Lady D nuda e cruda

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Non è stato facile per Tina Brown, giornalista di lungo corso e vaste esperienze, mettere lady D a nudo e crudo, però il risultato è degno di nota. Anzi, secondo me questa è la migliore biografia mai scritta sulla sfortunata e triste principessa del Galles e anche se non è certo una novità editoriale ve la ripropongo, senza un vero motivo, oggi. In realtà un motivo ci sarebbe, stamani girovagando su Instagram ho scoperto un profilo dedicato lady Diana (@princess.Diana.forever) nel quale sono raccolte centinaia di foto anche poco note di questa donna che tanto ha fatto parlare di sé. La recensione che segue è uno dei primissimi post del blog.

Premessa fondamentale: non so una fan di Lady D. Faccio parte di quella schiera di persone che, pur con tutto il rispetto dovuto ad una persona morta, ha cercato di valutare le sue azioni nel complesso. Ok quindi benissimo l’impegno umanitario, l’attenzione ai diseredati, l’adesione alla campagna sulle mine antiuomo, ma per favore non dimentichiamo tutto il resto. Cioè la donna manipolatrice, instabile e dalla personalità multipla. La quale, fra l’altro, nel vespaio che poi è diventata la sua vita, ci si è cacciata da sola. Da punto di vista editoriale la breve esistenza e le mirabolanti imprese di lady Diana Spencer principessa del Galles, sono state una miniera d’oro. In questi anni ho letto quasi tutto, perché la storia, ammettiamolo, è intrigante, ma ne sono uscita sempre profondamente delusa. Per questo motivo avevo rimandato sine die l’acquisto di “Lady Diana chronicles” di Tina Brown, ma alla fine l’uscita in edizione economica mi ha convinta a fare l’investimento

Il libro è una inchiesta in puro stile giornalistico e, soprattutto, è obiettivo. Lady D. non ne esce come una santa, né come una psicopatica, ma l’analisi attenta e profonda del suo back ground ci consente di capire molti aspetti, apparentemente inspiegabili, della sua intricata personalità. Imprescindibili (e per la prima volta accuratamente relazionate anche ad un pubblico di profani) le valutazioni sui complessi riti sociali e di casta dell’aristocrazia inglese della quale lady Diana era un prodotto. Educata con l’obiettivo del “matrimonio perfetto” e con il mito della famiglia reale, Diana si è inventata un amore che non esisteva e si è trovata rinchiusa in una vita non di suo gradimento. Non intellettuale, poco colta, ma abilissima nelle p.r. si è quindi costruita una magnifico culto della personalità, perseguito con accanimento fino all’ultimo giorno della sua vita. Ma c’è di più il libro su lady Diana non è solo il resoconto, spesso impietoso, di quello che è successo a una giovane principessa che ha visto il suo principe trasformarsi in rospo. È lo spaccato di un decennio in cui la violazione sistematica della privacy è diventata il rovescio della medaglia della fama e della celebrità. «È stata Lady Diana a dare l’avvio a questo fenomeno, nel 1995, con la coraggiosa intervista televisiva concessa a Martin Bashir della Bbc. Ha detto alla famiglia reale inglese che era distante dalla gente. Nessuno si era mai permesso, prima, di criticare in pubblico la regina d’Inghilterra», ha spiegato la Brown in una intervista. Ci vuole talento (la Brown che fu giovanissima direttrice di Vanity Fair e poi del mitico “The New Yorker”) determinazione e passione non comune per il giornalismo per prendere una vicenda saccheggiata dalla presse scandalistica, già raccontata da maggiordomi, astrologhe, segretarie, ex amanti, e trasformarla in una storia magnetica, forse scioccante, dai risvolti di una modernità inquietante.

 

In questo caso la storia è tragica, ma per chi volesse capirne di più sul mondo da cui Diana proveniva consiglio di leggere “Snob” di Julian Fellowes (si proprio lui, quello di Downton Abbey già premio Oscar per Gosford Park) un romanzo irresistibile e piacevole che celebra lo snobismo inglese e il “futile mondo di duchi e duchesse, marchesi e governanti”.

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51 Commenti

  1. Dora ha detto:

    non avevo mai letto questo post ma per fortuna ho rimediato perchè è interessante!

