domenica, 15 marzo 2009
Leggi dinastiche e matrimoni "ineguali": le norme di casa Savoia
Visto che la polemica sul titolo assegnato al nuovo piccolo Savoia (Umberto – qui la foto - figlio di Aimone e Olga di Grecia e nipote di Amedeo duca di Aosta) è finita persino sui quotidiani nazionali. Dato che i due rami della famiglia sono da anni in contrasto non tanto per la successione ad un trono ormai inesistente, ma per il diritto di primogenitura. Poiché un gentile visitatore di questo blog ha scritto un interessante commento, ho deciso di tornare sulla questione pubblicando per intero le sue osservazioni.
“Ogni Casa Reale possiede delle proprie regole, sulla base delle quali viene anche determinata la successibilità al Trono (o, nel caso,la dinastia non si trovi più ad essere effettivamente regnante) od alla “pretensione al Trono”.
Dette regole basano il proprio fondamento su specifiche ragioni di carattere storico; per la pretensione al Trono imperiale russo, ad esempio, si richiede che il soggetto, oltre ad essere il più prossimo discendente dell’ultimo Csar, non abbia una madre di nazionalità russa (ciò indipendentemente dal suo “status” sociale).
Con riferimento a Casa Savoia, le leggi dinastiche (consolidate nelle Lettere Patenti di Vittorio Amedeo III del 13 settembre 1783 ed ulteriormente puntualizzate dal Regio Decreto sulla Real Casa del 1890 e dall’art.92 del vigente Codice Civile), stabiliscono che il successibile al Trono (od alla “pretensione al Trono”) deve coniugarsi con una persona di “pari condizione sociale”, per tale intendendosi (lo specifica il R.D. del 1890 sopra menzionato) una donna appartenente ad una famiglia regnante o ad una delle famiglie cosiddette “mediatizzate” tedesche (quelle famiglie “feudatarie immediate” dell’Impero che, prima del Congresso di Vienna, si trovavano a governare uno degli oltre trecento micro-Stati che componevano la Germania).
Un matrimonio con persona, ancorché nobile, di inferiore condizione sociale viene a comportare l’esclusione dei figli dalla successione (matrimonio morganatico): è questo il caso, ad esempio, degli ancora esistenti Savoia-Soisson.Ad ogni modo, per qualsiasi tipo di matrimonio, si rivela necessario il “regio assenso” che si sostanzia in un permesso esplicito (pur senza obblighi di forma) alla celebrazione del rito dato dal Capo della Casa.L’assenza del “regio assenso”, come esplicitamente sancisce l’art. 2 delle Lettere Patenti sopra indicate, viene a far decadere il membro della Famiglia Reale (ed i suoi discendenti) da qualsiasi prerogativa dinastica, titolo nobiliare o dignità.
Vittorio Emanuele Principe di Napoli, coniugatosi senza il “regio assenso”, si è quindi convertito nel “Sig. Vittorio Emanuele Savoia”, come tale, assolutamente estraneo a Casa Savoia ed alla linea di successione dinastica (è rimasto mero “erede civile” del padre). Un documento autografo di Re Umberto II (sottoscritto per presa visione da Vittorio Emanuele e recentemente riprodotto anche in uno studio del Prof. Mola) attesta questa situazione.Re Umberto conferì ad Emanuele Filiberto il titolo di Principe di Venezia (quindi, né quello di Principe di Piemonte o quello di Principe di Napoli che, alternativamente, per tradizione, venivano conferiti agli eredi al Trono), nonché il trattamento di “Altezza Reale” (che il padre Vittorio Emanuele, divenuto Sig. Savoia, non poteva più trasmettergli), ma tale concessione (che Re Umberto avrebbe potuto operare in favore di chiunque) non vale certo a sanare la mancanza del “regio assenso” e, quindi, ad ammettere Emanuele Filiberto nel seno della Dinastia.
Sotto il profilo araldico, quindi, il titolo di Principe di Piemonte è attualmente da considerarsi vacante, e si può ammettere che il Duca d’Aosta, nella sua qualità di Capo della Casa possa, per tradizione familiare, conferire quella distinzione nobiliare ad un membro della sua famiglia anche se, assai probabilmente, esso dovrebbe piuttosto considerarsi alla stregua di “titolo di cortesia” ”.
