martedì, 5 maggio 2009

Il matrimonio reale "benedetto" dalla Repubblica – Le nozze di Jean d’Orléans

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Questa volta i reali non sono molto noti in Italia, anzi sono certa che lui, Jean d’Orléans duca di Vendôme, sia sconosciuto ai più. Ma solo qui in Italia, perché oltralpe dove, pur essendo alla Quinta Repubblica, non si sono fatti mancare nulla in fatto di re ed imperatori, il discendente diretto, nonché erede ufficiale dei sovrani che hanno fatto la storia di Francia, è in qualche modo una celebrità. E le sue nozze (tardive, il ragazzo è sui 43 e, diciamolo, li dimostra tutti) sono state un evento seguitissimo visti anche i personaggi che sabato 2 maggio sono sfilati sulla lunga passerella “bleu roi” stesa davanti all’antica cattedrale di Notre-Dame de Senlis. La chiesa, ovviamente gotica e naturalmente splendida, è stata scelta perché vicina a Parigi (da cui dista solo una cinquantina di chilometri), perché poco lontana dal castello di Chantilly (un tempo proprietà degli Orléans, dove si è svolto il ricevimento nuziale), ma soprattutto per l’alto valore simbolico del luogo. E’ a Senlis, infatti, che nel 987 Ugo Capeto, primo sovrano della dinastia, viene eletto re. Una preferenza che non è affatto dispiaciuta al Sindaco della cittadina invasa per un giorno da molte teste coronate (con annesso immancabile corollario di tv, fotografi e giornalisti) e dal “fior fiore” dell’aristocrazia francese venuta a rendere omaggio ai suoi (ex) sovrani. Monsieur Jean-Christophe Canter, in completo scuro e sciarpa tricolore di prammatica, ha ricordato ai neo sposi che “la vostra storia è la nostra, una evidenza alla quale nessuno si può sottrarre. Noi teniamo a questa tradizione che è la struttura invisibile della Francia”. L’erede di Ugo Capeto e la sua giovane moglie (sposati civilmente il 19 marzo scorso – in Francia non esiste matrimonio concordatario e le due cerimonie sono rigorosamente separate – dal sindaco del VII arrondissement di Parigi, madame il ministro della Giustizia Rachida Dati) hanno apprezzato l’omaggio repubblicano e brindato con la municipalità, gli ospiti e i numerosi simpatizzanti orleanisti, prima del ricevimento ufficiale a Chantilly.

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Questa la notizia, adesso veniamo al gossip puro che, ovviamente non manca mai alle nozze reali. Lui, dicevamo, ha 43 anni è figlio di genitori divorziati (con clamore e polemiche all’inizio degli anni ‘80), ma soprattutto è il nipote di Henri d’Orléans, il celebre conte di Parigi, notissimo non solo perché discendente dei re di Francia, ma anche e soprattutto per le sue ambizioni politiche, coltivate fra gli anni ‘50 e ‘60.

Nato nel 1965 Jean ha due lauree una in diritto ed un’altra in filosofia e ha conseguito un master in una università californiana. Il principe, che per una decina di anni ha lavorato come consulente finanziario, vive in parte di rendita grazie all’eredità lasciatagli dal nonno (terre e boschi in Piccardia) e nel 2007 ha creato una sua impresa, la Società per lo sviluppo del patrimonio, una piccola struttura il cui scopo è essenzialmente quello di contribuire allo sviluppo del patrimonio storico e culturale francese. Jean d’Orléans, a cui il nonno ha attribuito il titolo (valore effettivo zero, valore simbolico enorme) di duca di Vendôme, tiene conferenze un po’ ovunque, specie negli Stati Uniti dove i principi fanno sempre molto effetto. Profondamente segnato dalle vicissitudini familiari, fra cui la nascita di due fratelli disabili, il divorzio dei genitori, le polemiche legate all’eredità del nonno con la recente vendita dei ricordi familiari (quadri, gioielli, documenti), Jean con il matrimonio volta pagina. Lei, Philomena de Tornos y Steinhart è nata a Vienna nel 1977 ma viene da una famiglia della nobilità spagnola; parla spagnolo, tedesco, francese, inglese e italiano, conosce arabo e russo, pare che voglia continuare a lavorare, però ha già dichiarato che, se dovesse scegliere, “la famiglia verrà prima di tutto”. Ottima idea, visto che le Orléans, mogli o figlie, hanno sempre messo al mondo una nidiata di bambini. I conti di Parigi, nonni dello sposo, hanno avuto 11 figli, 39 nipoti ed un numero imprecisato di pronipoti.