  2. sabrina ha detto:

    Proprio leggendo questo post sono andata a rileggere Snob di Julian Fellowes (che se non sbaglio è anche uno degli sceneggiatori di Dowton Abbey) e ci ho ritrovato la vita dell’aristocrazia inglese ma anche la seria coscienza del proprio ruolo e delle responsabilità come esposto dalla suocera della protagonista che invece, dopo pochi mesi, svanito l’incanto, si trova un amante più “interessante” del marito. Nel libro gli aristocratici lavorano più dei nuovi ricchi e sono molto meno ostentatori.
    In Dowton Abbey c’è invece il castello trasformato in ospedale durante la guerra come credo abbia fatto anche la madre della regina madre Elisabeth. Infatti la regina madre è sempre stata vista dagli Inglesi come la testimone e il simbolo della resistenza sia nella I° che nella II° guerra mondiale..
    il paragone con la nostra ex dinastia reale non li fa ben figurare, per usare un eufemismo..
    Sabrina

  3. Michele ha detto:

    io sono e sono sempre stato un grande fan di Diana!! Attirato dal suo grande fascino e dà il modo che aveva di porsi con la gente,una donna estremamente comunicativa con gli occhi e con il suo sorriso!! Ovviamente piena di pregi e difetti !! Ha fatto cose magnifiche ma anche tanti sbagli,il più grande quella dannata intervista.non ho mai capito il perché…questa biografia di Tina brown dev essere molto interessante!! Provvederò:). Avevo letto tempo fa il libro di tim clayton e phil craig “Diana la principessa del popolo”che ho trovato oggettivo imparziale e molto veritiero!! Se non l avete letto lo consiglio:)

  4. milady ha detto:

    Fra tutte le attuali principesse ereditarie e/o regine, Diana era la più bella e la sola con natali aristocratici, ma di gran lunga la più inadeguata, tanto che mi immagino alla sua morte The Queen e il Duca di Edimburgo brindare ( giustamente) alla salvezza della monarchia. La foto in cui appare più felice è quella in cui balla alla Casa bianca con John Travolta, e me la immagino a Ballando con le stelle assieme al nostro Emanuele Filiberto. Si lamentava per la stampa invadente salvo usarla a piacimento…una sciacquetta pronta per fare l opinionista a Uomini e Donne.

    • Dora ha detto:

      anche mathilde e stephanie sono di nobili natali…

    • Roberta ha detto:

      Lasciamo riposare in pace i morti, come si può dire “mi immagino alla sua morte The Queen e il Duca di Edimburgo brindare ( giustamente)”…..come si può usare la parola GIUSTAMENTE accanto alla morte di una persona, di una giovane donna che avrà avuto mille difetti, ma mi risulta non era un pericoloso serial killer… oppure dire “una sciacquetta pronta per fare l opinionista a Uomini e Donne” chi siamo noi per giudicare? che ne sappiamo cosa sarebbe successo….. è facile scrivere libri in cui il protagonista non si può difendere ma è anche da vigliacchi….non mi stupirà in futuro quando il figlio William, diventerà re ad una riabilitazione postuma di Diana….

      • milady ha detto:

        Lady Diana ha usato i media come una attricetta in cerca di pubblicità. Non solo una principessa ereditaria, ma neppure una signora con un minimo di buon gusto e rispetto per se stessa e (soprattutto) per i figli va a sbandierare in TV i fatti propri privatissimi. Questo lo si fa da Barbara d Urso o dalla de Filippi, ma, appunto, lo fanno le sciacquette, non certo le signore. Pace alla sua anima, ma certo non era adeguata al ruolo di Principessa di Galles e con il suo poco equilibrio e molto protagonismo danneggiava e molto la monarchia.

  5. annarita ha detto:

    Spero che, quando sarà re William, faccia seppellire Diana in un luogo più adeguato e non nell’isolotto dove è ora. Non dimentichiamo che quel piccolo appezzamento di terra serviva agli Spencer per inumarvi i loro cani.

  6. sisige ha detto:

    Purtroppo i duchi di Cambridge sembrano due vecchietti a 30 anni. Questa è la mia opinione (almeno limitata a questa foto) e questa è l’opinione che gira su Twitter. Animo ! Quelle manine intrecciate…. un po’ di spontaneità! e meno ingessamento
    http://www.newmyroyals.com/

    • Michele ha detto:

      Sono daccordo aime’,nonostante sia un loro sostenitore ogni Volta sempre piu vecchi..lei con quel vestito stile Fabiola del belgio anni 70 non ci siamo! non lo trovo neanche troppo orrendo ma non mi convince !!

