazie, come sempre, per le tue perle. E anche a Filippo, ovviamente.
    ps complimenti per il GiornaleBlog, una sezione su misura per te è solo l'inizio…

  • Marina

    mercoledì, luglio 8, 2009 alle 09:04

    Babuska, solo tirapacchi? Lasciamo perdere che è meglio!La motivazione ufficiale è che temeva un sequestro da parte delle autorità italiane. Però mi sono fatta una domanda, la nuora Clotilde Coureau per le sue nozze romane ha indossato lo spettacolare diadema di topazi rosa e in quel caso niente timori? Non so a me è sembrata una scusa. Bello il diadema di Fabiola, eh? Ce ne sono un sacco multi-face e li trovo stupendi, ideali in tempi di crisi. Molti ad ogni modo sono double face nel senso che possono essere indossati come collier. La storia della gioielleria mi incanta, che s'era capito?

  • Sissi

    mercoledì, luglio 8, 2009 alle 12:13

    Bellissimi i diademi versatili, mi incuriosisce molto lo scambio delle pietre…un gioielliere gliele incastona a secondo dell'abito?

  • Marina

    mercoledì, luglio 8, 2009 alle 12:58

    Sissi lo sai che me lo sono chiesto anche io? Visto che i programmi reali sono predisposti con molto anticipo credo che anche le mise (o outfit) vengano stabiliti di conseguenza, per cui la proprietaria del diadema ha tutto il tempo di farsi cambiar le pietre alla bisogna. Ce ne sono diversi in giro di questo tipo, la regina Elisabetta ne ha uno che può usare con perle o con smeraldi (!), cerco un po' di foto e vi faccio sapere.

  • Sissi

    mercoledì, luglio 8, 2009 alle 13:38

    Mi sembra una buona idea anche se poco "regale" perchè intendiamoci….questa cosa di adattare non è certo paragonabile al possedere gioielli per adatti ad ogni colore di mise! E poi se le pietre sono montate con graffe prima o poi si allentano..

  • nicole

    mercoledì, luglio 8, 2009 alle 20:23

    Penso che alcune di queste meraviglie potessero avere dispositivi, incastri con sicure, qualcosa di incredibilmente piccolo e complesso insieme, per cui almeno alcuni gioielli, potevano essere smontati e rimontati. Ovvio, da esperti. Non sono le pietre che venivano ri-incastonate, scusate, non so come spiegare, ma immaginate il Lego..un clik clak di elevatissima " caratura".
    Avrei foto di tanti diademi, non ho sempre nome di ex proprietaria. Quella di Mari Josè andato all'asta da Christie è una magnificenza. Anonimo colui che se lo è aggiudicato.

  • Marina

    mercoledì, luglio 8, 2009 alle 21:27

    Nicole ti sei spiegata benissimo, questa storia è molto interessante, sarebbe bello saperne di più e magari trovare delle immagini. Comunque se vuoi che proviamo a metterei dei nomi alle foto dei tuoi diademi mandamele pure.
    A proposito Full/Filippo credo di avere trovato notizie sulla foto dell'altro diadema savoiardo che mi ha inviato.
    Oggi cercavo delle foto e ho trovato diversi diademi che vengono possono essere portati anche come collier. Così regine e principesse posso essere sempre chic e a posto con poco…

