sabato, 7 febbraio 2009
Le perle di Eugenia
Secondo Coco Chanel “una donna ha bisogno di fili e fili di perle”. Una lezione di stile che Eugenia, nata de’ Montijo, consorte di Napoleone III imperatore dei francesi fa sua con qualche decennio di anticipo. La bella spagnola, che negli anni del Secondo Impero impone il suo gusto impeccabile in fatto di abiti (è lei a rendere famosa la gonna vastissima sostenuta da una crinolina) ha, infatti, una grande passione per le perle. Nell’ambiente (reale) non è certo la prima. Enrico III re di Francia usava indossare orecchini di perle, la contemporanea Elisabetta d’Inghilterra se ne inondava addirittura, consapevole di come il loro candore riuscisse a mettere in risalto il rosso sfavillante dei suoi capelli, Joséphine de Beauharnais prima moglie del primo Napoleone, possedeva perle di rara bellezza e se ne adornava con molto piacere. E’ con tutto l’insieme delle sue perle (già di proprietà della corona francese ed usate da altre principesse, ma “rimontate” appositamente per lei dal gioielliere Lemonnier) che la bella e un po’ languida moglie di Napoleone III sceglie di essere ritratta, nel 1853, da Winterhalter e l’effetto è davvero magnifico. Per il suo pittore preferito Eugenia si mette in posa indossando una coroncina, il diadema, il collier a otto fili e un braccialetto.
Purtroppo di questi e di altri gioielli “storici” poco o nulla, è arrivato fino a noi. Colpa delle guerre, quando per pagare soldati e cannoni si vendono persino le gioie private delle sovrane, colpa delle rivoluzioni durante le quali le dispersioni dei patrimoni reali fanno parte della volontà di cancellare anche la più piccola traccia dell’odiato regime. Colpa di valutazioni un tantino sconsiderate come quelle che portano nel 1887, in piena III Repubblica, alla vendita di tutte le magnifiche parure dell’imperatrice Eugenia, fra cui quella, davvero splendida, di perle. Una dispersione che finisce col diventare una svendita (a causa della gran quantità di pezzi immessi in un colpo solo sul mercato) e colpisce, ai giorni nostri, per la totale indifferenza al valore storico ed artistico degli oggetti per la maggior parte spariti in collezioni private o addirittura smontati per essere trasformati in gioielli meno impegnativi e più commerciabili.
Il gioielliere parigino Jacoby si aggiudica il diadema, per fortuna lo lascia così com’è e riesce a venderlo, nel 1890, al principe von Thurn und Taxis. Le varie principesse della grande famiglia tedesca se ne pareranno con un certo orgoglio in tutte le occasioni ufficiali. Gloria, la vivace e giovanissima moglie di Johannes von Thurn und Taxis lo indossa nel giorno del suo matrimonio sopra un abito firmato Valentino, qualche anno dopo lo pianta di sbieco su una parrucca per una celebre festa in costume, ma non esita a disfarsene quando, rimasta vedova, si trova a dover pagare le pesanti tasse di successione che gravano sull’enorme patrimonio familiare. Grazie agli Amis du Museée du Louvre, i quali intervengono con una loro offerta all’asta organizzata a Ginevra nel 1992, il diadema torna a Parigi e da allora, con le sue 212 perle e gli oltre 2000 diamanti, è uno degli oggetti più ammirati nelle vetrine della Gallerie d’Apollon dove sono conservati i gioielli della Corona che il museo sta man mano riacquistando.
Avviso ai naviganti: poiché non sono ancora riuscita a “domare” il blog purtroppo non riesco ad inserire due o più foto nello stesso post. Sopra, comunque, vedete il ritratto di Winterhalter e nella colonna a lato la foto “ufficiale” del diadema così com’è oggi al Louvre. Attenzione però, in questo periodo la Gallerie d’Appollon è in fase di sistemazione, quindi i gioielli non sono esposti.