    • milady ha detto:

      Lady Diana ha usato i media come una attricetta in cerca di pubblicità. Non solo una principessa ereditaria, ma neppure una signora con un minimo di buon gusto e rispetto per se stessa e (soprattutto) per i figli va a sbandierare in TV i fatti propri privatissimi. Questo lo si fa da Barbara d Urso o dalla de Filippi, ma, appunto, lo fanno le sciacquette, non certo le signore. Pace alla sua anima, ma certo non era adeguata al ruolo di Principessa di Galles e con il suo poco equilibrio e molto protagonismo danneggiava e molto la monarchia.

    • milady ha detto:

      semplicemente un orrrendo vestito. Comunque è vero, sembrano molto più vecchi della loro età.

  7. Roberta ha detto:

    Con Diana ho un debito di riconoscenza perchè da adolescente il suo fidanzamento e matrimonio ha fatto sognare e credere nelle favole….e pensare che c’erano delle persone talmente fortunate in cui tutto ma proprio tutto era perfetto….e questo non era possibile….e infatti ad un certo punto fa scoprire che la realtà era ben diversa…a me Diana ha fatto un gran pena sia in vita che nella morte (causata dai suoi errori). La mia idea è che Diana all’inizio era veramente innamorata di Carlo, sicuramente sapeva qualcosa di Camilla e nella ingenuità dei 18 anni pensava che sarebbe riuscita a conquistarlo (in fondo tutti non erano innamorati di lei?)…quando si è resa conto che non sarebbe riuscita nell’impresa….ha fatto qualcosa del tipo “muoia Sansone con tutti i Filistei”, la verità è che a me il comportamento di Diana dava l’idea di una donna che si voleva vendicare dell’uomo di cui era innamorata e da cui si sentiva disprezzata, questa naturalmente è la mia sensazione. Non la giustifico, nè la condanno, se era una donna davvero interessata al prestigio della sua posizione avrebbe fatto buon viso a cattivo gioco come fanno in tante, e non la si può condannare perchè voleva al suo fianco un uomo innamorato e non il principe del Galles…però nel volere questo ha commesso degli errori che ha pagato con la vita….In qualsiasi situazione la colpa o la ragione non è mai da una sola parte, in questo caso però a pagare è stata lei sola.

  8. Rossella ha detto:

    Provo sempre una profonda tristezza quando leggo opinioni pesanti e astiosi nei confronti di Diana.
    Il tempo si dice sia galantuomo, ma mi sembra che qui non si facciano sconti a questa donna che credeva di aver trovato l’amore – come sperano tutte le giovani spose e le mogli- ma in realtà era l’intrusa in una coppia clandestina e consolidata.
    È considerata una “sciacquetta” perchè non ha taciuto ciò che tutti già sapevano? Si è difesa come farebbero tante donne normali nella sua stessa situazione.
    Di certo la sua morte non è la normale conclusione dei suoi errori, ma un terribile gioco del destino a suo sfavore che le ha impedito di trovare serenità, veder crescere i suoi figli e gioire dei nipoti.
    Si ritiene che Camilla abbia rispettato suo marito e i suoi figli? Se Diana viene considerata una “sciacquetta” come vogliamo chiamare una donna che ha avuto da sempre una vita parallela con un altro uomo, anche se di un ex futuro re trattasi?
    Dico ex perchè sogno che William scavalchi il padre, e renda ancora gli onori a sua madre.

  9. sabrina ha detto:

    Sono d’accordo con Rossella. Lady Diana ha una buona parte di colpe, aggravate da una pressione che noi possiamo solo immaginare. Però…
    Carlo si è sposato già sapendo che sarebbe stato un matrimonio a tre, Camilla non ha mollato, addirittura mi sembra che abbia appoggiato la scelta di Diana perché giovane, probabilmente ingenua e quindi gestibile. Qualche volta mi chiedo: ma se lady D. avesse continuato, diventando l’ennesima moglie regale rassegnata all’amante del principesco consorte, adesso come sarebbero messi? Carlo e Camilla avrebbero resistito con la loro relazione così tanti anni? Perché qui non si tratta solo di amanti di passaggio, per modo di dire.
    Camilla è sempre stata l’unica, vera, storia di Carlo. Con buona pace dei progetti materni. Non riesco ad immaginarli ai giorni nostri, tutti e tre insieme.