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Le nozze di Senlis sono state sontuose, ma lievemente tristi visto che la mamma dello sposo (i cui rapporti con l’ex marito, ora risposato, non sono affatto sereni) ha subito un intervento chirurgico d’urgenza proprio il giorno precedente. Ottocento in tutto gli invitati, fra cui la sorella del re di Spagna, l’Infanta Pilar (nell’ultima foto è la quarta da sinistra), il principe ereditario del Belgio con la moglie (secondo e terza da sinistra), il principe Laurent del Belgio e la moglie Claire, Astrid del Belgio con il marito l’arciduca Lorenz d’Asburgo, Guillaume del Lussemburgo e molti rappresentanti di antiche famiglie reali, come il duca di Wurtemberg, il duca di Braganza, il duca di Castro, più una quantità considerevole di zii e cugini. Più un accademico di Francia, la ex première dame Bernadette Chirac e la Ministre-Maire Rachida Dati.

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Ultimo ed immancabile dettaglio, la sposa indossava un sontuoso abito disegnato da Christian Lacroix e composto da una lunga gonna in “faille” di seta color avorio ed un boléro ricamato con fiori dorati e chiuso da un laccio assortito all’insolito diadema di turchesi che fermava un lungo velo della famiglia de Tornos. Philomena aveva in mano un lungo bouquet di rose antiche, poi lasciato sul’altare della Vergine e sostituito all’uscita della chiesa da un bouquet più piccolo.

Vendome7Copyright foto Sipa Press e http://www.noblesseetroyautees.com/

Altre foto degli ospiti reali e non le trovate qui, e anche qui (quella in rosa modello Barbie è l’italianissima – ma non eravamo il paese dello stile? – e ricchissima Camilla Crociani, moglie dell’erede dei Borbone-Sicilia) e qui. E poi qui dove vi prego di cercare ed ammirare la famigliola che a parte il tight rigoroso di lui (cugino dello sposo) si fa notare grazie a lei senza calze ma con giacchino di visone (pare fosse freschino lassù nel nord della Francia), figlia di sinistra con stivali rossi e vestititino da spiaggia, figlia di destra con ciabattine/zoccoletti da mare e “chiodo” viola. Specialmente per Babuska ecco un altro pennacchio (se non vedi subito la foto scorri la pagina) abbinato ad un manteau stile vestaglia.

Invece le foto da vicino della sposa per i dettagli del vestito e anche una bella immagine dei paggetti stremati sono qui (il signore anziano è il padre dello sposo)

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Scritto da: marina

Categorie: Nozze reali

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Commenti

  • Babuska

    mercoledì, maggio 6, 2009 alle 09:56

    Oh, finalmente son la prima a commentare, che ormai leggere i commenti ai tuoi sempre splendidi post è diventato per me un secondo lavoro… Mi viene solo una nota stilistica, però: ma qualla tiara di turchesi era proprio necessaria?
    ps e poi: ma l’infanta Pilar ha un suo stilista o si mette i cespugli in testa da sola?

  • Marina

    mercoledì, maggio 6, 2009 alle 10:36

    Babuska ti prego, mi hai fatta morire dal ridere con i “cespugli”. Allora paiono assai orridi anche a me, ma sembra che siano di gran moda per i matrimoni, ce li avevano in diverse e di vari colori. Ieri sera non ho messo il link al sito dove ci sono quasi tutti gli ospiti, adesso lo inserisco e ti consiglio un giro, poi ne riparliamo, diciamo così che l’eleganza non è stata proprio il punto forte delle nozze. Alcune signore erano decisamente chic, ma la maggior parte, specie le giovani sembrava avessero aperto l’armadio per buttarsi addosso la prima cosa che è capitata a tiro. Sul diadema di turchesi ho avuto la stessa reazione tua, ma quando l’ho detto sul blog in francese mi hanno mangiata viva. A me non sembra adatto e neanche bellissimo, to’ diciamolo pure. Babu grazie per il passaggio ed il commento!

