domenica, 8 marzo 2009

Fiocco azzurro in casa Savoia-Aosta : è nato Umberto il figlio di Aimone e della principessa Olga di Grecia

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Annunciata per aprile la nascita è avvenuta un tantino in anticipo, ma via su non stiamo a sottilizzare. Si lei, Olga di Grecia la bella ed elegante figlia del principe Michele, era in dolce attesa già al momento delle nozze avvenute a Patmos lo scorso 27 settembre. Il piccolo Umberto è nato ieri a Parigi dove risiedono i nonni materni e il nome scelto per l’erede del nome e delle memorie familiari ha il sapore della provocazione visto che i Savoia-Aosta rivendicano ufficialmente il diritto di primogenutura a scapito dei noti Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto rispettivamente figlio e nipote dell’ultimo re d’Italia. Questo post in effetti è una scusa per mostrarvi le foto di uno dei matrimoni reali più belli degli ultimi anni e per raccontarvi due cose sugli Aosta per i quali, come accennato all’avvio del mio blog, ho un debole. Aggiornamento del 10 marzo, dal sito dell’amica Régine, apprendo che Amedeo duca d’Aosta, felice nonno del piccolo Umberto, ha stabilito che il nipotino sarà “principe di Piemonte”. Il titolo nella monarchia sabauda era quello dell’erede, un po’ come principe delle Asturie in Spagna o principe di Galles in Gran Bretagna. Il principe Vittorio Emanuele ha contestato la decisione del cugino. I dettagli e i comunicati ufficiali sono nei commenti.

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Sono sempre stati cadetti, ma sembrano loro il ramo principale, quello più prestigioso, quello che meglio rappresenta l’ex casa reale italiana. Perché i Savoia-Aosta di gaffes non ne hanno mai fatte, o quasi. Sempre perfetti, sempre precisi, brillanti e colti quanto basta e se è il caso persino un tantino eroi. A rincarare la dose (e dicono i bene informati a far schiumare di rabbia Vittorio Emanuele) ci si è messo anche Aimone, l’unico figlio maschio di Amedeo duca d’Aosta. Al ragazzo, bello, biondo, somigliantissimo al padre, ma con gli occhi blu degli Orléans materni, non è bastato fare il manager di successo per la Pirelli a Mosca, si è anche fidanzato e ppi sposato con Olga di Grecia, sangue blu della migliore specie e legami strettissimi con tutti i reali d’Europa, passati, presenti e futuri. Regali parenti (la regina Sofia di Spagna e l’ex re Costantino di Grecia) che, ovviamente, erano in prima fila a Patmos il giorno delle nozze. Mica come al matrimonio di Emanuele Filiberto che, dopo la pubblicità ad una nota marca di sottaceti, quando ha impalmato l’attrice francese Clotilde Coureau ha riempito la romana basilica di Santa Maria degli Angeli di subrettine, politici, familiari stretti, con l’unica aggiunta di Alberto di Monaco allora neanche regnante. Gli Aosta, invece, da un secolo e mezzo non sbagliano un colpo, a parte lo sfortunato “intermezzo” spagnolo del primo duca, Amedeo, fratello di re Umberto I. Giusti i matrimoni. Con una serie di Orléans (le figlie dei vari pretendenti al trono di Francia tutte belle, colte, ricche e snob) e con una principessa di Grecia molto bene introdotta nelle case reali di Danimarca, Inghilterra, Germania. Giuste e sfavillanti le carriere militari persino nei periodi più bui della storia nazionale. Così mentre Vittorio Emanuele III è passato alla storia per il “nulla osta” al fascismo e per la fuga da Roma, il duca d’Aosta n. 3, un altro Amedeo (viceré d’Etiopia, già di suo famoso per essere affascinante come un attore del cinema) sostenuto sottobanco dalla futura regina Maria Josè critica la dittatura e la guerra, diventa l’eroe dell’Amba Alagi, si guadagna una medaglia d’oro al valor militare e persino gli inglesi, che lo fanno prigioniero, gli rendono l’onore delle armi. E che dire del duca degli Abruzzi, ammiraglio “en passant”, ma soprattutto alpinista e famoso esploratore dal Polo Nord all’Africa? L’attuale duca d’Aosta, non ha conquistato il K2 come il prozio, ma ha la fama di essere un signore cortese e gentile. Collegio navale Morosini a Venezia, nozze benedette dall’ex re Umberto II (all’epoca in rotta totale con il figlio scapestrato e ribelle) e celebrate in pompa magna a Cascais con la figlia del conte di Parigi, tre bambini bellissimi, l’azienda agricola in Toscana. In effetti la coppia è male assortita, però Amedeo ragazzo-padre presto abbandonato dalla moglie, ne viene fuori bene e quando si risposa (dopo l’annullamento) porta in casa una nobile siciliana, una crocerossina con antica storia familiare, vasti possedimenti, molto senso del dovere e molto buonsenso. Che, fra l’altro, le permette di superare il “lieve” inciampo di una breve relazione extraconiugale del marito con annessa figlia e uscite televisive dell’innamorata abbandonata.

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Nel 2004 Aimone alle nozze di Felipe di Spagna (mentre, en passant, il duca d’Aosta viene preso a pugni dal sempre irascibile Vittorio Emanuele), ritrova Olga di Grecia, bella ed elegante come poche. La frequenta e si innamorano. Un matrimonio d’amore, perfetto più di qualsiasi altra unione combinata. I due colombi sono già parenti fra di loro molte volte, la nonna paterna di lei era la sorella del nonno materno di lui, la madre di lui e il padre lei, cugini di primo grado, sono cresciuti insieme, ma il padre di lei è anche il cugino della nonna paterna di lui, del duca di Edimburgo, del re di Romania, di Ernesto-Augusto di Hannover e via dicendo, insomma quasi un rompicapo cinese. Ma non basta visto che la regina di Spagna (quindi anche l’ex re di Grecia) è cugina in primo grado del duca d’Aosta ed in secondo grado del padre di Olga, Michele di Grecia. Il principe, metà francese e metà greco, ma soprattutto molto cosmopolita, è un famoso scrittore e sua moglie un’apprezzata pittrice e scultrice. Su di loro mai una chiacchiera, mai un pettegolezzo, hanno vissuto in Francia, in Grecia e a New York senza scandali, lavorando entrambi alle loro opere, allevando le due figlie (Olga è laureata in architettura alla Columbia University e, fra l’altro, ha curato gli allestimenti delle boutiques di Christian Louboutin che era presente alle nozze) e viaggiando molto, spesso con la regina Sofia di Spagna alla quale sono legatissimi. Niente esili, niente genitori litigiosi e sorelle fidanzate con attori di serie B, niente matrimoni contrastati, lunghe storie giudiziarie, liti per le eredità e vendite all’asta dei gioielli di famiglia. Insomma, saranno loro a ridare smalto e prestigio alla dinastia italiana? Nelle foto (copyright Hola) le nozze a Patmos; la sposa era vestita Prada, senza diadema, con un’acconciatura di spighe di grano e un bouquet fatto di foglie di ulivo e scarpe, ovviamente, Louboutin. Nell’ultima immagine Olga (che sembra un po’ una splendida dea Cerere) e il padre Michele di Grecia si dirigono verso la chiesa.

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Scritto da: marina

Categorie: Nozze reali, Storie Reali

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Commenti

  • marina

    giovedì, marzo 11, 2010 alle 13:40

    Elisangela benvenuta fra noi, dunque sulla titolatura ci sono pareri controversi.

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