    • Rossella ha detto:

      …ingenua, gestibile e aggiungerei in buona salute così da poter garantire la discendenza reale.
      Avevano preparato una favola perfetta, sfido qualsiasi donna a non ribellarsi e a fingere che tutto vada bene.
      Tradimenti reali ce ne sono stati soprattutto tra coppie datate, che i giovani mi sembrano più seri, ma quello perpetrato tra Carlo e Camilla li batte tutti per un egoismo senza precedenti, scientemente studiato e messo in atto per arrecare sofferenza a tante persone.
      Se una famiglia regnante dovrebbe essere il faro e dare il buon esempio (così leggo in molti commenti) non mi sembra che possa essere rappresentata da Carlo e dalla sua seconda moglie.

    • Pellegrina ha detto:

      Infatti Sabrina, il matrimonio Windsor-Spencer è stato forse uno degli ultimi tentativi messo in atto per sostenere una morale grazie al cielo anacronistica quanto profondamente idiota, vale a dire la morale che ha guidato i matrimoni fino agli anni Settanta che finalmente l’hanno spazzata via, almeno nella mentalità comune. Per cui se ti innamori di una donna “non conveniente” te la tieni come amante nascosta e umiliata perennemente, e invece ti sposi la moglie perbene umiliandola a sua volta con ogni sorta di tradimenti. E umili pure te stesso vivendo una vita doppia e falsa verso tutte le persone coinvolte in primis te. Questa morale è quella che la di lui famiglia ha voluto a tutti i costi far passare nel primo matrimonio di Carlo e che lui non ha saputo rifiutare. La prima moglie non era un genio, non era colta e non era a mio giudizio neppure particolarmente simpatica, ma qualunque cosa le avessero fatto promettere a diciannove anni ha fatto perfettamente bene a mandarlo al diavolo quando è diventata una donna consapevole e più autonoma e sicura di sé. Detto ciò è evidente che Camilla è la giusta compagna di Carlo se mai ve ne fu una, e che dato che il divorzio esiste da un po’, hanno fatto molto bene anche loro a voler ricostruire e imporre alla di lui famiglia quello che avrebbe avuto tutte le caratteristiche per diventare il matrimonio “di fiaba del secolo”, per chi ci tiene. Un conto è tradire per una serie di conquiste senza senso, un conto è essere davvero trasportati verso chi è, ricambiato, da sempre l’amore di una vita: ed è cosa molto rara trovarlo, inescusabile perderlo. Senza scusare l’arrendevolezza di Carlo nel 1980, se qualcuno va davvero biasimato profondamente è la coppia genitoriale Windsor (e forse pure la di lei madre), per il modo in cui ha sempre voluto gestire la vita matrimoniale dei figli (e della sorella), non a caso finita in tre casi su quattro in un divorzio e per il modello familiare che ha trasmesso loro. Il quale modello rappresenta una variante di quello enunciato sopra, vale a dire, la donna si sposa per amore, l’uomo si sposa di passaggio, per poi gettarsi DI DIRITTO su qualsiasi cosa si muova in quanto maschio anche a un’età in cui la cosa passa dall’essere odiosa e profondamente irrispettosa all’essere penosa. Lei tace, pure quando lui è solo consorte, figlia, e regge le apparenze e così facendo perpetua il modello. Ma viva Elizabeth the Ist! Un modello come quello Windsor si ritrova in Spagna, in Svezia e in parte in Danimarca, con tutto che Margarethe è una donna ben diversa e di levatura assolutamente imparagonabile a una Diana. Speriamo che le generazioni successive sappiano vivere diversamente. Coppie ammirevoli come quella di C&C se ne vedono poche, forse in parte i Norvegesi sono paragonabili, chissà che succederà nella generazione successiva che pare meno consapevole di quanto ha dovuto fare la precedente e del peso dei risultati che essa ha ottenuto anche per loro.