  • Babuska

    mercoledì, maggio 6, 2009 alle 11:24

    Sì, ma vuoi mettere con i cespugliettini chic di quello stilista inglese, che han fatto furori al matrimonio di Carlo e Camilla (avevo scritto Diana, pardon!), tipo quello che indossava la principessina Beatrice, mi pare, o la sorella… Leggeri, aerei, insoliti, per carità, ma chic. Questa “nonna in red” la trovo abbastanza out. Se riesco a scartabellare nel mio album virtuale di matrimonio, ti mando la Siora Baistrocchi in blu… elegante, chic, pur senza tanti titoli nobiliari. Un bacio!

  • Sissi

    mercoledì, maggio 6, 2009 alle 11:42

    Bello Mari questo reportage sul matrimonio d’Orleans, l’abito per essere di Lacroix è persin spoglio, di solito Christian si diletta in ben altre prodezze. Non amo particolarmente questo look anche se trovo che il bouquet sia fantastico ed in perfetta sintonia con la mise della sposa. Ti dirò che la tiara è inconsueta e non l’avrei abbinata ad un abito già di per sè elaborato ma come protagonista in nozze estive e con una tunica minimal stile direttorio non mi sarebbe dispiaciuta affatto.

  • Sissi

    mercoledì, maggio 6, 2009 alle 11:46

    Aggiuntina: non riesco a visualizzare il link da cui hai preso le foto ma le ho viste ingrandite: la tiara si accompagna alla perfezione al vezzoso fiocchetto in raso al giro vita…molto porcellane francesi e molto Lacroix.Grazioso, non il mio genere ma grazioso.

  • Marina

    mercoledì, maggio 6, 2009 alle 11:56

    @ Babuska attendo la siora Baistrocchi che deve essere uno spettacolo! Si hai ragione i cappellini dell’inglese (Philip Treacy mi pare) sono splendidi, molto chic anche se a volte folli. Quelli di Camilla a me piacciono molto. Il ciuffo a lato vedo che va molto in zona Belgio-Olanda. Siccome ci sarebbe da dire un sacco sugli outfit delle principesse-regine stavo valutando la possibilità di un secondo blog (non credo alle mie parole) solo di foto per parlare di come si conciano. Mathilde del Belgio qui per esempio portava un abito che a prima vista pareva avesse su stampati dei pomodori.
    @ Sissi la tiara secondo me non è adatta ad un abito da sposa, in particolare a questo. Credo che comunque sia stata il punto di partenza, insieme al velo, per tutto il resto. Peccato, gli Orléans avevano bei gioielli, non da urlo, ma belli. Specie la nonna dello sposo. Venduto tutto per regolare la successione. Una parure splendida di zaffiri è al Louvre. Le zie e le cugine di lui alle loro nozze hanno portato acconciature con piccoli diademi di diamanti.

  • Sissi

    mercoledì, maggio 6, 2009 alle 19:56

    Sai Mari anche se il protocollo o la tradizione vorrebbero tiare o diademi di famiglia trovo che smitizzare un pò non faccia mai male. Dopo tutto i diademi di diamanti sono così scontati…

  • Marina

    mercoledì, maggio 6, 2009 alle 20:37

    Sissi questo diadema di tuchesi è della famiglia di lei, anzi ho letto ora su un sito francese che è stato realizzato dallo zio della sposa. Anche il velo è della famiglia de Tornos. Comunque hai ragione le tiare di diamanti sono così scontate… arghhhhhh, avrei dato qualsiasi cosa per avere una tiaretta, un diademino da mettere in testa quando mi sono sposata!
    Però nel caso dei reali è una questione di simbologia, non solo di moda. E’ la corona che rappresenta lo “status”. Infatti una vera sigonra (oltre che regina) come Sofia di Spagna non ha mai indossato il diadema (essì che ne aveva) fra la morte di Franco e l’approvazione della Costituzione che sanciva in qualche modo il diritto al trono di Juan Carlos. Questo di turchesi della Philomena non mi è parso regale. Se hai tempo butta uno sguardo sugli outfit degli invitati e poi dicci cosa che pensi.

