sabato, 14 febbraio 2009
Sulla testa di Sofia – Lo scrigno della regina di Spagna
A grande richiesta si torna a parlare di gioielli ed in particolar modo di tiare e diademi che sono da sempre l’attributo, l’elemento di riconoscibilità, di regine, principesse e via dicendo. Partiamo con la Spagna, monarchia “recente” e particolare, insediata per decisione del dittatore Francisco Franco, ma il cui sovrano (sulla cui permanenza nessuno all’epoca, il 1975, avrebbe scomesso un soldo bucato) è diventato non solo “motore del cambiamento”, ma anche simbolo di una nazione nuova e moderna.
I gioielli della regina di Spagna sono tutti relativamente recenti poiché in passato numerose spoliazioni hanno privato il tesoro reale di quasi tutte le sue ricchezze. Nella seconda metà del XIX secolo, la regina Isabella II e sua sorella, la duchessa di Montpensier sono costrette a vendere, durante l’esilio, la maggior parte di quanto contenuto nei loro preziosi scrigni. E’ quindi Alfonso XIII (1886-1941) ad arricchire di nuovo la collezione reale offrendo alla sua sposa Vittoria Eugenia di Battemberg diamanti meravigliosi, passati quasi tutti al nipote Juan Carlos e portati oggi da Sofia. La regina di Spagna ha ereditato anche una parte dei gioielli personali di sua madre Frederika di Grecia.
Ma c’è una storia, o meglio un pettegolezzo che vale la pena di essere raccontato per capire qual è l’atteggiamento della regina Sofia a proposito delle sue gioie e del suo ruolo “regale”.
Negli ambienti del gotha si racconta che a poche ore dal gran ballo organizzato per celebrare i 50 anni del duca di Wurttemberg, intimo amico del re di Spagna, Sofia abbia annunciato alla duchessa, la molto reale Diana d’Orléans (figlia del pretendente al trono di Francia) che lei, unica sovrana regnante presente alla festa, non avrebbe portato il diadema. La duchessa di Wurttemberg pare non l’abbia presa molto bene. La decisione di Sofia dava improvvisamente al grande ricevimento un tono meno fastoso e scintillante, in quanto secondo l’etichetta, strettamente osservata dalle grandi famiglie tedesche, la presenza di una regina senza tiara ed altri gioielli importanti, obbligava ogni altra dama a seguire il suo esempio. Duchessa di Wurttemberg compresa, proprietaria di alcuni splendidi diademi sfoggiati sempre con molto glamour. Capriccio di sovrana, desiderio di non abusare del proprio ruolo, piccola lezione alla duchessa a volte più reale degli stessi sovrani? Difficile dirlo, eppure alla regina di Spagna non mancano certo le parure, alcune delle quali di grande valore e bellezza, che lei riserva però alle occasioni ufficiali, cioè quando è chiamata a rappresentare la nazione. Negli anni tra il matrimonio e l’ascesa al trono Sofia, ha sempre evitato pose da futura regina, cercando il più possibile di non indossare gioielli troppo preziosi. La sovrana, addirittura, non ha mai portato diadema nel periodo tra l’ascesa al trono e l’approvazione della Costituzione e quindi dell’accettazione da parte del popolo spagnolo della monarchia come forma di governo.
Uno tra i più spettacolari gioielli ereditati da Vittoria Eugenia è sicuramente il diadema con fiori di giglio (vedi foto sopra); realizzato nel 1906 dal gioielliere Ansorena di Madrid, viene offerto da Alfonso XIII alla fidanzata che lo porta il giorno delle nozze e in tutte le foto ufficiali. Il diadema, originariamente molto simile ad una piccola corona per adattarsi agli chignon alti di moda all’epoca, poi trasformato in bandeau più aperto, è composto esclusivamente da diamanti tagliati a brillante e a “cuscino”, incastonati su una leggera armatura in platino a formare una serie di gigli, simbolo araldico dei Borboni. Ed è in questa versione che viene spesso indossato dalla regina Sofia.
Come tutte le giovani principesse, Sofia, prima del matrimonio possedeva pochi gioielli importanti e in occasioni particolari era sua madre, la regina Frederika a prestarle spille, collier e piccoli diademi, come il cosiddetto diadema imperiale che la principessa greca indossa il giorno delle nozze. Questa piccola ed elegante tiara in stile Impero, composta da diamanti di varia misura, più una goccia centrale oscillante, faceva parte del tesoro degli Hannover, sequestrato dai prussiani insieme a tutti i possedimenti della famiglia nel momento in cui il piccolo regno tedesco viene inglobato nella grande Germania. Quando Vittoria Luisa di Prussia, va sposa a Ernesto Augusto di Hannover il kaiser Guglielmo II restituisce indirettamente il gioiello offrendolo in dono all’amatissima figlia. Il diadema passa poi all’unica figlia della coppia, Frederika che lo indossa per la prima volta in occasione della foto ufficiale con il fidanzato, il principe ereditario Paolo di Grecia. Frederika, che preferisce utilizzare le splendide e sontuose parure del tesoro dei re greci, regala a sua volta il diadema imperiale alla figlia Sofia la quale lo usa per trattenere il velo nuziale. Come farà molti anni dopo la nuora Letizia Ortiz a cui la sovrana presta, nel giorno del matrimonio, questo oggetto strettamente personale e molto simbolico a cui è particolarmente affezionata. Da allora la principessa delle Asturie ha spesso ormato le sue acconciature per le sere di gala con il piccolo diadema imperiale .
Il diadema floreale composto di grandi di fiori di diamanti, (indossato dall’infanta Cristina per le sue nozze a Barcellona nel 1997) è il regalo di nozze di Franco a Sofia, in origine poteva essere smontato per essere portato come un collier e così fu indossato per la prima volta. Oggi lo utilizzano soprattutto l’infanta Cristina e la principessa delle Asturie.