      • Pellegrina ha detto:

        Tra l’altro un’altra che mandò giustamente al diavolo in due e due quattro questo modello di matrimonio fu la peraltro ben poco simpatica, per me almeno, Carolina di Monaco rispetto al primo marito. Poi si è infilata in una serie di altri rapporti diciamo curiosi, se sono vere le storie di maltrattamenti che mi pare siano circolate sui suoi compagni successivi. Forse, segno eloquente, anche il matrimonio dei suoi genitori era stato caratterizzato da quel simpatico “vecchio stile Windsor”: mi pare che a un certo punto si fosse parlato di infedeltà ripetute di Ranieri verso la moglie.

  10. http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

    come sempre ci si divide su Diana. io ho scritto spesso quello che penso sulla vicenda, non nascondo la mia simpatia per Carlo e per la moglie attuale e credo che comunque le colpe siano da tutte le parti. in particolare penso che la colpa più grande vada addossata alla famiglia di lei, incapace di comprendere, distante, sfasciata, fredda, indifferente che non ha saputo consigliare e guidare questa ragazzina romantica di 19 anni incapace di vedere oltre alle apparenze.

    • laura ha detto:

      Ho letto tempo fa una osservazione di Marlene Koenig. Affermava, di fronte ad una ennesima discussione sul famoso trio D-C-C, che prove inoppugnabili avevano dimostrato da tempo che la prima a tradire nel matrimonio era stata proprio Diana. Ora premetto che a me questa storia ha sempre interessato pochissimo però questa affermazione così perentoria proveniente da una storica autorevole nel campo royals mi colpì. Non riesco nemmeno ad immaginare quali siano queste prove e chi mai possa stabilire una cosa del genere …. Comunque ve la comunico per quello che può valere : una semplice curiosità.

      • Rossella ha detto:

        E ovviamente hanno fatto osservazioni senza neanche il gusto della replica, visto che la diretta interessata non c’era già più.
        Si é sempre detto, con Diana viva e vegeta, che in realtà Carlo e Camilla non si erano mai lasciati e con muto consenso accontentarono The Queen e la ragion di Stato che voleva Diana come degna consorte reale. La loro relazione giã avviata continuò e rimase segreta ai più, con buona pace del signor Parker Bowles perchè per Diana ci fu ben altro…

  11. ziowalter ha detto:

    Non sono mai stato un fan di Diana e non sono espertissimo dell’ argomento. Perciò vi pongo una domanda: il matrimonio tra Carlo e Diana è stato l’ ultimo combinato (e fallito) dalle famiglie reali? William e Kate, Felipe e Letizia, Abdullah di giordania e Rania, principi nordici in generale, Naruhito e Masako (più o meno) si sono trovati fuori dalle famiglie reali e sembra che funzionino. Sui matrimoni combinati e falliti mi viene in mente Juan Carlos e Sofia e sicuramente altri che non conosco oppure sono rimasti insieme anche se con frequentazioni diverse (mi pare di ricordare che Filippo si sia “divertito”.

    • http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2017/09/avatar_utenti.png marina ha detto:

      Masako poverina non si può dire che sia una donna felice, il matrimonio regge ma è costato parecchio alla ex promessa della diplomazia nipponica. Quello di Carlo e Diana più che combinato è stato un matrimonio iniziato con aspettative sbagliate da entrambe le parti, lui cercava moglie e sperava, essendo lei giovane di portarla verso suoi interessi e passioni (vedi la musica lirica, io ricordo sempre la foto di lei alla Scala prima basita e poi disperatamente annoiata… ti credo le hanno fatto sentire la Turandot l’opera più lunga e complessa di Puccini), lei essendo giovane, romantica e ingenua sperava che sarebbe stato il grande amore e lui essendo principe sarebbe stato un vero “principe azzurro”.
      Sofia e Juan Carlos dicono tutti che non fu combinato in senso stretto anche perché semmai ne combinavano uno con una cattolica e a lei magari cercavano un regnante vero non questo ragazzo che era lontanissimo dal trono.

      • ziowalter ha detto:

        Da qul che ho letto su masako (poco e saltuariamente) penso che il matrimonio funzioni perchè il marito si è preso cura della moglie. Penso a quando Naruhito prese Masako e Aiko e andò a vivere fuori dalla corte reale. Juan Carlos e Carlo da questo punto di vista penso che siano stati ben più distanti dalle rispettive consorti. E infatti le coppie sono scoppiate in modo diverso per fattori anagrafici e di impostazione culturale: Diana dopo 20 anni di matrimonio mentre Sofia dopo molti di più e senza il fragore mediatico della principessa del galles.