  • Mariarita

    mercoledì, maggio 6, 2009 alle 23:48

    Il vestito è stupendo!!!
    Sono scossa dalla mise dell’invitata con pennacchio e robe manteau a pois arancioni!!!
    Voglia di agrumi???

    Baci
    Mariarita

  • Barbara...Babs

    giovedì, maggio 7, 2009 alle 08:29

    ciao marina,
    fortuna che ci sei tu a tenermi compagnia in questi giorni di malavoglia e influenza, poi leggendomi i commenti mi son fatta anche qualche risata!
    ciao
    babs

  • Marina

    giovedì, maggio 7, 2009 alle 20:23

    @ Mariarita l’invitata con pois arancioni (visti meglio sembrano pomodori) è la principessa ereditaria del Blegio ed era una delle più sobrie, devi vedere altre combinazioni. Fra l’altro nonostante fosse già maggio il tempo non era proprio dei migliori e come spesso accade in queste epoche di mezzo, c’era la signora con la pelliccia di cincillà e le calze 50 denari (beige) e la ragazza con le infradito che le porti forse solo a Rimini in pieno agosto.
    @ Babs spero che vada meglio, un abbraccio!

  • Mammazan

    giovedì, maggio 7, 2009 alle 20:41

    Che commento potrei mai fare??
    Quanto lavoro dietro a questo garbato , come gli altri del resto, post ricco di notizie ed indicazioni (ad esempio l’abito della sposa che grazie a te si nota meglio)
    Chapeau bambina mia!!

  • Sissi

    sabato, maggio 9, 2009 alle 09:21

    Ho guardato gli invitati e sinceramnete sono allibita da quanto cattivo gusto riesca a serpeggiare tra le nobiltà , molte volte voler essere originali a tutti i costi penalizza la classe. Promuovo solo la pacatezza della Duchessa d’Orleans e la ricercatezza della Principessa Maria Paloma. Il resto mi sembra un film di Almodovar…hihihiiihi

  • Babuska

    domenica, maggio 10, 2009 alle 00:37

    Mi sono aggiornata… scusa anzi se non ce l’ho fatta prima a passare. In effetti l’infanta Pilar è davvero sobria rispetto ad altre mise. La ragazzetta con gli stivali rossi mi fa venire in mente una frase di mia madre: ma siete ragazze, come volete vestirvi? quando io e mia sorella adolescenti o poco più cercavamo disperatamente il look per la nostra prima festa di matrimonio, di sera peraltro…
    Inoltre, visto che tra tutti i vip è la Camilla Crociani – la giovane vecchia – l’unica che riconosco a vista, non posso fare a meno di chiedermi: ma avrà le pantofole di struzzo nell’intimità?
    Ciao Marina, buona domenica!

  • Marina

    domenica, maggio 10, 2009 alle 11:10

    @ Mammazan grazie per lo chapeau…
    @ Sissi concordo duchessa di Orlèans très chic (peccato sia poco signora su altri versanti, c’ha tutta una bega con i fratelli per l’eredità paterna, splendide terre con annesso castello in Provenza); anche Maria Paloma c’ha classe e lì è una questione di famiglia;
    @ Babuska ma figurati, però mi fa piacerissimo leggerti e ti volevo sulla Crociani che trovo sempre di un cattivo gusto da record. Nonostante i quattrini che devono essere stati uno dei forti motivi di attrazione per il di lei regale sposo. Ma si sa funziona così. Nell’Ottocento in Inghilterra l’altissima aristocrazia, squattrinata dopo secoli di bella vita nei mega castelli, ha importato interi reggimenti di ereditiere americane. Per esempio sia il babbo che lo zio di Winston Churchill (in effetti Spencer Churchill dei duchi di Marlborough) sposano delle americane e il cugino del grande Primo Ministro inglese porta all’altare addirittura una ricchissima (e bellissima) Vanderbilt che diventa così duchessa di Marlborough.

