mercoledì, 18 febbraio 2009

Donne reali: Isabella d’Este (1474-1539)

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Isabella marchesa di Mantova appartiene più al lustro dei Gonzaga che alla storia degli Este, ma un filo robusto e molto netto la legò sempre alla sua famiglia e a Ferrara. E poiché domani sarò proprio in questa città ecco un piccolo omaggio a quella che è stata definita la “prima donna del Rinascimento”.

A suo confronto Carolina nata Grimaldi, risposata Hannover, è una dilettante del jet set e della moda. Idem Rania di Giordania e tutte le altre belle e bellissime signore dei circoli reali con trono o senza. La palma di prima grande royal trend setter della storia spetta ad un’altra nobil signora che ai suoi tempi fu, oltre che mente politica di tutto rispetto, una vera star. La star assoluta e indiscussa del Rinascimento italiano. Davanti a Isabella d’Este, in Gonzaga, quindi marchesa di Mantova, si sono inchinati ossequiosi Leonardo da Vinci e Tiziano, Ariosto e Baldassar Castiglione, cioè la crème de la crème dell’epoca. Per non dire poi del reverenziale rispetto che avevano verso di lei Papi, sovrani e ambasciatori, poiché la signora, a cui il marito Federico impegnato in imprese militari lascia spesso il governo del piccolo stato, è anche leggermente irascibile e decisamente poco accomodante. Nata a Ferrara nel 1474, promessa sposa a soli sei anni, per rinsaldare i legami d’amicizia con i vicini, Isabella è una bambina prodigio che gli orgogliosissimi genitori avviano presto allo studio delle lingue antiche e della retorica. Si sposa nel 1490, mette al mondo sette figli, chiude un occhio sulle scappatelle del vivace marito (la più nota quella con la di lei cognata Lucrezia Borgia), accoglie nella sua brillantissima corte poeti ed artisti (dà rifugio a Leonardo in fuga da Milano, il quale però, capito al volo il carattere un tantino possessivo e tendente all’esclusivo della sua ospite, preferisce salutare in fretta e andarsene), raccoglie opere d’arte e libri. Gioca a anche scacchi e il matematico fra’ Luca Pacioli le dedica un trattato sull’argomento. Isabella è, fra le altre cose, una corrispondente eccezionale, scrive per sollecitare la consegna di dipinti (al Perugino invia qualcosa come 53 lettere e lui alla fine, per togliersela di torno, si rassegna a firmare il dipinto meno riuscito della sua carriera), scrive alla cognata ed intima amica Elisabetta Gonzaga, infelice moglie di Guidobaldo da Montefeltro duca di Urbino, scrive alla figlia Eleonora, nuova duchessa di Urbino.

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Donna di comando, intelligentissima, astuta e manipolatrice – perfetta insomma per esercitare la politica in quei tempi di macchinazioni, congiure e alleanze continuamente fatte e disfatte – tiene testa a personaggi come Cesare Borgia, ma entra in conflitto con il figlio nuovo sovrano. In tutto ciò e nonostante i primi anni del ‘500 non siano per l’Italia in periodo tranquillo, Isabella riesce anche a dettare legge sulla moda del tempo inventando infiniti accorgimenti negli abiti, negli accessori e nella cosmetica, diffonde la moda del toupet, trova la formula di deliziosi profumi e sperimenta un antenato del dentifricio. E’ una delle prime grandi dame a portare i calençon, cioè le mutande, ed in una divertente lettera a Baldassar Castiglione racconta proprio dello sprofondamento del palco dove lei si trovava insieme ad altre signore le quali “fecero un bel vedere che erano senza calzoni; noi per fortuna li avevamo”. Di questo personaggio straordinario, che i contemporanei definirono “specchio della moda”, “regina del gusto” o addirittura “prima donna del mondo”, ci resta il ritratto (conservato al Kunsthistoriches Museum di Vienna) che Tiziano realizza intorno al 1534 quando lei è già sessantenne. Il pittore veneto “ricorda” una Isabella d’Este nel pieno della bellezza slanciata, occhi neri, fronte serena, capelli biondissimi, vestita con un gusto ed una classe indiscutibili. Ma al di là dell’aspetto fisico emerge, fra le righe, soprattutto il carattere della gentildonna perché tutta la figura emana intelligenza e nobiltà, accentuate dall’accuratissima acconciatura, dai preziosi orecchini di perle, dalla stola di ermellino. Leonardo, notoriamente meno avvezzo alle cortigianerie, lascia della marchesa un disegno preparatorio a sanguigna (conservato al Museo del Louvre) che non diventerà mai un dipinto, ma pochi tratti sono sufficienti per delineare la personalità fuori dal comune di questa donna decisamente in anticipo sui tempi.

