domenica, 18 gennaio 2009
Lady D nuda e cruda
Premessa fondamentale: non so una fan di Lady D. Faccio parte di quella schiera di persone che, pur con tutto il rispetto dovuto ad una persona morta, ha cercato di valutare le sue azioni nel complesso. Ok quindi benissimo l’impegno umanitario, l’attenzione ai diseredati, l’adesione alla campagna sulle mine antiuomo, ma per favore non dimentichiamo tutto il resto. Cioè la donna manipolatrice, instabile e dalla personalità multipla. La quale, fra l’altro, nel vespaio che poi è diventata la sua vita, ci si è cacciata da sola. Da punto di vista editoriale la breve esistenza e le mirabolanti imprese di lady Diana Spencer principessa del Galles, sono state una miniera d’oro. In questi anni ho letto quasi tutto, perché la storia, ammettiamolo, è intrigante, ma ne sono uscita sempre profondamente delusa. Per questo motivo avevo rimandato sine die l’acquisto di “Lady Diana chronicles” di Tina Brown, ma alla fine l’uscita in edizione economica (per i tipi della Tea a meno di 5 euro se lo ordinate on line) mi ha convinta a fare l’investimento (http://www.ibs.it/code/9788850217755/brown-tina/lady-diana-chronicles.html).
Il libro è una inchiesta in puro stile giornalistico e, soprattutto, è obiettivo. Lady D. non ne esce come una santa, né come una psicopatica, ma l’analisi attenta e profonda del suo back ground ci consente di capire molti aspetti, apparentemente inspiegabili, della sua intricata personalità. Imprescindibili (e per la prima volta accuratamente relazionate anche ad un pubblico di profani) le valutazioni sui complessi riti sociali e di casta dell’aristocrazia inglese della quale lady Diana era un prodotto. Educata con l’obiettivo del “matrimonio perfetto” e con il mito della famiglia reale, Diana si è inventata un amore che non esisteva e si è trovata rinchiusa in una vita non di suo gradimento. Non intellettuale, poco colta, ma abilissima nelle p.r. si è quindi costruita una magnifico culto della personalità, perseguito con accanimento fino all’ultimo giorno della sua vita. Ma c’è di più il libro su lady Diana non è solo il resoconto, spesso impietoso, di quello che è successo a una giovane principessa che ha visto il suo principe trasformarsi in rospo. È lo spaccato di un decennio in cui la violazione sistematica della privacy è diventata il rovescio della medaglia della fama e della celebrità. «È stata Lady Diana a dare l’avvio a questo fenomeno, nel 1995, con la coraggiosa intervista televisiva concessa a Martin Bashir della Bbc. Ha detto alla famiglia reale inglese che era distante dalla gente. Nessuno si era mai permesso, prima, di criticare in pubblico la regina d’Inghilterra», ha spiegato la Brown in una intervista. Ci vuole talento (la Brown che fu giovanissima direttrice di Vanity Fair e poi del mitico “The New Yorker”) determinazione e passione non comune per il giornalismo per prendere una vicenda saccheggiata dalla presse scandalistica, già raccontata da maggiordomi, astrologhe, segretarie, ex amanti, e trasformarla in una storia magnetica, forse scioccante, dai risvolti di una modernità inquietante.
In questo caso la storia è tragica, ma per chi volesse capirne di più sul mondo da cui Diana proveniva consiglio di leggere “Snob” di Julian Fellowes (http://www.ibs.it/code/9788854500112/fellowes-julian/snob.html) un romanzo irresistibile e piacevole che celebra lo snobismo inglese e il “futile mondo di duchi e duchesse, marchesi e governanti”.