Scritto da: marina
Categorie: Realmente Preziose
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Cristina
lunedì, febbraio 9, 2009 alle 10:25
Ah…le perle…E’incredibile come da un “qualcosa da eliminare” (un corpo estraneo dentro l’ostrica) nasca qualcosa di talmente bello e regale
Parlando di Thurn und Taxis furono la famiglia che, intorno al XV secolo o giù di lì, iniziò a organizzare il sistema postale in Europa..Peccato che, almeno per quel che riguarda il ramo italiano,siano oggi ricoperti perennemente di debiti..Il castello di Duino, vicino a Trieste viene affittato (fantasmi inclusi) per matrimoni, cene di gala etc..Non sempre è una fortuna possedere un castello, di questi tempi:))) Buon lunedì a tutte! Ps. Marina, credo che Cristina possa davvero bastare ormai:)
Zu
lunedì, febbraio 9, 2009 alle 10:47
Be’ questo diadema è meraviglioso, così come il tuo racconto delle gioie reali andate disperse qui e lì… è davvero un peccato… SE i Thurn un taxis sono quelli del servizio postale, il rampollo di famiglia (brutto come la paura) è uno dei principi più ricchi al mondo ed uno degli scapoli davvero d’oro d’Europa….
Marina
lunedì, febbraio 9, 2009 alle 11:54
Buongiono a CRISTINA (si basta così, sappiamo che sei la nostra Cristina) e ZU e grazie per avere avviato la discussione. Il ramo italiano dei Thurn è noto con il nome tradotto Torre e Tasso, non sapevo delle “pezze ai pantaloni” anche perché il capofamiglia Carlo è il nipote di Maria Bonaparte che oltre ad essere notevolissima psicologa amica di Freud (personaggio notevolissimo vene parlerò) era anche l’erede di cospicue fortune, però si sa come vanno queste cose dei soldi…
Il ramo tedesco, invece, è diciamo molto solido, il rampollo Albrecht come osserva ZU è uno degli scapoli d’oro, sul brutto, diciamo che è un po’ il genere ragazzone tedesco alto, biondo con i basettoni. Lì però il problema, secondo me, è la sua mamma, quella Gloria che cito nel post principessa punk la chiamavano, poi dopo la vedovanza si è buttata sul mistico (e sull’amministrativo, è lei che ha retto, con mano ferma, le redini delle fortune familiari quando il figlio, ed erede del titolo, era ancora minorenne e un sito parla di qualcosa come 2 bilioni di dollari) e insieme ad Alessandra Borghese dei noti principi romani partecipa spesso a pellegrinaggi e viaggi di malati verso Lourdes. La famiglia (ci sono anche due figlie Elisabeth e Maria Theresia) ovviamente è di tutte le feste del jet set europeo. Et voilà. A presto
franci
lunedì, febbraio 9, 2009 alle 21:43
che emozione la mia prima visitatrice è la scrittrice di un blog così bello…subito tra i preferiti!!grazie della visita…
un bacione franci.
Babuska
lunedì, febbraio 9, 2009 alle 23:29
Ero passata stamattina di gran fretta, e ora son ritornata per rileggermi con calma questo post. Il quadro di Winterhalter (peraltro davvero realistico) non mi avrebbe detto nulla senza la tua preziosa lezione su Eugenia. Mi vien da ridere pensando che anche la Gegè ha diversi fili di perle in varie tonalità pastello, solo che ultimamente lei li usa come spaghetti per i Barbapapà. Dici che Eugenia sarebbe inorridita? Buona serata.
Marina
lunedì, febbraio 9, 2009 alle 23:44
BABUSKA non ti preoccupare, la tua Gegè capirà presto. Winterhalter ha dipinto molte volte Eugenia e le dame della corte imperiale, ma non solo era anche il ritrattista ufficiale di Luigi Filippo (il re dei francesi cacciato dalla rivoluzione del 1848) e della regina Vittoria.
FRANCI grazie a te per la visita e buon inizio!
Babs
martedì, febbraio 10, 2009 alle 00:03
ma sai che mi sto appassionando a leggerti?
ps: per domare il blog devi inserire le foto PRIMA di scrivere il post, è l’unico sistema, almeno che ho sperimentato, che ti permetta di non incasinarti tutto il post!
provare per credere e, per aggiungere più foto, devi cliccare sulla scritta “aggiungi un altr immagine”. ciao. babs
Marina
martedì, febbraio 10, 2009 alle 00:20
Grande BABS, grazie per i consigli da esperta domatrice. Mi fa davvero piacere che tu ti stia appassionando.