Aggiungo che in Spagna, ad esempio, i matrimoni reali erano regolati dalla Pragmatica Sanzione promulgata da re Carlo III. Il motivo è presto detto, il fratello minore del sovrano, l’infante don Luis, chiede l’autorizzazione a sposarsi. La riposta è un no, immediato e deciso. Una legge spagnola dice che i principi nati sul suolo nazionale hanno, in rapporto a quelli venuti al mondo all’estero, un diritto prioritario sulla corona e il caso vuole che tutti i figli di Carlo III, compreso il principe delle Asturie, siano nati a Napoli; la discendenza di don Luis verrebbe, quindi, prima di quella dello stesso re. Il sovrano, che non può impedire in eterno al fratello di sposarsi, risolve il problema con un éscamotage: il 27 marzo 1776 firma un decreto – o Pragmatica Sanzione – sui matrimoni “ineguali” in seno alla casa reale: i principi del sangue che sposeranno una persona di condizione inferiore (cioè non appartenente ad una famiglia regnante o ex regnante) saranno scartati dalla linea di successione al trono. A Carlo III, per risolvere tutti i suoi problemi, non resta che sposare il fratello ad una donna di sangue non reale. L’attuale sovrano spagnolo deve il suo diritto di primgenitura alla Pragmatica Sanzione poiché i due fratelli maggiori del padre si sono sposati fuori dalle norme dinastiche.
Il decreto non è mai stato cancellato, re Juan Carlos l’ha semplicemente “dimenticato”.
Le regole della “parità” di nascita sono ancora oggi rigidamente rispettate soprattutto presso le famiglie reali dell’ex Impero Tedesco. I sovrani dei paesi scandinavi, del Belgio, dell’Olanda e del Lussemburgo e molte ex famiglie reali, invece, hanno derogato, ma solo negli ultimi anni, alle antiche consuetudini, mentre per quello che concerne l’Inghilterra bisogna fare un discorso a parte. Non esistendo nel regno unito norme precise sul rango dei consorti reali è accaduto che le spose del re, o i consorti delle sovrane, siano stati anche membri della nobiltà dell’isola, come nel caso di Anna Bolena, Jane Seymour, Catherine Howard e Catherine Parr (mogli di Enrico VIII), lord Henry Darnley, marito di Maria Stuart e padre di Giacomo I, Anne Hyde, moglie di Giacomo II e in tempi più recenti lady Elizabeth Bowes-Lyon dei conti di Strathmore e Kinghorne, per oltre mezzo secolo amatissima Queem Mum, lady Diana Spencer dei conti Spencer, ex moglie del principe del Galles e ovviamente l’attuale consorte dell’erede al trono, Camilla Shand.
Scritto da: marina
Categorie: Storie Reali
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Christie
lunedì, marzo 16, 2009 alle 10:39
Buongiorno marina! Oh mammina, che bel post, ma questi reali son proprio contorti! Ho letto tutto, ma credo che mi servirà uno schema per ricordarmi come funziona! Però è affascinante vedere quante cose sai! My compliments! A presto!
Babs
lunedì, marzo 16, 2009 alle 11:36
buon giorno marina!
non avevo ancora letto, colpa dei lamponi???
mi piace un sacco scovare queste news sul tuo sito!
buona giornata
Marina
lunedì, marzo 16, 2009 alle 11:41
Christie grazie, si in effetti ci vorrebbe uno schema con annesso albergo genealogico per quello che concerne i Savoia anche perché, in effetti la “cuginanza” fra i due rami risale alla metà dell’800 visto che in comune hanno solo un trisnonno, il primo re d’Italia Vittorio Emanuele II.
Marina
lunedì, marzo 16, 2009 alle 11:46
Babs buongiorno anche a te. Dovremmo fare insieme un post sui pranzi dei reali così ti distrai dai lamponi e dai cake e non pubblichi quelle foto “tentacolari”. Questo post comunque ad onor del vero lo devo in gran parte ad un anonimo lettore e commentatore del blog che mi ha fornito spiegazioni dettagliate e chiarissime.
Sissi
lunedì, marzo 16, 2009 alle 17:36
Bellissimo Mari e ancora complimenti al gentilissimo Signor M.
anna righeblu
lunedì, marzo 16, 2009 alle 23:41
Bellissimo post… ma, anch’io ho qualche problema a collegare i vari personaggi citati!