A chi volesse approfondire consiglio prima di tutto “Rinascimento Privato” di Maria Bellonci e poi “La signora del Rinascimento” di Daniela Pizzagalli, non sono biografie nel senso stretto del termine, ma storie “romanzate”; quello della Bellonci è un grande classico anche se il suo stile è livemente desueto. Infine l’amica Cristina suggerisce “La duchessa di Milano” di Michael Ennis dedicato alla sorella di Isabella, Beatrice moglie di Ludovico il Moro.

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Scritto da: marina

Categorie: Donne Reali, Donne Reali di ieri

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Commenti

  • Cristina

    mercoledì, febbraio 18, 2009 alle 10:39

    Buongiorno carissima “real-tuttologa” sono stata latitante, ma ho letto sia il post precedente (adoro tiare e diademi, la piccola Elena a casa lo indossa quasi sempre perchè lei è una principessa! :) )) sia stamattina, d’un fiato, questo tuo piccolo capolavoro rinascimentale..Che donna la nostra Isabella (tra l’altro ho letto entrambi i libri da te citati) il suo sguardo deciso nei due ritratti ci rimanda tutta la sua forza interiore, immutata nei secoli..Tra l’altro è nata 500 anni prima di me: il tempo passa, ma il modello di donna tenace in mezzo alle ondate burrascose della politica e della vita resiste eccome! A presto..

  • Sissi

    mercoledì, febbraio 18, 2009 alle 11:16

    Mari, bellissimo il post su Isabella,degna rappresentante di un periodo italiano di grande splendore.La cura che aveva nell’accostare i tessuti rinascimentali, la semplicità delle linee degli abiti hanno fatto di lei la testimonial dell’abbiglimento italiano in Europa, influenzandone le altre corti. Davvero un personaggio di spicco.

  • Cristina

    mercoledì, febbraio 18, 2009 alle 12:26

    E che belle mani aveva la nostra Isabella..Ancora una volta, Marina, hai scelto un personaggio non solo regale, ma da cui trarre spunto..

  • Zu

    mercoledì, febbraio 18, 2009 alle 13:38

    MARI ho letto il post tutto d’un fiato… fai scorrere la storia come fosse un romanzo appassionante, semplice e deciso, dritto al punto. Questa Isabella dunque ci piace proprio: donna di potere, d’arte, cultura e di moda… Direi che questa sì che potrebbe essere definita un’icona, un esempio da seguire insomma… tranne per la possessività e l’ossessività croniche… :)

  • Marina

    mercoledì, febbraio 18, 2009 alle 14:43

    Cristina, Sissi, Zu, che dirvi se non grazie per la vostra presenza costante ed affettuosa qui. Un abbraccio!

  • Babs

    mercoledì, febbraio 18, 2009 alle 19:39

    Ma quante ne sa questa donna! Ciao Marina, è un piacere leggerti e scoprire sempre qualcosa di nuovo :-)

  • Marina

    mercoledì, febbraio 18, 2009 alle 19:41

    Babs, ne so molte meno di quante ne sai tu in cucina, in fotografia ed in educazione figli stupendi… Grazie!

  • Sissi

    mercoledì, febbraio 18, 2009 alle 20:19

    Naturalmente quando torni da Ferrara ci racconterai tutto veroooo??? Baci e grazie a te per la cura con la quale racconti le vite dei reali in vita e non.

  • Claudia-db

    giovedì, febbraio 19, 2009 alle 22:21

    Accidenti che tipetto questa Isabella!! così la storia si fa interessante, dovresti scrivere un libro Marina!