  • Alessandra

    venerdì, luglio 10, 2009 alle 10:59

    Cara Marina,
    intanto grazie per la dritta su "giornaleblog": non ne sapevo nulla, mi sembra davvero una buona iniziativa.
    Sul tuo post e il diadema: hai mai visto "Ninotcka", l'immortale film con "la Garbo che ride"? L'attrice interpreta un'emissaria del governo sovietico in viaggio a Parigi per tentare di vendere i gioielli degli Zar. Alla fine la civiltà molle ed elegante della ville lumiere la conquista a tal punto che una sera, ubriaca di champagne, si infila in testa il diadema dei nipotini di Caterina, e gioca a fare la sovrana… fino a farsi fregare i gioielli dal cameriere dell'albergo, in realtà un conte russo transfuga! Ti ho raccontato la storia (anche se è probabile che tu la conosca già), perché ogni volta che c'è di mezzo qualche nobile, inevitabilmente salta fuori un certo snobismo aristocratico poco compatibile con i costumi borghesi, fossero anche a servizio della storia e della cultura. insomma, gioielli così belli non possono essere condivisi con il volgo, che non è in grado di capirne il valore! Fortuna che sono nata in questi tempi, altrimenti mi rodeva assai!! :-) buona giornata, torna a trovarmi, se puoi… ale

  • Marina

    venerdì, luglio 10, 2009 alle 17:59

    Ciao Alessandra,
    si lo conosco il film ma non ricordavo questo passaggio strategico. Va a capire perché l'ineffabile Vittorio Emanuele non ha prestato il diadema, quelli della regina Margarethe di Danimarca sono in esposizione in un museo (Roskilde mi pare) e un cartello avverte che se una vetrina è vuota il motivo è che la sovrana lo sta indossando o lo indosserà a breve. Mi sembra che lui di brutte figure ne stia inanellando una serie infinita, non è certo questo il sistema migliore per far la pace con il suo Paese.

  • Vivi

    sabato, luglio 11, 2009 alle 19:15

    Stupendo il diadema…!!! Che bello poter averne uno….;-))) Sono sempre stata affascinata dai gioielli antichi, dalle gemme, perle…
    Certo che Vittorio Emanuele, al di là del "no" all'ultimo momento….fa un po' ridere. Ricordo ancora quando sua moglie Marina le suggeriva cosa dire in un'intervista….Era impacciato,in una specie di "stato confusionale"… Mi sapete dire dove cavolo è la nuora Clotilde Coureau? E' sparita…
    Certo che i gioielli di una volta erano delle vere opere d'ingegneria… Mi piace molto la prima foto…davvero bella Marìa José. Non era lei ad avere una collezione di perle da paura e custodite in un caveau della Banca d'Italia?
    Ahhhhhhhhhh, le perle….sono di una bellezza e di un eleganza…Vero Mari? Ma anche i diamanti non scherzano…;-))))
    Vivi

  • Full

    lunedì, luglio 13, 2009 alle 13:33

    La collezione di perle custodita nei caveau della Banca d'Italia, apparteneva alla regina Margherita, prima regina d'Italia (post Risorgimento). Il re Umberto I regalava alla moglie un filo di perle ad ogni aniversario del loro matrimonio (forse per farsi perdonare le numerose scappatelle).
    Le perle, per chi non lo sapesse, hanno una caratteristica, per mantenersi belle, luminose e senza crepe, devono essere indossate, infatti l'umidità del corpo le rende vive. Quindi donne che avete delle perle, Indossatele! Saranno belle loro e belle voi!!
    P.S. Chissà in quali condizioni saranno le perle della regina, dopo 63 anni di buio??
    Saluti Filippo

  • Marina

    lunedì, luglio 13, 2009 alle 16:03

    Grazie ancora una volta Filippo/Full, alle perle reali francesi ho dedicato un post (Le perle di Eugenia) e mi viene da piangere all'idea che le perle della regina Margherita (sono tanti i suoi ritratti fotografici e non con i numerosi fili di perle) siano "morte". Che geni! Vivi come vedi hai avuto risposta alla tua domanda, ma forse vista la fine, era meglio non sapere.

  • MammainblueJeans

    lunedì, luglio 13, 2009 alle 20:09

    Ciao!
    ho letto il tuo post sul mio blog e sono venuta a curiosare… bello!
    qualche anno fa mi sono interessata di storia russa e sopratutto su l'ultima Zarina, Alessandra Fedorovna. Anche lei amava ricoprirsi di perle. Hai mai scritto su di leu?