Trovo molto interessante il riferimento all’attuale posizione del Sig. Vittorio Emanuele Savoia…
Marina
lunedì, marzo 16, 2009 alle 23:48
Grazie Anna, il problema è che che ci vorrebbe un bell’albero genealogico per schematizzare il tutto. Magari in futuro riesco ad inserirne uno.
Anonymous
martedì, marzo 17, 2009 alle 01:10
Gentile Sissi, La ringrazio per le Sue gentili espressioni; a costo di parer banale, mi permetterei d’osservare come, dal Suo profilo, emerga un’attività professionale che, nella mia veste di “zitello”, riterrei davvero interessante, in quanto inducente alla probabilità di stringere nuove conoscenze di genere, per così dire, assai stimolante (mi è addirittura tornata alla mente quell’epoca, ormai remota, allorquando mi ritrovavo ad essere assiduo frequentatore delle sfilate organizzate da un’amica, titolare di una casa di mode …) ma, poi, mi rammento di avere un’amante gelosissima, torno alla realtà e comprendo che si tratta solo di un accesso di inopportuna nostalgia per fatti e situazioni che, piano piano, si sono oramai sperduti dietro di me, svaporando lievi nel tempo … e, allora, non mi rimane altro se non la viva preghiera di voler scusare il mio sconveniente eccesso di fantasia.
Molto cordialmente,
M.
marcella candido cianchetti
martedì, marzo 17, 2009 alle 08:02
bellissimo articolo su queste contorte leggi saliche buona giornata
Sissi
martedì, marzo 17, 2009 alle 10:34
Caro Signor M,
la fantasia non richiede perdono ma ammirazione, anche se vestita da nostalgica digressione. L’amante gelosissima è sicuramente un ottimo motivo per contenere gli entusiasmi ma se garbati e signorili nei modi come i suoi sono già perdonati in partenza.
Cordialmente.
Claudia-db
martedì, marzo 17, 2009 alle 23:30
Concordo in pieno con l’idea di inserire un albero genealogico per chiarire fatti, misfatti e collegamenti, altrimenti mi ritrova a fare dei disegnini su un foglio per capirci qualcosa!! waaaaa
Claudia-db
mercoledì, marzo 18, 2009 alle 00:09
Marina, questa vicenda mi ha appassionato..ho girato un pò nel web per capire meglio e su wiki ho trovato anche un pezzo di albero… , certo sembra che ne abbia combinate parecchie il “nostro” Vittorio Emanuele… forse dovrebbe preoccuparsi di altro, considerato che il trono comunque non cè almeno un comportamento nobile sarebbe auspicabile!
Marina
mercoledì, marzo 18, 2009 alle 11:00
Claudia se posso aiutarti con chiarimenti genealogici chiedi pure, mi rendo conto che la materia è assai intricata…
Sissi
mercoledì, marzo 18, 2009 alle 12:33
Claudia concordo con te…anche se non siedi sul trono ma ne vanti il possesso almeno cerca di esserne degno!
Babuska
mercoledì, marzo 18, 2009 alle 15:55
Marina, son passata di qua per un salutino – che è un po’ che non ci incociamo io e te – e per stamparmi i tuoi splendidi post da portare a mia nonna, la Siora Baistrocchi, che si è divertita un sacco con quello dei Margherita d’Austria e me ne ha chiesti altri. Il problema serio ora è che mia nonna ci vede pochissimo e io stò a ffà un tomo con i post stampati a corpo 18… vabbè, per lei qualunque cosa. Buon lavoro e grazie per il tuo commento da Babs.
Marina
mercoledì, marzo 18, 2009 alle 17:01
Babuska che bello risentirti e rileggerti, i miei omaggi alla siora Baistrocchi (ma l’ha letto il post in cui è protagonista?) e sai una cosa anche la mia nonna paterna era una grande appassionata del tema. E siccome la genetica non è un’opinione…
Tu come stai? Noi qui siamo tutte in attesa del “varo” (mi è venuta questa parola, chissà perché) e io ho già dato una sbirciata alla home che è proprio bella. Senti ma non è che tieni stage di formazione su siti web ed affini. Mi sento tanto bisognosa essendo completamente autodidatta. Un abbraccio e buon lavoro! Saluti anche alla Gege
Juls
mercoledì, marzo 18, 2009 alle 18:04
Ciao Marina!! è una scoparta duplice, allora!!
molto interessante il tuo blog, davvero!
anche per me è una passione, forse meno applicata della tua.. ma non mi perdo un matrimonio reale in tv!