Casa Cuori Colori
martedì, febbraio 10, 2009 alle 09:12
Cara Marina, grazie per la tua visita! E’ stato un autentico piacere scoprire te: ho letto con avidità i tuoi post, mi piace come scrivi facendo trasparire la tua passione per il passato, per la storia!Anch’io adoro la storia, i classici e… spesso ho la sensazione di vivere nell’epoca sbagliata…!
A prestissimo, Claudia
Casa Cuori Colori
Sissi
martedì, febbraio 10, 2009 alle 10:49
Bello questo post sul secondo Impero,
Eugenia rese le perle un accessorio irrinunciabile. Nella storia del costume più antica, a Bisanzio, venivano portate da donne e uomini sia come gioielli che cucite sui tessuti.Baciiiiii
Zu
martedì, febbraio 10, 2009 alle 12:18
Ciao a tutte!! In quanto a jet set dei Tassi tedeschi non avevo dubbi, infatti ho scoperto di loro su MTV a “the faboulos life of…” e quella volta c’erano principi e affini… Infatti il suo patrimonio è stimato a oltre 2 miliardi di dollari, che andranno tutti al maschietto lasciando “fuori” (si fa per dire, la loro rendita è cmq da capogiro) le sorelline (decisamente più carine del maschio)… Anche il castello, se non ricordo male il più grande in Europa, andrà al fratellino, che però è così “magnanino” da permettere alle sorelle di vivere comunque con lui nelle due ali del castello, praticamente non incontrandosi mai… Vita da ricchi…. Per quanto riguarda reali, perle e notizie mondane… ho visto ieri le foto dei due Georgiani che convolavano a nozze… a parte le faccie TRISTI, ma TRISTI, ma così TRISTI che ho pensato: ma era davvero così importante riunire sta famiglia?? Cmq, dicevo, ho visto le foto e la corona sia di lei che di lui erano adornata da non so quante perle… Non avevano niente a che fare con il diadema di Eugenia (sono sempre pseudo russi nei gusti) però mi ci è andanto l’occhio grazie la tuo post…
Marina
martedì, febbraio 10, 2009 alle 13:38
Grazie per la visita di “contraccambio” CLAUDIA, la storia è la mia passione e da molto tempo cercavo uno stile di scrittura che rendesse piacevole il racconto. SISSI maestra di stile ha colto nel segno, un’altra sovrana che adorava le perle era l’imperatrice bizantina Teodora. Oggi molte regine e non hanno nei loro scrigni sontuosissimi diademi di perle. Quando riuscirò a mettere più foto nello stesso post ne ve parlerò. ZU anche io guardo spesso quel programma su Mtv, è molto divertente per il taglio ironico. Ieri mi è capitato per le mani un vecchio articolo su Albrecht, parlare di ricchezza è riduttivo. E’ mostruosamente ricco! Se però non ti piace…
Marina
martedì, febbraio 10, 2009 alle 13:44
Zu che ne dici di questo? Più di tuo gusto?
http://www.noblesseetroyautes.com/nr01/?p=7987
Il suo palazzo sivigliano non è immenso come quello dei Thurn und Taxis, ma si chiama Casa Pilatos…
Zu
martedì, febbraio 10, 2009 alle 14:40
Rafael è sicuramente meglio! Latino, business man (di scarpe!!!) e ha i possedimenti nell’assolata Spagna!!! Mi potrei… “accontentare”
Dove si compra?????
Marina
martedì, febbraio 10, 2009 alle 15:50
ZU lo dovresti trovare fra Siviglia, Madrid e tutte le località alla moda della penisola iberica. Quando avrai “combinato” non ti dimenticare delle amiche, io adoro Siviglia! Magari ci inviti per la Feria…
Zu
martedì, febbraio 10, 2009 alle 16:43
No che non mi dimentico, consideratevi invitate per la proxima feria, sarà mio!!