  • nicole

    lunedì, luglio 13, 2009 alle 20:28

    Non so se il buio nuoccia alle perle, ma di sicuro la luce e le fonti di calore son dannose per la loro lucentezza.Chissà l'umidità alla quale son conservate, mah..saranno cassette ermetiche.
    Mia nonna diceva che le perle non si portano col caldo…difatti col tempo scoprii il perchè, non osavo chiedere, era un diktat: il ph del sudore, leggermente acido, è un altro elemento nocivo.
    Che profumo e lacca per capelli siano altri nemici per loro lo sapete senz'altro. Esistono in commercio dei panni appositi per pulirle prima di riporle. Sulle perle mi permetto di puntualizzare, sono la mia passione.

  • Marina

    lunedì, luglio 13, 2009 alle 21:02

    @ Nicole insomma dai qualche speranza di sopravvivenza alle perle della regina Margherita. Il che ci fa piacere, certo però che sarebbe bello poterle rivedere.
    Una delle cose che mi intrigano di più è scovare tracce di gioielli storici nei ritratti. Sto lavorando proprio su questo e su una celebre parure di zaffiri.
    @ Mammainjeans pensa che curioso io proprio ora stavo da te e a leggere delle tue nozze e indietro la questione del "come farete con cane e bambino" (bene, ovvio). Altro caso curiosissimo ieri ho ripreso in mano il libro molto bello di uno scrittore e giornalista francese Frédéric Mitterand (nipote del Presidente omonimo) che parla della cosiddetta "caduta delle aquile" ed ha una parte consistente dedicata alla Russia di Nicola II ed Alessandra Feodorovna. No, non ne ho mai parlato direttamente, però è un personaggio davvero affascinante e il suo ritratto nel libro di Mitterand davvero profondo. Diciamo che alla Rivoluzione molto contribuì la situazione, molto Lenin, ma Alessandra non ha avuto un ruolo di secondo piano. Le sue perle sono tristemente celebri, perche furono cucite, insieme a diamanti ed altre pietre, nei corsetti che lei e le figlie indossavano sempre e la notte della strage furono solo una inutile corazza.

  • marcella candido cianchetti

    martedì, luglio 14, 2009 alle 07:07

    come sempre interessantissimo articolo buona giornata

  • Vivi

    martedì, luglio 14, 2009 alle 17:00

    Ciao Filippo! Non ti conosco personalmente, ma se sei amico di Mari…sei speciale;-))) Ahhhhh, allora era la regina Margherita quella delle "famose perle"? Grazie per avermi avvisato ;-) ))
    Nicole: hai pienamente ragione: il sudore della pelle è acido. Non mi ricordo il PH esatto,(ti so dire quello che va bene per pietre e quadri ;-) )). Verissima anche la questione "Profumi&Co". Anch'io adoro le perle…Mi piacciono tutte (fatta eccezione per quelle di Maiorca…ovvio). Mi sai dire, gentilmente, il nome del panno per pulirle? Non che le mie (ho diversi fili…sigh..) abbiano bisogno…ma non si sa mai. Io le metto spesso, ho dei fili anche lunghetti. Quelle barocche mi piacciono tanto. Anche un tipo che si forma in acqua di mare… non ricordo esattamente il nome. Non sono round…sembrano una lacrima…Spettacolari!
    Mari: questa ricerca delle collane nei quadri….mi stuzzica parecchio… Fammi un fischio se vuoi qualche info (ho l'enciclopedia con tutti gli scritti del Vasari…;-)))). A me piacciono "i segreti" nascosti nei quadri…Giorgione è il mio preferito. A Venezia mi sono "goduta" questo artista favoloso. Mi ricordo quando guardavo il "Ritratto di vecchia"…Ha un cartiglio con scritto "col tempo…". Alcuni dicono sia stata la sua mamma…altri no. Anche la "Laura" o "Donna con l'alloro" è speciale…Quando feci una tesina su di lui, ho scoperto una cosetta da meritarmi il massimo dei voti….Riguardava "I tre filosofi"…Ma con Giorgione bisogna leggere il suo biografo: Marcantonio Michiel. Lo adorava. Come sempre parlo di perle e arrivo ai quadri. Qua mi succede così…;-))) Salutoni a tutti! Vivi