Il diadema della Chata – così chiamato perché offerto dalla regina Isabella II alla figlia Isabella detta la Chata – è un dono di nozze della famiglia reale spagnola a Sofia, la quale lo ha portato per la prima volta al ricevimento che precedette il matrimonio. Realizzato nel 1868 dall’atelier madrileno dei gioiellieri parigini Mellerio il diadema passa alla morte della Chata, nel 1931, alla regina Vittoria Eugenia. E’ fatto di palmette di diamanti e grosse perle.
Infine un’altra bellissima tiara (nella prima foto) è quella che il gioielliere parigino Louis Cartier realizza negli anni ’20 su richiesta di Vittoria Eugenia la quale desidera un gioiello elegante, ma leggero. Il diadema, composto da una “aigrette” centrale, in platino e diamanti, sormontata da una grossa perla, successivamente eliminata, e da tre riccioli digradanti, al centro dei quali è incastonata una perla più piccola, viene indossato spesso prima dalla regina e poi dalla figlia minore, l’infanta Cristina che lo riceve in eredità alla morte della madre. Negli anni ‘80, l’Infanta decide di vendere la tiara, ma desiderando farla restare in famiglia la offre al nipote Juan Carlos, che l’acquista per la moglie Sofia.
Il seguito alla prossima puntata…
Scritto da: marina
Categorie: Realmente Preziose
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Sissi
sabato, febbraio 14, 2009 alle 14:54
Marina lascia che ti esprima tutta la mia ammirazione per questo splendido post, ricco, documentato ed interessantissimo!Davvero brava! meditavo sul fatto che diademi e tiare non siano in uso tra noi comuni mortali e un pochino questa abitudine è limitante. In un mondo in cui le principesse girano scalze e si fanno fotografare alticce perchè non invertiamo i ruoli concedendoci un piccolo diadema? Per certe feste estive qualche VIP già lo sfoggia in versione arabeggianteo indiana…ma un diadema di design moderno e minimal mi intriga…!
Marina
sabato, febbraio 14, 2009 alle 16:25
Sissi, grazie. Come sempre sei un tesoro! Io amo molto le tiare e darei non so cosa per poterne indossare una. Ma vera!
Babs
domenica, febbraio 15, 2009 alle 10:52
Ciao Marina!!!
ma sai che anche io ho il diadema di matrimonio? regalo della suocera…. ma molto molto bello, mi sa che te ne manderò una fotina
Buona giornata
Babs
Marina
domenica, febbraio 15, 2009 alle 14:14
Che bello Babs, si dai mandalo sono molto curiosa. L’uso del diadema o tiara andrebbe studiato meglio, è un attributo sacro (le dee greche per esempio), poi del potere e quindi reale, nell’antichità sia maschile che femminile. Poi si evolve e si consolida in età moderna. Vabbè smetto sennò scrivo un trattato.
Marina
domenica, febbraio 15, 2009 alle 19:51
per Claudia-db se dovesse passare di qui… avrei bisogno di una informazione su Bologna, mi contatteresti sulla mia mail personale che appare nel profilo. Grazie infinite
Claudia-db
domenica, febbraio 15, 2009 alle 23:18
Certo Marina! intanto complimenti per il post molto interessante!
Sissi
martedì, febbraio 17, 2009 alle 14:25
chissà se un domani il diadema potrà essere versatile come una collana..
Zu
martedì, febbraio 17, 2009 alle 16:14
Buongiorno a tutte!! Scusate la latitanza, ma era giustificata!! CAvolo AMrina.. mi sono persa fra chi era figlia di chi, zia di chi, miglie di chi, chi ha donato/venduto a chi, ma queste tiare sono fantastiche soprattutto quella con i gigli edi Borboni… cavolo!! Mi piace anche l’atteggiamento poco “regale” di Sofia, segno di grande intelligenza a mio avviso! E quel genio che fa sì che smontandosi una tiara diventi facilmente collier?? In gegnoso!!! Babs anche io voglio vedere il tuo diademaaaaaaaaaaa!! baci a tutte
Claudia-db
martedì, febbraio 17, 2009 alle 23:42
Una bella tiara potrebbe essere la soluzione quelle mattine che i capelli non vogliono stare dove devono…
bisognerebbe lanciare il trend!! il mio preferito è Il diadema della Chata … le perle sono sempre le perle…. bacii
franci
mercoledì, febbraio 18, 2009 alle 00:03
perle,diamanti,tiare,ricevimenti,principesse……e pensare che “basterebbe solo” trovare un principe
Marina
mercoledì, febbraio 18, 2009 alle 01:36
Claudia a me piacciono tutti, ma tutti, tutti e queste immagini non rendono. Franci con un po’ di pazienza anche il principe arriva
marcella candido cianchetti
mercoledì, marzo 11, 2009 alle 21:31
bellissimo articolo
Marina
mercoledì, marzo 11, 2009 alle 21:34
Marcella, quasi in diretta ancora grazie!
marcella candido cianchetti
mercoledì, marzo 11, 2009 alle 21:39
prego x la direttissima1 se ti và passa da uno dei miei 3 blog ad esempio quello di cucina http://zenzero2.blogspot.com
Marina
mercoledì, marzo 11, 2009 alle 22:12
Cucina umbra? vado subito!
Elizangela von Starhemberg
mercoledì, marzo 10, 2010 alle 12:36
Ogni volta che posso, rivedo la colezione privata di diademe della reale CASA SPAGNOLA…
Sono di rara belleza i diademe della Reina Sofia.
Elizangela Moreira C. de la C. y Bahamonde von K. und Kraidolf von Starhemberg