Scritto da: marina
Categorie: Letture Reali
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sissi
domenica, gennaio 18, 2009 alle 21:26
Amo Diana per ciò che ha rappresentato, la contrapposizione all’impolverata monarchia inglese. Amo anche la trasformazione della sua immagine..da ragazza impaurita a donna di stile. Sul resto…ci sono molti punti di domanda ma è diventata un mito.Non mi dispiace ti dirò…
Marina Minelli
domenica, gennaio 18, 2009 alle 22:54
Sissi allora devi leggere il libro della Brown, ci sono molti passaggi su questa trasformazione nella sua immagine e nel suo stile. Nulla di casuale, tutto molto studiato. Il libro però evidenzia anche altri aspetti abbastanza inquietanti, tipo la sua “simpatica” tendenza a scaricare gli amici ai quali aveva chiesto favori scomodi. Tipo, dopo il libro-scandalo di Morton da lei ispirato, gli amici coinvolti sono stati tutti abbandonati al loro destino.
sissi
venerdì, gennaio 23, 2009 alle 18:56
Avevo letto Diana,la vita e il mito della Bradford. Rimane per me un personaggio enigmatico…e continua ad affascinarmi. Sulle donne che abbandonano le amiche al loro destino …potremmo scrivere noi un libro!! baci Mari..
Zu
lunedì, gennaio 26, 2009 alle 14:05
Io non criticherei una persona per essere una brava p.r. e per essere in grado di farsi fare favori scomodi. Non sarà colta, ma ci vuole grande intelligenza. Ok a dire che non sia stata un santa, ma perchè dobbiamo esserlo tutti per forza?? Manipolatrice e scaricatrice?? Be’ sarebbe stata una regina perfetta allora! Che ne dici?
Marina Minelli
lunedì, gennaio 26, 2009 alle 23:58
Cara Zu, secondo me, Diana è entrata in un gioco accettandone le regole. Poi ha deciso che quelle regole non le piacevano e non aveva nessuna intenzione di rispettarle. Ecco credo che se decidi di giocare, metti a calcio, non è che poi fai come ti pare, quello mi smbra si chiamo gioco scorretto e l’arbitro tira fuori il cartellino rosso. Comunque il parallelismo con Marie Antoinette non è tanto azzardato. Anche la regina di Francia ha deciso di non rispettare le regole (che poi per entrambe erano quelle della “rappresentazione” dello spettacolo regale) e sappiamo come è andata a finire.
Zu
martedì, gennaio 27, 2009 alle 12:34
Sì MArina, però tu parli di una partita di 90′….. Qui si parla di tutta la vita… E’ facile accettare le regole del gioco quando ancora non ci sei dentro o quando sei ancora molto giovane…. Una volta che cresci e maturi e REALIZZI dal vivo è diverso… Anche i calciatori se si stufano amettono, così come tutti. Altrimenti sarebbe come dire che io devo restare con le idee che avevo a 20 anni, non maturare, non farmi un’opinione mia, non crescere grazie all’esperienza e continuare a fare qualcose che non mi piace, va bene qualche secolo fa, ma ora mi sembra abbastanza anacronistica come cosa! Sarebbe come dire che se faccio un errore devo continuare a perserverare perchè non ne posso venire fuori… Non mi entusiasma come visione della vita… Il parallelo cmq non era solo con Maria Antonietta, ma un po’ con tutti i re e le regine che si rispettino, se non sanno manipolare il popolo che reali sarebbero??
Marina Minelli
martedì, gennaio 27, 2009 alle 13:05
Zu la monarchia inglese è anacronistica. Paradossalmente si è “aperta” un tantino solo dopo la vicenda Diana e la sua tragica morte. Però tu fai un’osservazione decisiva, lei era molto giovane ed è cambiata. Il problema è stato proprio questo: il sistema voleva una fanciulla giovane ed “inesperta” da plasmare possibilmente, lei lo era ma non ha funzionato perché il mondo che apparentemente le poteva piacere alla fine non è stato più di suo gradimento. E non voglio trascurare le responsabilità di Carlo che si è presto stufato di una persona con la quale aveva poco o nulla in comune. Hanno drammaticamente sbagliato tutti e due. Se fosse accaduto cento anni fa, o anche prima della Seconda Guerra Mondiale, nessuno se ne sarebbe accorto.