  • marcella candido cianchetti

    mercoledì, luglio 15, 2009 alle 08:31

    buona giornata

  • Claudia-db

    mercoledì, luglio 15, 2009 alle 21:03

    fantastico, non ho parole, i diademi multiuso, che meravigliaaaaaa!!

  • nicole

    domenica, luglio 19, 2009 alle 09:41

    C'era in circolazione famossimo collier( non ricordo il nome) utilizzabile come tiara.
    La K.und K.( imperial-regia) casa orafa Köchert, ancora esistente in Wien,era proprio famosa per questi meccanismi che consentivano riciclo. A proprosito vorrei dire che uno dei diademi più belli mai creati è proprio di questa casa, il diadema Pàllfy.Avrete ora capito che oltre gioielli mia passione sono storia di case che nei secoli hanno prodotto opere d'arte. Alcune perdute, ahimè, come uno splendido diadema di Romania, venduto a NY in anni '50 ( per mangiare,aveva molti figli, dalla principessa proprietaria)e mai più visto in circolazione, almeno così si dice.
    Marina è segugia, magari lo trova sulla testa di qualcuna , ma non credo.

  • Marina

    lunedì, luglio 20, 2009 alle 10:41

    Nicole è vero mi piace molto scovare diademi e gioielli che si pensava spariti. Non è così facile perché un tempo se li ricompravano l'uno l'altro, ad esempio quelli della regina di Romania sono finiti in Grecia (Federica la madre di Sofia era una grande appassionata), mentre ora spesso vengono acquistati da magnati russi o arabi che li tengono nelle loro blindatissime collezioni private. Inoltre diciamo che ora ci sono meno occasioni per sfoggiarli, mentre fino a qualche anno fa feste e balli erano un tripudio di diademi. Adesso in pratica si vedono solo in testa alle spose reali o simil reali, ai matrimoni reali in Danimarca (che si svolgono di pomeriggio e prevedono abito da sera e diadema) e in Inghilterra per cerimonie molto protocollari, tipo l'apertura del Parlamento.

  • conte amato

    domenica, agosto 9, 2009 alle 14:57

    le perle della regina margherita non sono nel caveau della banca d'italia ma sono state regalate alle figlie e al figlio umberto. In banca sono depositati i cosidetti gioielli della corona che però sembra essere costituito con pezzi smontati di gioielli personali dei reali.

  • Marina

    lunedì, agosto 10, 2009 alle 09:22

    @ conte amato grazie per l'informazione, da una parte meglio così, almeno le perle possono "vivere", dall'altra speriamo che non siano state vendute.

  • Anonymous

    domenica, ottobre 4, 2009 alle 14:11

    E DAVVERO BELLO CINQUE REGINE CON LO STESSO NOME

  • Anonymous

    domenica, ottobre 4, 2009 alle 14:16

    LE PERLE SONO MERAVIGLIOSE MA SOPRATUTTO I DIAMANTI E RUBINI……anche io mi chiamo MARIAJOSE' E' SONO UNA REGINA(PER I MIEI GENITORI)..ho dieci anni e' sono felice di essere stata chiamata con questo nome…..

  • Marina

    domenica, ottobre 4, 2009 alle 15:32

    Benvenuta Maria Josè (anche se dieci anni sono davvero pochini per girare sul web) spero che troverai cose interessanti da leggere.
    ps attenzione soltanto "è" terza voce singolare del verbo essere va accentata. Altrimenti cambi il significato della frase.

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