  • Claudia-db

    giovedì, febbraio 19, 2009 alle 22:23

    Marina, come è andata, scusa se non ti ho suggerito niente di meglio a Bo, ma ora frequento poco il centro e sopratutto quella zona e non mi è venuto proprio in mente niente di più… mi sa che la zona poi è pure peggiorata da come te la ricordavi tu… Un bacio

  • Cristina

    giovedì, febbraio 19, 2009 alle 23:32

    Cara Marina, tento di inviare un commento così vediamo che accade..Ti mando un saluto prima della nanna, sperando che il tuo viaggio sia andato bene e quindi di risentirti presto, aggiungo ai libri che hai citato un altro, un romanzo che a me era tanto piaciuto “La duchessa di Milano” di Michael Ennis che sposta la scena su Milano narrando le vicnede della sorella di Isabella, Beatrice d’Este sposa di Ludovico il Moro..Baci e speriamo funzioni :)

  • Marina

    venerdì, febbraio 20, 2009 alle 01:08

    Claudia grazie tutto perfetto, avevo tempo e sono stata all’ex cinema, un posto davvero fantastico, da passarci una giornata! Un libro, eh magari, ma nonè facile.

  • Marina

    venerdì, febbraio 20, 2009 alle 01:09

    Cristina grazie infinite per la ulteriore segnalazione, domani la inserisco nel posto con un link. Un abbraccio!

  • Casa Cuori Colori

    venerdì, febbraio 20, 2009 alle 09:13

    Cara Marina, è un piacere leggerti… spero che il tuo viaggio sia andato bene! Aspetto il tuo prossimo posto, un abbraccio,
    Claudia

  • Sissi

    venerdì, febbraio 20, 2009 alle 12:24

    Mari che ci dici della mostra?

  • Rosella Romagnoli

    sabato, febbraio 21, 2009 alle 14:04

    Gran donna madama Isabella e “fine” politico.
    Devo rileggermi il libro della Bellonci
    Questo blog con i relativi commenti è una miniera di informazioni per gli appassionati.
    Decisamente devo comprare “La duchessa di Milano” Di M. Ennis, perchè mi ha sempre commosso la sorte di Beatrice D’Este morta di parto poco più che ventenne. Poi è appassionante la storia parallela delle 2 duchesse: Beatrice e Isabella D’aragona ,moglie di Giangaleazzo, il vero erede del ducato
    Ciao Marina

    Rosella Romagnoli

  • Marina

    sabato, febbraio 21, 2009 alle 19:24

    Rosella, grazie per i commenti, nei giorni scorsi non sono riuscita a rispondere all’altro tuo intervento perché mi si era bloccato qualcosa nel sistema. E’ vero commuove anche me la storia di Beatrice. Ricordo quando ero ragazzina lo sceneggiato sulla vita di Leonardo con Philippe Leroy e Beatrice era una giovanissima Ottavia Piccolo che va a trovare il maestro mentre dipinge il cenacolo.

  • Cristina

    lunedì, febbraio 23, 2009 alle 12:14

    Marina che onore la citazione, grazie!! E’ che appena ho letto il tuo post, mi è proprio tornato in mente quel libro..Ragazze, altro che romanzi gialli! Gli intrighi di quegli anni sono talmente complessi che si leggono con il fiato sospeso anche se, spesso, si conosce già il finale :)

  • Sissi

    lunedì, febbraio 23, 2009 alle 12:24

    Cris ha ragione…gli intrighi di Rinascimento privato sono fantastici, avvincenti!
    Se poi pensate che sono riferiti a personaggi di potere risultano ancora più importanti perchè da un intrigho a sfondo passionale ad esempio spesso si sono decisi i destini di intere nazioni!

  • Luca Filippi

    lunedì, febbraio 1, 2010 alle 08:28

    Cari amici,
    Isabella d’Este è tra i protagonisti del bel romanzo storico “La duchessa di Milano” di Michael Ennis. Spero di fare cosa gradita alla padrona di casa e agli utenti del sito, lasciando il link di un’intervista che l’autore americano ha rilasciato per il mio blog:
    http://lavibrazionenera.blogspot.com/2010/02/neraintervista-michael-ennis-e-i.html
    Grazie e un saluto a tutti
    Luca

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