Comunque vedo con piacere che l’argomento Diana è sempre molto controverso e molto dibattuto, insomma anche se sono passati oltre 11 anni dalla sua morte lei è ancora ben viva.
Zu
martedì, gennaio 27, 2009 alle 13:44
Se parliamo di anacronismo, a mio avviso, nel terzo millennio tutte le monarchie occidentali sono anacronistiche, proprio perchè monarchie… ahi voglia a sposare giornaliste, borghesi e quello che ti pare, siamo un po’ fuori tempo massimo… Ed hai ragione, se fosse successo qualche tempo fa sarebbe stata normale amministrazione, ma proprio perchè i tempi sono quelli che sono, i reali inglesi sono stati un po’ ingenui nel pensare che, se fosse capitata una ragazza “ribelle”, tutto si sarebbe potuto risolvere come “al solito”… forse non si aspettavano che internet ed i cellulari (e via dicendo) diventassero popolari, ma sarebbe stupido visto che loro ne erano a conoscenza in tempi non sospetti (ed Elisabetta II era e resta una persona lungimirante), quando internet ed altre forme di comunicazione assimilabili a a quella mobile erano utilizzati durante la seconda guerra mondiale dagli eserciti inglesi e americani per le comunicazioni… Ecco l’arroganza della monarchia: pensare di non essere anacronistici e di poter disporre di mezzi superiori di quelli del popolo… Per fortuna non è più così!!
Marina
giovedì, gennaio 29, 2009 alle 13:28
Si è vero Zu sono anacronistiche. Cioè è anacronistico il concetto di passaggio ereditario del “potere” nel senso, ovviamente, della rappresentatività dello Stato, perché potere politico non ne hanno. Il discorso è assai complesso ed articolato. In Spagna, volenti o nolenti, ha funzionato e Juan Carlos, sul quale nessuno all’inizio avrebbe scommesso un soldo bucato, ha saputo reggere il timone con mano ferma. Anzi ora è definito “il motore del cambiamento”. Idem in Inghilterra perché Elisabetta rappresenta la nazione, meglio di chiunque altro. Ma non solo, nell’isola non sono pochi quelli che ancora ricordano l’esempio dell’allora principessa ereditaria e dei suoi genitori (re Giorgio VI ed Elisabetta) durante la “battaglia d’Inghilterra”. La Queen Mother, pur sollecitata a farlo, non abbandonò mai l’Inghilterra devastata dalle bombe della Luftwaffe e di questo i concittadini le furono sempre grati. Una riconoscenza che si è estesa alla figlia, meritevole poi anche ovviamente per cose sue. Resta il tema del passaggio ereditario, quindi non per meriti, ma semplicemente per nascita. L’argomento è stato affrontato dal punto di vista monarchico dall’ex ministro, nonché famosissimo docente universitario Domenico Fisichella nel saggio “Elogio della monarchia” (Vallecchi 1995).
Zu
giovedì, gennaio 29, 2009 alle 15:54
Dipende cosa si intende per potere politico… Se è quello di decidere o quello di influenzare… Anche il Vaticano non ha potere politico, ma di fatto STRA influenza la nostra politica… quindi il confine non è poi così netto come si pensa…
E’ anacronistico il passaggio di potere con la nascita (ma quello succede anche nelle piccole-medie aziende, che però falliscono se l’erede è un incapace, cosa che alle monarchie non succede….), ma è anacronistico anche il fatto che le tasse di cittadini vadano a pagare in parte i vizi di una rappresentanza che, visto che non ha potere politico, ha utilità pari a….. non mi viene un pari, perchè in natura tutto ha utilità, anche i pidocchi… Le monarchie (sempre occidentali) ne hanno qualcuna??
marcella candido cianchetti
giovedì, marzo 12, 2009 alle 08:33
vado a vedre il link buona giornata
Anonymous
domenica, agosto 30, 2009 alle 23:41
MA PENSATE SOLO A FARE SPAZZATURA !!!!!!!!!