  • Claudia-db

    domenica, maggio 10, 2009 alle 14:45

    Mamma mia … mi sono fatta delle gran risate!! Mi sono accorta solo oggi del nuovo post.. molto bello Mari!! ce ne sono per tutti i gusti davvero… il primo premio lo darei alla signora che accompagna Axel de Sambucy de Sorgue… quella in blu con pennaccio rosso e stola rosa in mano arrrgghgh .. ma anche la barbie con le piume rosa in testa non scherza… guardando bene c’è della roba di così pessimo gusto che stilare una classifica è quasi impossibile!! Si, la duchessa d’Orléans è elegante.
    Diciamo che i maschietti in questo caso hanno decisamente fatto miglior figura!!

  • Claudia-db

    domenica, maggio 10, 2009 alle 14:48

    L’abito della sposa mi piace, sopratutto il giacchino mi sembra originale… ma l’effetto totale è un pò da infagottamento…

  • Tania

    lunedì, maggio 11, 2009 alle 18:06

    Grazie per la visita e complimenti per il tuo blog, molto interessante! E’ stata una sorpresa, pensavo d’imbattermi in un food blog e invece…:-)

  • Marina

    lunedì, maggio 11, 2009 alle 20:53

    @ Claudia visto che abiti le signore? Per gli uomini è più semplice, mettono il tight e via. Anche se qualcuno magari si può buttare sull’originale con panciotti e cravatte un po’ fuori norma, come era solito fare l’x genero di re Juan Carlos.
    @ Tania grazie per la visita di ricambio, frequento i food blog perché così sublimo il mio desiderio di golosità…

  • Vivi

    martedì, maggio 12, 2009 alle 16:46

    Mari…ma che bella sfilata di Carnevale!!!!
    Ci vestiamo meglio noi, comuni mortali ;-) ))
    Mi piace il vestito della sposa. Il colore è molto bello. Certo, la tiara in turchesi “stonava” un po’….Come ha detto Sissi, aveva qualcosa nel punto vita di color turchese? Diciamo che no era la “solita sposa”. Qua c’è il bolerino…per me molto carino. Ho visto una signora con un filo di pietre (forse ametiste viola) attorcigliato al collo e cappellino strano arrotolato davanti da un lato….un po’ “sushi”. A me piaceva….Ma quella con quell’affare in testa…credo vicina a Axel…s’è vista allo specchio con quelle piume di fagiano rosse? Cos’è? La coda di un pappagallo (vivo) è più bella… Anche quella tutta rosa (faceva la promo a qualche torta pasquale?) è da eliminare. E la ragazza in turchese con il vestito-robe manteaux un bel po’ sopra il ginocchio…..? Nooooooooo!!!! Mica si va a ballare la rumba… E’ un matrimonio in chiesa….Dai…Comunque, si salvano in pochissime. E’ meglio Hollywood Party…almeno Peter Sellers si faceva pagare per far ridere…..C’è una cosa che salvo: una foto dove si vede la splendida cattedrale gotica e gli sposi. Lei ha le pieghe del vestito che ricordano molto, anche per questo senso allungato della prospettiva della chiesa, il famosissimo Trittico Portinari di Ugo van Der Goes, oggi agli Uffizi. Ehhhhhh, le cattedrali gotiche sono una bellezza e “aiutano”……Ciaoooooooo!!!

  • Marina

    martedì, maggio 12, 2009 alle 19:36

    Wow che commento splendido Vivi, da vera esperta di arte. Grazie!

  • Rosella R.

    giovedì, maggio 14, 2009 alle 23:20

    viste un po’ di foto.
    Una delle peggio vestite è la comtesse d’Evreux,(selon moi)

    Ciao Marina, mi sto devertendo moltissimo!

  • Rosella R.

    giovedì, maggio 14, 2009 alle 23:22

    Kildine de Sambucy de Sorgue,….
    Anche questa non scherza!!Avete visto che razza di sandaletti neri a strisce?