Che stordita!!
Franci [dolce casa]
martedì, febbraio 10, 2009 alle 19:39
Ma che bel blog…originale, da fiaba e molto culturale. Qui c’è parecchio da imparare, anch’io ho una piccola tendenza ad ammirare ciò che è aristocratico, i mie figli si chiamano Vittoria e Guglielmo…
Un caro saluto.
Marina
martedì, febbraio 10, 2009 alle 20:43
Cara Franci, grazie per il passaggio! Che bellissimi nomi i tuoi figli, Vittoria mi piace moltissimo, nelle mie scelte si alternava a Sofia, donna, sovrana e persona che ammiro molto.
teodo
mercoledì, febbraio 11, 2009 alle 20:40
Felice di conoscerti Marina, adesso ti svelo il mio vero nome….
Teodolinda il nome di una regina.
ciao ciao
Claudia-db
mercoledì, febbraio 11, 2009 alle 21:14
Ciao Marina, carino Enrico III con gli orecchini di perle!! scherzi a parte sono molto interessanti le vicende legate ai gioielli reali, mi è capitato di leggere di famosi diamanti, come l’Hope che pare sia maledetto, l’Orlow che era sullo scettro dell’imperatore russo, molti diamanti famosi del passato attualmente non si sa dove siano finiti, e questo li rende ancora più affascinanti….
Marina
giovedì, febbraio 12, 2009 alle 03:34
Ciao Teodolinda benvenuta, con un nome così regale, questo è il posto giusto per te. Claudia ciao, come stai? Anche io come te trovo affascinante la storia dei gioielli, di quelli scomparsi, di quelli che sono passati di mano in mano. Ne farò un post, dammi tempo.
Zu
giovedì, febbraio 12, 2009 alle 18:47
Quante cose ci sono da scoprire sui reali!! Non vedo l’ora di leggere il post sulle storie/leggende dei gioielli reali… mi intriga molto questa cosa
Buona serata a tutte!
Sissi
venerdì, febbraio 13, 2009 alle 12:52
Mi associo….gioielli e leggende…vai Mari…che buffo ti diamo i compitini ma sei così brava…
Laura
venerdì, febbraio 13, 2009 alle 13:48
Sì, sì anche io leggo sempre, ce ne sono di cose da imparare qui!
Marina
venerdì, febbraio 13, 2009 alle 16:45
Ok ragazze, fra stasera e domani nuovo post con gioielli, ma ce ne sono talmente tante da raccontare che dovrò fare diverse puntate… a prestissimo.
Cristina
venerdì, febbraio 13, 2009 alle 23:29
Marina già tu sei un tesoro, una miniera di informazioni preziose, non ti sarà difficile trattare di gioielli
)) Ma è vera la storia dello scandalo della collana di Maria Antonietta?? Non ho mai approfondito se fosse leggenda o realtà..Avevo persino sentito che era finita (la famosa collana, cos’erano diamanti rosa??)sul Titanic…brutta storia..Ora però vado a nanna, perchè le mie cellule grige stanno abbassando le tendine e l’unico impulso che sembrano trasmettere è…letto..nanna..letto..nann..Notte a tutte..
Marina
sabato, febbraio 14, 2009 alle 00:23
Quante ne volete sapere. Cristina la storia della collana fu una grande farsa messa in atto ai danni dei sovrani. Ma la vicenda è lunga e complessa, ad una prossima puntata. Intanto domattina on line ci saranno le “gioie” della regina di Spagna, poi a seguire quelle della altre sovrane. Con una particolare attenzione alla Svezia visto che la regina Silvia possiede diademi non solo bellissimi ma anche particolarmente importanti dal punto di vista storico quasi tutti provenienti da Desirée Clary, la prima fidanzata di Napoleone poi regina di Svezia e dall’imperatrice Joséphine. Infatti per gli scherzi delle alleanze, le due antiche rivali si sono ritrovate ad essere insieme le antenati di tutti i sovrani svedesi.
marcella candido cianchetti
mercoledì, marzo 11, 2009 alle 21:23
anche quest’articolo è interessantissimo ciao