Anonymous
domenica, agosto 30, 2009 alle 23:44
DOMANI SONO 12 ANNI CHE CI HA LASCIATO… PENSATE HA DIRLE UNA PREGHIERA E MAGARI RINGRAZIARE UNA DONNA CHE AVEVA SI TUTTO E TUTTI MA E' STATA CAPACE ANDARE A CAMINARE DOVE NEPPURE IL PAPA HA FATTO O SI SOGNEREBBE DI FARE !!!
PENSATECI, INVECE DI SCRIVERE PUTTANATE, RINGRAZIATE CHE SIA ESISTITA !!!
BRAVA E UNICA LADY DIANA.
MINA 75
Marina
lunedì, agosto 31, 2009 alle 08:58
Prima o poi doveva succedere. Cioè mica si possono avere sempre e solo commenti elegiaci ed estasiati, ogni tanto ci vuole anche qualche sano insulto. Ecco secondo Mina75 il post di cui sopra, nel quale presentavo il libro di Tina Brown su Lady Diana sarebbe "spazzatura". Allora, io ho recensito un libro, la Brown lo ha scritto, se a Mina75 entrambe le cose non sono piaciute, ecco mi dispiace per lei, come si dice "de gustibus". Come credo sia corretto avere opinioni diverse su Lady Di che io personalmente non ritengo una santa donna, ma una ragazza con un sacco di problemi che si è infilata con le sue mani (per un sogno, per un'illusione) in un vespaio. Ad ogni modo, ricordo a Mina75 che qui il dialogo è sempre proceduto sui binari della correttezza e che se vuole continuare a confrontarsi con noi è la benvenuta, ma non tutto a lettere maiuscole perché nel linguaggio web equivale ad urlare il che non ci piace. E soprattutto senza insulti altrimenti eserciterò il mio diritto (come proprietaria del blog) alla censura. Non lo voglio fare, non l'ho mai fatto e vorrei evitarlo. Grazie e buona giornata!
Anonymous
lunedì, agosto 31, 2009 alle 09:41
Da Sisige: ho letto TUTTI i libri su Lady Diana, sia quelli 'intelligenti' scritti da professionisti della cronaca piuttosto imparziali, sia quelli 'spazzatura' scritti da persone che hanno voluto cavalcarne il mito cercando solo di far senzazione e denaro.
Dunque dico la mia: penso che si debba considerare Diana certamente un'icona ma soprattutto una donna con pregi e difetti come tutti, senza santificarla nè demonizarla; certo si è trovata in un contesto assolutamente eccezionale che, secondo me, ha saputo gestire con difficoltà certamente per la sua età acerba. Se si fosse sposata a 29 anni invece che a 19 probabilm.le cose sarebbero andate diversamente. Per il resto è stato già detto tutto e il contrario di tutto. Secondo me comunque lei ha fatto delle scelte pesantemente sbagliate nell'ultima parte della sua vita ma il palcoscenico mondiale sarebbe stato migliore con lei presente (penso alla beneficienza…) BACIONI!
Marina
lunedì, agosto 31, 2009 alle 10:00
@ Sisige grazie per il contributo alla discussione, anche io ho letto molti libri su lady D. (non tutti sicuramente) e l'idea che mi sono fatta è quella che ho detto sopra. Ovviamente con tutti i limiti del caso, cioè una conoscenza dei fatti non diretta, ma filtrata. Icona certo, palcoscenico mondiale migliore? Non so, una cosa però è certa, due ragazzini sono rimasti senza le loro mamma e questo è terribile. Ricordo al funerale i fiori bianchi con il biglietto con su scritto Mummy. Una tristezza!