  • Anonymous

    giovedì, maggio 14, 2009 alle 23:33

    Di ritorno da un viaggio di studio durato un mesetto, me permetto d’affacciarmi fuggevolmente al blog,per una telegrafica considerazione: sostenere che il figlio del Duca di Castro (che, fra l’altro, mi constava usurpare il titolo di “duca di Calabria” nel legittimo possesso di un altro Carlo di Borbone Due Sicilie, zio del Re di Spagna) si possa considerare “Capo di Casa” del suo ramo e, quindi, erede al Trono delle Due Sicile, mi apparirebbe costituire un’affermazione araldicamente piuttosto azzardata.

    Molto cordialmente,

    M.

  • Marina

    giovedì, maggio 14, 2009 alle 23:45

    @ Rosella sono completamente d’accordo! Kildine è vestita non male nel complesso, ma cade sui sandaletti. Molte a dire il vero cadono sulle scarpe visto che c’è un po’ di tutto, dall’infradito allo stivale scamosciato.

  • Marina

    giovedì, maggio 14, 2009 alle 23:50

    @ M. bentornato! Accolgo con piacere il suo commento. Dunque sulla questione regno delle Due Sicile ho approfondito perché mi divertiva e mi incuriosiva. E’ vero, il titolo è ora “preteso” da due rami della famiglia, Carlo il marito della sopracitata Camilla Crociani e Carlos, Infante di Spagna (per designazione, quindi Intante di grazia, titolo personale e non trasmissibile), cugino di re Juan Carlos e marito di Anna d’Orléans zia dello sposo di cui sopra. A chi la ragione, è difficile dire, Carlo e suo padre e suo nonno prima di lui “pretendono” perché il primogenito, cioè il nonno di Carlos rinuncia ai suoi diritti sul trono delle Due Sicile per sposare una delle figlie di Alfonso XII. Carlos “pretende” perché suo padre ritratta questa rinuncia.
    Al momento attuale, se non sbaglio, l’unico a riconoscere Carlos capo della casata è il cugino re di Spagna.
    Una questione che, fra l’altro, rese non facile il matrimonio fra Carlos e Anna d’Orléans, il cui padre, l’allora conte di Parigi severissimo sulle questioni dinastiche ostacolò a lungo queste nozze.
    Ma se lei ha qualche altra notizia ci dica.

  • Anonymous

    sabato, maggio 16, 2009 alle 20:57

    Gentile Marina, la questione circa la pretensione al Trono delle due Sicilie da Lei evocato, riguarda, in principal modo, l’interpretazione della “Prammatica Sanzione” che, come è noto, veniva, fra l’altro, a vietare la contemporanea titolarità, in capo ad un medesimo soggetto, delle corone di Spagna, da un lato, e di Napoli e Sicilia dall’altro.

    Il nonno dell’attuale Carlo (che, tuttavia, oltre che cugino, mi parrebbe essere anche zio del Re Jaun Carlos, come mi dissero alcuni amici spagnoli quando ebbi l’onore di essere suo commensale ad una colazione e gli venni fuggevolmente presentato), sposandosi con una Borbone di Spagna, per alcuni mesi, si trovò ad essere l’erede designato di quel Regno, ma, successivamente, con la nascita di Alfonso XIII (sulla quale nessuno più sperava), non si trovò più a ricoprire quel ruolo e, quindi,tornò a rivendicare la pretensione al Trono delle Due Sicilie, essendo venuta meno quella condizione che, ai sensi della “Prammatica Sanzione”, lo aveva obbligato alla rinunzia.

    Quanto alla dignità dell’”infantato” non credo di sbagliarmi nell’affermare che, per antico privilegio, spetti indistintamente ed in perpetuo, a tutti i membri del ramo “Due Sicilie” della Casa di Borbone. Il provvedimento che Lei rammentava, molto probabilmente, derivava dal fatto che l’attuale Casa Reale Spagnola viene considerata, sotto il profilo costituzionale, come una “nuova dinastia”, rispetto a quella cessata con Alfonso XIII (questo per giustificare l’esclusione dal Trono del conte di Barcellona, padre del Re Juan Carlos) e, quindi, si prospettava la necessità di fondare la dignità dell’”infantato” su di un diverso titolo giuridico rispetto a quello dato dalle tradizionali disposizioni che regolavano la “vecchia” Casa di Borbone.