  12. Marilena L. ha detto:

    Diana per le giovani donne degli anni ’80 è stata un modello, comunque allora già superato. La favola della principessa non funzionava più. Ricordo che le nozze ultramediatiche, che seguii battendo la tesi, lasciavano intravedere qualcosa che non funzionava. Diana ha provato ad entrare nel ruolo ma non ce l’ ha fatta. E forse a suo modo si è ribellata. Certo non era aiutata nè dalla “ditta ” (così mi sembra che chiamasse la corte ) nè sostenuta da una forte cultura personale. Era riuscita a diventata un’abile p.r di se stessa ma bisogna ricordare che era giovane e molto sola.
    Trovai di pessimo gusto l’intervista del 1995: ma forse anche questo era un modo per ribellarsi e per uscire dal ruolo in cui era stata ingabbiata.
    La morte l’ha quasi santificata ma credo che in realtà fosse solo una persona fragile e sola, chiamata ad un ruolo troppo impegnativo.
    La sua storia ha segnato un’epoca …la fine dei matrimoni ” combinati “(almeno speriamo )

    • Pellegrina ha detto:

      Sono riuscita a leggere solo una parte dell’intervista quindi parlo con cognizione parziale. Dopo tanto tempo a me fa l’effetto di un tentativo di ricavarsi un ruolo anche per il futuro non troppo lontano dalla famiglia reale. Non solo vendetta, sfogo psicologico ecc., ma desiderio o trattativa per non essere del tutto espulsa e cancellata da quella famiglia alla quale aveva pur dato due figli e da quella dinastia per cui aveva generato un futuro re dandogli metà dei suoi geni mentre sopportava per due lustri il tradimento del di lui padre.

      E forse, benché come persona non mi abbia mai entusiasmato, anzi, benché la senta estranea sotto tutti i punti di vista, direi che se lo sarebbe anche meritato: sia perché come comunicatrice funzionava, e avrebbe potuto ricavarsi un ruolo pop a fianco e non sovrapposto a quello più standard degli altri, Camilla inclusa, ma lavorando in équipe e sinergia; sia perché meritava un risarcimento. Perché sarà vero che la decisione di infilarsi in quel rapporto la prese lei, ma è anche vero che a diciannove anni soprattutto si ha il diritto di essere rispettati e non manipolati come lo fu lei dalla royal family, infilando una ragazzina giovanissima e proprio perché giovanissima e supposta “molle” in una situazione di facciata che avrebbe potuto essere contrattata a stento con una quarantenne navigata, o con una ragazza interessata ad altro come Marina di Kent nell’epoca dei matrimoni di copertura.

      Insomma una famiglia con un po’ più di fantasia avrebbe potuto trovare una soluzione diversa dall’espulsione della reproba, anzi delle reprobe dato che nello stesso tempo ci fu anche il divorzio di Andrea. Anche perché, dato che per nessuno dei due era stato un matrimonio di folle amore, la delusione era senz’altro più gestibile e metabolizzabile da parte di entrambi rispetto a un abbandono da parte del grande amore della vita.

  13. Dora ha detto:

    l’ultimo matrimonio combinato è stato quello del 2008 che risolse la disputa tra le due case reali georgiane: il tempo di mettere al mondo l’erede (2011) ed erano già divorziati (2013)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Bagration#Soluzione_matrimoniale_alla_disputa_dinastica
    https://en.wikipedia.org/wiki/Giorgi_Bagrationi_(born_2011)

  14. sabrina ha detto:

    Sapete che vi dico? Diana avrebbe dovuto essere agevolata dalla sua estrazione sociale, lady di nascita, provenienza giusta, albero genealogico perfino più antico della famiglia reale…, eppure comincio a pensare che proprio questo la rendesse impreparata al ruolo! Crescere con il mito della famiglia reale e del matrimonio perfetto, in un ambiente privilegiato ma con una famiglia sfasciata, non è molto utile per vedere la realtà vera a propria!
    Non penso che sia un caso se William è così affascinato dalla famiglia della moglie, imperfetta, con una madre ambiziosa, però normale e unita.
    Quello che, a conti fatti, loro non hanno avuto.

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