Il mio principe dei sogni è Philip (si scrive così?) di Svezia: lo adoro!!
Marina
mercoledì, marzo 18, 2009 alle 19:18
Cara Juls allora sei una buongustaia e non solo per quanto riguarda la cucina. Carl Philip è davvero piuttosto belloccio (anche se la vera star della famiglia secondo me è la sorella Madeleine) e si dà il caso che sia anche libero perché recentemente sfidanzato. A buon intenditor…
Claudia-db
mercoledì, marzo 18, 2009 alle 20:38
davvero niente male Carlo Filippo!!!
Marina
mercoledì, marzo 18, 2009 alle 21:23
Claudia apro ufficialmente la classifica delle preferenze reali. Io ho un amore assoluto, anche se in generale gli uomini alti mi mettono un po’ soggezione, e si chiama Felipe principe delle Asturie. A seguire (lo so vi stupirò) Carlo principe di Galles, per le suo passioni ed il suo amore per l’ambiente ed anche, non ultimo, per aver imposto la donna che ama. Poi i Savoia-Aosta ma questo lo sapete già. Trovo Aimone davvero molto, molto fascinoso. Ah dimenticavo ci sono anche un paio di personaggi ormai maturi, per non dire anziani, che trovo molto fascinosi, uno è il Re di Spagna (che da giovane era proprio bello), l’altro è Otto d’Asburgo ormai ultranovantenne, ma signore di grande charme, fascino, cultura e intuito politico. Peccato che i figli abbiano ereditato davvero poco di tutto ciò. Adesso tocca a voi.
Sissi
mercoledì, marzo 18, 2009 alle 21:29
Aimone sicuramente, se si mettesse a dieta Alberto di Monaco e Carlo Filippo.
Anonymous
mercoledì, marzo 18, 2009 alle 22:19
Beh, come uomo, confesso di non riuscire proprio a nutrire un particolare interesse, nei confronti dei principi di sesso maschile; passando, quindi, alle principesse reali, confesso di aver sempre provato una grandissima attrazione nei confronti della Arciduchessa Anastasia, la figlia del povero Csar Nicola II.
Ora, però, la Chiesa Ortodossa l’ha canonizzata e, quindi, debbo relegare la mia ammirazione nei recessi del mio “in foro interno”, poiché appare persin troppo evidente che l’eccessiva ammirazione per i sembianti mortali di una Santa costituisce manifestazione davvero troppo sconveniente per poter essere apertamente confessata …
Cordialmente,
M.
Claudia-db
mercoledì, marzo 18, 2009 alle 22:23
Per ora Carlo Filippo è in testa alla mia classifica, sto ispezionando i siti ufficiali e vi terrò aggiornate, stasera ho fatto anche un giro virtuale a Buckingham palace, vi devo confessare che nutro una grandissima simpatia per Henry del Galles anche se è un pò troppo giovane!
Marina
giovedì, marzo 19, 2009 alle 00:07
Carl Philip è uno dei quelli che si vede di più in giro sui giornali, quindi capisco che vi abbia colpito, non trascurerei però i due Casiraghi, qualche tedesco, qualche belga e qualche francese. Magari facciamo un book così potete prendere visione di tutto il campionario reale.
Quanto al nostro simpatico M. capisco che egli preferisca concentrarsi su una principessa e la granduchessa Anastasia era davvero bellissima, come le sue sorelle d’altronde. Per me guardare la famosa foto di loro quattro insieme (Olga, Tatiana, Maria e Anastasia) con il piccolo zarevic Alessio è sempre motivo di grande tristezza perché è inevitabile pensare a quanto accaduto a Ekaterimburg.
Juls
giovedì, marzo 19, 2009 alle 15:29
BEH, io come già detto preferisco in assoluto da un paio di anni Carl Philip, e poi Felipe di Borbone, altra altezza per il quale ho un forte debole, eh eh
Anonymous
sabato, marzo 21, 2009 alle 15:45
E’ disponibile la prima foto del principe Umberto sul sito UMI
Marina
sabato, marzo 21, 2009 alle 16:09
Grazie l’ho vista adesso la linko.