    Rammenterei, infine, nei primi anni ‘80, di aver potuto leggere in Spagna un parere di quel Consiglio di Stato, che ufficialmente riconosceva quel Carlo di Calabria come Capo della Casa Borbone Due Sicilie. Fra l’altro, il titolo di “duca di Calabria” è sempre spettato a quel ramo della famiglia, mentre quello del ramo del giovane marito della Sig.ra Cruciani (che la medesima titolazione, in forza di quale autorità non è dato sapere, se l’è “autoattribuita”) è sempre stato quello di “duca di Castro”.

    Quanto alle titubanze araldiche del Conte di Parigi, piuttosto che dalla questionbe in oggetto, riterrei derivassero, invece, dal fatto che lui considerasse (con alquanto fondamento) legittimo erede alla pretensione delle Due Sicilie un Orléans e, più precisamente, un discendente del duca Enrico di Navarra.

    Secondo notizie fornitemi da un amico molto informato, non avendo avuto Carlo di Calabria figli maschi, alla sua morte, la pretensione al Trono delle Due Sicilie dovrebbe ufficialmente passare ad un discendente del sunnonimato Enrico di Navarra (non me ne chieda il nome, dal momento che io possiedo qualche nozione di diritto nobiliare, ma non sono un genealogista) .

    Quanto alle reali motivazioni della pretensione “castrista” ed al vastissimo “business” ad esso intimamente collegato, preferirei non esprimermi.

    Molto cordialmente,

    M.

  • Titti

    giovedì, agosto 20, 2009 alle 16:09

    Quando uscirono le foto del matrimonio tra Jean d'Orléans duca di Vendôme e Philomena de Tornos y Steinhart stavo per chiedere il rasarcimento danni agli occhi e al buon gusto!!
    Come già qualcuno ha detto prima di me, sembrava una sfilata carnevalesca!! Gli abiti indossati dagli ospiti hanno messo a dura prova il buon gusto e la signora Eleganza mi ha telefonato scandalizzata!! Alcune nobili teste hanno sfidato le leggi della fisica con ardite geometrie di cappellini improbabili. Per non parlare delle fantasie e modelli utilizzati, un tribudio di broccati, colori confetto, rossi, verdi e chi più ne ha più ne metta!! Lo so che non interessa a nessuno, ma è stato molto più elegante il matrimonio della figlia della mia amica Maria!!
    Son finite le principesse e le regine di una volta!!

  • Marina

    venerdì, agosto 21, 2009 alle 09:30

    Eh si, verissimo! Almeno in questo caso. Ci sono stati altri matrimoni reali molto chic, ad esempio trovo che l'usanza spagnola del lungo con la mantilla sia davvero bella, anche il matrimonio degli eredi al trono di Danimarca ha avuto ospiti veramente eleganti. Di recente ho visto le foto di un matrimonio dell'aristocrazia inglese e lì devo dire che sembrava un film dell'orrore. La figlia di Camilla penso si sia vestita ad occhi chiusi, con la prima cosa che le è venuta sotto mano.

  • Elizangela von Starhemberg

    giovedì, maggio 6, 2010 alle 15:59

    Una bellissima cerimonia… Tentissime teste coranate…
    Il vestito un po discutibile…
    Il diadema l’unico, prima volta che vedo le turchese … La principessa e una donna che sa i fatti suoi…
    Mille grazie frau marina…
    Elizangela von starhemberg

  • Helena

    domenica, maggio 16, 2010 alle 15:00

    Errore : la ragazzza NON è de la nobilità !
    = Noblesse d’apparence

  • marina

    lunedì, maggio 17, 2010 alle 13:42

    Helena in che senso? Philomena de Tornos non appartiene alla nobità spagnola? Tutte le mie fonti dicono il contrario. Grazie per le eventuali precisazioni.

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